Lo ha dichiarato ai quattro venti il capo di Forza Italia. Ed ha
ragione perchè Renzi dalla faccia pulita e dalle mani di velluto nei
guanti d'acciaio che ha intimorito il facilmente intimoribile civati ha
fatto l'unica cosa che davvero poteva fare: mettere fuori gioco i .....
comunisti o presunti tali. Si deve dire che i boss dell'ala "comunista"
non hanno fatto nulla per erigere difese, perchè? Ci sono tutta una
serie di posti cui aspirare ..... da Commissario UE a un posticino al
sole del governo a qualche aziendina pubblica da colonizzare e altro
ancora come fondazioni bancarie ecc. perchè mai dovrebbero preoccuparsi
di sbarrare la strada al disinfestatore di comunisti? Prego, si accomodi
pure; peccato che i comunisti, o simil tali, da anni sono ormai o
deceduti o sparsi in mille rivoli.. ovunque, anche ex in Forza Italia,
ma tranne che nel pd. A che serve la sparata, allora? A metter sul
cappello del neo capo del governo il proprio cappello dicendo che è lì
ma che dovrebbe stare con lui, di là.... ma a che scopo? A me pare
evidente: spingere la, ex, sinistra fuori dal PD e fare i conti con quel
che ne rimane che somiglia più al proprio partito che a quel che
dovrebbe essere o quel che ci vogliono vendere che sarà.
Fra
l'altro una cosa è singolare: è il PD che ha affossato Prodi come Capo
dello Stato per favorire Napolitano; è il PD che ha fatto fuori prima
Monti e ora Letta. Significa nulla, tutto ciò?
Attenzione, però,
che era tutto scritto, fin dall'inizio: da quando hanno abbandonato
l'area socialdemocratica non poteva che essere questo l'approdo.. e
grazie a Renzi le vecchie volpi hanno trovato il reagente chimico e la
cartina di tornasole per fare il botto senza sporcarsi le mani, e con
Renzi hanno fatto centro, tutto qui. E il processo non si ferma al PD
certo: nella CGIL lo scontro è senza mediazioni al calor bianco fra la
struttura neo-pd e i vetero-operaisti della Fiom; chi vincerà coglierà
l'eredità di un sindacato che fu "il" sindacato di Di Vittorio per
svenderla in .... una Cisl, o UIL (è uguale) appena sporcata di rosso
per non perdere troppi iscritti, anche qui se vince la struttura mission
accomplished. Addio a: diritti, statuti, ecc. e non ci sarà davvero più
nessuno a fermare, o almeno a provarci a farlo, i piccoli Marchionne
che stanno crescendo: non è un caso che Renzi abbia incontrato
imprenditori in Veneto ma non gli operai della Elecrtrolux.
A riprova di quanto detto: dal blog
Sblanciamoci.info
riporto questa interessantissima analisi di Rossana Rossanda, non certo
l'ultima arrivata e sicuramente più autorevole osservatrice rispetto al
sottoscritto, della prefazione scritta da Renzi per la riedizione del
saggio "Destrasinistra" di Bobbio, il saggio che scoprì il trend di cui
oggi vediamo gli esiti finali, anzi con M5S siamo già oltre esso....
Renzi, giro di boa per il Pd
Affermare
– come ha fatto Matteo Renzi nell'introduzione alla nuova edizione di
"Destra e sinistra" di Norberto Bobbio – che il Pd non intende più
collocarsi a sinistra conclude l'ultimo giro di boa del partito
democratico. Simbolico, ma fa impressione che questo arrivi proprio
quando in Italia si superano i 4 milioni di senza lavoro
Si
conclude, con il nuovo governo e la sua carta di identità allegata su
Repubblica da Matteo Renzi, l’ultimo giro di boa simbolico del Pd.
Simbolico, perché nelle scelte concrete era già consumato da un pezzo,
ma dare il vero nome ai fatti non è cosa da poco (non è passatempo da
giorni festivi, come verseggia Eliot a proposito del nome da dare al
proprio gatto). Che il Pd precisi come la sua immagine non debba più
essere a sinistra, o di sinistra, riconoscendo come sola discriminante
culturale e sociale “il nuovo e il vecchio” non è una gran novità, il
concetto ci svolazza attorno da un bel pezzo, ma affermare che il Pd
non intende più collocarsi a sinistra resta uno scatto simbolico
rilevante. Non solo infatti, come taluni vagheggiavano, non è più in
grado di compiere scelte di sinistra, poniamo, da Monti, ma neppure
mira più a farle e a questo scopo ha scelto come proprio leader
“Matteo” per chiarirlo una volta per tutte. Non in parlamento –
nessuno, a cominciare da Giorgio Napolitano ha tempo da perdere – ma su
un giornale amico e a governo varato.
Lo fa prendendosi
qualche licenza culturale, come citare Norberto Bobbio contro Bobbio
esempio di chi, se aveva ragione in passato, non l’avrebbe più oggi,
quando la distinzione tra destra e sinistra non avrebbe più senso.
Pazienza, oggi ne vediamo di ben altre. Fra le innovazioni trionfanti
c’è che ciascuno riveste o spoglia dei panni che più gli aggrada il
defunto scelto come ispiratore. Più significativo è che il concetto
archiviato indicava il peso assegnato da ogni partito alla questione
sociale e dichiararla superata proprio mentre si sfiorano e forse si
superano i quattro milioni di senza lavoro, fa impressione. Forse per
questo l’ex sindaco di Firenze si era scordato di informarci su quel
job act che doveva presentare entro gennaio; ma in primo luogo non
risulta che durante le consultazioni qualcuno glielo abbia ricordato,
in secondo luogo nel governo se ne occuperà la ministra Guidi, donna
imprenditrice esperta in quanto allevata dal padre confindustriale.
Sappiamo
dunque che dobbiamo attenderci con il nuovo esecutivo e dobbiamo al Pd
tutto il peso, visto che né la sua presidenza né la sua minoranza gli
hanno opposto il proprio corpo, al contrario hanno sgombrato il campo
sussurrando come il melvilliano Bartleby “preferirei di no”. Della
stessa pasta la stampa, affaccendata dal sottolineare lo storico approdo
delle donne a metà del governo sottolineando il colore delle giacche e
il livello dei tacchi, cosa che dovrebbe far riflettere le leader di
“Se non ora quando”. Eccola qui l’Ora, ragazze, non si vede dove stia
la differenza.
Il nuovo che avanza ha rilanciato anche
Berlusconi, primo interpellato da Renzi per incardinare tutta
l’operazione. Condannato da mesi per squallidi reati contro la cosa
pubblica ad astenersi dalla politica è stato ricevuto non già dai
giudici di sorveglianza, bensì dal capo dello stato per illustrargli
quello che pensa e intende fare sul futuro del paese. Per ora appoggia
Renzi, rassicurando i suoi che non è un comunista.
25/02/2014
Rossana Rossanda
p.s.
per chi avesse interesse a leggere l'originale del pensiero renzista lo trova qui su
slideshare
del fatto. Una cosa che si può aggiungere a quanto detto dalla Rossanda
è che Renzi prende spunto dal saggio del Filosofo e fa un paso avanti:
usa dicotomie (del genere vecchio/nuovo e così via) e se ne appropria
per presentare il proprio orizzonte politico nel quale tutto quelo che
esiste prima è "vecchio, conservatore, ecc." il dopo è il "nuovo, il
rivoluzionario, il migliore dei mondi possibili, ecc." che è poi la
storiella con la quale hanno saputo parlare alla pancia degli italiani, e
non solo, puntando all'avidità e all 'individualismo o, per dirla
meglio, alla cmpetizione fra esseri che sono un costo abbiano o meno
qualcossa da offrire alla società in divenire: una società, versione
italica dell'ownership society, nella quale in teoria siamo tutti uguali
sui mercati ma nella realtà ci sono pochi che sono più uguali degli
altri e ne approfittano per arricchirsi..... checchè ne dica il nostro
Renzi, il suo padre putativo, Berlusconi, e il .. Papa che al cospetto
di questi campioni sembra Che Guevara.