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lunedì 19 ottobre 2015

un altro bancomat: i fondi pensione...

Avete un fondo integrativo pensionistico?
Pensate di esservi messi al riparo da avventure strane che vi fanno perdere l'integrazione pensionistica a quella pubblica sempre più bassa?
Ritenete che la pensione integrativa sia al riparo per legge perchè avete scelto la sicurezza di sottoscrivere solo un infinitesima parte in azioni e la maggior parte in obbligazioni e titoli dello Stato?
Bene. Perdete ogni speranza o voi che.. avete sottoscritto.
Il governo ci sta "ragionando" ma la finanza di rapina è già avanti con il lavoro: il prossimo bancomat a cui attingere risorse, ufficialmente per spingere con queste risorse "aggiuntive" l'economia e la ripresa economica finanziando i progetti industriali, per le proprie avventure: si stiamo assistendo al nuovo bancomat cui stanno lavorando in questi giorni.
E' vero che i maggiori fondi pensionistici globali (il più potente di tutti è un fondo pensionistico norvegese, un altro è quello dei dipendenti pubblici giapponesi per fare qualche esempio.. tutti in perdita perchè hanno investito/disinvestito un pò dovunque e hanno dovuto fare fronte a forti perdite) lo stanno già facendo ma qui da noi c'è un limite (la scelta cade sull'ADERENTE ed è attorno a questo "limite" che sta ragionando il nostro governo, che geniacci vero?
Tolto questo limite non c'è più nemmeno bisogno che chi aderisca lo sappia: fanno tutto loro. Illuminanti in proposito sono le dichiarazioni al CEO di S.P. Investment Emea che sostiene che "la gente non sono in grado, non vuole prendere decisioni; e [caso mai] l'investitore medio prende una decisione tende a mettere i soldi in obbligazioni e liquidità, la scelta peggiore [mi chiedo: per chi?]". Invece "loro" sono "grandi sostenitori dell'asset location programmata per sottrarre le decisioni d'investimento al singolo individuo": insomma ci mette i soldi tuoi ma loro decidono dove e perchè: servi da bancomat con il tuo fiondo pensione e basta.... mica è un caso che finanza, assicurazioni, banche, ecc. ci si sono buttati a pesce sulla torta pensionistica contando non solo sul fatto che lo Stato si trattiene molto per la pensione ma ti da pochissimo (la differenza se la gestisce in proprio senza dare spiegazioni) ma nemmeno sei più sicuro della tua pensione integrativa visto che eliminato quel "limite" i tuoi soldi se li prendono loro e ti escludono da tutte le decisioni: se va bene ci guadagni con una redditività al massimo del 2% ("loro" 5 volte di più) ma se va male..... devi mettere mano alla tasca e integrare sennò addio pensione!!!!
detto ciò:
chi controlla?
quali sanzioni?
sei costretto a farti un assicurazione integrativa della pensione integrativa per coprirti dal rischio che altri corrono con i tuoi soldi?
cosa accade a chi specula con i tuoi soldi, va in galera o no?
.. e si potrebbe continuare: rassegnatevi: siete bancomat
Auguri italioti

mercoledì 8 aprile 2009

Una proposta interessante.... e uno scippo evitato, per ora.....

OFF TOPIC DELLE 19,15 METTO QUI IL LINK ALL'ULTIMO INTERVENTO DELLA COLLEGA ANTESIGNANA dalla zona del terremoto
La proposta interessante è quella che mi è stata segnalata da maniaka69 e proposta sul blog l'ascensore dove potrete leggerla per intero. Ma volendola riassumere e riportare recita più o meno così: ci sono 40.600.000 EURO, che sono il JackPot del SUPERENALOTTO. Sono soldi nostri, giocati con la speranza di vincere, per migliorarci la vita. Considerando che noi una vita fortunatamente ancora l'abbiamo, mettiamoli a disposizione dei poveri senza tetto, che una vita; HANNO IL DIRITTO DI RIFARSELA! Devo dire che come idea, se fossimo un paese solidale e civile non sarebbe malvagia, non vi pare? Ma temo non sarà proprio così fattibile. Poi c'è lo scippo evitato ... per ora.Infatti gira negli ambienti di lavoro e sindacali una nota del SEGRETARIO GENERALE della CGIL Funzione Pubblica, Carlo Podda, che se fosse confermata avrebbe dell'incredibile!!Infatti pare che è stato presentato in Parlamento un'emendamento al maxiemendamento al Decreto Legge 5/2009 Misure di sostegno dei settori indutriali in crisi), su cui lo stesso Governo avrebbe posto la fiducia, che prevede, in una sua parte, che per gli anni che vanno dal 2009 al 2011, per tutti i dipendenti pubblici, compresi quelli del comparto sicurezza (ed esclusi professori univeristari, magistrati, dirigenti medici responsabili di "strutture complesse"), siano posti "sistematicamente" in pensione al compimento del 40° anno contributivo (e fin qui forse si potrebbe discutere, ma c'è chi la vedrebeb anche in maniera positiva); poi c'è lo scippo .... nell'emendamento in questione si prevede anche il congelamento delle rispettive liquidazioni fino al 1 gennaio del 2013 privando i dipendenti messi in pensione "forzata" di un loro diritto acquisito! Questa parte, ossia l'emendamento del maxiemendamento è stata respinta dal Presidente della Camera Fini come "palesemente incostituzionale"; la cosa si è ripetuta al Senato con il maxiemendamento non emendato da questa parte!! Il Ministro Brunetta si è dichiarato contario e pare che per ora su questo "piccolo" aspetto le bocce politicche siano ferme e il pericolo scampato. Ora si può capire che siamo in un periodo particolare, o meglio si può capire tutto: ma obbligare i lavoratori ad andare in pensione e poi "scippargli" il TFR fino al 2013, questo no: suonerebbe non solo come un danno, ma anche e, soprattutto, come una beffa!! Si potrebbe anche capire che, scemando vertiginosamente le entrate (causa elusione/evasione in forte aumento esponenziale ea cui nemmeno si prova di porre rimedio) - questo si è scritto in un documento mandato alla UE e citato dal settimanale L'Espresso come prova di come la casse statali siano vuote - , si cerchi di fare cassa in qualunque modo: ma non così, grazie!! I lavoratori, e i piccoli artigiani anche, sono quelli sui quali si sta facendo pesare la crisi che stiamo attraversando (come anche negli anni passati e nelle crisi passate sono sempre loro che ne hanno pagato lo scotto maggiore in termini di maggiori tasse, dirette e indirette, e minore crescita salariale - per non parlare di minori tutele - e mantenimento del lavoro) e non è giusto levargli forse l'unica fonte rimasta di accumulazione di soldi!! E' forse questa un'ammissione, ed anche un gesto disperato, di una maggioranza cinica? E gli annunci fatti in questi mesi sulle "grandi opere"? E quelli di ieri sulla ricostruzione rapida delle zone terremotate? Con quali soldi saranno fatti, se non ce ne sono? Si darà campo libero ai palazzinari (con i risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi di ospedali "nuovi" crollati coem cartapesta)? O si pensa, o meglio qualcuno pensava, proprio alla "torta" delle liquidazioni bloccate per finanziare le opere di ricostruzione, o l'avvio di esse? Oppure oltre alle cassse vuote non c'è più credito e si divora quel poco che c'è di riserva? Si ha l'impressione che si toglie con la mano destra (...) qualcosa a qualcuno per darla con la mano sinistra (sic!) a qualcun'altro compiendo operazioni contabili a costo zero per chi è maggioranza ma di vera e propria macelleria sociale per una buona fetta della società: quella che paga per tutti!!E SOPRATTUTTO TROVO IMMORALE CHE SI FACCIANO COSE DEL GENERE MENTRE MIGLIAIA DI VOLONTARI (TRA CUI MOLTI LAVORATORI PUBBLICI) E DIPENDENTI PUBBLICI (POLIZIA, ESERCITO, ECC.) STANNO PRESTANDO LA LORO OPERA NELLE ZONE TERREMOTATE E L'INTERA SOCIETA ITALIANA RIVOLGE LA PROPRIA ATTENZIONE A QUESTO AVVENIMENTO MENTRE C'E' CHI FA I GIOCHETTI E GLI IPOTECA NON SOLO IL FUTURO MA ANCHE QUANTO MATURATO DOPO UN'INTERA VITA DI LAVORO!! E SE LE COSE VANNO COSì MALE PERCHE' CI SI PERMETTE PURE DI FARE GLI ORGOGLIOSI CON CHI DALL'ESTERO CI OFFRE AIUTO, SOLDI, E ALTRO!
VERGOGNA!!

venerdì 21 novembre 2008

Crisi globale: un'altro mo(n)do è possibile.....

La crisi che stiamo vivendo, una crisi di sistema ricordatelo, non sarà l'ultima e i suoi veri effetti da noi non li sta ancora dispiegando tutti, credo abbia ragione chi afferma che è in arrivo una valanga, d'altronde i numeri parlano chiaro: le banche stanno chiudendo i rubinetti del credito e le aziende in sofferenza licenziano (ad esempio la cantieristica viareggina pur avendo ordini fino al 2012 sta riducendo progressivamente sia operai che orario di lavoro) e ciò per capire chi in Italia ha il reale potere in mano e può decidere chi vive e chi muore. Mentre il governo fa appelli e decide (?) misure che ha annunciato già mesi contando sull'effetto stupor dei media mentre in realtà degli 80 miliardi stanziati gran parte andrà alle aziende e le briciole a chi lavora davvero e alle famiglie. Negli USA si studiano soluzioni, in Europa pure: da noi no, oltre qualche annuncio (e gli straordinari detassati che però si stanno riducendo quindi un bluff) si stanno preparando solo i classici pannicelli caldi, nel pieno solco dell'idea "esisti solo se consumi" e conti solo se "ti adegui" e apapri in tv. Altri paesi, magari scottati da esperienze precedenti, invece stanno decisamente imboccando una strada comopletamente diversa: la nazionalizzazione. In Argentina, per l'appunto (nostro paese gemello quando si tratta di correre incontro allo sfascio; ma loro, pare, hanno capito e non mi meraviglierebbe che ci sorpassassero anche loro nel rank mondiale dei paesi a crisi finita), stanno prendendo decise contromisure ma non, o meglio non solo, per chi ha già ma per coloro che hanno di meno o non hanno nulla; infatti una delle misure è quella di nazionalizzare i fondi pensione a difesa dei contributi versati dai lavoratori e delle prestazioni previdenziali che saranno così al riparo dalle speculazioni. E da noi? Che fine hanno fatto le "terze gambe previdenziali"? Perchè c'è silenzio su quest'aspetto da parte di tutti? E' vero che i fondi sono pieni di "spazzatura"? E' vero quanto dice Beppe Grillo in un post riportato anche in questo blog e che afferma che chi è rimasto con il suo TFR in azienda ora solo come interessi ha guadagnato molto di più di chi ha seguito le sirene della propaganda?

venerdì 17 ottobre 2008

il lato italiano della crisi

La crisi finanziaria internazionale che stiamo vivendo, la peggiore dal 1929, e che ha determinato la fine del modello liberista (a proposito: AAA CERCASI CONVINTO LIBERISTA CHE DIFENDA IL MERCATO E LE SUE "LEGGI" IN EPOCA DI CRISI ) ma non del mercato capitalistico nè tantomeno di chi a tutti i costi vuole introdurre, spacciandole per riforme, elementi di liberismo e di privatizzazione soprattuto nel nostro paese. Ha inziato questo processo il centro-sinistra nel 1990 e l'attuale destra lo sta portando, pervicacemente, a termine. I campi d'intervento sono stati moltissimi e hanno in paratica rotto i vincoli sociali preesistenti da un lato e dall'altro allargato in maniera inconcepibile la forbice fra straricchi ed il resto della popolazione, ma con una variante: non ci siamo minimamente avvicinati al sistema americano ma bensì, ed in maniera considerevole, al Sud del continente americano, in pratica ad un vero e proprio far west in salsa italiana. Naturalmente essendo l'Italia un paese sostanzialmente democratico, con una bella vena corporativa che ora è emersa, ci sono, e ci sono state, delle resistenze ma furono vinte con contropartite di potere e compartecipazione: ecco allora che i sindacati mollarono praticamente su tutto in cambio di potere e cogestione delle politiche industriali e sociali mentre nel frattempo dei lavoratori (gli unici che pagheranno fino ad oggi i costi del liberismo) veniva fatta man bassa in ristrutturazioni, riconversioni ecc. ed il loro potere d'acquisto crollava in misura verticale mentre proporzionalmente aumentava il tasso dei profitti. Di pari passo partivano i tagli draconiani nel settore pubblico (scuola, università, ministeri, sanità, pensioni, utility, comunicazioni ecc.) che avrebbero dovuto "modernizzare, ottimizzare, riformare ecc." il paese: in realtà si abbandonava, no meglio, si distruggeva tutto quanto costruito negli anni precedenti al solo scopo di creare spazio al cosiddetto privato, sociale o meno, ritenendo che potesse gestire meglio e laddove ciò non era possibile si privatizzava semplicemente "donando" al primo che passa: un'esempio la telecom che da azienda di stato monopolistica in un settore strategico per qualunque paese è diventata una parte di un'oligopolio con un qualcosa in più, ossia la proprietà della rete che da in affitto agli altri (unassurdo tutto italiano) e che è passata da un proprietario all'altro oguno dei quali l'ha lasciata un pò più povera. E come se non bastasse si sono create le condizioni non solo di eliminare lo stato sociale ma anche quei diritti che si ritenevano acquisiti come il diritto ad una pensione adeguata: infatti sono state tagliate mentendo sapendo di mentire quando affermavano che non si poteva tenere su un sistema pensionistico com'era definito perchè se si prendevano i fondi a sè essi erano, e sono, non in profondo rosso ma in "verde" se non fosse che essi erano stati sobbarcati dell'assistenza socialee del resto del welfare e come se non bastasse anche del risanamento del bilancio dello stato e, dulcis in fundo, legandoli all'andamento dell'economia cosa che significava che se essa andava male le pensioni scendevano verticalmente se andava bene aumentavano .... di poco. E che dire del lato privato delle pensioni? Dove sono finiti i contributi di quelle categorie che vi hanno aderito? Mica nei fondi strutturati, neh? Perchè nessuno ne parla? E si potrebbe continuare all'infinito tanti sono stati i campi d'interventi in cui i "riformatori" sono intervenuti facendo danni che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Ma la cosa che dovrebbe far pensare è: come mai anzichè porre in essere misure atte a salvare i redditi, soprattutto medio e medio bassi, si salvano banche? E come mai le categorie ch finora hanno beneficiato del bengodi italiano ora piangono lacrime di coccodrillo? Ma soprattutto perchè non si combatte l'evasione/elusione (palla al piede della società italiana favorita dalla politica e dalle lobby) e non si restituisce il fiscal drag? Si tenta a mio parere non di salvaguardare i cittadini ma i poteri forti alleati con la classe dirigente nel dissipare il poco di patrimonio rimasto di quella che fu l'Italia di un tempo in mod da lasciarci definitivamente in mutande come accaduto in Argentina dove i cittadini di quel paese non sono più nemmeno padroni della terra dove camminano .... Auguri Italia!!

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