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domenica 16 luglio 2017

5 milioni di poveri assoluti, ma il PD regala miliardi alle banche

In Italia i poveri assoluti sono quasi 5 milioni, ma il governo Gentiloni, esattamente come quello di Renzi, ha deciso che le banche sono più importanti, che sono loro la vera emergenza a cui far fronte.
Fatalità i dati Istat arrivano proprio nei giorni in cui il governo PD, con il suo vergognoso decreto sulle Banche venete, regala 5 miliardi a Banca Intesa, che si aggiungono ai 12 miliardi a rischio sui crediti deteriorati e i contenziosi degli istituti veneti.
L’anno scorso i poveri assoluti erano 4 milioni e 598 mila, oggi sono 4 milioni 742 mila. E’ il dato più negativo dal 2005 ad oggi e crescono pure le persone in povertà relativa che passano da 8 milioni 307 mila a 8 milioni 465 mila. Sono persone in carne e ossa, ma per il governo sono solo numeri.
Il governo Gentiloni, in linea con Renzi, continua a proporre misure del tutto insufficienti per aiutare le persone e le famiglie che sono in grave difficoltà economica. E’ un dato di fatto che la politica abbia trascurato per troppo tempo l’argomento, nascondendosi dietro la scusa della mancanza di risorse economiche. Poi però per aiutare le banche le risorse si trovano sempre: dal 2011 i governi hanno regalato in totale alle banche 85 miliardi di euro, ai cittadini italiani in condizioni di povertà solo briciole! Eppure una strada diversa è possibile. Bisogna smettere di pensare alla logica dei bonus, ora più che mai bisogna aprire un dibattito serio sulla necessità di introdurre una misura di sostegno al reddito collegata alla formazione e al reinserimento nel mondo del lavoro, come il reddito di cittadinanza del MoVimento 5 Stelle, che giace in Commissione da oltre 2 anni e mezzo proprio per colpa del governo e della maggioranza.
E’ proprio l’ISTAT a certificare che la proposta del MoVimento 5 Stelle sul reddito di cittadinanza costa 14,9 miliardi e che servirebbe ad azzerare la povertà più grave senza dispersione. I soldi non possono essere una scusa. Le famiglie vanno aiutate ora perché non possono più aspettare.
Da beppegrillo.it

giovedì 13 aprile 2017

Moneta fiscale, una proposta che può farci uscire dalla crisi dell’Eurozona

di | 13 aprile 2017  Il Fatto Quotidiano

Lo Stato può creare moneta? Certamente sì. L’economia può crescere solo se c’è moneta: la Cina, per esempio, è cresciuta molto rapidamente non per i soldi raccolti con le tasse o per i prestiti esteri, ma creando moneta ex novo. La domanda infatti traina l’offerta (e non viceversa, come insegna J. M. Keynes). Una società con carenza di moneta fa la fine del Giappone, fermo da tre decenni. Anche l’Eurozona è in deflazione ormai da un decennio perché l’euro è strutturalmente una moneta deflazionistica, perché la Bce presta enormi quantità di denaro solo alle banche, e perché le banche investono nella finanza e non nell’economia reale. Le banche non prestano denaro perché hanno troppi crediti in sofferenza; e le aziende non riescono a restituire i debiti perché manca la domanda e le banche non danno più respiro.
Per uscire dalla trappola della liquidità occorre quindi immettere nuova liquidità nell’economia reale. Siccome però l’euro non circola, occorre creare una moneta alternativa valida: la moneta fiscale.
In Italia la principale e la più strutturata proposta di moneta alternativa – che sta dando origine ad altre varianti, come quella comparsa sul blog di Beppe Grillo e presentata in bozza dal prof. Gennaro Zezza – è certamente quella promossa da Micromega e dal compianto Luciano Gallino, uno dei più stimati sociologi italiani. Questa proposta si basa sull’emissione di notevoli quantità di moneta fiscale da parte dello Stato senza però creare debito, ovvero senza fuoriuscire dai Trattati dell’Eurozona. L’obiettivo è di attuare manovre espansive senza provocare nuove drammatiche crisi alla gente.
A differenza di quanto ha scritto su Il Fatto Quotidiano il 5 aprile scorso Fabio Scacciavillani, la moneta alternativa che proponiamo non è però una vera e propria moneta; ovviamente questa è infatti proibita a causa del monopolio della Bce sull’euro e sulla moneta legale: questo lo sanno tutti. La moneta fiscale che abbiamo studiato è invece un titolo di Stato che può fungere perfettamente come moneta.
.............................. Il resto sul Fatto Quotidiano

domenica 13 dicembre 2015

La bolletta elettrica sempre più cara

13/12/2015 di triskel182
“Con l’imminente riforma del tariffe di rete la bolletta energetica degli italiani dal 1 gennaio 2016 costerà di più e ingrasserà le tasche dei produttori e distributori di energia, svuotando quelle dei cittadini. Il doppio affondo, guidato dall’Autorità per l’energia e assecondato dal Governo, è perfettamente riuscito.
Da mesi il M5S denuncia e si oppone alla subdola manovra dello stesso Presidente del Consiglio che intanto annunciava tagli alla bolletta elettrica del 10%. Ora sappiamo che non ci sarà nessun taglio, ma solo aumenti per 20 milioni di utenti.
La riforma delle tariffe di rete farà soffrire le famiglie a più basso reddito, in costante ascesa nel nostro Paese (lo dice l’Istat). E implementerà un meccanismo folle: pagherà di più chi consumerà di meno. Contravvenendo a ogni principio dettato dal buon senso e dalle indicazioni europee per combattere i cambiamenti climatici.
Se da una parte l’Unione Europea chiede agli Stati piani di contenimento delle emissioni di CO2 nell’atmosfera e quindi, implicitamente, minori consumi energetici, dall’altra il Governo italiano porta avanti una riforma che produrrà un aumento dei consumi, scaricandoli sui cittadini più virtuosi, che spesso coincidono con i più poveri.
Se è questa la strategia italiana pensata da premier per la Conferenza mondiale sul clima a Parigi, allora non ci siamo. Il Governo avrebbe l’occasione di mettere il nostro Paese al centro di un cambiamento epocale. E invece si abbandona alle solite logiche a favore dei colossi del fossile.
La riforma dell’Autorità per l’energia – sostenuta dal silenzio del Governo – colpisce anche gli investimenti in efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili: rendendo il conto più salato per chi ha consumi bassi e meno conveniente investire in tecnologie per il risparmio o l’autoproduzione, come il fotovoltaico o la cogenerazione. È facile prevedere una tempesta di ricorsi.
Vengono inoltre stabilizzati i ricavi dei distributori. L’esecutivo mette in cassaforte i bilanci in capo alle multinazionali dell’energia – Enel in testa – perché questa riforma sposta i costi di rete dalla quota variabile a quella fissa. In tal modo, viene superato il rischio di mercato essendo gli utili non più legati ai consumi ma a costi fissi per utenza elettriche che garantiscono così utili sicuri fino al 2030, quando scadranno le concessioni di gestione della rete. Più semplicemente, gli utenti pagano i costi di rete non più in base a quanto consumano, ma secondo il prezzo fissato per ogni utenza elettrica.
Una vera e propria truffa ai danni degli italiani. Per ostacolarla il M5S è impegnato in tutte le sedi competenti, compresa quella europea.
Energia pulita e a basso costo significa un ambiente più accogliente, tutela della salute e aumento dei posti di lavoro. Ma questo Governo probabilmente ha altri piani per gli italiani. ”
Di Gianni Girotto, M5S Senato da beppegrillo.it

giovedì 24 settembre 2015

Che Guevara

nulla da aggiungere.....

Discorso completo intervento del Che all'ONU nel 1964
DAL BLOG DI BEPPE GRILLO A FIRMA DI MASSIMO FINI
"Nel 1967 moriva Ernesto Che Guevara. Allora, come negli anni immediatamente successivi, le contingenze storiche e le passioni politiche impedirono, a coloro che rifiutavano di fare dell'Italia "un altro Vietnam" un'analisi serena della figura e dell'opera del "comandante". Oggi, a tanti anni di distanza, una simile analisi può e deve essere fatta. Ed allora ciò che rimane, l'ammaestramento vero di una simile vicenda, non è nei sogni ormai ingialliti di un marxismo agonizzante, ma nell'esigenza di un rovesciamento radiale della società, in un'immagine della rivoluzione come atto assoluto, come gesto puro ben oltre gli angusti limiti del marxismo storico.
Ecco, Che Guevara come rivoluzionario assoluto: così ci piace ricordarlo. Alfiere di un'utopia che proprio nella sconfitta realizza i suoi valori morali, sottraendosi al banale e corruttore compito della gestione cui l'eventuale vittoria l'avrebbe destinato."
Massimo Fini

martedì 17 marzo 2015

Gli avvoltoi dei servizi pubblici.

Fonte: Triskell182 a firma Di Marcello Foa da beppegrillo.it
del 14/03/2015
 “Quando sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, il nuovo Titolo V permetterà a quel galantuomo di Renzi, che tanto ha a cuore i destini del suo Paese, di fare un immenso regalo ai colossi stranieri dell’energia privatizzando i servizi di acqua, luce e gas” intervento di Marcello Foa.
“L’importante, spesso, non è spiegare, ma non far capire. Molte riforme fondamentali passano tra le pieghe di un provvedimento come se fossero marginali. I parlamentari approvano senza nemmeno sapere cosa votano, seguendo le indicazioni del capogruppo mentre i giornalisti ne scrivono senza capire o, ancora meglio, non ne scrivono affatto.
Prendiamo la recente riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi. I giornali si sono concentrati sugli aspetti più eclatanti come l’abolizione di fatto del Senato e l’aumento delle firme per referendum e iniziative popolari; pochi hanno parlato dell’articolo V della Costituzione, che solo a nominarlo… bah che noia!
Tutti, la settimana scorsa, hanno pubblicato un vademecum sulle riforme. Ecco cosa scrive ad esempio La Stampa: “TITOLO V – Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto. Su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, «quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale».“
Caro lettore, cosa hai capito? Nulla, scommetto. Però se riascolti un bel servizio televisivo de la Gabbia, mandato in onda il 26 settembre 2013 e ripreso in questi giorni su twitter da Alessandro Greco, la riforma dell’articolo V assume un altro significativo. Guardalo, ne vale la pena, dura appena 3 minuti.
In questo servizio il dirigente generale Lorenzo Codogno, a capo della direzione I analisi economico-finanziaria del Dipartimento del Tesoro, del Ministero dell’economia e delle finanze, intervistato sulla vendita di partecipazioni Eni, Finmeccanica, Enel dichiarò: «Il problema è che non prendi tantissimo perché ho fatto il calcolo un po’ di tempo fa sono 12 miliardi, non è una gran cifra, meno di un punto di Pil. La vera risorsa sono le utilities a livello locale. Lì sono veramente tanti, tanti miliardi, il problema è che non sono nostri, dello Stato, sono dei Comuni, delle Regioni (…)E quindi bisogna cambiare il titolo V della Costituzione. Ed espropriare i Comuni e le Regioni»
Il deputato Simonetta Rubinato del Pd depositò un’interrogazione alla Camera chiedendo spiegazioni al primo ministro. A quanto mi risulta nessuno ha risposto.
E ora, guarda un po’, il titolo V è stato riformato e prevede, cito il Sole 24 Ore, quanto segue: “il nuovo articolo 117 si caratterizza per l’eliminazione della legislazione concorrente con riattribuzione alla competenza legislativa esclusiva dello Stato di diverse materie quali quelle relative alla regolamentazione del procedimento amministrativo, della disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle Pubbliche amministrazioni, della previdenza complementare ed integrativa, del commercio con l’estero, della valorizzazione (oltrechè tutela) dei beni culturali e paesaggistici, dell’ordinamento delle professioni e della comunicazione, della produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia, delle infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; dei porti ed aeroporti di interesse nazionale ed internazionale.”
Come sempre le leggi italiane sono pasticciate e pare che la norma non si applichi alle ragioni a statuto speciale; però il senso mi sembra inequivocabile: quando sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, il nuovo Titolo V permetterà a quel galantuomo di Renzi, che tanto ha a cuore i destini del suo Paese, di fare un immenso regalo ai colossi stranieri dell’energia privatizzando i servizi di acqua, luce e gas.
Io sono un liberale e se le privatizzazioni servissero a portare vera concorrenza e servizi e tariffe migliori per tutti, sarei il primo a rallegrarmene, tanto più che le utilities pubbliche non sono certo un modello di gestione e di efficienza. Ma il rimedio rischia di essere peggiore del male. Purtroppo l’esperienza dimostra che, in questo settore, come avvenuto per le Autostrade, le privatizzazioni si risolvono nella sostituzione di un monopolio pubblico con uno privato. E a rimetterci sono gli utenti costretti a far fronte a un’esplosione dei prezzi delle bollette.
Insomma, una fregatura su tutta la linea. Prendetene nota e al momento opportuno ricordatevi chi ringraziare.”
p.s.
insomma non sono bastati referendum, proteste, cause legali, milioni di voti che si sono spostati verso l'astensione o verso M5S a fermare gli appetiti delle aziende private degnamente difese dalla politica...... di cui fa parte anche il PD. Che si deve fare ancora? Fra un pò ci saranno le elezioni regionali: quale strada si prenderà? Quella dell'Emilia con una forte astensione o faremo le pecore come sempre? E' vero che la Costituzione parla di "economicità" come criterio fondante dei servizi pubblici ma è anche vero che finora tutto quello che è stato privatizzato ha visto un aumento esponenziale della tariffe e dei servizi dati ai privati: dov'è l'efficienza del mercato in tutto ciò? Non si contano più le accuse di "cartello" per praticare prezzi alti alle succitate aziende, quindi si rivela una vera e propria rapina.... eppure nessuno prende il coraggio di dire no! Chissà perchè..

martedì 17 febbraio 2015

Riforme: mena pure, tanto la colpa è di Grillo

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 15 02 2015 a firma di
Neanche fa più notizia che, nella politica italiana da sempre capovolta, il Parlamento cacci chi grida “Onestà, onesta!”. In fondo è la colpa più grave, quella più imperdonabile: un po’ come andare da Rocco Siffredi e pretendere castità. Regola aurea, per larga parte dei media, è che la colpa ricada a prescindere sul Movimento 5 Stelle: il capro espiatorio perfetto, che sia effettivamente criticabile (e spesso lo è) o che abbia come macchia quella di mostrarsi alterato di fronte ai soprusi (alla Costituzione, mica a loro). Il Parlamento è uno strano microcosmo: dentro si può fare di tutto, l’importante è che lo si faccia col sorriso. Sfasciare ogni cosa va bene, però con educazione. Al contrario, se qualcuno scopre che gli hanno appena rubato la macchina e per questo si arrabbia un po’, giocoforza il colpevole diventa lui: troppo maleducato. Funziona così, e funziona forse al contrario.
La fredda cronaca degli ultimi giorni (e notti) alla Camera mostra un quadro d’insieme scarsamente avvincente. Regole minime sventrate. Presidenti e vicepresidenti oltremodo parziali. L’evanescente Boschi che assurge a madrina costituente (esce Calamandrei, entra Maria Elena: come sostituire Pelé con Muntari). Una gestione delle minoranze e delle opposizioni appena illiberale. Canguri, sedute fiume, insulti. “Dissidenti” che abbaiano ma non mordono. La Boldrini che ormai imbarazza pure Sel. Una perdurante involuzione democratica, di fronte alla quale però buona parte dell’informazione italiana – non per nulla al 73 esimo posto per libertà di stampa, giusto tra Moldavia e Nicaragua – soprassiede. Molto meglio raccontare con dovizia la reunion tra Al Bano e Romina: è più facile, è più redditizio. Un tempo, quando c’era da demolire la Costituzione, si sceglieva agosto perché la gente era al mare. Oggi si sceglie Sanremo, perché la gente al mare non è ma ha comunque il cervello in vacanza. Così anche l’importanza da dare agli avvenimenti si capovolge: il problema non è che una ghenga arrivista – composta da nominati, eletta con legge incostituzionale – proceda come un bulldozer per trasformare il Senato in un dopolavoro inutile su cui spiaggiare consiglieri regionali spesso indagati e di colpo protetti da immunità, ma che l’opposizione alzi i toni.
Anomalia anche questa, del resto, se fino a ieri l’opposizione erano i Violante (di cui la veemenza è nota) e D’Alema (di cui il berlusconismo è noto). Accusare l’opposizione di opporsi troppo è come rinfacciare a Tyson di aver picchiato troppo Donnie Long: magari era vero, ma Tyson faceva il pugile. Mica l’impiegato al catasto. È tornata la Dc, una Dc 2.0 allegramente impreparata e spensieratamente autoritaria, garbata nei modi e carnivora nei contenuti. Renzi sta a De Mita come Carlo Conti a Bongiorno, e guai a chi non si adegua alla melassa normalizzatrice e restauratrice. Chi non ci sta – politici e intellettuali, giornalisti e cittadini – è un gufo. Un disfattista. Un eversivo da punire con l’espulsione dall’Aula, ma più che altro dall’informazione. Tipo i 5 Stelle, “fascisti” per antonomasia. Anche se hanno appena proposto una sorta di alleanza part-time a Syriza (noti fascisti) e Podemos (noti nazisti), esigendo che le Alba Dorata (noti democratici) girino al largo. Anche se avrebbero interrotto l’ostruzionismo alla Camera se solo fosse stato accettato il referendum senza quorum, un’idea che un tempo pareva piacere anche al Pd. Anche se a scazzottarsi sono stati quelli di Pd e Sel, e prima quelli di Ncd e Lega, e già che c’erano pare anche quelli di Forza Italia (si picchiavano tra loro: così, per ricordarsi di essere vivi). La narrazione capovolta impone che sia “colpa dei grillini”. Sempre. Il Pd ha picchiato Sel? “Colpa dei grillini”. L’Italia è uscita dai Mondiali? “Colpa dei grillini”. La carbonara è scotta? “Colpa dei grillini”. Com’è bella questa informazione, e questa politica, tutta al contrario. Così bella che, se ti adegui a guardarla a rovescio, perfino l’anomalia odierna sembra quasi una nuova forma di democrazia.
p.s.
ecco il punto: "una nuova forma di democrazia"......... altro che Atene e il discorso di Pericle del V° decolo A.C. qui si scrive la storia, sempre se sapete leggerla a rovescio!

venerdì 22 agosto 2014

Di Battista ha ragione..... ma la disinformazione è potente

La pelosa indipendenza del giornalismo italiano ha scritto un altra bella pagina della sua storia lunga e piuttosto piegata dalla parte del potere che paga di turno. Tutti, credo, abbiamo letto delle critiche al parlamentare M5S Di Battista, ma quanti hanno letto cosa ha scritto (questo è il link al blog dove ha fatto l'intervento) realmente e cosa oggi ha ribadito (e questo è quella che ha ribadito)? Partiamo da una foto, però:

ma guarda un pò chi c'è a pranzo? Quale accolita di amiconi abbiamo qui?  McCain e alcuni capi "TERRORISTI" dell'ISIS; Però alora questi combattevano, anche, in SIRIA contro il malvagio SATRAPO che la comanda: erano utili idioti allora ma pericolosi terroristi oggi? COME SEMPRE QUACOSA NON VA! Il vizietto dell'uso e del riuso a proprio uso e consumo non lo hanno perso. Si e naturalmente voglio tacere, perchè nota a tutti credo, su un altra foto di Donald Rumsfeld vestito da afghano che arringa i talebani ALLORA COMBATTENTI PER LA LIBERTA' CONTRO I SOVIETICI. Ma il tempo è galantuomo, sempre... ma torniamo al problema che tanto infiamma i difensori dell'occidentalismo italioti. Allora se vi prendete la briga di leggere ai due link potrete ben capire che NON ha inneggiato ai terroristi nè altro ha solo detto, e lo penso anch'io, pragmaticamente che (RIPORTO L'INTERO POST):
dal blog di beppe grillo l'intevento di Di Battista

"Dagli anni '20 ai '60
A Sèvres, nel 1921, Francia e Gran Bretagna si spartirono i possedimenti mediorientali dell'ormai decaduto Impero Ottomano.
Alla Francia andarono Libano e Siria, alla GB la Palestina, la Transgiordania e l'odierno Iraq. I confini vennero segnati utilizzando matite, righelli e, probabilmente, sotto l'influsso di qualche coppa di champagne.
Altrimenti come ci si potrebbe spiegare l'invenzione folle del Regno dell'Iraq, uno stato abitato, oltre che da decine di minoranze, da tre popolazioni profondamente diverse tra loro: i curdi, gli sciiti e i sunniti?
La drammatica storia dell'Iraq nasce tutta da qui. Colpi di stato, spinte autonomiste curde, resistenze sunnite, attentati sciiti, difesa del controllo petrolifero da parte del Regno Unito, intervento della Germania nazista. Non si sono fatti mancare nulla fuorché la pace.


La CIA e i colpi di Stato che fanno meno scalpore del terrorismo
Durante la crisi di Suez Baghdad divenne la principale base inglese, nel 1958 venne abolita la monarchia e nel 1963, anche in chiave anti-sovietica, la CIA favorì un colpo di stato per deporre Abd al-Karim Qasim, l'allora premier iracheno, colpevole di aver approvato una norma che proibiva l'assegnazione di nuove concessioni petrolifere alle multinazionali straniere. In Iraq, tra deserto, cammelli e rovine babilonesi accadde quel che già si era visto all'ombra delle piramidi maya nel 1954 quando Allen Dulles*, direttore della CIA, armò truppe mercenarie honduregne per buttare giù Jacobo Arbenz, il Presidente del Guatemala regolarmente eletto, colpevole di voler espropriare le terre inutilizzate appartenenti alla statunitense United Fruit Company e distribuirle ai contadini. Risultato? Presidenti fantoccio, guerra civile e povertà.
Mi domando per quale razza di motivo si provi orrore per il terrorismo islamico e non per i colpi di stato promossi dalla CIA. Destituire, solo per osceni interessi economici, un governo regolarmente eletto con la conseguenza di favorire una guerra civile è meno grave di far esplodere un aereo in volo?
L'Iraq, come il Guatemala o il Congo RCD hanno avuto il torto di possedere delle risorse. I poveri hanno il torto di avere ricchezza sotto ai piedi. Il petrolio iracheno è stato il peggior nemico del popolo iracheno. A Baghdad nel 1960, tre anni prima della deposizione di Qasim, Iraq, Iran, Venezuela e Arabia Saudita avevano fondato l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC), per contrastare lo strapotere delle “7 sorelle”, le principali compagnie petrolifere mondiali così chiamate da Enrico Mattei, il Presidente dell'ENI di quegli anni.

Mattei e la sovranità nazionale in Medio Oriente
Una digressione su Mattei è d'obbligo, se non altro per capire quanto, dall'invenzione del “profitto ad ogni costo”, ogni industriale, stato sovrano o partito politico si sia messo contro il capitalismo internazionale abbia fatto una brutta fine. E' successo a brave persone e a delinquenti, a politici democratici e a dittatori sanguinari difesi fino a che lo spargimento di sangue dei quali erano responsabili non avesse intaccato gli interessi del grande capitale. Mattei, dopo aver concluso importanti affari con l'Iran, si stata avvicinando a Qasim quest'ultimo alla ricerca di un nuovo partner commerciale che gli garantisse maggiori introiti di quelli concessi dagli inglesi. La sacrosanta ricerca di sovranità economica, politica ed energetica da parte di alcuni paesi mediorientali era ben vista da Mattei il quale, mosso da una intraprendenza tipicamente italiana e dall'ambizione di fare gli interessi dello Stato, ne scorgeva un'opportunità imperdibile.
Quando nel 1961 il Regno Unito concesse l'indipendenza al Kuwait Mattei fiutò l'affare. Baghdad ha sempre ritenuto il Kuwait parte del suo territorio e quando la GB lo proclamò stato sovrano Qasim si indignò per lo smacco subito convincendosi della necessità di trovare nuovi paesi con cui concludere affari**. Mattei e Qasim, nonostante il primo ministro Fanfani e il ministro degli esteri Segni negarono qualsiasi coinvolgimento italiano, iniziarono una serie di trattative e, sembra, che dei tecnici ENI si recarono in Iraq. Quel che è certo è che le 7 sorelle sono come i fili della luce: “se li tocchi muori”. Tre mesi e mezzo prima che Qasim, con il beneplacito della CIA, venisse trucidato a Baghdad, Mattei esplode in aria con il suo aereo privato. I mandanti e gli esecutori del suo assassinio sono ancora ignoti tuttavia è bene ricordare che Tommaso Buscetta, il pentito che descrisse per filo e per segno la struttura di “Cosa Nostra” a Giovanni Falcone, dichiarò che Mattei venne ucciso dalla mafia per fare “un favore agli stranieri” e che Mauro De Mauro, il giornalista che stava indagando sulla morte di Mattei, venne rapito e ucciso da Mimmo Teresi su ordine di Stefano Bontade***.

Il futuro è nero, come l'oro che fa scorrere il sangue
In “La verità nascosta sul petrolio” Eric Laurent scrive: “Il mondo del petrolio è dello stesso colore del liquido tanto ricercato: nero, come le tendenze più oscure della natura umana. Suscita bramosie, accende passioni, provoca tradimenti e conflitti omicidi, porta alle manipolazioni più scandalose”.
“Conflitti omicidi, manipolazioni scandalose, tradimenti”. Queste parole sembrano descrivere perfettamente la storia dell'Iraq moderno.
Saddam Hussein divenne Presidente della Repubblica irachena nel 1979 sostituendo Al-Bakr, l'ex-leader del partito Ba'th che qualche anno prima aveva nazionalizzato l'impresa britannica Iraq Petroleum Company. Saddam, con l'enorme denaro ricavato dalla vendita di petrolio, cambiò radicalmente il Paese. Sostituì la legge coranica con dei codici di stampo occidentale, portò la corrente fino ai villaggi più poveri, fece approvare leggi che garantivano maggiori diritti alle donne. L'istruzione e la salute divennero gratuite per tutti. In quegli anni di profonda instabilità regionale il regime di Saddam divenne un esempio di ordine e sicurezza. Tuttavia tutto questo ebbe un prezzo. I cristiani non erano un pericolo per il regime e vennero lasciati in pace ma i curdi, vuoi per le loro spinte autonomiste che per la loro presenza potenzialmente pericolosa in zone ricche di petrolio, vennero colpiti, discriminati e spesso trucidati. Lo stesso avvenne agli sciiti che non abbassavano la testa. Quando Saddam gli riversò contro le armi chimiche fornitegli dagli USA in chiave anti-iraniana nessuna istituzione statunitense parlò di genocidio, di diritti umani violati, di terrorismo islamico. Saddam era ancora un buon amico. L'amichevole stretta di mano tra il leader iracheno e Donald Rumsfeld, all'epoca inviato speciale di Reagan, dimostra quanto per gli USA la violenza è un problema a giorni alterni. Negli anni '80 Washington era preoccupata dall'intraprendenza economica di Teheran e Saddam era un possibile alleato per contrastare la linea anti-occidentale nata in Iran con la rivoluzione del '79.

Anni di guerre
Tuttavia, sebbene la Repubblica islamica iraniana fosse apertamente anti-americana gli USA fornirono armi a Teheran durante la guerra Iran-Iraq. Il denaro è sempre denaro! Con i proventi della vendita di armi all'Iran gli USA finanziarono tra l'altro i paramilitari delle Contras che avevano come obiettivo la destituzione in Nicaragua del governo sandinista regolarmente eletto.
Ovviamente gli USA (anche l'URSS - la guerra fredda diventava tiepida se si potevano fare affari assieme) finanziarono contemporaneamente Saddam. Il sogno dell'industria bellica, una guerra infinita combattuta da due forze equivalenti, era diventato realtà. Per diversi anni le potenze occidentali lasciarono Iraq e Iran a scannarsi tra loro. Un milione di morti dell'epoca non valevano, evidentemente, le migliaia di vittime provocate dall'avanzata dell'ISIS di questi giorni. Le multinazionali della morte appena finito di parlare con Saddam alzavano la cornetta e chiamavano Teheran. «Ho appena venduto all'Iraq 200 carri armati ma a te ti do a un prezzo stracciano questa batteria anticarro». Le cose cambiarono quando l'esercito iraniano prese il sopravvento. Teheran stava per espugnare Bassora quando gli USA, sedicenti cacciatori di armi chimiche in tutto il mondo, inviarono una partita di gas cianuro a Saddam il quale non perse tempo e lo utilizzò per respingere le truppe iraniane. Ma si sa, gli USA sono generosi e di gas ne inviarono parecchio. Saddam pensò bene di utilizzarne la restante parte per gassare l'intera popolazione curda del villaggio di Halabja ma in occidente nessuno si strappò le vesti, il dittatore era ancora un buon amico. Saddam divenne un acerrimo nemico quando invase il Kuwait. Anche in quel caso non furono i morti o le centinaia di migliaia di profughi a preoccupare i funzionari di Washington sempre a stretto contatto con Wall Street. La conquista irachena del Kuwait metteva in pericolo gli interessi economici statunitensi. Una cosa inaccettabile per chi da anni lavora per il controllo mondiale del petrolio. L'operazione “Desert Storm” venne lanciata, il Kuwait “liberato” ma Saddam rimase al suo posto. Un'eccessivo indebolimento dell'Iraq avrebbe favorito Teheran e questo sarebbe stato intollerabile. I bombardamenti USA causarono oltre 30.000 bambini morti ma erano “bombe a fin di bene”.

L'11 settembre
L'attentato alle Torri Gemelle fu una panacea per il grande capitale nordamericano. Forse anche a New York qualcuno “alle 3 e mezza di mattina rideva dentro il letto” come capitò a quelle merde dopo il terremoto a L'Aquila. Quei 3.000 morti americani vennero utilizzati come pretesto per attaccare l'Afghanistan, un paese con delle leggi antitetiche rispetto al nostro diritto ma che con il terrorismo internazionale non ha mai avuto a che fare, e l'Iraq. Era ormai tempo di buttare giù Saddam e prendere il pieno controllo del petrolio iracheno. La vittoria della Nato fece piombare il Paese in una guerra civile senza precedenti e le fantomatiche armi di distruzione di massa non vennero mai trovate. Ripeto, Saddam le aveva, ahimè, già utilizzate e gli USA lo sapevano benissimo. A questo punto mi domando quanto un miliziano dell'ISIS capace di decapitare con una violenza inaudita un prigioniero sia così diverso dal Segretario di Stato Colin Powell colui che, mentendo e sapendo di mentire, mostrò una provetta di antrace fornitagli da chissà chi per giustificare l'imminente attacco all'Iraq. Una guerra che ha fatto un numero di morti tra i civili migliaia di volte superiore a quelli provocati dallo Stato Islamico in queste settimane. La sconfitta del sunnita Saddam Hussein scatenò la popolazione sciita che covava da anni desideri di vendetta. Attentati alle reciproche moschee uccisero migliaia di persone. Da quel giorno in Iraq c'è l'inferno ma i responsabili fanno shopping sulla Fifth Avenue e vacanze alla Caiman. L'avanzata violenta, sanguinaria, feroce dell'ISIS è soltanto l'ultimo atto di una guerra innescata dai partiti occidentali costretti a restituire i favori ottenuti dalle multinazionali degli armamenti durante le campagne elettorali. Comprare F35 mentre l'Italia muore di fame o bombardare un villaggio iracheno mettendo in prevenivo i “danni collaterali” sono azioni criminali che hanno la stessa matrice: il primato del profitto sulla politica.

Cosa fare adesso?
L'ISIS avanza, conquista città importanti e minaccia migliaia di cristiani. In tutto ciò l'esercito iracheno, creato e addestrato anche con i soldi dei contribuenti italiani, si è liquefatto come neve al sole dimostrando, se ancora ve ne fosse bisogno, il totale fallimento del progetto made in USA che noi abbiamo sposato senza diritto di parola. E' evidente che la comunità internazionale e l'Italia debbano prendere una posizione. Se non è semplice scegliere cosa fare, anche se delle idee logiche già esistono, è elementare capire quel che non si debba più fare.

1) Innanzitutto occorre mettere in discussione, una volta per tutte, la leadership nordamericana. Gli USA non ne hanno azzeccata una in Medio Oriente. Hanno portato morte, instabilità e povertà. Hanno dichiarato guerra al terrorismo e il risultato che hanno ottenuto è stato il moltiplicarsi del fenomeno stesso. A Roma, nel 2003, manifestammo contro l'intervento militare italiano in Iraq. Uno degli slogan era “se uccidi un terrorista ne nascono altri 100”. Siamo stati profeti anche se non ci voleva un genio per capirlo. Pensare di fermare la guerra in atto in Iraq armando i curdi è una follia che non credo che una persona intelligente come il Ministro Mogherini possa davvero pensare. Evidentemente le pressioni che ha subito in queste settimane e il desiderio che ha di occupare la poltrona di Ministro degli esteri della Commissione europea, l'hanno spinta ad avallare le posizioni di Obama e degli USA ormai autoproclamatisi, in barba al diritto internazionale, poliziotti del mondo. Loro, proprio loro, che hanno sostenuto colpi di stato in tutto il pianeta, venduto armi a dozzine di dittatori, loro che hanno impoverito mezzo mondo, loro che, da soli, utilizzano oltre il 50% delle risorse mondiali. Loro che hanno invaso Iraq e Afghanistan con il pretesto di distruggere le “cellule del terrore” ma che hanno soltanto progettato oleodotti, costruito a Baghdad la più grande ambasciata USA del mondo ed esportato, oltre alla loro democrazia, 25.000 contractors in Iraq, uomini e donne armati di 24ore che lavorano in tutti i campi, dalle armi al petrolio passando per la vendita di ambulanze. La guerra è davvero una meraviglia per le tasche di qualcuno.
2) L'Italia, ora che ne ha le possibilità, dovrebbe spingere affinché la UE promuova una conferenza di pace mondiale sul Medio Oriente alla quale partecipino i paesi dell'ALBA, della Lega araba, l'Iran, inserito stupidamente da Bush nell'asse del male e soprattutto la Russia un attore fondamentale che l'UE intende delegittimare andando contro i propri interessi per obbedire a Washington e sottoscrivere il TTIP il prima possibile. Essere alleati degli USA non significa essere sudditi, prima di applicare sanzioni economiche a Mosca, sanzioni che colpiscono più le imprese italiane che quelle russe, si dovrebbero pretendere le prove del coinvolgimento di Putin nell'abbattimento dell'aereo malese. Non dovrebbe bastare la parola di Washington, soprattuto alla luce delle menzogne dette sull'Iraq.
3) L'Italia dovrebbe promuovere una moratoria internazionale sulla vendita delle armi. Se vuoi la pace la smetti di lucrare sugli armamenti. «L'economia ne risentirebbe» sostiene qualcuno. Balle! Criminalità, povertà e immigrazione sono il frutto della guerra e la guerra si alimenta di sangue e di armi. Nel 2012 la Lockheed Martin, quella degli F35, ha incassato 44,8 miliardi di dollari, più del PIL dell'Etiopia, del Libano, del Kenya, del Ghana o della Tunisia. Chi si scandalizza dei crimini dell'ISIS è lo stesso che lo arma o, quanto meno, che lo ha armato. «Armiamo i curdi» sostiene la Mogherini. Chi ci dice che una volta vinta la guerra i curdi non utilizzeranno quelle armi sui civili sunniti? In fondo non è già successo con Saddam, con i signori della guerra in Afghanistan o in Libia dove la geniale linea franco-americana che l'Italia ha colpevolmente assecondato, ha eliminato dalla scena Gheddafi facendo cadere il Paese in un caos totale?
4) L'Italia dovrebbe trattare il terrorismo come il cancro. Il cancro si combatte eliminandone le cause non occupandosi esclusivamente degli effetti. Altrimenti se da un lato riduci la mortalità relativa da un altro la crescita del numero di malati fa aumentare ogni anno i decessi. E' logico! Vanno affrontate le cause. Si condanna in Nigeria Boko Haram ma si tace di fronte ai fenomeni di corruzione promossi da ENI che impoveriscono i nigeriani dando benzina alle lotte violente dei fondamentalisti.
5) L'Italia dovrebbe porre all'attenzione della comunità internazionale un problema che va risolto una volta per tutte: i confini degli stati. Non sta scritto da nessuna parta che popolazioni diverse debbano vivere sotto la stessa bandiera. Occorre, finalmente, trovare il coraggio di riflettere su un nuovo principio organizzativo. Troppi confini sono stati tracciati a tavolino con il righello dalle potenze coloniali del '900. L'obiettivo politico (parlo dell'obiettivo politico non delle assurde violenze commesse) dell'ISIS, ovvero la messa in discussione di alcuni stati-nazione imposti dall'occidente dopo la I guerra mondiale ha una sua logica. Il processo di nascita di nuove realtà su base etnica è inarrestabile sia in Medio Oriente che in Europa. Bisogna prenderne atto e, assieme a tutti gli attori coinvolti, trovare nuove e coraggiose soluzioni.
6) Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E' triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno.
7) Occorre legare indissolubilmente il terrorismo all'ingiustizia sociale. Il fatto che in Africa nera la prima causa di morte per i bambini sotto i 5 anni sia la diarrea ha qualcosa a che fare con l'insicurezza mondiale o con il terrorismo di Boko Haram? Il fatto che Gaza sia un lager ha a che fare con la scelta della lotta armata da parte di Hamas?
8) L'Italia dovrebbe cominciare a pensare alla costruzione di una società post-petrolifera. Il petrolio è la causa della stragrande maggioranza delle morti del XX e XXI secolo. Costruire una società post-petrolifera richiederà 40 anni forse ma prima cominci prima finisci. Non devi aspettare che il petrolio finisca. Come disse Beppe Grillo in uno dei suoi spettacoli illuminanti: «L'energia è la civiltà. Lasciarla in mano ai piromani/petrolieri è criminale. Perché aspettare che finisca il petrolio? L’età della pietra non è mica finita per mancanza di pietre»." Alessadro Di Battista
Note:
*Allen Dulle, famoso per aver preso parte alla “Commissione Warren”, la commissione presidenziale sull'assassinio di JFK, fu contemporaneamente direttore della CIA e avvocato delle United Fruit Company, l'attuale Chiquita. Qualche mese prima di aver sostenuto il colpo di stato ai danni di Arbenz si era macchiato della stessa vergogna in Iran. Sotto la sua direzione, infatti, venne lanciata l'Operazione Ajax per sovvertire il governo presieduto da Mohammad Mossadeq, anch'egli colpevole di aver nazionalizzato l'industria petrolifera il che avrebbe garantito introiti per il popolo iraniano e non più per le imprese anglo-americane.
**Anche in quest'ottica va letta l'invasione del Kuwait da parte di Saddam. Non si è trattato di un capriccio di un pazzo.
***Bontade e Teresi sono i due mafiosi che stipularono il “patto di non-aggressione” con Silvio Berlusconi grazie all'intermediazione criminale di Dell'Utri.
p.s.
mi dite dove ha inneggiato alla trattativa? Le cose che scrive le trovate in qualunque saggio di un qualunque obiettivo commentatore che capisca di storia e di come l'occidente, in generale, e gli anglosassoni, in particolare, hanno trattato il resto del mondo..

mercoledì 20 agosto 2014

M5S, gli autogol che ne oscurano i successi

di Andrea Scanzi | 19 agosto 2014

È più forte di lui, ogni tanto Beppe Grillo deve farsi male da solo. L’ultimo caso è l’avvincentissimo sondaggio sul “Giornalista dell’anno 2014“. Che senso aveva farlo? Nessuno. Il sondaggio, vinto con 3.822 voti su 16.260 da Giuliano Ferrara (Premio Stercorario 2014), è una sorta di greatest hits della rubrica “Giornalista del giorno”, che a sua volta ha generato gli spin-off  “Vignettista del giorno” e “Blogger del giorno”: spesso ci sono finiti disegnatori e blogger di questo giornale, notoriamente house organ del Movimento 5 Stelle. Grillo dirà che è una goliardata, e certo le cose gravi in Italia sono altre. Ma proprio di questo dovrebbe parlare, magari sottolineando come perfino Delrio abbia dovuto ammettere che gli 80 euro erano poco più che una sòla, o rivendicando come il M5S avesse ragione quando avvertiva che la ripresa tanto millantata dal governo Renzi fosse lungi dal verificarsi. Invece no: Grillo trova urgente lanciare il Premio Stercorario.
Da sempre il suo blog alterna articoli stimolanti (per esempio i contributi di Aldo Giannuli) e controinformazione meritoria a sfoghi ridicoli di yesmen ottusi e articolesse bolse dei primi Becchi che passano. Giornali e tivù, quasi sempre, rilanciano solo ciò che, ancor più se estrapolato arbitrariamente, può mettere i “grillini” in cattiva luce: un alibi innegabile per Grillo, ma qualcosa non torna. In primo luogo, agli italiani interessa poco di quel che scrive un giornalista. Al di là di qualche caso sporadico, i giornalisti sono emeriti sconosciuti. Nel momento in cui Grillo li espone al pubblico ludibrio, non solo li rende martiri (regalando ai detrattori ulteriori argomenti per la mitraglia) ma li toglie pure dall’oblio. Tra i nominati ci sono figure che godono a essere odiate (Ferrara, Giordano, Sallusti), persone nel frattempo scomparse (Federico Orlando) e una galassia di oscuri carneadi. Chi è Tony Jop? Chi è Michele De Salvo? Chi lo ha mai letto Stefano Menichini? Nessuno, e infatti i giornali su cui firmavano son tutti morti per mancanza di masochismo (cioè di lettori disposti a leggerli). Grillo ha regalato scampoli di celebrità a firme che, spesso, neanche vengono riconosciute quando entrano in casa loro. Figuriamoci dagli italiani.
Il secondo punto debole risiede nella sensazione sgradevole che provoca quella rubrica: spesso Grillo si è limitato a pubblicare stralci fedeli degli articoli sgraditi, senza commenti ulteriori (se non dei lettori del blog, e non erano missive d’amore). E molti di quegli articoli, in effetti, facevano abbastanza pietà. Era però nel loro diritto: Repubblica, Huffington Post o L’Unità (che nel frattempo ha chiuso i battenti) hanno tutto il diritto di criticare ferocemente il Movimento 5 Stelle. Sono giornali vicini al Pd, spesso gli dettano la linea (e vanno capiti: se aspettano Renzi, buonanotte). E Grillo e Casaleggio tutto sono fuorché infallibili. Sta poi al letttore capire chi scrive il giusto e chi no. Grillo ha fatto un calderone indistinto, al cui interno ci sono mediani del potere e talenti autentici. Per esempio, e non è l’unico in quella lista, Michele Serra. Grillo lo conosce bene. Un tempo erano amici e adesso no.
Lamentare la pochezza di Pigi Battista è come dire che l’acqua è bagnata: una banalità. Attaccare Serra perché oggi è renziano e forse (anzi sicuramente) ai tempi di Cuore non lo sarebbe stato neanche sotto tortura, è una reazione infantile. Grillo e Casaleggio, a questo punto, direbbero che nessuno come i 5 Stelle è stato massacrato a prescindere nella Seconda Repubblica. Hanno ragione, e la semplificazione vile (“Di Battista sta coi terroristi“) di un lungo post criticabile ma certo non “terroristico” (“Non sto né giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire”) è solo l’ennesimo caso di un giornalismo che ai 5 Stelle fa le pulci e ai renziani perdona tutto. Eppure i casi politicamente disperati, da quelle parti, non sembrano mancare: basta pensare alle Boschi, alle Bonafè, alle Picierno. Tutto vero, ma non è abbastanza per lanciare quel sondaggio. Non serve a niente e non frega a nessuno.
E poi c’è il terzo punto. Il più importante. Ora che quasi tutti i media incensano il “Pacioccone” Mannaro Renzi; ora che l’Europa comincia a rendersi conto che l’unica differenza tra lui e Berlusconi è che il primo ascolta gli U2 e il secondo Apicella; ora che i soli a fare opposizione e difendere la Costituzione sono i 5 Stelle: ora che tutto questo è evidente, quei nove milioni che hanno votato M5S nel febbraio 2013 – e che nel frattempo guarda caso son diminuiti – ne hanno pieni gli zebedei di questa inclinazione tafazziana. Errori simili rischiano di vanificare tutto il lavoro fatto. Non c’è più tempo per il cazzeggio, peraltro autolesionistico, e le urgenze – per i 5 Stelle, ma più che altro per il paese – sono davvero altre.
p.s.
All'analisi, che evidentemente condivido, di Scanzi aggiungo:
  1. era necessario buttar fuori l'ala "pontista" verso la Nuova destra MEGLIO NOTA COME "PD" visto che poi si son seduti allo stesso tavolo ... o forse si deve pensare che ci si voleva rinchiudere i un guscio che badasse al proprio orticello anzichè veleggiare in mare aperto?
  2. era proprio necessario sparare ad alzo zero contro il pelo (leggi i giochini in cui cadono per inesperienza i suoi deputati e senatori o le dichiarazioni, tranne quella di Di Battista che condivido in TOTO) e non la trave ossia le leggi che gli stanno passando sotto il naso e contro cui fanno solo una sterile, quanto (sempre) utile, opposizione?
  3. si vogliono proprio ridurre a una qualunque Tsipras o Sel che dir si voglia?

mercoledì 21 maggio 2014

Elezioni europee, la rabbia e la paura

di Antonio Padellaro | 21 maggio 2014

Beppe Grillo è andato da Bruno Vespa con un’apparente contraddizione. Come condottiero della protesta più scatenata e più ostile a tutto il resto della politica italiana: “O noi o loro”. Ma anche con la faccia del leader in grado di governare la “rabbia buona” e per dimostrare “alla gente di una certa età che ha un pregiudizio su di me” di non essere “né Hitler né Stalin”. È riuscito a tenere insieme incazzatura e senso di responsabilità?
Diciamo subito che ha fatto il pieno di ascolti, ma che nei quattro milioni e duecentosettantamila spettatori non c’erano solo fan del M5S o anziani da rassicurare, oppure gente incuriosita da un evento spettacolare (il comico più dissacrante a cospetto dell’anchorman più istituzionale, comunque incalzante), perché davanti alla tv c’erano soprattutto elettori ancora incerti che hanno aspettato lunedì sera per decidere sul da farsi. Quanti di questi Grillo ne avrà portati dalla sua parte lo capiremo solo la notte del 25 maggio, ma certamente ha fatto breccia ciò che gli viene di più rimproverato, e cioè l’insofferenza urlante verso chi ha ridotto l’Italia allo stremo: istituzioni, ministri, banchieri, corrotti e bancarottieri, sì tutti nello stesso mazzo perché la collera non fa distinzioni.
Chi parla di mal di pancia fa finta di non capire cosa bolle nella profondità di una nazione, in quegli strati sociali massacrati dalla crisi che non credono più a una parola della politica tradizionale o nei compromessi: o noi o loro, appunto. Quel rancore rappresenta il propellente di un movimento che alle ultime elezioni ha raccolto quasi nove milioni di voti e non ha tutti i torti il capo a dire che, senza il frangiflutti grillino, la protesta avrebbe potuto esondare in una violenza di massa. Poi ci sono quelli che pensano di votare Grillo per dare un ultimo segnale all’immobilismo delle classi dirigenti, ma che lo faranno nel segreto dell’urna perché sotto sotto sentono che esiste un rischio nel lasciare troppo spazio a un fenomeno incontrollabile.
È la paura su cui punta Renzi, convinto che il limite dei Cinque Stelle sia nella loro stessa forza dirompente che non ha altro programma di governo se non la conquista stessa del governo. Il premier sa benissimo che la sua vittoria è affidata al timore dell’avventura e dell’ignoto che suscita l’avversario, più che agli 80 euro o agli annunci di mirabolanti riforme. La rabbia e la paura: mai elezioni furono più emotive.
p.s.
è un punto di vista che condivido perchè credo che sia molto vicino alla realtà delle cose nel loro divenire prima delle elezioni... a proposito di elezioni: sapete, credo, che sono vietati, vero? Bene, fatta la legge trovato l'inganno
su notapolitica.it  (non un bieco sito comunista e nemmeno un altrettanto bieco sito grillino ma .... di destra, si proprio di destra) ce li spiattellano sotto forma di .. corse ippiche; si proprio così.
Date un pò un occhiata.....
p.s.
se non fosse chiaro i soprannomi rappresentano proprio Renzi (Fan faron), Grillo (Igor Brick), Varenne (si proprio lui..)
buona lettura

martedì 11 marzo 2014

Eroi della quotidianità in un paese non fatto per loro..

I° caso: Roberto Mancini, poliziotto romano che ha lottato per una vita contro chi inquinava la Terra dei Fuochi e non solo; abbandonato dalo Stato che gli ha riconosciuto 5 mila (leggasi 5000) euro per i servizi resi che gli hanno fatto contrarre un tumore ai linfonodi. Trovate tutto sul blog di Beppe Grillo.
II° caso: Valentina e Fabrizio. Valentina ha una patologia genetica trasmissibile; con Fabrizio decide di provari comunque ma rimane incinta e al quinto mese appare chiaro che il feto ha la stessa patologia… decide di abortire per motivi terapeutici ma…. all'ospedale Pertini (un nome che se esistesse una sorta di coerenza dovrebbe indurre la Regione a fare di tutto per cambiare o… cambiare personale e magari qualcuno licenziarlo pure; ricordo che il Pertini non è nuovo alle cronache giudiziarie, vero?) praticamente ci sono molti obiettori, chi per scelta e chi per convenienza naturalmente, con poche eccezioni e Valentina, con l'aiuto di Fabrizio, ha passato 15 ore di travaglio (con tutto quello che ciò comporta, ricordate il "partorirai con dolore" biblico? Bene, lei ora sa, amaramente, cosa significhi) in un bagno senz'alcuna assistenza degna di un paese, non dico civile, ma paese che abbia un livello sopra gli stregoni e solo perchè il turno ospedaliero era cambiato e gli entranti erano obiettori, tutti…. hanno poi chiesto di sottoporsi alla diagnosi pre-impianto ma… si son sentiti rispondere che"la struttura non eroga questa prestazione", quindi la legge 40.. si sono rivolti al Tribunale il quale ha sollevato dubbi, gli ennesimi, sulla costituzionalità di questa legge.. e sono certo che riceverà un altro colpo duro. Trovate tutto qui sul Fatto Quotidiano del 11/3/2014.
Qualcuno, a parte l'associazione Luca Coscioni, sa se c'è stata qualche interrogazione parlamentare? Che le donne presenti in Parlamento si son vestite, che so, di viola o di nero per la chiarissima violazione dell'autodeterminazione della donna o del diritto di poter disporre del proprio corpo (soprattutto in un caso come questo che richiederebbe un impegno massimo delle strutture sanitarie pubbliche, si pubbliche) come da Costituzione? A me non risulta nulla….. mi risulta ancora stamani il pianto antico sulle quote rosa, o di qualunque altro colore, da parte delle parlamentari. Inoltre il caso ha avuto anche una risonanza mediatica forte: addirttura tutti media normalmente schierati per il mainstream politico (ora renziani, prima montiani, prima ancora prodiani ecc.) non hanno potuto fare a meno di parlarne eppure, nulla o quasi…
Allora qual'è lo specchio per le allodole e qual'è il vero problema di questo paese? E' mai possibile che dipendenti pubblici, peraltro in un servizio essenziale per il cittadino come la salute che è un bene (almeno finora) costituzionalmente protetto, possano rifiutarsi di prestarlo, o astenersi dal farlo, e farla franca solo perchè.. obiettori?
Suonano retoriche, vero? Bene, perchè lo sono dato che la risposta dovrebbe essere ovvia ma in Italia evidentemente ……. no
I° caso: Roberto Mancini, poliziotto romano che ha lottato per una vita contro chi inquinava la Terra dei Fuochi e non solo; abbandonato dalo Stato che gli ha riconosciuto 5 mila (leggasi 5000) euro per i servizi resi che gli hanno fatto contrarre un tumore ai linfonodi. Trovate tutto sul blog di Beppe Grillo.
II° caso: Valentina e Fabrizio. Valentina ha una patologia genetica trasmissibile; con Fabrizio decide di provari comunque ma rimane incinta e al quinto mese appare chiaro che il feto ha la stessa patologia… decide di abortire per motivi terapeutici ma…. all'ospedale Pertini (un nome che se esistesse una sorta di coerenza dovrebbe indurre la Regione a fare di tutto per cambiare o… cambiare personale e magari qualcuno licenziarlo pure; ricordo che il Pertini non è nuovo alle cronache giudiziarie, vero?) praticamente ci sono molti obiettori, chi per scelta e chi per convenienza naturalmente, con poche eccezioni e Valentina, con l'aiuto di Fabrizio, ha passato 15 ore di travaglio (con tutto quello che ciò comporta, ricordate il "partorirai con dolore" biblico? Bene, lei ora sa, amaramente, cosa significhi) in un bagno senz'alcuna assistenza degna di un paese, non dico civile, ma paese che abbia un livello sopra gli stregoni e solo perchè il turno ospedaliero era cambiato e gli entranti erano obiettori, tutti…. hanno poi chiesto di sottoporsi alla diagnosi pre-impianto ma… si son sentiti rispondere che"la struttura non eroga questa prestazione", quindi la legge 40.. si sono rivolti al Tribunale il quale ha sollevato dubbi, gli ennesimi, sulla costituzionalità di questa legge.. e sono certo che riceverà un altro colpo duro. Trovate tutto qui sul Fatto Quotidiano del 11/3/2014.
Qualcuno, a parte l'associazione Luca Coscioni, sa se c'è stata qualche interrogazione parlamentare? Che le donne presenti in Parlamento si son vestite, che so, di viola o di nero per la chiarissima violazione dell'autodeterminazione della donna o del diritto di poter disporre del proprio corpo (soprattutto in un caso come questo che richiederebbe un impegno massimo delle strutture sanitarie pubbliche, si pubbliche) come da Costituzione? A me non risulta nulla….. mi risulta ancora stamani il pianto antico sulle quote rosa, o di qualunque altro colore, da parte delle parlamentari. Inoltre il caso ha avuto anche una risonanza mediatica forte: addirttura tutti media normalmente schierati per il mainstream politico (ora renziani, prima montiani, prima ancora prodiani ecc.) non hanno potuto fare a meno di parlarne eppure, nulla o quasi…
Allora qual'è lo specchio per le allodole e qual'è il vero problema di questo paese? E' mai possibile che dipendenti pubblici, peraltro in un servizio essenziale per il cittadino come la salute che è un bene (almeno finora) costituzionalmente protetto, possano rifiutarsi di prestarlo, o astenersi dal farlo, e farla franca solo perchè.. obiettori?
Suonano retoriche, vero? Bene, perchè lo sono dato che la risposta dovrebbe essere ovvia ma in Italia evidentemente ……. no
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I° caso: Roberto Mancini, poliziotto romano che ha lottato per una vita contro chi inquinava la Terra dei Fuochi e non solo; abbandonato dalo Stato che gli ha riconosciuto 5 mila (leggasi 5000) euro per i servizi resi che gli hanno fatto contrarre un tumore ai linfonodi. Trovate tutto sul blog di Beppe Grillo.
II° caso: Valentina e Fabrizio. Valentina ha una patologia genetica trasmissibile; con Fabrizio decide di provari comunque ma rimane incinta e al quinto mese appare chiaro che il feto ha la stessa patologia… decide di abortire per motivi terapeutici ma…. all'ospedale Pertini (un nome che se esistesse una sorta di coerenza dovrebbe indurre la Regione a fare di tutto per cambiare o… cambiare personale e magari qualcuno licenziarlo pure; ricordo che il Pertini non è nuovo alle cronache giudiziarie, vero?) praticamente ci sono molti obiettori, chi per scelta e chi per convenienza naturalmente, con poche eccezioni e Valentina, con l'aiuto di Fabrizio, ha passato 15 ore di travaglio (con tutto quello che ciò comporta, ricordate il "partorirai con dolore" biblico? Bene, lei ora sa, amaramente, cosa significhi) in un bagno senz'alcuna assistenza degna di un paese, non dico civile, ma paese che abbia un livello sopra gli stregoni e solo perchè il turno ospedaliero era cambiato e gli entranti erano obiettori, tutti…. hanno poi chiesto di sottoporsi alla diagnosi pre-impianto ma… si son sentiti rispondere che"la struttura non eroga questa prestazione", quindi la legge 40.. si sono rivolti al Tribunale il quale ha sollevato dubbi, gli ennesimi, sulla costituzionalità di questa legge.. e sono certo che riceverà un altro colpo duro. Trovate tutto qui sul Fatto Quotidiano del 11/3/2014.
Qualcuno, a parte l'associazione Luca Coscioni, sa se c'è stata qualche interrogazione parlamentare? Che le donne presenti in Parlamento si son vestite, che so, di viola o di nero per la chiarissima violazione dell'autodeterminazione della donna o del diritto di poter disporre del proprio corpo (soprattutto in un caso come questo che richiederebbe un impegno massimo delle strutture sanitarie pubbliche, si pubbliche) come da Costituzione? A me non risulta nulla….. mi risulta ancora stamani il pianto antico sulle quote rosa, o di qualunque altro colore, da parte delle parlamentari. Inoltre il caso ha avuto anche una risonanza mediatica forte: addirttura tutti media normalmente schierati per il mainstream politico (ora renziani, prima montiani, prima ancora prodiani ecc.) non hanno potuto fare a meno di parlarne eppure, nulla o quasi…
Allora qual'è lo specchio per le allodole e qual'è il vero problema di questo paese? E' mai possibile che dipendenti pubblici, peraltro in un servizio essenziale per il cittadino come la salute che è un bene (almeno finora) costituzionalmente protetto, possano rifiutarsi di prestarlo, o astenersi dal farlo, e farla franca solo perchè.. obiettori?
Suonano retoriche, vero? Bene, perchè lo sono dato che la risposta dovrebbe essere ovvia ma in Italia evidentemente ……. no
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mercoledì 26 febbraio 2014

Dotti, medici e sapienti.....








.... per essere esatti anche se sono dell'idea che ad avere voce devono essere gli iscritti che sono gli unici a poter dire la propria circa decisioni importanti, altrove fanno tutto nelle stanze delle proprie segreterie, non posso non dire che si sta lentamente scivolando verso una situazione entropica del movimento: si sta distruggendo dall'interno.
Riconosco a Grillo l'aver avuto la sovranità degli iscritti seguendone l'indicazione di "incontrare" il fiorentino uscendone anche bene dato che ha potuto dire (ed era quello che ESATTAMENTE mi aspettavo da lui), senza alcuna censura mediatica, quello che ne pensa facendosi espressione dei poteri grigi che pretendono di gestire questo paese come il giardino di casa propria; ma esiste una cosa che si chiama "opportunità" ossia necessità di capire che gli yesmen non portano da nessuna parte perchè troppo spesso questa categoria fa spesso il paio con il lecchinaggio; una sana criticità interna tiene svegli, permette di capire (e in politica è il massimo che si possa avere se si vuole restare in contatto con la realtà) angoli, e spigoli, che non sempre è possibile vedere dal proprio punto di osservazione; e invece..... invece si preferisce irrigidirsi: e questo è un errore perchè è contrario alla natura stessa di quel che è, o dovrebbe essere, un movimento: struttura piccola; almeno tre cerchie (simpatizzanti, iscritti, attivisti) di consenso, potere decisionale diffuso che ha due filtri che cercano la quadra in una situazione che per sua stessa composizione è qualcosa di magmatico che ha alcuni punti in comune che riuniscono ceti e persone che spesso, in altra situazione, sarebbero, se non in contrasto aperto, non convergenti fra loro. In questo caso però la situazione è diversa: l'interesse che non fa confliggere fra loro gli interessi che pur esistono nel movimento è la propria sopravvivenza e la sopravvivenza di quel "pubblico" unico momentum che permette ai cittadini di salvaguardare il proprio futuro senza lasciarlo in mano a privati che hanno un proprio interesse nel gestirlo e nel trarne profitto: il cemento è questo.... è chiaro che ci sono, in un tal mare magnum, sensibilità diverse e diversi modi di vedere ma altrettanto chiaro dovrebbe essere che lo spegnere qualunque voce critica è deleterio e autolesionista...... e le conseguenze non potranno che essere negative perchè è come un domino: fai cadere un pezzo e il resto verrà da se.
E' quello che sta accadendo nel movimento: la radicalizzazione, necessaria, verso il sistema dovrebbe avere nel movimento la sua nemesi ossia la discussione e la sintesi dell'atteggiamento da tenere per le voci del dissenso.. la rete decide; la rete conta; la rete vota... e su questo non si dicute ma discuto sulle premesse e le premesse son proprio quella radicalizzazioni interne che il movimento non lo distruggono ma lo tengono vivo e che se eliminate ne determinan la morte.... insomma siamo al male minore, un pò poco perchè nel frattempo il "grillo" piddino fa messe di voti in uscita per giustificare proprio quelle riforme che i poteri finanziari chiedono a gran voce si facciano per farci diventare il loro bancomat.

giovedì 20 febbraio 2014

Grillo-Renzi: la guerra dei mondi

di | 20 febbraio 2014

Adesso la disputa su chi ha vinto e chi ha perso lascia il tempo che trova, anche perché è molto interna al mondo dell’informazione e di quei giornalisti che a Montecitorio Grillo maltratta e che Renzi invece chiama per nome. Lo streaming tra il premier incaricato e il leader Cinque-stelle non è un talk show da misurare con l’Auditel, ma la puntata spettacolare e rovente di una guerra dei mondi dove alla fine a sopravvivere sarà uno solo.
Fin dal primo incontro con Bersani (e poi con Letta) fu chiaro che Grillo non avrebbe concesso un solo centimetro al Pd e che anzi avrebbe approfittato delle dirette web per manifestare totale repulsione verso un sistema “marcio”, irriformabile e destinato a sicura autodistruzione. Lo stesso concetto espresso con brutale chiarezza nel tumultuoso incontro con Renzi: “Tu sei una persona buona, ma rappresenti gente che ha disintegrato l’Italia”. Dove il complimento “buono” va inteso come un’aggravante. Rifiuto peraltro gradito dal rottamatore che ha potuto dimostrare una volta di più l’inaffidabilità democratica dell’ex comico, compiangendo tristemente i suoi illusi elettori.
Ora, però, la posta in gioco non è più quell’elettorato di confine che i Democratici tentano di recuperare dal voto di protesta. Il governo Renzi è molto di più di un giro di giostra da concedere a un giovanotto sveglio. Perché, se fallisce Grillo, finisce il tentativo di gestire con gli strumenti parlamentari un dissenso di massa quale non si era mai visto. Ma, se fallisce Renzi, si esaurisce l’ultima speranza di restituire un minimo di credibilità a una politica mai così sputtanata. E allora per Grillo si aprirebbero le più vaste praterie. Insomma: o di qua o di là e fine delle ambiguità. Perciò i sette minuti a quattr’occhi tra Renzi e Berlusconi sono più preoccupanti dei nove minuti di scazzo tra Grillo e Renzi, ma alla luce del sole.
p.s.
pubblico questa analisi non solo perchè la condivido quasi in toto ma anche come, parziale, risposta ai miei colleghi e amici blogger maresogno e lunarossa

venerdì 17 gennaio 2014

Renzi contro Fiscal compact? Nel ‘nuovo’ Pd ci sono i responsabili

come compitino per il week end lascio questo articolo alla Vs riflessione....... mette i puntini, e non solo, sulle i e allarga l'orizzonte delle tante "democristianate" del berluschino, toscano, di sinistra prossimo, così sembra essere, capo del governo.
BUON WEEK END
Sergio Di Cori Modigliani, ex giornalista che nel 1998 restituì il tesserino in forte polemica con l’Odg, ha scritto ieri nel suo blog: “Mettiamo da parte la nostra splendida fantasia e calda immaginazione da cartolina stereotipata e cominciamo ad innamorarci della validità dei dati oggettivi, inchiodando gli interlocutori -chiunque essi siano- a parlare di quelli.”
Vediamo dunque un po’ di dati oggettivi.
La stampa ha quasi totalmente ignorato:
  • La denuncia del Movimento 5 Stelle nei confronti dei responsabili di Mes, Fiscal Compact e principio di pareggio di bilancio in Costituzione.
  • La mozione M5S che ci avrebbe permesso di andare a rinegoziare i patti presi con l’Ue.
Una delle poche eccezioni è TM news. Il loro titolo è “Dopo i giornalisti M5S mette all’indice parlamentari pro Ue”.
E’ un titolo doppiamente disinformante. Viene insinuata l’idea che M5S abbia redatto una “lista di proscrizione” di parlamentari, bissando l’assurda accusa rivolta al blog di Grillo nel caso dei giornalisti “schedati” (infamia perpetrata con veri e propri stupri semantici, smontati con grande eleganza da Luisella Costamagna). Viene inoltre suggerito che trattasi di parlamentari genericamente “pro Ue”, mentre l’accusa del Movimento 5 Stelle è specifica e rivolta verso i colpevoli di contratti-capestro che danneggiano il nostro Paese. Non sono parlamentari “pro Ue”, sono piuttosto “anti Italia”. Quasi superfluo sottolineare, fra l’altro, che i nomi elencati da M5S sono consultabili da qualsiasi cittadino nei siti di Camera e Senato.
Ho chiesto a Sergio Di Cori Modigliani il motivo di tanta “distrazione” da parte della stampa.
Ecco la sua gentile risposta:
“La differenza tra un buon giornalista onesto e uno scarso – spiega Di Cori Modigliani – non consiste nel tipo di risposte che ottiene, bensì nella qualità delle domande che fa. L‘Italia (non a caso 70esimo al mondo nel ranking relativo alla libertà di stampa) è un paese dove ai giornalisti viene insegnato a non porre certe domande, a evitare certi discorsi, a eludere certi argomenti, e così -crescendo- il giornalista incorpora inconsciamente un meccanismo di auto-censura che in seguito gli aprirà le porte verso il successo professionale. Questo appartiene alla tradizione politica del nostro paese, basata sull’idea del mondo enunciata pubblicamente un paio di anni fa dal cardinal Bertone: “Chi sa non parla, chi parla, invece, non sa”. Un’affermazione che postula l’idea per cui la politica e l’informazione appartengono a un mondo occulto, di adepti, di iniziati, di una élite composta da individui che praticano il concetto di omertà.
Questo è il motivo per cui l’intera cupola mediatica – continua Di Cori Modigliani – ha scelto e deciso di non diffondere la “notizia oggettiva” relativa alla mozione chiesta dai parlamentari pentastellati ieri in aula. Se l’avessero fatto si sarebbero esposti al rischio di dover spiegare di che cosa si trattava, chi l’aveva votata, quando, come e perché. Magari ci sarebbe stato anche qualche giornalista che avrebbe ricordato, a questo popolo malato di amnesia, che Pierluigi Bersani in data 28 agosto 2011 dichiarò: “Fiscal Compact? Mai. Non firmeremo mai un accordo che sega le gambe all’Italia e la condanna”. 
Quattro mesi dopo la firmava e nessun organo di stampa ha ricordato la frase pronunciata 126 giorni prima. Questo è un paese che vive di omertà, di auto-censura, di silenzi, di omissioni, di cose sottaciute e non dette. Un movimento politico come il M5s che ha al primo punto la chiarezza e la trasparenza diventa pericoloso per il Potere Italiano – conclude Di Cori Modigliani – perché li obbliga a cambiare giuoco, e loro non sono né capaci né in grado di saperlo giocare.”

di Francesco Manna (@FrancescoLamana)
(sul fatto Quotidiano) PRESSappoco | 17 gennaio 2014

mercoledì 19 giugno 2013

espulsione fu..... e non sarà l'ultima

La Senatrice Gambaro è fuori dal pentastella. L'epurazione dei non allineati continua; senza se e senza ma il moVimento fa la scelta peggiore: quella di chiudersi al proprio interno e arrivare alla resa dei conti con la parte, non piccola, dei dissenzienti... dissenzienti si fa per dire.
In realtà quella che la Gambaro ha detto, nelle stesse condizioni l'avrebbe detto chiunque: troppa la pressione e troppo alto il muro che si vuole costruire dentro il quale si vuole chiudere il "giardino dei finzi contini"....... la realtà delle istituzioni è diversa, e non puoi rinchiuderti in una torre d'avorio insieme ai tuoi e impedire che ne sentansia l'attrazione, pochi per la vierità, o che cerchino almeno di "visitarlo", la maggioranza: c'è un modo di dire in toscana che recita: chi va al mulino s'infarina e per l'occasione è meglio di diecimila parole dette in un post. Al mulino ci sono andati e ora non possono pretendere di non infarinarsi, di non sporcarsi e, soprattutto, di non mangiarne i prodotti se non aiutarli a produrli oltreche di produrli, sarebbe illogico il contrario....
E, di certo, non sarà l'ultima ad andarsene o a essere espulsa perchè la spinta a togliere quelle che vengono chiamate "scorie" e che in realtà io chiamo dissenso dal pensiero unico, che è cosa diversa.... il punto è: di qusto passo non è irrealistico che dal 26 passeranno al ..... 3% e se è questo che vogliono, perchè non lo accontentiamo?
il nostro del resto l'aveva detto subito dopo le elezioni: "non dovevate votarci" .. perchè la colonna portante del tutto è così" e se in certi casi una tale rigidità è necessaria visto il livello di corruzione e clientelismo di cui è capace il nostro ceto, si fa per dire, dirigente è anche vero che non tutti gli oltre 700 parlamentari, singolarmente presi, sono così: le sfumature son tante e un moVimento che pretende di rivoltare il paese e renderlo "normale" e non preda degli interessi dei pochi non può non sfruttarne le debolezze e le incertezze: e lo stato del sistema nel suo insieme è così fragile che basta un soffio per farlo crollare sfruttandone le debolezze e le contraddizioni.. e invece gli strateghi del penstellatismo sembrano presi da una volontà autodistruttiva che li porta a starne fuori, a qualunque costo ma facendo richieste e pretendendo cose che non avranno mai proprio perchè se ne chiamano fuori. Il problema, non piccolo, in realtà è che gli italiani sono gente strana: s'innamorano in fretta, stringono una relazione possibilmente senza farsi troppo del male e si disinnamorano alla stessa velocità....... Mussolini, non certo il mio favorito, amava dire che governarli non è difficile ma, inutile..... e lui di pance italiote se ne intendeva eccome visto che è riuscito a costruire una dittatura che ha permeato il paese e ancora oggi fa sentire i suoi nefasti effetti, soprattutto quelli più deleteri: intolleranza; rigidità; ecc. e questo a un moVimento, nato sull'onda della giusta rabbia popolare contro le politica corrotta,  come il pentastelle (composto da mille anime che trovano, però,  unità nel capo) è come portarlo all'eutanasia attiva, volontariamente.... è, naturalmente una questione di strategia: mettere in crisi le istituzioni è l'obietivo di fondo, è chiaro; ma il modo con lo si raggiunge non è questo fatto finora perchè alla fine si rivolterà contro chi l'ha definita questa strategia.. è difficile fare una operazione del genere quando hai a che fare con persone normali poco o nulla ideologizzate e tenute insieme solo dall'aurea del capo e dalla parola d'ordine semplicicstica fin troppo del "siamo in guerra".... troppo poco e troppo tardi per queste generazioni precarie nel futuro e nel presente e per chi ha creduto di poter uscire dal pantano con una semplice scorciatoia; non funziona così perchè la gente si fa usare solo se ha un tornaconto, qualunque sia, in termini di risultati concreti e attuali... non funziona perchè queste generazioni non sono abituate alla lotta e alla sofferenza, anzi ... nonostante le precarietà del loro presente hanno, grazie al welfare chiamato "famiglia" hanno avuto comunque molto e a basso prezzo: difficile creare soldati da damerini, vero Beppe?

domenica 21 aprile 2013

una monarchia .... repubblicana


questo l'ho scritto sul blog di beppe grillo:
"non è un colpo di stato ma unon stato che da 20 anni prende colpi dal ceto dirigente che dovrebbe essere lì per governare eletto dai cittadini.. invece progressivamente vi si sono installati come la malaerba e lì son rimasti, anche per ignavia e passività dei cittadini che si sono ritirati dalla partecipazione diretta e non solo attraverso le elezioni.. non ci si può meravigliare se poi questi fanno, come hanno fatto e faranno, di tutti per restarvi se possibile vita natural durante. Rieleggendo Napolitano si sono sancite tre cose:
  1. da oggi il paese è governato ufficialmente da un oligarchia incapace e inetta che però non vuole prendere atto che è superata dalla realtà oltre che dalla storia;
  2. non siamo più una repubblica parlamentare ma una repubblica presidenziale, senza che però ci siano i naturali contrappesi, a guida autocratica dove tutto si reggerà sul Capo dello Stato, non direttamente eletto, e sul governo sua espressione diretta;
  3. il blocco di potere che ieri è nato va al di là degli schieramenti tradizionali e il primo che mi viene a dire che esistono ancora destra, sinistra e centro si merita un ciclo di cure gratis al più vicino centro psichiatrico... oltre che una lezione di storia.
Si è fatto bene ieri a far sentire la pressione ma si è ancora meglio perchè non ci sono state violenze e provocazioni, le seconde me le aspetto nei prossimi tmpi, perchè se lo aspettavano per giustificare la repressione che vedrete come nei prossimi mesi come si accentuerà: calma ragazzi e mente fredda qui sennò non aspettano altro che mandare un pò di blindati e carri armati per le strade a mantenere la, loro, sicurezza.... basterà invece mantenere alta la vigilanza democratica e l'attenzione sulle loro malefatte per vincere alle ormai prossime elezioni... mantenete la calma".
Esagerato? No perchè si ci riflette a mente fredda è l'unico modo affinchè il sistema possa ancora mantenersi e sorreggersi sulle ormai deboli gambe su cui si è retto finora avendo perso la legittimazione popolare non gli resta che il potere per il potere per continuare nella propria missione: l'integrazione, in subordine e non come comprimaria, del paese nel grande gioco della finanza mondiale, senza naturalmente chiederci cosa ne pensiamo... anzi, dove (al di là delle formali più che mai istituzioni) chi decide sono i mercati (notoriamente democratici e liberi e NON asserviti al profitto dei pochi) e chi li manovra.
Un altro aspetto poco indagato sono i retroscena: come mai il PD(-L) non voleva Rodotà Presidente? Una spiegazione ce la da Fassino che è stato beccato da Piero Ricca al telefono e che fornisce la sua spiegazione, tutt'altro che fuori dal mondo: la telefonata completa la trovate klikkando su questa frase sottolineata.... in soldoni dice che:
  1. "La marchiatura di Grillo ha dato un significato molto antipolitico alla candidatura di Stefano Rodotà"; la colpa, come sempre, è dei 5Stelle perchè l'hanno indicato.. in realtà ad indicarlo sono stati 48 mila persone che l'hanno votato come proprio candidato al terzo posto dopo Gabanelli e Strada;
  2. "i militanti però hanno esagerato”, aggiunge, che domanda a sua volta: “Perché quella levata di scudi contro Marini?" Già chissà perchè, vero? Forse non hanno capito che la gente, compresi i loro milintanti, tutta è stufa di questi giri di valzer continui in puro stile gattopardesco miranti solo al nulla che cambi.. semplice? Lo è per noi... per quelli lassù, in evidente mancanza di ossigeno, no dato che non se ne danno per inteso.. o fanno finta di non darlo per inteso e infatti sono in crisi nera.
  3. Napolitano? “Non è mica stupido”, chiarisce Fassino, “non starà mica lì sette anni. Il tempo di fare un governo, perché ormai la gente ci tira le pietre; c'avrei scommesso che era così. Ieri ero al presidio dei 5Stelle qui a Massa e si parlava proprio di questo.. tutti dicevano la propria e io sostenenvo proprio questa ipotesi ossia che Napolitano s'era fatto rieleggere solo per un limitato periodo di tempo (poi sarebbe momentaneamente sostituito da Grasso come supplente) durante il quale il Governo inciucista (a guida Amato o Letta, fate voi chi dei due con magari pezzi grossi del PDL e monti ministro dell'economia) avrebbe fatto poche cose come Giustizia, sistema elettorale, approvato qualche legge urgente (tipo salvare Montepaschi), fatto entrare in Costituzione qualche direttiva/disposizione della UE, forse la riduzione dei parlamentari e poc'altro.... magari la nomina di mr. B a senatore a vita e poi si torna alle urne con la nuova legge elettorale che, molto probabilmente, fregehrà qualunque opposizione sociale, pentastellati soprattutto e iniziare il percorso di quella che loro chiamano terza repubblica, ma che io invece definisco come "Repubblica presidenziale atipica (atipica perchè non ne ha i contrappesi costituzionali naturali e perchè si connota, se la consuetudini costituzionali che in questi giorni si saranno affermate come precedente, come un DOMINUS che è il Capo dello Stato)", ma che invece non è altro che una degenerazione della prima, punto e basta;
  4. Napolitano ci dà il tempo di ricostruire il Pd. Poi magari si creeranno le condizioni per fare Rodotà presidente; eh già c'è anche questo: un partito da ricostruire che loro stessi hanno sfasciato per eliminare Bersani e la sua linea politica e fare del partito un epsressione della destra liberista.... è vero che lo sono già ma finora si sono ammantati di passato in nome delle loro tradizioni, ora possono gettare la maschera e fare quello che pensano da anni di fare..... insomma addio all'equazione PD(-L)=sinistra;
  5. Insomma, un altro governo con la fiducia di Pd e Pdl? Dimentichiamo Scelta civica? Già proprio un altro inciucione solo che stavolta è scoperto perchè i pentastellati non sono stati al gioco: anzi riconosco pubblicamente che le mie riserve e critiche sull'operato dei pentastellati nei primi tempi della legislatura erano errate, in gran parte, perchè i fatti sucessivi gli hanno dato ragione e lo riconosco pubblicamente: il sistema partitocratico avrebbe riconosciuto pubblicamente che stavano preparando l'inciucione da lameno sei mesi e solo le lotte intestine al PD(-L) hanno portato allo scoperto solo perchè i 5S non sono stati i loro "utili idioti".
Non so se questo paese, ad oggi, avrà un futuro con questi politici, am so per certo che lo avrà senza di essi..... pensateci laddove si vota

martedì 9 aprile 2013

paralleli storici: 1976 = 2013?

C'è un paradigma che sostiene: la storia non si ripete mai allo stesso modo perchè procede in linea non retta... e allora perchè il Capo dello Stato vi ha fatto riferimento? E perchè subito i media, tutti, vi si sono buttati subito sopra al galoppo sostenendo la liceità dell'inciucio in nome di un parallelo con una situazione storica completamente diversa, in un altro mondo e in un altra Italia? E perchè poi è partito dallo stesso Capo dello Stato e dai media ai pentastellati rispolverando il vocabolario di prima delle elezioni con i termini "populismo" ecc.?
Già perché?
Forse perchè devono solo fare fumo mentre l'arrosto lo sta cucinando l'Alto Colle a fuoco lento e che ci verrà servito quando le giuste condizioni si saranno avverate? Io una spiegazione ce l'avrei... vediamo se siste d'accordo.
A mio parere il problema non è Bersani, che alla fine si piegherà (o si leva di torno o si rassegna a fare da passacarte altrui), ma il popolo del pd che dovrà non solo "capire" la mossa di oggi ma pure il voltafaccia post elettorale  e una sorta di alleanza con l'avversario di sempre (mentre sperano sempre che i pentastellati cambino idea, e si sbagliano eccome se si sbagliano.. a meno di "tradimenti" non ci sono speranze).... si dovrà passare da un governo, puramente teorico, a guida pd a una grande alleanza in salsa tutta politica con il pdl: naturalmente con tutte le garanzie di immunità e impunità per il capo di quel partito (senatore a vita, per esempio) e con un nuovo Capo dello Stato che non gli sia ostile (mentre si fanno i nomi ufficiali, che so la Bonino o Prodi, in realtà quelli davvero valutati sono altri ...... Finocchiaro, Amato e soprattutto Marini che sono i veri candidati e che devono avere l'imprimatur dei vari personaggi coinvolti.. non solo nazionali ma soprattutto europei; infatti non è un caso il viaggio di mr. euro a roma, ufficialmente per i debiti da pagare della p.a. di cui non frega nulla a nessuno perchè saranno bilanciati dai soliti tagli lineari a ministeri, regioni, sanità, servizi, ecc. nessun problema da questo punto di vista.. tanto si dovrà fare una manovra aggiuntiva di tagli per 50 mld, che vuoi che sia aggiungerne altri 40 per quest'anno per pagare i debiti pregressi e non pagati dai politici sia perchè son incapaci sia perchè hanno clientele da ingrassare e mazzette da incassare a spese nostre...) quindi condiviso obtorto collo dal pd stesso, anche in nome dell'europa perchè non vogliono certo che i "rivoluzionari" pentastellati rompano le uova nel paniere della cannibalizzazione tedesca a scapito nostro (e dei greci, dei ciprioti e ora degli sloveni e prima di irlandesi, spagnoli e portoghesi) e diano respiro e dignità al paese italiota: il che significa che ancora una volta il pd si farà carico dei guai altrui e ne pagherà lo scotto sia in termini di moralità ed etica che in termini elettorali e nel secondo caso già ora la emorragia di voti continua, aspetate le prossime elezioni e vedrete.... altro che Renzi nemmeno un messia li potrà aiutare e tutto ciò Bersani lo sa e sa che non è vero che Renzi sia il salvatore del partito ma solo l'ennesima convulsione epilettica di un partito che somiglia sempre di più a un coacervo di interessi che si tengono insieme solo per la manna che scende dal cielo e che si sposta a destra del panorama politico destinato a diventare solo testimone del proprio disfacimento incapace com'è di uscire dal circolo vizioso nel quale 20 anni fa si è cacciato.... un esempio? lavoro in un ufficio dove tanti votano proprio per questo, cosiddetto, partito: alcuni lo fanno perchè son ex-dc, altri lo fanno perchè non sanno fare altro nonostante siano 20 anni che ingoiano rospi grossi come buoi ma ogni volta si illudono che almeno una virgola cambi e invece ogni volta sono disillusi, ogni volta.... da prodi a oggi non è che un mugugno continuo conseguente alla ennesima illusione e così via senza soluzione di continuità, anzi mal sopportano di essere messi di fronte allo specchio, reagiscono molto male ve lo assicuro: nonostante siano ex ceto medio benestante non riescono ancora a capire che stanno scivolando verso il basso sempre più velocemente eppure tornano sempre a casa.. in pratica sono la personificazione del dilemma piddino... come faccio a mantenere in vita il mitico "ufficio complicazioni affari semplici"?

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