domenica 17 aprile 2011

Anche in finalndia...

i nazionalisti finlandesi terzi, euroscettici naturalmente, arrivano e già si vede il piglio diverso con cui questo paese affronterà il futuro. Non poteva continuare così: la UE ha fallito. Ha fallito nel sogno dei grandi padri dell'europeismo (Albertini, Spinelli, ecc.) tradendone le idee e i progetti. Ha fallito anche la versione di chi teorizzò una espansione a magma (si facevano accordi dove si poteva poi si debordava in altri campi). Ha fallito la sua versione liberista e monetaria (bé quest'ultima era nell'ordine delle cose perché un sistema basato tutto sull'individuo - e sui suoi comportamenti sul cosiddetto mercato - e sul debito da cui rientrare non poteva non fallire). Cosa ne rimangono? Macerie istituzionali (Parlamento che non serve a un tubo o solo ad aggravare il conto da pagare per i cittadini; Commissione preda del Consiglio d'europa) e sociali: c'era quasi d'aspettarselo che prima o poi i popoli, e non i governi, si sarebbero voltati da un altra parte, segnatamente verso chi gli promette che i soldi rimarranno dove sono e non ci saranno interferenze esterne: poteva essere altrimenti? No, perché la lotta fra Stati forti e deboli era diventata una farsa dove da un lato avevamo la Germania, la Francia e l'Inghilterra ceh mirano ad egemonizzare dall'altra gli altri (noi compresi anche se nelle ultime posizioni visto i personaggi che ci ritroviamo fra i piedi) che pagano il conto e hanno perso la propria autonomia avendo di fronte due strade (o bere l'amaro calice (sottostare ai diktat dei forti) o affogare nel debito) hanno scelto la terza: mandare al diavolo i 70 anni di pace e ripiegarsi su stessi sperando che i danni non soverchino troppo i guadagni attesi. Avevano alternative? A mio parere no dato che l'unico organo che eleggevano direttamente era il Parlamento che è poco più di una pletora. Si sarebbe dovuta prendere prima un altra strada: si sarebbe dovuto rinunicare agli egoismi di classe e di casta prima di dar vita a trattati che erano cappi al collo e non carte costituzionali di diritti, doveri e facoltà: un esempio? L'ultimo trattato, doo la crisi finanziaria, che prevede il fondo salva stati, in realtà salva banche (guarda caso tedesche, francesi, inglesi), che dovrebeb intevenire per "aiutare" e che invece fa esattamente il contrario ossia li affoga di tagli, ritagli e frattaglie a spese del contribuente nazionale che non vede mai l'uscita dal tunnel; in più prevede anche il cosiddetto rientro nei parametri prestabiliti (ad esempio nel nostro caso se la crescita, si fa per dire, é inferiore al 1% ci vogliono manovre da 40 miliardi di soli tagli; se invece é fra l'1% e il 2% manovre di tagli di 20 e così via........ e dato che il nostro governo ha detto che per ora va tutto bene si é impegnato a che a partire dal 2014 se le cose non vanno lisce dovrà attuare il meccanismo pena sanzioni, se questo non è un cappio al collo...... ironia della sorte è probabile che ci sia un altro governo allora e le rogne saranno sue!!!) pena sanzioni durissime che rendono i tagli una manna dal cielo. E' questa l'europa che ci avevano descritto? No, naturalmente. Ma non é nemmeno il mercato che ci avevano raccontato dove tutti felici e contenti si collaborava senza retropensieri da nessuna parte..... in più aggiugiamovi anche le "situazioni" nazionali e il giochino al massacro é fatto: sempre nel nostro caso come si fa con una Istituzione che attacca tutte le altre per ragioni "personali" (ottenere quanto richiesto piegando tutto e tutti al proprio volere..... aveva ragione chi parlava di putinizzazione del paese) e punta a un dominio padronale del paese che verrebbe trasformato in una enorme holding dove tutto é in funzione dei vertici e non delle persone. Quanto dura un paese così? Infatti da noi la Lega e i vari capipopolo vanno alla grande e il paese si sta dissolvendo come neve al sole.......... Buonanotte Europa ....... Buonanotte Italia ........
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