mercoledì 13 aprile 2011

E' fatta: siamo un paese a giustizia europea.......

C'era un film che mi risale alla mente a vedere cosa hanno approvato in Parlamento: ormai é fatta. Il processo breve, anzi brevissimo (europeo dice l'amato capo), ha fatto il passo che tanto agognava passando lo scoglio della Camera dei Deputati. Quali conseguenze ci saranno? Si stima che migliaia di processi, oltre quelli che interessano al Nostro (e per cui da 17 anni a questa parte si approvano leggi a tambur battente, mentre per tutte le altre cose si aspettano mesi se non anni...... in fondo cosa importa dato che siamo in uno stato corporativo dove chi può si fa spazio e difende i propri interessi e chi non può ha due alternative o si adegua o si rassegna a mettere mano alle tasche anche per l'aria), saranno praticamente morti: per fare solo due esempi uno é quello dei morti del terremoto dell'Aquila e un altro é la strage di Viareggio che rischiano di non partire nemmeno, con gioia degli imputati e disperazione delle vittime che oltre al danno dell'aver perso amici e familiari ricevono anche la beffa della chiusura dei processi senza l'accertamento della verità e senza l'individuazione dei colpevoli!!! La giustizia italiana più che assomigliare a quella europea mi ricorda sempre di più quella degli stati banana dei bei tempi che furono.. e l'ultima normazione approvata non fa che rafforzarmi nella convinzione al punto che non posso non dar ragione al Dr. Caselli che faceva il conto dei livelli di giudizio (Corte d'appello, gup, gip, tribunale della libertà ecc.) e proponeva alcune riforme a costo zero che davvero potevano risolvere la lentezza giudiziaria, senza alcuna compressione dei diritti indivduali, italiana eliminandone qualcuno e ridisegnando la geografia giudiziaria nostrana: in pratica "giocava" sul campo dell'amato capo quando propose l'epocale riforma ben sapendo che era tutto in funzione terza, il salvataggio dello stesso, e non li sfiorava nemmeno l'idea di fare il resto, almeno per ora. E' chiaro che, anche se l'amato capo dovesse trovarsi un buen ritiro e allontanarsi dalla politica, nei progetti del gruppo di potere che ne ha in mano le leve ha la necessità di controllare tutte le istituzioni se vuole perpetuarsi: é impensabile che ci possano essere "poteri indipendenti" che li contrastino quindi che fare? Prima l'impunità sempre e comunque, poi l'assoggettamento e infine il depotenziamento per evitare che in futuro possano sciogliersi dalle catene; e, fra parentesi, non possiamo nemmeno sperare nell'altra sponda: molte delle leggi di cui si sta ora approfittando le hanno fatte proprio loro..... per i comuni mortali cosa rimane? solo la speranza di non aver mai bisogno di dovervi ricorrere perché l'esito é sempre più scontato......
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