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venerdì 7 febbraio 2020

Le Sardine incontrano i Benetton: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

Fonte: Il Fatto Quotidiano Diego Fusaro Cronaca - 4 Febbraio 2020

Vi sono immagini che parlano più delle parole. E lo fanno con l’immediata potenza espressiva che è propria dell’ambito della visione. Tra queste immagini può, con diritto, essere annoverata quella che più di tutte ha circolato per la rete in questi giorni.

Essa mostra il leader delle Sardine alla corte degli United colors dei Benetton, in presenza del vate Oliviero Toscani, il fotografo ufficiale del mondialismo infelice e della sua classe di riferimento. Una magnifica foto di famiglia, che immortala padroni e ciambellani, ancelle e servizievoli manovali del potere a forma di sardine.
Una foto non certo “rubata”, come usa dire nel lessico fotografico: i protagonisti sorridono e sono in posa, fieri di rappresentare il lato buono della storia, quello dello sviluppo capitalistico, del progresso tecnico e del verbo unico politicamente corretto.
Uniti, felici e in sontuosi luoghi patrizi, a distanza di sicurezza dalle vili plebi italiche, che ancora sono dedite a volgari problemi come la casa e il lavoro: e che, per ciò stesso, con la loro barbarie connaturata non si aprono al sogno degli United colors della mondializzazione e della openness cosmopolitica dei flussi di desideri, di merci e di esseri umani mercificati. United colors che, a ben vedere, sono quelli che nascondono il “monocromatismo assoluto” (Hegel) del mercato pantoclasta e senza confini.
Curiosamente la foto ci mostra anche un altissimo muro, che separa i privilegiati della corte dei Benetton dal resto del mondo: esso simboleggia magnificamente il modus operandi dei padroni del vapore, che lottano contro tutti i muri in nome della libera circolazione, e insieme innalzano muri ogni giorno più alti per separare ermeticamente i primi dagli ultimi, gli oppressori dagli oppressi, i padroni dai servi.
La posizione assunta dai patrizi protagonisti della foto è rivelativa: una sorta di “primo stato” privilegiato e facoltoso, che, fermo nel prato verdeggiante, si gode la cornucopia di beni e opportunità che la globalizzazione offre loro nell’atto stesso con cui sottrae il necessario per esistere alla maggior parte del genere umano. Le sfide e le sfighe della globalizzazione coesistono, iniquamente divise tra servi e padroni, tra chi ha l’accesso al giardino segreto dei signori e chi ne è escluso.
Nella foto il leader ittico tiene la mano sul petto: quasi a segnalare partecipazione emotiva per quell’incontro così importante, che rivela il tanto bramato riconoscimento da parte di quelli che davvero contano, i padroni del vapore. Quelli per i quali tanto i sardinici manifestanti si erano spesi nei mesi scorsi, nel tentativo di arginare il rischio populista e, con esso, il possibile ritorno della decisione sovrana democratica contro gli automatismi tecnocratici di quei mercati speculativi che sempre devono avere ragione.
Come se non bastasse, dopo la foto è giunta anche la benedizione di George Soros, che sul Corriere della Sera ha celebrato le Sardine e il loro nuotare seguendo le correnti della open society.
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, si diceva un tempo. A questo motto, sagace e sempre attuale, se ne può aggiungere uno ulteriore e convergente: dimmi come ti tratta il potere e ti dirò chi sei realmente.
Avete ancora dubbi sull’identità delle Sardine? Sulla reale essenza di questi “pesci pagliaccio” che, senza lisca e spina dorsale, si muovono sempre secondo le correnti globalisticamente corrette, opponendosi a tutto ciò che alla globalizzazione neofeudale possa opporsi? Gli United colors delle Sardine sappiamo quali sono: il fucsia delle sinistre sbiadite, passate dalla parte dei padroni; e l’arcobaleno sgargiante, dietro il quale si nasconde il grigio del nichilismo oppressivo della società del mercato globale.

giovedì 23 gennaio 2020

Calo delle nascite, l’espressione ‘Vecchio Continente’ non è mai stata più vera

Fonte: Il Fatto Quotidiano Loretta Napoleoni Società - 19 Gennaio 2020

L’espressione “Vecchio Continente” non è mai stata più vera. L’Europa è infatti oggi la regione con la popolazione più vecchia al mondo. L’età media è 43 anni, 12 in più rispetto al resto del mondo. L’invecchiamento è un fenomeno inarrestabile, che va avanti da decenni – entro il 2035, circa una persona su quattro avrà 65 anni rispetto a uno su 13 nel 1950 – e, secondo gli esperti, sta per subire un’accelerazione pericolosa. Le Nazioni Unite, infatti, prevedono che dal 2021 la popolazione europea inizierà a contrarsi.
Tra le conseguenze più preoccupanti di questo trend c’è la caduta della crescita. L’economista del Fondo Monetario Philip Engler ha calcolato che entro il 2050 i cambiamenti demografici faranno contrarre il reddito pro capite in Francia, Spagna, Italia e Germania dai 4.759 ai 6.548 euro, prendendo come base i prezzi del 2010. In concomitanza, durante lo stesso periodo, la spesa sanitaria per gli anziani e per le pensioni salirà.
Proiezioni della Commissione europea prevedono che entro il 2040 entrambe queste voci rappresenteranno il 25% del Pil nell’Unione europea. In termini monetari, l’economia d’argento, come viene definita quella che ruota intorno agli anziani, entro il 2025 sarà pari a 6.400 miliardi di euro – nel 2015 era appena 3.700 miliardi di euro – e sarà responsabile di quasi il 40% dei posti di lavoro creati.
Il paese dove l’invecchiamento è più marcato è il nostro. Il trend è di lunga data: negli anni Venti, quindi un secolo fa, la media era di 2,5 bambini, mentre per donne nate subito dopo la seconda guerra mondiale la media scende a 2. Ma è negli ultimi dieci anni che il tasso di natalità è letteralmente crollato: siamo a 1,32 figli per donna, significativamente inferiore al 2,1 definito come il livello minimo di cui un Paese ha bisogno per mantenere la sua popolazione.
Secondo l’Istat, l’anno scorso l’Italia ha registrato il numero più basso di nascite da quando il paese è stato unificato nel 1861. Se non ci fossero le emigrate che procreano di più, i dati sarebbero ancora più bassi. Le donne italiane hanno infatti un tasso medio di natalità di 1,2 bambini, mentre quello delle emigrate è di 1,9, la somma produce una media nazionale di 1,32.
A seguito del crollo delle nascite, la popolazione attiva italiana si sta riducendo rapidamente. Con solo 440mila bambini nati, meno della metà del numero di italiani morti, la popolazione sta invecchiando e diminuendo costantemente. Quasi il 23% degli italiani ha ora più di 65 anni. Il problema è aggravato dall’emigrazione in aumento.
Un numero crescente di giovani emigra per sfuggire ai problemi economici del Paese: nel 2019 160mila italiani hanno lasciato il paese, il livello più alto dall’inizio degli anni Ottanta. Siamo come un paese che sta affrontando l’estinzione? In un certo senso il pericolo è proprio questo.
Secondo gli esperti e le organizzazioni internazionali come l’Onu, il problema della bassa natalità in Italia è legato al pessimo andamento dell’economia, alla mancanza di infrastrutture che aiutino la cura dei figli e all’alto debito pubblico. In altre parole, la situazione sarebbe ben diversa se l’economia italiana assomigliasse di più a quella scandinava, ben strutturata per essere di sostegno ai genitori, specialmente nei primi anni di vita dei figli. Sicuramente questo è vero per quanto riguarda l’ampiezza della contrazione delle nascite in Italia, ma non è una spiegazione sufficiente per l’invecchiamento della popolazione europea.
Alla radice della flessione delle nascite c’è anche un atteggiamento culturale nei confronti dei figli diverso da quello del passato. Questi non più visti come un investimento, e cioè braccia necessarie per lavorare la terra, come è avvenuto nel corso della storia dell’uomo.
Anche il ruolo dei genitori è cambiato. Oggi è molto sentita la responsabilità nei confronti dei figli e questo porta molti ad avere meno figli per dedicar loro più tempo ed energie.
Le statistiche, le proiezioni e i dati economici, dunque, descrivono un fenomeno preoccupante, e cioè l’invecchiamento della popolazione, ma non bastano per farcene capire le ragioni. L’invecchiamento e la contrazione della popolazione europea sono un fenomeno della modernità, con cui bisogna imparare a convivere e che bisogna imparare a gestire.

giovedì 9 gennaio 2020

Anno bisesto....

Innanzitutto GRAZIE a coloro cheson passati e mi hanno fatto gli auguri sia in privato che in pubblico in primis; poi a tutti gli altri che son passati senza farli m che hanno commentato i post e. ace a quelli che mi hanno insultato, si anche loro: mi fanno ridere i loro tentativi e la loro stoltezza m comunque fanno parte del gioco e quindi ben vengano e parlino apertamente.
siamo nel XXI secolo ma pare che le massime popolari siano sempre attuali e valide nei loro significati anche più reconditi: nell'imaginario si diece che l'anno bisesto è un anno funesto; lo so: ummagino subito che i soliti eruditi diranno che sono superstizioni del popolino .. ed è vero; com'è vero che quel popolino è maggioranza nella società e all'orizzonte non si vedono miglioramenti della sua condizione anzi, dati test p.i.s.a., visto che gli studenti italiani, futuri cittadini del paese, sono i peggio preparati del vecchio mondo e quartultimi del mondo occidentale, non ci sono evidentemente condizioni tali che possa crescere la qualità del suindicato 'aggettivo'. Come non pensare a come questo anno stia iniziando, male, e a quali prospettive abbiamo davanti per il prossimo futuro.
Venti di guerra, per ora siamo solo (per fortuna) agli omicidi telefonati e alle rappresaglie prevedibili come il calar della notte in un qualunque giorno che si succede alla notte, da un lato e, dall'altro, all'incipiente impressione che sempre di più cisi avvicini a una qualche, temo, tragica fine della civiltà, si fa per dire, occidentale per auto-eutanasia vista la sua incapacità di, almeno, salvaguardarsi al proprio interno dai nemici che si crea da sola: nemici sempre più spesso figli della propria ignavia e codardia nel riconoscere che senza un ceto medio il sistema non si regge.. anzi si fanno arrivare, si uso il sostantivato 'si fanno', altri disperati (allettati dal sogno dell'europa del bengodi dove tutto arriva per grazia ricevuta) a ingrassare il lumpenproletariat cui attingere per la gioia degli accattoni che possono così lavarsi la coscienza 'accorrendo' in loro soccorso e chiudendo entrambi gli occhi sullo sfruttamento cui questi disperati sono sottoposti: oltre un punto di pil rappresenta il giro di affari attorno ai 'derelitti'.
In questo mondo ci dobbiamo vivere, purtroppo, e dobbiamo anche ringraziare nel sorbirci le paternali e/o reprimende di chi sente sempre il bisogno di predicozzare sulla sfortuna, sulla nostra, del tutto presunta, ricchezza ecc. ecc. il tutto a patto che gli stessi derelitti, italici e non, non gli rompano i co******** sotto casa o fuori dal supermercato o non gli entrino in casa o li derubino mentre sono nel loro negozio ecc. perchè allora alzano alti laisul destino cinico e baro e iniziano i distinguo pur di salvare, la loro, capra e, sempre il loro, cavolo.
Si e mi aspetto cose anche ben peggiori in quest'anno bisesto..... anche che vincano il campionato il borgorosso football club e che cani e gatti vadano a braccetto.

lunedì 3 aprile 2017

Dalla Coca Cola ai biberon – cosa mettiamo in bocca – Report del 03/04/2017 – Anticipazioni

La santa trinità: zucchero, grasso e sale
Le industrie alimentari sanno come stimolare il nostro gusto, il punto G del gusto: con zucchero grasso e sale. Le industrie, grazie a questa santa trinità ci guadagnano, noi consumatori ci perdiamo però.
IL perché lo racconterà questa sera Sabrina Giannini nella sua rubrica sull’alimentazione “Indovina chi viene a cena”.

Cosa c’è dietro il successo della Coca Cola?
Continuiamo a parlare di zuccheri: durante i mesi di Expo, i visitatori della fiera mondiale (che doveva essere volano del PIL, dell’occupazione..) venivano accolti anche dagli stand di Coca Cola, McDonald’s ..
Ai bambini che venivano in visita veniva offerto un menù da queste multinazionali, nonostante uno dei temi della fiera riguardasse la sana alimentazione.
Sana alimentazione che dovrebbe limitare l’uso di grassi e di zuccheri raffinati.
Come gli zuccheri contenuti nella bevanda più famosa del mondo, la Coca Cola: negli spot si vede un’allegra famiglia che pasteggia con una bella bottigliona di Coca sulla tavola.
Per mettersi bene in mostra negli spazi espositivi di Expo, Coca Cola Ms Donald (e Ferrero) hanno sborsato una cifra stimata in 20 ml di euro.
Una grande operazione di marketing che ha generato pure qualche confusione: a poche decine di metri dal Mac, si trovata lo spazio di Carlo Petrini di Slow Food.
Tutto a posto? Tutto corretto? Zucchero si o zucchero no?
Come ha fatto Coca Cola a conquistarsi questi spazi, non solo in Expo, ma anche nel mondo, essendo una delle bevande più vendute al mondo?
Quali i segreti del successo commerciale e quali i segreti dentro gli stabilimenti della Coca Cola anche in Italia?
Claudia Di Pasquale è autrice del servizio che ha cercato di fare luce su questi segreti, girando per il mondo, da Atlanta a Marcianise, a Caserta.
La scheda del servizio: DIO COCA COLA DI Claudia Di Pasquale
La Coca Cola è la più venduta al mondo: circa due miliardi di bottiglie al giorno, cinquecento marchi distribuiti in duecento Paesi. Per capire come è diventata la numero uno abbiamo fatto un viaggio negli Stati Uniti, nella sede storica di Atlanta, dove c’è la cassaforte che conserva la sua formula magica, il primo segreto del suo successo.L’inviata di Report ha viaggiato tra Canada, Messico, Colombia, Mauritania e poi negli stabilimenti italiani di Nogara (VR), Oricola (AQ), Marcianise (CE) e nella Sibeg di Catania.

L’uso delle concessioni delle falde, il braccio di ferro con le autorità sanitarie che tentano di limitare i danni dello zucchero introducendo la tassa sulle bevande gasate e zuccherate, i finanziamenti e le sponsorizzazioni, le spy stories: sotto la lente di Report sono passate tutte quelle strategie che hanno consentito alla Coca Cola di mantenere il primato per centotrenta lunghi anni. Report ha poi fatto analizzare il contenuto della Coca Cola, e di alcuni degli altri duecento prodotti di punta dell’azienda di Atlanta. I risultati nell’inchiesta.
Cosa c’è dentro i biberon?
In un precedente servizio di Claudia Di Pasquale, Report si era occupata dei rischi nei prodotti di plastica, che assimiliamo nell’uso quotidiano entrandone in contatto.
La tenda per le docce, il packaging delle cialde del caffè, la plastica con cui si confezionano insaccati, formaggi, lo yougurt, gli imballaggi dei surgelati, fino alle bottiglie di plastica.
L’inchiesta odierna di Emanuele Bellano si occuperà in particolare dei biberon, quelli trattati con Ossido di Etilene, giudicati cancerogeni dall’OMS: non dovrebbero più essere usati negli ospedali ma, siccome siamo in Italia, alle ASL non è arrivata comunicazione..
La scheda del servizio: BIBERON A TUTTO GAS DI Emanuele Bellano
Cinquecentomila neonati italiani ogni anno succhiano, direttamente dai biberon dell’ospedale, residui di ossido di etilene, un gas cancerogeno secondo l’Oms. Oltre un anno fa, la direzione prevenzione sanitaria del ministero della Salute aveva raccomandato di non utilizzarli se non in casi particolari, ma alle Asl italiane non è stato comunicato e nel frattempo gli appalti sono andati avanti. Sette milioni di biberon e tettarelle trattati con l’ossido di etilene continuano ad essere utilizzati negli ospedali italiani, anche se in Europa già dal 2007 è vietato sterilizzare con questo gas i contenitori ad uso alimentare. Com’è possibile?
Infine, per la serie, onore al merito: PRESENZE INGIUSTIFICATE DI Antonella Cignarale
Ai professori universitari la legge Gelmini aveva bloccato gli scatti di stipendio per cinque anni. Allora per compensarli è stato stanziato un incentivo una tantum di 108 milioni che ogni ateneo distribuisce ai più meritevoli con le proprie regole. A Perugia per esempio l’incentivo va da ottocento a cinquemila euro. ma capita che i soldi se li intasca anche il luminare che non si fa mai vedere in facoltà, mentre i docenti che si impegnano restano esclusi.
Da unoenessuno.blogspot.it
 
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venerdì 31 marzo 2017

Pasqua: riti e mercato

Pasqua s'avvicina e riprende fiato l'annosa polemica sugli agnelli e sul loro consumo. Dal punto di vista puramente storico-mitologico (e per mitologico intendo anche religioso) l'agnello sacrificale è un puro simbolismo figlio di credenze antiche (Wikipedia). Essendoci evoluti, o almeno così ci piace pensare di esserlo, dovremmo aver superato lo stadio del 'sacrificio rituale' ma evidentemente non è affatto così!!!
Infatti pur se il consumo è sensibilmente diminuito si continuano a uccidere e consumare troppi agnelli.... evidentemente non è solo, quindi, un problema ritualistico ma c'entra qualcos'altro: la lobby industriale della carne e i profitti attesi da un evento, foss'anche religioso, da cui trarne; cis arebeb da sperare che qualcuno faccia qualcosa ma in un paese in regressione culturale, non solo economica, è già tanto che se ne parli senz'ideologismi ed estremismi: creddetemi è dura perchè sembra che per ogni cosa ci sia un estremizzazione, quasi che fosse nel nostro DNA: eppure non siamo un popolo bellicoso, anzi perchè dalla caduta dell'impero romano a oggi non abbiamo più nemmeno brillato come alleati leali visto che se s'iniziava una campagna militare essa non ci vedeva mai finirla dalla stessa parte dalla quale l'avevamo iniziata... quindi come mai si estremizzava (la cosa non vale solo per politica, economia, tradizioni ecc. ma pure per cose molto più futili come il calcio)? Semplice perchè son tutte cose che ci permettono di parlarne, anche in maniera accesa e insultando, senza che ci siano rischi diretti per il nostro modo di vita e per noi stessi.. in pratica son tutte cose che ci permettono di restare seduti in paciolle, virtuali o meno non conta, da cui pontificare: anche il sottoscritto ne sta parlando da casa sua davanti a un pc e non davanti a persone con cui confrontarsi.. cosa già fatta senz'averne tratto alcun beneficio e senz'aver spostato minimante le proprie convizioni e quelle altrui per una semplice ragione: il pregiudizio di cui siamo pieni. E' l'ultima cosa che ci è rimasta e di cui siamo rimasti (investire oggi) prigionieri. C'hanno levato tutto c'è rimasta la cosa peggiore e ce la teniamo stretta, purtroppo...

giovedì 15 dicembre 2016

Cercasi schiavo....

Boni, state boni.. non sono ammattito e non amo il bondage!!! No è solo una notizia che ho trovato su vari edizioni di giornali nazionali online. Il bello è che molti hanno risposto: alcuni per curiosità, ma altri.... bè fatevi un idea dei tempi in cui viviamo.
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Tiscali notizie Redazione
“Cerco schiavo”, questo l’incredibile messaggio apparso su un volantino attaccato nelle bacheche dell’Università di Torino. L’aspirante padrone  di  ragazzi disposti a svolgere un lavoro precario  - come riporta la Stampa  - ha arricchito la sua offerta di altri particolari: “Cerco disponibilità di 12 ore al giorno, nessuna giornata libera, retribuzione offerta per arrivare giusto a fine mese - e le vacanze? - Ovviamente non se ne parla nemmeno”.
A mettere l’annuncio uno studenteSono stati in tanti gli studenti che forse spinti dalla curiosità hanno deciso di contattare l’offerente: è venuto fuori  così che  dietro l’avviso appeso  tra le richieste di coinquilini per l’affitto di alloggi c’era Ludovico Gabrielli, 22 anni, studente del Politecnico. Uno ragazzo che ha deciso di cercare collaboratori per la sua attività “sfruttando  gli stereotipi e i problemi reali del mercato del lavoro”.
Una  provocazione  Insomma l’annuncio voleva essere una provocazione, Ludovico voleva mettere l’accento sulla  crisi del mercato del lavoro che colpisce principalmente i giovani: “L’idea mi è venuta sentendo i miei amici che si lamentavano di lavoretti pagati 3 euro all’ora, precari e senza garanzie e mi ha spinto a tentare un approccio più divertente per cercare collaboratori - spiega il giovane alla Stampa -. Io collaboro con un’azienda che si occupa di benessere e mantenimento del peso forma penso che la mia offerta sia migliore delle altre ma con i soliti annunci piatti non riuscivo ad attirare l’attenzione degli studenti”.
La crisi porta a rispondere agli annunci più straniE in effetti di annunci Ludovico ne aveva già appesi tanti ma senza molto successo. Da quando ha iniziato a cercare  “schiavi” le risposte ai suoi annunci sono aumentate. ”Certo, in molti chiamano perché  incuriositi da un messaggio o così strano ma qualcuno, invece, vuole subito informazioni sul  lavoro”.  Insomma la  trovata del 22enne  ha  dimostrato  che  la crisi economica porta le persone a rispondere anche agli annunci più strani pur di trovare un lavoretto che consenta di sbarcare il lunario. “Questo  non è un gran bel periodo per noi giovani. Io con il mio annuncio ho deciso di scherzare perché alla fine dei conti offro un lavoro migliore di molti altri”, ha concluso Ludovico .
pareri, proposte, provocazioni? Fatemi sapere.....

mercoledì 24 febbraio 2016

Diritti Civili: a perderci è stato solo il paese reale...

Le parti fanno il tutto: in questo paese parlare di unioni civili, etero e non, è ancora un tabù almeno nel paese ufficiale: c'è un concorso d'interessi, sia chiaro, affinchè tutto il corollario intorno ai diritti civili (matrimoni civili, adozioni, ecc.) per evitare che il passo il fatal passo sia fatto, e sono tutti colpevoli:
  1. M5S. E' un movimento trasversale, quindi ha elettori di destra, di centro e di sinistra quindi per non scointentare nessuno ha presoe ingoiato volontariamente la polpetta avvelenata che lo stratega, si fa per dire, di palazzo chigi gli ha donato con il canguro ben sapendo che cosa fosse il cosiddetto "canguro" si è intestardito sul no ad esso prendendola a spunto per tirarsene fuori e il tutto solo per tener unito le varie "sensibilità" del movimento e del suo elettorato.... in fondo ci sono due grandi battaglie da fare nei prossimi mesi ossia a) il referendum eventuale nel corso di una revisione costituzionale e b) le elezioni amministrative con il loro epicentro in Roma.... due cose che valgon bene un sacrificio sui diritti civili, vi pare? Sono deluso, mi sarei aspettato maggior schiena dritta da chi si presenta come "antistitema" ma son figli di questi tempi confusi e mercantili e con il genio della comunicazione che hanno a guidarli i passi falsi e i fianchi scoperti sono all'ordine del giorno!!!
  2. PD. Qui gioca molto la reale intenzione, secondo me, del premier che mai in mente aveva le adozioni da "concedere".... ma come fare? Chi poteva toglierli le castagne dal fuoco? Eccoli lì nell'opposizione i, sempre secondo me finti, ingenui pentastellati che, nelle loro continue circonlocuzioni e convlusioni, si trovavano in enormi difficoltà al loro interno (vista la loro composizione socio-politica) al punto che il leader aveva lasciato, con passo improvviso quanto fermo, "libertà di coscienza". Infatti gli (finti), ingenui son stati al gioco e si son fatti infinocchiare e rimanendo al palo gli hanno aperto la strada alla soluzione minima dei diritti che le coppie arcobaleno da anni aspettano: un pastrocchio da diario minimo di cui sicuramente la Magistratura farà speme... ma si sa che questi politici non ragionano nella prospettiva del medio-lungo termine e nemmeno nel breve ma nel brevissimo termine si: in pratica il loro orizzonte da dalla sera al pomeriggio del giorno dopo quindi immaginate un pò quanto gli possa importare cosa farà la Magistratura....o cosa votano queste coppie, una infima minoranza. Che fare, dicevo? Creo il caso "canguro" loro, gli (finti) ingenui, respingono e io corro subito dai centristi, braccio secolare di oltretevere, per fare la legge che fin dall'inizio avevo in mente; ricucendo con oltretevere e rafforzando la maggioranza con un bel voto di fiducia.... poi al resto ci pensaranno i soloni dei media a farlo... ed ha avuto ragione per giunta: tutto s'è incastrato nella maniera giusta.
In realtà, come sempre accade in questi casi (un esempio per tutti: il referendum sull'acqua pubblica completametne disatteso e ora sabotato), ad avere la peggio è stato quel paese reale nel cui corpo elettorale dovrebbe risiedere la sovranità da cui deriva tutto il resto.... è vero che questo paese, fra i più beceri d'europa e del mondo occidentale, da oggi lo possiamo allineare, senza tema di esser smentiti, al pari di paesi come la Cina e l'Iran (da sempre additati come illiberali, loro....), ma è anche vero che in questo paese risiedono realtà e segmenti sociali che danno un barlume di speranza ma che non hanno più un riferimento politico nel quale riconoscersi ed ecco il perchè, uno dei tanti, siamo allo sbando: un paese che corre e si mostra, nella sua parte migliore, progredito e un altro paese, nel quale possiamo annoverare anche i politici, che invece frena disperatamente.... lontano e chiuso in una bolla di cristallo nel quale si è rinchiuso sordo alle spinte sociali e inetto a tal punto che anche una cosa "naturale e normale" come i diritti civili diventa dirompente: aggiungiamoci che da circa vent'anni viviamo all'ombra del Nuovo ordine del mercato e la frittata sembra fatta e pronta per essere servita a tutti anche se ci risulta indigesta...

mercoledì 27 gennaio 2016

Il pizzo .. ai migranti

Bé non sapevano che altro inventarsi per tenerli fuori dalle scatole: il pizzo. Già, una cosa proprio umiliante, soprattutto per chi dovrà riscuotere, magari con la forza.... arrivano profughi, veri o presunti è un altra storia (connessa ma pur sempre un altra storia), e cosa mi posso inventare per indurli a restare fuori dai miei.. confini, visto che tutto il resto, fili spinati e soldi alla Turchia compresi, non hanno funzionato? Il pizzo: con genio "italico" si sono inventati l'unica cosa che davvero può fermarli.....i soldi. Vuoi restare? Paga. Altrimenti prego accomodarsi altrove: possibilmente nei paesi vicino a voi come Italia, e Grecia per esempio trasformandoli i enormi campi profughi con tutti i problemi di convivenza che ciò potrà significare per questi ultimi; ma tanto chi se ne frega perchè son problemi loro mica miei... un pò di soldi (o un pò di flessibilità sul debito interno) e un quieto richiamo a "fare i compiti (per la Grecia)" basta e avanza per tenerli buoni. Con i governanti che si ritrovano non c'è problema...
Ma che tristezza quest'Europa, vero? Una UE che ricorre a questi mezzucci, che nemmeno nel famosissimo "Avaro" di Moliére si poteva immaginare, non merita vita lunga e felice e nemmeno il disprezzo: è un Europa senz'anima come senz'anima è l'ideologia di cui è pervasa ossia il mercato. E un siffatto background non può che creare mostri: frustrazione e povertà per gli europei; ondate migratorie dei perdenti della globalizzazione e misure di cortissimo respiro a ristoro della tranquillità e quiete pubblica come il pizzo che i paesi del nord europa stanno approvando con il concorso di tutti.  Sia chiaro: che "il buonismo sia finito" e con esso l'ipocrisia della retorica dell'accoglienza CHE NASCONDE L'ECONOMIA DI SFRUTTAMENTO DEGLI IMMIGRATI, non mi dispiace perchè il velo verrà lacerato e la gente dovrà aprire gli occhi su chi ha convenienza a che arrivino a frotte.... ma da qui alle scene bibliche viste finora e allo strappare di mano i soldi per "rimanere" ce ne corre e ci vuole un bel pelo sullo stomaco; ma si sa che dopo aver visto cos'hanno imposto ai greci i cari "fratelli" europei non ci possiamo meravigliare più di nulla...

domenica 17 gennaio 2016

Morire per i diritti civili?

17/01/2016 di triskel182
La legge sul conflitto di interessi.
La legge sul voto di scambio.
La finta cancellazione delle province.
La legge elettorale coi capilista bloccati (non concedendo la possibilità di scegliere) e col premio (abnorme) alla lista.
La legge sul falso in bilancio col buco (e che ora la Cassazione giudica con valore retroattivo, con la possibilità di annullare diverse condanne).
E poi: la legge sull’editoria, il reato di depistaggio, la riforma della Rai (toglierla dalle mani dei partiti), la legge sulla tortura, la cancellazione del reato di clandestinità.
Ora, la legge sulle unioni civili:
Unioni civili, Boschi sfida Alfano: “Alleanze con altri se Ncd non vota”(Repubblica)
Renzi via twitter: #unionicivili @matteorenzi legge entro l’anno #assembleapd
Dopo tutta questa sicurezza, ci si sarebbe aspettato dal governo quella disciplina di partito che abbiamo visto sulle riforme costituzionali (via Mineo dalla commissione), sull’articolo 18 e sul jobs act.
Niente sui diritti civili, solo libertà di coscienza.
Niente cambio di verso.
Sempre il ministro delle riforme: 
Resta favorevole alla «stepchild adoption»? «Personalmente sono convinta che sia giusta nell’interesse dei bambini. Però su questo punto, come già detto, il Pd lascerà libertà di coscienza».

C’è la coalizione da tenere in piedi, il governo che rischia di cadere (o che viene minacciato di cadere).
Vorrete mica far vincere Berlusconi?
Sono le stesse cose che sentivamo ai tempi di Monti (altro governo tecnico di larghe intese che faceva politiche di destra).
No, questo governo non morirà sui diritti civili.
Altrimenti avrebbe tolto l’adozione dei minori e fatto approvare la legge.
Da unoenessuno.blogspot.it
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il governo del fare (?) val bene ....... l'elusione dei diritti civili

giovedì 7 gennaio 2016

Fermare i barbari? Ma di quali barbari parliamo?

Bé abbiamo sentito tutti quanto accaduto in Germania, Austria, Svizzera, no? A costo di sembrare quel che non ritengo di essere mi chiedo: ma le froze dell'ordine dov'erano? Al Bar? E dove sta scritto che nel XXI secolo le donne che escono, da sole o in gruppo non conta, devono stare attente a non "ridurre le distanze al di sotto del metro con gli sconosciuti (preso testualmente dalle 'raccomandazioni' che un comune tedesco ha subito elargito con un opuscolo alle sue cittadine)'? Ma scherziamo o siamo diventati talmente ipocriti da non voler riconoscere che l'intera politica di accoglienza di questa UE (il nostro ex capo dello stato ha oggi tuonato contro l'eliminazione di Schengen... bontà sua) è non solo errata ma anche autoleionista perchè induce negli europei il sentimento contrario visto come vengono imposte queste immissioni? L'accoglienza è un tema delicatissimo che va soppesato con grande cura e attenzione non solo perchè nessun paese europeo è in grado di accoglierne a decine di migliaia al mese ma soprattutto perchè nessun paese europeo, e  si suoi cittadini pure, è attrezzato per un tal numero di arrivi in così poco tempo: è già difficile inserirsi quando si condividono alcune cose immaginate quando si parla di gente che non solo ha una storia diversa ma pure una religione differente e tradizioni, per così dire, opposte a quelle europee..... personalmente me lo aspettavo un problema del genere quale abbiamo ora sotto gli occhi e se me lo apsettavo io immagino che i soloni al potere non solo se lo aspettavano ma lo hanno anche previsto: è solo che NON sono capaci di affrontarlo come si dovrebbe e preferiscono ridurre il tutto a pochi luoghi comuni (del genere erano bande di criminali comuni.. non certo erano educande appena uscite dal collegio, no?) e a un problema di ordine pubblico da reprimere duramente e, mi chiedo, tutto il pregresso? Dov'è finito? Fiumane di persone che sfondano cordoni e confini ed entrano non possono essere fermate facilmente, quindi la strada era un altra.. anzi ne son due: o si affondano i barconi con la gente a bordo (e il problema non si risolve certo) o si programma ma il punto vero è che si controlla alla fonte il flusso ossia si prendono quelle misure che qualunque paese prenderebbe di fronte a masse bibliche quali queste sono..... gli usa ne sono un esempio in negativo perchè muri e un vero esercito non hanno fermato il flusso di latinos che vogliono entrare nel paese di bengodi ma solo rallentato; si dovrebbe invece analizzare alla fonte e qui cade l'asino perchè nessuno dei paesi occidentali ha la coscienza pulita, nessuno. Vediamo velocemente:
  1. sono almeno 400 anni che rubiamo le risorse ai paesi di provenienza di questi profughi impoverendoli e corrompendone la cloro classe dirigente tutta formata qui; che cosa ci si aspettava da gente che abbiamo impoverito, derubato, contribuito ad esasperare? Mi pensate davvero che bastano la FAO o i microprogetti? Qui ci son secoli di depredazione da cancellare....
  2. è stato dimostrato da diverse fonti che almeno un terzo dei profughi non hanno alcun reale motivo per chiedere asilo.... lo sappiamo noi comuni mortali e lo sanno anche i politici. Sanno anche, i media lo hanno dimostrato prove alla mano con diverse inchieste giornalistiche, come sia facile procurarsi passaporti di paesi in guerra, quindi anche qui dormita generale e delega a semplice problema di ordine pubblico: se presi vengono rimandati indietro (tranne che in italia dove a provvedimento di espulsione non segue quasi mai l'accompagnamento alla frontiera.. secondo i geni che hanno creato una simil cosa il tizio dovrebbe andarsene da solo o finire in galera .. che non vede perchè da noi, per risparmiare, la galera la vedono in pochi davvero....);
  3. tutti i paesi del nordeuropa hanno nicchiato sul problema e hanno fatto in modo che fossero i paesi "mediterranei" (termine che trovo profondamente razzista) a cavarsela... si tante parole ma i punti di accesso sono sempre i soliti ossia Italia, Grecia, Spagna.. ora che invece, proprio grazie al trattato di Schengen, le masse son arrivate anche da loro alzano la cortina fumogena perchè il problema gli è esploso in faccia!!!! Basta chiedere ai residenti intorno alla stazione di milano, per dirne una, cosa significhi uscire di sera in quella zona per capire di cosa stiamo parlando..
  4. trovo estremamente fastidioso aspettare il fattaccio per scoprire l'acqua calda: gruppi di maghrebini che molestano donne occidentali.... embé se erano malviventi non si poteva proprio nulla? O forse non è il caso di contattare i loro paesi di origine e rimandarglieli indietro e magari scoprire che lì non usano metodi democratici ma sicuramente sanno come tenerli a freno?
  5. che ci sia un problema è chiaro non da ora: in francia la banlieu cosa sono? Quasi tutti i terroristi morti erano cittadini: significherà qualcosa o no? Le violenze che qui son accadute, anche sui treni, cosa sono? E non sono solo maghrebini.. prego chiedere a Genova il problema 'latinos' per capire quali sono i termini della faccenda o in giro per l'italia in problema delle bande 'cinesi'...
  6. dalla storia non abbiamo imparato proprio nulla, vero? Fin dall'impero romano c'era un problema 'immigrazione' di popoli che volevano entrare dentro i confini... all'inizio entrarono ma poi sorsero subito dei problemi e gli extracomunitari di allora furono 'foederati'; in certi casi a loro fu delegata anche la difesa degli stessi confini imperiali....
  7. è anche un problema di ordine pubblico, certo; ma è, secondo me, non primario perchè se davvero volessimo accoglierli come si deve allora dovremmo scremare gli ingressi...... e come si fa con quel ramo dell'economia, illegale o meno non conta, che su questi ingressi ci fa mercato? Già ne abbiamo un esempio proprio nel nostro civilissimo paese dove la cooperazione ha mostrato lati oscuri di sfruttamento degli arrivi al limite dell'indecenza!!!
  8. veniamo al vero focus: se vieni a casa mia sappi che ho delle regole e, pur nel rispetto dei diritti dell'immigrato e dei diritti umani (ampiamente riconosciuti dalle varie costituzioni......già proprio quelle "costituzioni" che il CEO della Goldman-Sachs vorrebbe cancellare perchè obosolete rispetto alle esigenze dei mercati visto che hanno, quasi tutte, quella parte "sociale" che tanto da fastidio a chi vuole sfruttare il mercato delle braccia e del bassissimo costo della manodopera illegale...) e che queste regole le DEVI RISPETTARE pena NON il carcere ma il rimando a casa dove, magari, ti aspetta un taglio del dito o la frequentazione di quelle carceri, che so, latinoamericane dove di certo apprezzerai quello che qui hai perso..
.. sono razzista? Può darsi ma è peggio quanto sopra o il leggere delle donne molestate in germania o della vecchietta uccisa per essere derubata o del fatto che la sera viaggi in treno ma devi stare attento perchè la POLFER in alcune stazioni ha chiuso battenti alle 17.00 in punto (in questo lo Stato è sempre puntuale) o dei rom che ti derubano per strada o ... o .... ma si sa: quest regole di cui parlavo sopra dovremmo rispettarle noi per primi: cosa che NON avviene e se te per primo non le rispetti cosa ti puoi aspettare da gente che arriva qui e crede di trovare il paese di bengodi?

mercoledì 18 novembre 2015

Lo spago volante? Arriva il ... Pastafarianesimo

da: Wikipedia
Il pastafarianesimo

(Flying Spaghetti Monsterism o Pastafarianism in inglese) è una religione creata da Bobby Henderson, laureatosi in fisica all'Oregon State University, per protestare contro la decisione del consiglio per l'istruzione del Kansas di insegnare il creazionismo nei corsi di scienze come un'alternativa alla teoria dell'evoluzione. È generalmente ritenuta una religione parodistica, nonostante gli adepti e lo stesso fondatore rifiutino tale etichetta. In una lettera aperta inviata al Kansas State Board of Education, Henderson professò di credere in un creatore sovrannaturale molto somigliante a degli spaghetti con le polpette. Henderson successivamente chiamò per questo la teoria della creazione "Pastafariana" (portmanteau di pasta e Rastafarianesimo), rivendicando uguali ore di insegnamento insieme alle teorie del disegno intelligente e dell'evoluzione. Henderson spiegò che poiché il movimento a sostegno del disegno intelligente utilizza riferimenti ambigui a un non meglio precisato "progettista intelligente", ogni entità concepibile poteva rivestire questo ruolo, compreso il Prodigioso spaghetto volante (in inglese Flying Spaghetti Monster). Secondo molti atei ed agnostici, il pastafarianesimo rappresenterebbe una versione moderna della Teiera di Russell e dell'Invisibile Unicorno Rosa.
Questa religione ha avuto larga diffusione su Internet riunendo molti seguaci del Prodigioso spaghetto volante, che si fanno chiamare pastafariani e rivendicano di essere stati toccati dalla "sua spaghettosa appendice" (in inglese His Noodly Appendage).
Nel giugno 2005 Bobby Henderson inviò una lettera aperta al consiglio per l'istruzione del Kansas in risposta alla loro decisione di assegnare lo stesso tempo alla spiegazione della creazione e all'evoluzione mediante la selezione naturale nei corsi di biologia. Chiese che al Pastafarismo venisse dedicato lo stesso tempo dato alla spiegazione della Creazione di religioni più tradizionali. In breve tempo ebbe risposta da due dei membri del consiglio e una terza risposta giunse in seguito.
Nei due mesi successivi, il traffico del sito web di Henderson, che pubblicava le suddette lettere, crebbe rapidamente. La popolarità del sito esplose in agosto quando il Prodigioso spaghetto volante venne descritto in alcuni blog e siti di notizie su Internet. Presto la notizia venne riportata anche dalle principali fonti di informazione.
Nella sezione "Latest News" del suo sito web, Henderson fa notare che l'allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush e il senatore Bill Frist hanno pubblicamente supportato l'insegnamento delle teorie non evoluzionistiche e quindi ne deduce supportino l'insegnamento del Pastafarianesimo.
Dogmi
Il famoso grafico dell'effetto serra in relazione al numero dei pirati
Molti dei "dogmi" proposti da Henderson sono stati volutamente scelti per parodiare le critiche fatte dai proponenti del Creazionismo.
  • L'Universo è stato creato da un invisibile e non rilevabile Prodigioso Spaghetto Volante, quando questi era in preda a una marcata intossicazione alcolica (si suppone che sia questo il motivo di un Creato imperfetto).
  • Tutte le prove a sostegno della tesi evoluzionistica sono state intenzionalmente impiantate da questo essere per mettere alla prova la fede dei Pastafariani.
  • Quando sono effettuati test scientifici di datazione radiometrica (ad esempio il metodo del carbonio-14) il Prodigioso Spaghetto Volante interviene modificando sistematicamente i risultati mediante la Sua Spaghettosa Appendice.
  • Il riscaldamento globale, i terremoti e gli uragani e gli altri disastri naturali sono conseguenza diretta della diminuzione del numero dei pirati fin dal XIX secolo. È stato fornito un grafico che prova la proporzionalità inversa tra il numero dei pirati e la temperatura globale, i cui dati sono stati ovviamente inventati di sana pianta (indica solo 17 pirati nel mondo moderno, una stima bassissima). Questo "dogma" serve a dimostrare il noto principio che una correlazione non implica necessariamente un rapporto di causalità, ed è anche mirato a prendere in giro chi manipola i dati e la loro rappresentazione per ottenere dei grafici confacenti alle proprie teorie. Henderson sviluppò probabilmente questo dogma in risposta alle tesi, sostenute da alcuni gruppi religiosi, secondo le quali il gran numero di disastri, guerre e carestie presenti nel mondo siano dovute a una carenza di rispetto e venerazione nei confronti delle divinità. Nel 2008, Henderson interpretò l'incremento delle attività piratesche nel Corno d'Africa come un'addizionale prova empirica di tale dogma, visto che la Somalia possiede il più grande numero di pirati ed è al contempo la nazione che emette la minore quantità di anidride carbonica.
  • Bobby Henderson è il "profeta" di questa religione.
Codici di condotta
  • Le preghiere terminano con la parola "Ramen" invece che "Amen" (Il Ramen è una varietà di spaghetti giapponese).
  • I seguaci sono tenuti a indossare un vestito da pirata. A questo proposito, va riportato che nel 2007 Bryan Killian, uno studente di un istituto della Contea di Buncombe nella Carolina del Nord, venne sospeso perché indossava indumenti pirateschi. Killian si oppose alla sospensione, sostenendo che tale provvedimento fosse in palese violazione della libertà di culto.
  • Il Pastafarianesimo possiede i propri comandamenti (condimenti), dettati dal Prodigioso Spaghetto Volante al Capitano Pirata Mosey durante il vagare di quest'ultimo sul Monte Sugo. Noti come gli otto “IO PREFERIREI DAVVERO CHE TU EVITASSI”, vennero poi denominati "comandamenti" dal Capitano e "condimenti" dai pirati della sua ciurma. In realtà, sembrerebbe che i comandamenti fossero in origine dieci ma, nel fare ritorno dal monte, il Capitano Mosey perse due tavole. Quest'evento parrebbe essere alla base della debole moralità dei Pastafariani. Apparirebbe chiaro anche il riferimento al film La pazza storia del mondo di Mel Brooks, in cui Mosè, che aveva ricevuto in origine da Dio tre tavole di pietra contenenti ciascuna cinque comandamenti, per errore ne fa cadere una a terra, sbriciolandola, e tramandando così ai posteri solo dieci comandamenti.
Gli otto "Io preferirei davvero che tu evitassi"
(Maiuscole e censura come da testo originale)
  1. Io preferirei davvero che tu evitassi di comportarti come un asino bigotto "più-santo-di te" quando descrivi la mia spaghettosa bontà. Se qualcuno non crede in Me, pace, nessun problema! Dico davvero, non sono mica così vanitoso. E poi non stiamo parlando di loro, quindi non cambiare argomento!
  2. Io preferirei davvero che tu evitassi di usare la Mia esistenza come motivo per opprimere, sottomettere, punire, sventrare, e/o, lo sai, essere meschino con gli altri. Io non richiedo sacrifici, e la purezza è adatta all'acqua potabile, non alle persone.
  3. Io preferirei davvero che tu evitassi di giudicare le persone per come appaiono, o per come si vestono, o per come camminano, o, comunque, di giocare sporco, va bene? Ah, e ficcati questo nella tua testa dura: donna = persona. Uomo = persona. Tizio noioso = Tizio noioso. Nessuno è meglio di un altro, a meno che non stiamo parlando di moda e, mi spiace, ma ho dato questo dono alle donne e a qualche uomo che capisce la differenza fra magenta e fucsia.
  4. Io preferirei davvero che tu evitassi di assumere comportamenti che offendano te stesso, o il tuo partner consenziente, maggiorenne e mentalmente maturo. Per chiunque avesse qualcosa da obiettare, penso che l’espressione corretta sia "Andate a farvi f******", a meno che tale espressione non sia ritenuta troppo offensiva. Nel qual caso possono spegnere la TV e andare a farsi una passeggiata, tanto per cambiare.
  5. Io preferirei davvero che tu evitassi di sfidare, a stomaco vuoto, le idee odiose, bigotte e misogine degli altri. Mangia, e solo dopo prenditela con gli s******.
  6. Io preferirei davvero che tu evitassi di erigere chiese/templi/moschee/santuari multimilionari in onore della mia spaghettosa bontà, perché tali soldi potrebbero essere meglio spesi per (fai la tua scelta):
  1. Sconfiggere la povertà
  2. Curare le malattie
  3. Vivere in pace, amare con passione, e ridurre il prezzo delle pay-Tv. Posso anche essere un essere onnisciente dai carboidrati complessi, ma apprezzo le cose semplici della vita. Dovrei saperlo, no? Io SONO il Creatore!
  1. Io preferirei davvero che tu evitassi di andare in giro raccontando alla gente che ti ho parlato. Non sei mica così importante. Finiscila! E poi ti ho detto di amare il tuo prossimo, mi capisci o no?
  2. Io preferirei davvero che tu evitassi di fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te se sei uno che apprezza, ehm, cose che fanno largo uso di pelle/lubrificanti/Las Vegas. Se anche l'altra persona le apprezza (purché si rispetti il quarto punto), allora dateci dentro, fatevi foto, e, per l'amor di Mike, indossate un preservativo! In tutta onestà, è un pezzo di gomma. Se non avessi voluto che fosse piacevole farlo, avrei aggiunto delle spine, o qualcos'altro.
Vantaggi della conversione
Henderson inizialmente ha fornito le seguenti motivazioni per convertirsi al pastafarianesimo:
  • Come gli spaghetti che essi adorano, i pastafariani hanno standard morali sottili.
  • Ogni venerdì è una festività religiosa.
  • La promessa di una fabbrica di spogliarelliste o spogliarellisti, a seconda del proprio orientamento, e di un vulcano di birra in Paradiso.
Tuttavia anche nel pastafarianesimo è presente un inferno dove, a differenza del paradiso, il vulcano erutta birra stantia e le/gli spogliarelliste/i hanno malattie veneree.
Casi mediatici
Madonna pastafariana nutre con la birra, la bevanda del Paradiso pastafariano, il suo bambino, a un presidio anticlericale a Milano (2012)
Nel luglio 2011, in Austria, l'ufficio dei trasporti di Vienna ha riconosciuto il diritto di un giovane pastafariano, Niko Alm, a inserire nella patente di guida una propria fotografia scattata mentre, a mo' di copricapo, indossava uno scolapasta, simbolo del Prodigioso Spaghetto Volante. Analogo episodio si è ripetuto nel luglio 2013 a Brno, in Repubblica Ceca, quando il ventottenne Lukáš Nový ha ottenuto che gli venisse riconosciuto il diritto di utilizzare, per la propria carta d'identità, una foto che lo ritrae mentre indossa lo scolapasta, in accordo alle leggi nazionali che consentono l'utilizzo di copricapi per motivi medici o religiosi purché non nascondano il volto.
Venerdì 3 gennaio 2014 Christopher Schaeffer ha giurato, con uno scolapasta sulla testa, come membro del consiglio comunale di Pomfret, una cittadina con 15 mila abitanti nello stato di New York, diventando il primo politico pastafariano statunitense eletto a un incarico pubblico, seguendo di pochi mesi l'elezione al Parlamento austriaco di Niko Alm (ottobre 2013).
Il 21 settembre 2012 il pastafariano greco Filippos Loizos veniva arrestato, a causa di pressioni parlamentari del gruppo Alba Dorata, per aver pubblicato su Facebook il fotomontaggio denominato "il Vecchio Pastitsios", parodia di Padre Paisios del Monte Athos.
Il 17 agosto 2013 a Mosca la polizia ha interrotto una processione pastafariana, traendo otto persone in arresto per "manifestazione non autorizzata", su denuncia di alcuni cittadini ortodossi che si dicevano offesi nel loro sentimento religioso.
Chiesa italiana
In Italia è presente una Chiesa Pastafariana Italiana, nata ufficialmente il 12 marzo 2012 a Roma e che ha nominato come Supremo 1° Pappa Al Zarkawi; in seguito alla sua morte avvenuta a fine Dicembre 2013, Capitan Pizzocchero è stato nominato temporaneamente vicario della Chiesa e in seguito Pappa per acclamazione. La Chiesa Pastafariana Italiana ha posto varie sedi per l'Italia (denominate pannocchie) gestite dai frescovi locali, organizzando periodicamente eventi vari.
Il 20 luglio 2014, presso il rifugio Dolada nell'Alpago, è stato celebrato il primo matrimonio in Italia con rito pastafariano. Questo rifugio fa parte del "cammino pastafariano", un percorso che unisce tre rifugi creati, secondo i credenti, dal Prodigioso Spaghetto Volante.
La Chiesa Pastafariana Italiana ha organizzato quattro raduni nazionali, il primo a Roma, poi a Venezia, Bologna e Firenze. Nel corso del terzo raduno, l'8 novembre 2014 la C.P.I. si è data statuto di associazione e sta raccogliendo adesioni per chiedere il riconoscimento ufficiale dallo Stato.
Nel gennaio 2015 la "pannocchia" di Torino ha dato vita alle "Tagliatelle in piedi", la risposta ironica alle "Sentinelle in piedi"; in seguito questa manifestazione è stata replicata in tutta Italia dai gruppi locali.
Il 15 agosto 2015, in occasione del Giubileo della Rivelazione al mondo, la Chiesa Pastafariana ha organizzato "La Grande Erezione": ha piantato sulla cima del Monte Dolada, montagna ritenuta sacra, una riproduzione artistica del liscafisso, il simbolo della loro religione.

Bibliografia
  • Bobby Henderson, Il libro sacro del Prodigioso Spaghetto Volante, Milano: A. Mondadori, 2008 (tit. orig.: The Gospel of the Flying Spaghetti Monster, 2008).
  • (EN) Carole M. Cusack, Invented Religions. Imagin
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Pensavate di averle sentite tutte? Vi sbagliate. Dopo i complotti; le religioni usate come armi da guerra; le teorie, varie, sull'evoluzione; gli antichi astronauti; ecc. mi pare un ottima idea.. riverire lo spaghetto ... e tutto perchè un fisico si è inkazzato per la decisione di insegnare il creazionismo ..... se questa non è una guerra di religione ditemelo voi. Pensate che una adepta di questa religione è riuscita ad ottenere dalla motorizzazione del Massachussets di poter mettere una foto sulla patente, per motivi religiosi, di lei con uno scolapasta in testa.

martedì 15 settembre 2015

diario postumo di un viaggio...

bè l'occasione era da non perdere: dopo 25 anni di convivenza si festeggia.... ed è quello che è avvenuto durante questa settimana che sono mancato (ma sono mancato davvero?) dal blog. Dove si va? Canarie (nuova meta di avventurieri, evasori, delusi del proprio paese e .. pensionati a medio-basso e basso reddito, giovani in cerca di un lavoro, ecc. ecc.) naturalmente..... dove anche noi si valuta di trasferircisi quando, e se, andremo in pensione. Essendo la prima volta, ed essendo un occasione speciale (i 25 anni di matrimonio), preferiamo fare un "all inclusive" che ci mette al riparo da problemi e altri accadimenti e disavventure che possono capitare quando si viaggia. Ed infatti da questo punto di vista è andato tutto bene, anzi benissimo.
Dove andare? La scelta è caduta sull'isola più "selvaggia" dell'arcipelago canario: Fuerteventura . Bellissima, brulla e di chiara origine vulcanica. Un vero paradiso per il turista e con una storia durissima per i nativi (di origine berbera con successive immissioni di spagnoli e arabi). Ma.. uscendo dall'hotel, che si trova nella zona di Jandia (dal nome di uno dei due re delle popolazioni originarie che abitavano l'isola.. fra parentesi vi suggerisco di leggere la suindicata pagina di wikipedia), la realtà qual'è? Bè essendo un isola a forte vocazione turistica tutto è tourist oriented (tranne che per il fatto che dove sono locati gli hotel sono sorti centri commerciali e negozi gestiti o comunque che vedono la presenza non di locali ma di umanità varia (maghreb, pakistani, caraibici ecc.) impiegati sia nei vari negozi che negli stessi hotel... e i nativi? Bè sono nelle municipalid dell'isola e prosieguono nella loro vita (molto ma molto easy, visto il caldo, le zanzare l'alta quantità di umidità presente) e dove vige come qui la legge "spenna il turista" di cui sono stato personalmente vittima: due bottiglie da mezzo litro ben 2,70 euri (d'altronde la stessa cosa la facciamo qui!!!!).... minchia signor tenente diceva una nota canzone!!! Eppure, ed è vero, queste isole erano non solo un porto franco (fino a qualche anno fa lo erano davvero) ma l'iva è, davvero, al 7% la benzina è a 0,980 cent di euro, le case costano, realmente, poco ( sia in vendita che in affitto e vige il reale libero mercato), la vita costa meno che qui ecc.... tutto vero fino a un certo punto; perchè:
al supermercato ci sono si alimenti che costano meno ma, se si dovesse fare una spesa completa la differenza sarebbe di pochi euro rispetto a qui;
i ristoranti costano si meno.. se consumi roba locale altrimenti i prezzi sono diversi (fra l'altro vi suggerisco di mangiare pomodori e patate canarie.. buonissime oltre al "pescado" dai locali altrettanto buono);
i nativi sono (parole testuali di un nostro connazionale che lì vive da oltre 20 anni) "inkazzatissimi" con noi e non solo perchè siamo lì in molti ma anche perchè (soprattutto negli ultimi anni; e cito quanto afferma un altra nostra connazionale) son arrivati nostri connazionali "bruttissimi (non dal punto di vista dell'aspetto fisico immagino... altrimenti il sottoscritto alla dogana non sarebbe passato)" che stanno facendo man bassa sulle isole danneggiando, per usare un eufemismo, non solo il buon nome delle stesse ridenti isole (E LO SONO DAVVERO, RIPETO, RIDENTI E BELLE) ma anche quello del nostro paese..... infatti non ci amano, per usare un altro eufemismo; vi può capitare di sentirvi dire "entiendo italiano ma non lo 'habla'" mentre vi si richiede non solo di capire lo spagnolo ma di parlarlo e bene...... vi chiedete: strano son appena arrivato sull'isola e non sapevo di dover venire "imparato" sulla lingua locale? Allora vi industriate in inglese ma loro, non lo conoscono, no diciamolo meglio: fanno finta di non capirlo perchè con gli altri turisti vanno come schegge nel parlare tedesco, inglese, ecc. ma voi, italiani, no e vi dite allora è vero che.. non ci possono vedere!!!! Esatto, non ci amano fateci la bocca e armatevi di pazienza e cercate di comunicare comunque parlando quel poco di spagnolo che riuscite a imparare strada facendo e assumendo un atteggiamento "friendly" con i nativi e riuscite anche a beccare un simpaticissimo tassista spagnolo con cui scambiate quattro chiacchiere in libertà e che, udite udite, si meraviglia che gli lasciate la mancia.. del tutto meritata anche perchè, a differenza di quanto accade talvolta qui quando vi spostate dalla città per spostarvi altrove, non ha fatto il "giro lungo" ed ha applicato le tariffe ufficiali (8 euro fino a 4 km e fino a 100 per 150 km).
le cittadine son davvero belle: strade pulite; marciapiedi ampi e friendly per i diversamente abili; l'asfalto è molto meglio tenuto che qui; i trasporti realmente funzionanti; la sanità che, nonostante i tagli draconiani, e le assicurazioni sanitarie private, che funziona discretamente in ogni caso meglio che qui; musei di ogni genere che valorizzano la storia dell'isola (mentre noi il nostro patrimonio lo stiamo mandando in frantumi); insomma anche qui davvero ne vale la pena......
il clima è quel che è: da gennaio a giugno fa "freddo" ossia non sotto i 20°; luglio e agosto è ventilato (un vento, ci han detto, che porta via); nel resto dell'anno forte umidità e voi che vi abbronzate anche camminando...... zanzare permettendo.
spiagge da sogno: verissimo e soprattutto LIBERE...... volete un ombrellone? 12 euro al giorno per ombrellone e due sdraio ritirate da un, vero, impiegato comunale..... sapete di prezzi più bassi qui? Da sottolineare che queste isole sono un vero paradiso per surfisti (in tutte le sue variabili), escursionisti della montagna, appassionati di skywatching e birdwatching (niente battutacce, mi raccomando..) e di nudismo (eppure sono cattolicissimi) ecc.;
ma sono solo italiani e spagnoli gli stanziali e i turisti? No; la parte del leone la fanno gli, obesi è dir poco, tedeschi seguiti a ruota da inglesi, spagnoli (non delle canarie), americani, ecc. noi italici siamo una, sparuta, minoranza ma, come detto sopra, molto rumorosa e "presente (infatti ce ne sono tantissimi di stanziali.. in certi posti addirittura, tranne che negli uffici pubblici e simili, ovunque vi giriate la lingua nativa è proprio l'italiano.... al punto che in alcune parti dell'isola rappresentiamo fino al 50% dei residenti.
In conclusione: sono stato benissimo, a parte il fatto che i nativi ripeto non ci amano, e mi sono rilassato...... viverci? Bè è un altro paio di maniche: dovete imparare lo spagnolo e, possibilmente il mahorero, linguaggio nativo; dovete aver ben presente che ci sono truffatori malfattori e anche tantissima gente onesta (leggete al link precedente) nella stessa quantità che qui, anzi spesso sono i connazionali a fregarvi; NON dovete aprire la solita gelateria o ristorante "italiano" ma inventarvi un lavoro nel letterale significato del termine, e soprattutto (citando un altra nostra connazionale) "DOVETE VOI SCEGLIERE E AMARLA QUEST'ISOLA" altrimenti vi respinge.
Mi ci trasferirò? Non lo so, perchè se alla soglia dei 60 anni, da pensionato ancora attivo, potete godervela senz'essere solo un costo per la comunidad con questa legge inventata dal Governo monti che sposta sempre più in alto l'età pensionabile è certo che diventerete solo un costo e il vostro contributo sarà nullo, anzi sarete solo un peso...... oltrechè esser diventati il bancomat con cui i nostri connazionalissimi governi fanno le riforme e i vari job act!!!!

giovedì 14 maggio 2015

Ci rubano il tempo per non farci pensare. Ecco il grande complotto

visto su real time
Di Gianfranco Carpeoro - AVVERTENZA! :: questo stralcio su uno scritto di Carpeoro richiede un po' di tempo per essere letto e ... purtroppo sarebbe utile soprattutto a chi "non ha molto tempo" ...


Il rapporto tra la velocità e il tempo è cambiato solo negli ultimi quattro secoli: alla velocità è stato assimilato un significato di efficacia, di efficienza, mentre alla lentezza viene attribuito un coefficiente simbolico di ritardo e inefficienza. 



Una persona che ha dei problemi la chiamiamo “ritardata”: tendiamo a considerare poco efficiente chi, magari, una cosa la capisce dopo – chi risponde dopo, chi reagisce dopo. E’ un ritardo, che per noi oggi è automaticamente un’inefficienza, un’inabilità. 



Quante volte usiamo l’espressione “perdere tempo”? I latini dicevano “festina lente”, cioè“affrettati lentamente”. Per circa due secoli è stato il motto di case nobiliari nonché del veneziano Aldo Manuzio, il primo editore del mondo. Già nella favola di Fedro, la tartaruga batte la lepre. Il “festina lente” lo ritroviamo nei testi più misteriosi, all’origine del rosacrocianesimo, e in Giordano Bruno, nel famoso dialogo de “La cena delle ceneri”. Manzoni, nei “Promessi sposi”, lo cambia in “adelante, cum judicio”: veloce, ma con prudenza.



La velocità percepita come virtù è un’acquisizione molto recente. Attribuire alla velocità un valore positivo e alla lentezza un valore negativo può non essere una cosa utile, in senso assoluto: chi ha detto che il boia che dice “domani” è peggio del boia che dice “subito”? 



Nel film “Non ci resta che piangere”, con Benigni e Troisi, Leonardo è un ritardato. Leonardo era lento, molte commissioni gli sono state tolte perché non finiva in tempo i lavori: per fare le cose si prendeva i suoi tempi. Era lento, ma questo non gli ha impedito di scrivere 13.000 pagine di studi. Impegnava il tempo secondo i suoi principi. Il tempo è un bene collettivo, ma anche individuale. Il tempo è denaro, si dice, ma non è vero: il tempo non è denaro. 



Il denaro è fungibile, il tempo no: se ti rubo 100 euro potrai sempre recuperarli, ma se ti rubo un’ora non te la ridarà nessuno. E questo è fondamentale per capire qual è la chiave di volta a cui siamo arrivati, nel nostro sviluppo evolutivo. Il sistema, l’intero sistema di potere mondiale, è fondato sulla sottrazione del nostro tempo.



Il tempo ci dev’essere sottratto, ci dev’essere tolto: perché, in quanto moneta infungibile, diventa la vera risorsa del sistema di potere. Quindi la vera risorsa non sono i nostri soldi, ma il nostro tempo.



La sottrazione del nostro tempo è mirata a trasformare l’uomo in consumatore: l’essere umano pensante deve essere trasformato in consumatore. Meno si pensa, e più si consuma. Il miglior consumatore è quello non pensante. Quindi, sottraendovi il tempo, voi non pensate. In tempi andati, fino a 70-80 anni fa, la gente teneva dei diari. Quella di racchiudere delle cose in un racconto è un’esigenza naturale dell’uomo, una narrazione destinata anche a se stessi. E quella stessa narrazione era un modo anche per pensare – perché non è che si pensa in compagnia, si pensa da soli. Il pensiero, l’introspezione, è individuale. Si può pregare in compagnia, ma non pensare. Il pensiero è veramente la radice della nostra essenza. Se un grande filosofo come Cartesio ha scritto “cogito ergo sum” (penso, dunque sono) ci sarà pure un motivo, no?



E quindi il sistema ci deve togliere il tempo per non farci pensare. Ma dato che noi abbiamo l’esigenza del racconto, ci dà Facebook – che è un modo di sottrarre il tempo, evitando però di pensare: chi è che si va a riguardare le scemate che ha scritto in precedenza? 

Facebook non è un libro, un quaderno. E poi a un certo punto ti impedisce di andare indietro. E’ l’ennesimo sistema costruito ai fini del grande progetto: la sottrazione del tempo. Noi non pensiamo, perché il tempo ci viene sottratto. E siccome non pensiamo, non partecipiamo. 

Chi di noi partecipa al sistema politico? Chi di noi si iscrive al partito che ha votato, andando a rompere i coglioni ai congressi e facendo causa per averli, i congressi? Certo,nessuno nega che anche Facebook abbia anche i suoi aspetti positivi, la capacità di veicolare idee. Del resto, nessuna cosa è mai interamente negativa. In una rivisitazione del “Dottor Jekyll”, Mister Hide deve fare un’azione malvagia, pesca un pesciolino dalla boccia e dice “adesso lo do al gatto”, ma poi ci ripensa: “No, così il gatto gode”. Avrebbero mai dato uno Stato a Israele senza i 6 milioni di ebrei sterminati da Hitler?



Resta però il fatto che, se facciamo la somma del tempo sottratto, a tutti quanti, scopriamo che tutti gli espedienti sono indirizzati alla sottrazione del tempo. La sottrazione del tempo opera attraverso un concetto che si chiama “astrazione del gesto”: è il modo in cui si sono fondate tutte le operazioni di business criminale dell’umanità. 



Se ti convinco, una tantum, a fumarti un sigaro particolare, tu non diventi un fumatore. E non sei un fumatore se ti fumi quattro sigari all’anno, nelle ricorrenze. Quand’è che diventi un fumatore? Quando io ti fabbrico l’oggetto astratto – l’astrazione di un piacere – che è la sigaretta: te la fumi, senza più neppure accorgerti che stai fumando. Devi arrivare al gesto per cui tu compri senza pensare a quello che stai comprando. Mangi, senza sapere che stai mangiando. Devono toglierti quello che c’è dietro alle cose, ai gesti – mangiare, fumare. Non necessariamente sarebbero morte di cancro migliaia di persone. Una volta il tabacco non lo si fumava, lo si annusava. Nessuno sarebbe morto di cancro, ma non sarebbe neanche nata la Philip Morris.



Le cose devono funzionare in quel modo: la sottrazione del tempo significa astrazione del contenuto dei gesti, e quindi eliminazione della scelta. Non facciamo più le cose per scelta, ma perché le abbiamo fatte ieri e quindi le rifaremo domani. E’ stato costruito uno schema per cui la quantità dei nostri gesti automatici è oggi infinamente superiore a quella dell’uomo di 400 anni fa. Oggi, i nostri gesti automatici sono il 90% della giornata. L’uomo del ‘400 non ti diceva “ok, lo faccio subito”, ma “lo faccio dopo”: era la difesa del principio in base al quale lui sceglieva come destinare il proprio tempo. Su questo presupposto, il vero atto rivoluzionario è riappropriarsi del tempo. Ognuno di noi lo può fare. E’ semplice, ed è alla base di tutto: adottare un certo tipo di alimentazione, costruire un vissuto diverso. Alla base di tutto ci dev’essere la riappropriazione del tempo. E’ vero che lavoriamo 8 ore, ma poi tendiamo a perdere anche le altre. Il tempo non è perso se ho visto una cosa che non mi è piaciuta, se ho scelto di vederla, perché anche quella è un’esperienza. Il tempo è perso se sono a una conferenza noiosa e non l’ho deciso io, di andarci. E il tempo perso non è restituibile.



Anche all’interno dello schema della società odierna, noi potremmo riappropriarci di una serie di cose. Rispetto ai concetti più complicati di consapevolezza e rivoluzione personale, questa è una cosa più semplice da spiegare, da far capire. Se a un certo punto ognuno di noi, nel suo piccolo, fa questa operazione su se stesso e la stimola nelle persone che gli sono vicine, scopre che questo è l’unico modo – vero – per recuperare energie per poi rifare progetti e rimettersi in moto. Dalla fine del ‘900 stiamo vivendo nel picco più basso, a livello di consapevolezza. E’ il più alto tecnologicamente, ma non ci serve a nulla. Perché la tecnologia è stata sviluppata? Per fotterci il tempo. Esce il telefonino nuovo e te lo devi comprare, esce il computer nuovo che ti fa risparmiare del tempo, ma quel tempo lo perdi lavorando come un matto per trovare i soldi necessari a quegli acquisti. Quando dirigevo “Pc Magazine” scrissi un editoriale nel quale dicevo: non comprate l’ultimo modello, perché vi fa risparmiare un’ora di lavoro ma ve ne fa perdere dieci per pagarlo. Il direttore italiano di Cisco ci tolse la pubblicità e inviò una lettera di fuoco, di tre pagine. Risposi con due parole: “Sopravviveremo entrambi”.



Tutto è costruito per fotterci il tempo. 

La macchina da 50 milioni di euro, che può essere il sogno della mia vita, convive col divieto di superare i 130 chilometri orari. Che me ne faccio, allora, di una Ferrari? Eppure la gente continua a comprare le Ferrari: l’automatismo è formidabile, è un sistema micidiale. 

A chi non piacerebbe una bella casa, con parco e piscina? Ho un amico industriale che ne ha una così, vicino a Milano, ma è stata costruita su una vena radioattiva che risale all’evento di Chernobyl. 

Un umanista come Leon Battista Alberti per prima cosa domanda: dove la fate, la casa? Chi si pone mai il problema del “dove”, dell’orientamento fatto in modo serio? 



Il Feng Shui dell’80% degli architetti italiani è una truffa, ma il vero Feng Shui si fonda sullo stesso principio del Padre Nostro, “così in cielo così in terra”, in alto come in basso. 

Ci sono energie che vengono da sopra e energie che vengono da sotto. Quelle che vengono da sotto vennero studiate a tutti i livelli: da egizi, persiani, alchimisti. E si chiama tellurismo. Ora, studiare la ragnatela del tellurismo, la ragnatela geo-magnetica, non è semplice. Se uno la conoscesse davvero, potrebbe prevenire i terremoti.

Io ho un caro amico, Giampaolo Giuliani, che i terremoti li prevede. Ci ha sempre azzeccato, perché rileva il radon, cioè l’espressione del tellurismo: è il gas che circola e viene liberato quando le vene, i canali in cui viaggia si rompono, e quindi sale. 

Ma non c’è pericolo che gli architetti “chic” ne sappiano qualcosa, di tellurismo: anche a loro hanno tolto il tempo. Le forze che vengono dall’alto, invece, sono alla base del simbolismo astrologico, il cui significato non è quello divinatorio, di stabilire i caratteri dei segni. Il simbolismo astrologico nasce come ancestrale collocazione in un ordine, da parte degli antichi, delle energie che provengono dalle stelle. 



Il testo base della difesa dell’astrologia l’ha scritto Firmico Materno, è un romano del 100 dopo Cristo. La prima cosa che scrive è che l’astrologia non serve per divinare. Tralasciando i fabbricanti di oroscopi, se invece studiamo come questa simbologia ha cercato di raffigurare i potenziali energetici delle varie costellazioni, non dico che possa essere una cosa esatta, ma è una cosa storica, mentre l’astrologia di oggi è come il Reiki, che non è una disciplina tradizionale e nasce per fottere soldi alla gente, su invenzione di un americano del secolo scorso.



Le discipline tradizionali non necessariamente sono esatte, ma hanno una storia. Trovate molte differenze tra il rosario cristiano e il mantra degli indiani? La scansione dei tempi comporta un esercizio di respirazione. E’ la “novena della Vergine” o qualcos’altro? 

Certo che è qualcos’altro: l’hanno teorizzato i benedettini, si chiama Esicasmo ed è lo Yoga dei cristiani. 

E’ uguale: serve a regolare la respirazione per raggiungere un determinato stato di meditazione, solo che i preti si guardano bene dallo spiegare una cosa del genere. 



C’è nel Cristianesimo qualcosa che andrebbe approfondito, ma non te lo dicono, perché per loro non è questo il business. 



Idem per la massoneria: la dottrina massonica non è un business, mentre l’organizzazione massonica lo è. Se voglio fare il business mi interessa l’organizzazione, non la teoria. Poi, certo, mi serve qualcosa di appiccicaticcio per convincere la gente che è una cosa seria – ma come fumo negli occhi, non come materia da approfondire.



Il problema è che la sottrazione del tempo è innanzitutto è un’operazione di consapevolezza individuale: ci ha reso aggressivi e vendicativi. Noi abbiamo un altissimo coefficiente di aggressività, vendicatività e incapacità di subire un torto. 



Alla fine, subire un piccolo torto non è la fine del mondo: se uno ti passa davanti nella coda, e tu non hai fretta, che te ne importa? Noi litighiamo anche quando non abbiamo fretta: perché? Perché la sottrazione del tempo ci ha reso ipersensibili anche in questo senso. Siamo convinti che non dobbiamo essere fregati. E non capiamo che, in una vita sociale, un poco dobbiamo essere fottuti tutti quanti. Siamo esseri sociali, dopotutto. E allora è molto meglio stabilire un limite entro il quale sopportare, e reagire solo quando quel limite è oltrepassato. Invece, la maggior parte di noi reagisce sempre. Succede quando ti tolgono il tempo, quando non hai più il tempo di pensare a quello che stai facendo, il tempo di contare fino a dieci.



Se tu potessi contare fino a dieci, se fossi abituato a prenderti il tempo, non t’incazzeresti. Ma siccome non sei più abituato a prenderti il tempo, t’incazzi. Questo è il meccanismo. I primi che si fottono il tempo da soli siamo noi. Se al posto di Facebook avessimo un diario serio, lo scopriremmo che ci fottiamo il tempo. Il problema vero, centrale, è che rispetto a tutte le scelte – alimentazione, qualità della vita, piccole rivoluzioni personali – la prima cosa che dobbiamo fare è riprenderci il tempo. L’alta velocità? Assurda. Cos’era il senso del viaggio, 500 anni fa? Se Marco Polo fosse potuto andare da Venezia in Cina in aereo, avrebbe mai scritto il “Milione”? Il senso del viaggio qual è? Chi si organizza le vacanze lo fa, il ragionamento sul senso del viaggio? No, certo, perché gli hanno fottuto il tempo. La sottrazione del tempo coinvolge ogni aspetto della vita. “L’ozio e il negozio” dei latini si colloca perfettamente in questo quadro: tutte le cose in cui bisognava pensare erano delegate all’“otium”, non al “negotium”. Seneca dice che, se non fai un buon “otium”, ti va male il “negotium”: se non pensi le cose giuste, mentre fai l’“otium” con calma, poi nel “negotium” ti prendi le mazzate.



In realtà c’è questo respiro, tra le cose che devi fare entro certi schemi e le cose che devi fare fuori dagli schemi. Se tu questo equilibrio lo alteri, e fai tutto dentro gli schemi, la tua creatività è morta. Le nostre energie sociali, la capacità di avere progetti, di scoprire cose, di scoprire nuovi modi di vivere, sono zero. Diventiamo degli ottimi consumatori: alla Coop, all’Esselunga. Da anni, altri ci fanno fare quello che vogliono loro, e noi non ce ne preoccupiamo. 



Anche Sant’Agostino diceva “fa’ quel che vuoi”. La gente lo fraintendeva, e pensava che fosse epicureo. Poi nella “Città di Dio” l’ha spiegato: “fa’ quello che vuoi” significa che devi fare quel che vuoi veramente, non quello che ti spingono a fare. “Fa’ quel che vuoi” non significa andare a cercare tutti i piaceri del mondo, perché potresti scoprire che non è quel che vuoi, se ci pensi bene. 



Era anche quello che diceva Epicuro: «La felicità è semplice, basta inseguire il piacere; però è quasi impossibile, perché bisogna capire qual è il piacere».



 http://paolofranceschetti.blogspot.it/2015/05/ci-rubano-il-tempo-per-non-farci.html
p.s.
vi alscio questo per il week end... sono viaggio quando lo leggerete e spero vi faccia riflettere un pò....

martedì 30 settembre 2014

il costo dell'oblio ai più...

SApete quanto costa l'oblio giudiziario se avete soldi in quantità, nome giusto, ecc.? 1000 euro e un anno, sospeso, di reclusione, se fanno i bravi. E' questo il costo, per chi può permetterselo, che devono pagare per, se il giudice è d'accordo, uscire fuori dalla storiaccia delle minorenni che si prostituivano ai parioli..... sia chiaro: mediatore e quelle madri che spingevano le figlie a prostituirsi si son beccati 5 e 6 anni. Ma i clienti, tutti della high society più o meno, o almeno alcuni e escono poco più che puliti..... pena la prescrizione.
Che paese... non smetterò mai di ripeterlo.
Tutto va a rotoli eppure la cosa che conta è il calcio e l'iphone: e per entrambi si fa a cazzotti...
p.s.
naturalmente i tuttologi tirano fuori tutto: la famiglia in crisi; il mkdello proposto dell'arricchimento facile; ecc. in realtà è un insieme di queste cose e altro ed è quell'altro che ci dovrebbe preoccupare...

lunedì 29 settembre 2014

Renzi a nozze con i poteri forti. Da Cimbri a Palenzona, tutti al matrimonio di Carrai

ecco un immagine plastica di quelli che di solito definiamo "poteri forti" ...... scene da un matrimonio.
di Davide Vecchi | 28 settembre 2014
Si potrebbe liquidare come semplice gossip, il matrimonio tra Marco Carrai e Francesca Campana Comparini celebrato ieri pomeriggio in San Miniato al Monte a Firenze. E la presenza di Matteo Renzi, insieme al fido consigliere Luca Lotti e all’eurodeputata Simona Bonafè, potrebbe tutt’al più dare alla cerimonia una legittimazione da evento politico. Eppure non si tratta né di gossip né di politica. Ma solo ed esclusivamente di potere. Meglio: di poteri forti. Gli stessi che Renzi sostiene di voler mettere ai margini si sono riuniti per la cerimonia di Carrai. A cominciare da Davide Serra, fondatore e amministratore delegato del fondo di investimento Algebris e finanziatore della prima ora del premier, per il quale nell’ottobre 2012 (Renzi correva per le primarie del centrosinistra) organizzò la discussa cena di finanziamento con il gotha della finanza. E che a sua volta ha ricevuto 10 milioni di euro, sotto forma di investimento in obbligazioni convertibili (co co bond), dalla fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze, nel cui cda siede Carrai.
Ma a nozze c’era anche Carlo Cimbri, l’ad di UnipolSai indagato per aggiotaggio nell’operazione di fusione tra il gruppo assicurativo delle coop Unipol e l’ex polo della famiglia Ligresti. E tanti manager per i quali le decisioni del governo possono fare la differenza. Vedi la possibilità per le società autostradali (articolo 5 del decreto Sblocca Italia) di ottenere proroghe delle concessioni in cambio di investimenti nella rete. Opzione che interessa non poco a Fabrizio Palenzona, dominus dell’Aiscat, la lobby dei concessionari, nonché vicepresidente di Unicredit. Arrivato alla cerimonia di San Miniato al Monte dall’ingresso laterale insieme ai colleghi banchieri Fabrizio Viola, amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, e Gian Maria Gros Pietro, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo oltre che di Atlantia, il gruppo delle concessioni autostradali controllato dai Benetton. L’esecutivo ha pensato anche a loro: se è vero che gli istituti di credito sono stati penalizzati dall’aumento della tassazione delle plusvalenze sulle quote di Bankitalia, inserito nel Dl Irpef, è altrettanto innegabile che la possibilità di demansionare i dipendenti, inserita nel Jobs Act attraverso un emendamento governativo, sia proprio quello che l’Abi auspicava in vista del rinnovo del contratto nazionale. Altro capitolo di sicuro interesse è rappresentato dalla norma del decreto Competitività che consente alle aziende di emettere azioni a voto multiplo: un puntello che fa molto comodo agli (ex) “salotti buoni”, dalle grandi banche a Telecom. Il presidente della compagnia telefonica, Giuseppe Recchi (ex Eni), ha assistito all’intera funzione religiosa e si è poi trasferito a villa Corsini, insieme agli altri ospiti, per la cena. Al fianco del presidente di Snam ed ex membro del comitato esecutivo della Bce Lorenzo Bini Smaghi, sposato con Veronica De Romanis, economista molto ascoltata dal premier. Tra i presenti, poi, anche Roberto Naldi, presidente di Corporacion America Italia. Ovvero la filiale del gruppo di Eduardo Eurnekian che ha conquistato la maggioranza di Aeroporto di Firenze, la società presieduta da Carrai. La stessa che entro il 2017 vuole realizzare nello scalo fiorentino una nuova pista e lo farà con molto più agio dopo che lo Sblocca Italia ha riservato all’opera una corsia preferenziale e uno stanziamento di 50 milioni di euro.E in chiesa non mancava nemmeno l’ex presidente Enel Chicco Testa, socio di Carrai nella C&T crossmedia e oggi al vertice di Assoelettrica, che negli ultimi anni non ha risparmiato gli attacchi ai produttori di energia da fonti rinnovabili per l’eccesso di incentivi. Aspetto su cui il governo è pesantemente intervenuto con una norma del decreto Competitività. Presenti poi Paolo Fresco, ex ad di Fiat, Marco Morelli, ex banchiere Mps, Jp Morgan e Intesa e oggi al vertice di Bofa Merrill Lynch Italia, e il responsabile delle Casse del Centro di Banca Intesa San Paolo Luciano Nebbia.
Ma il mondo di Carrai non si conclude con la schiera di finanzieri, imprenditori, uomini che hanno gestito il potere economico in Italia e non solo negli ultimi decenni. Da Los Angeles è appositamente arrivato Michael Ledeen, 73enne amico intimo di Carrai. Ex consulente di Cia, Sismi, governo Reagan ai tempi della crisi di Sigonella. Uno che teorizza il disordine per mantenere l’ordine, considerata l’eminenza grigia di molti intrecci internazionali degli ultimi decenni. Fra gli oltre 300 invitati anche l’ambasciatore Usa John R. Phillips. In seconda fila il gruppo di potere fiorentino. Alberto Bianchi, tesoriere delle fondazioni di Renzi e nominato dal premier nel cda dell’Enel, Matteo Spanò, presidente della Banca di credito cooperativa di Pontassieve (quella che ha concesso un mutuo senza garanzia da 500 mila euro all’azienda di Tiziano Renzi Chil Post poi fallita) e alla guida del Museo dei Ragazzi del Comune di Firenze, gli imprenditori toscani Marco e Leonardo Bassilichi, quest’ultimo a capo della Camera di Commercio fiorentina, il presidente della Cassa di Risparmio di Firenze Giuseppe Morbidelli, quello della fondazione omonima, Umberto Tombari e Jacopo Mazzei, che siede nel suo cda.
E poi il sindaco ereditario Dario Nardella, il direttore commerciale della Rai Luigi De Siervo e sorella Lucia, accompagnata dal marito Filippo Vannoni, presidente della controllata municipale Publiacqua. Presente anche Erasmo D’Angelis, a capo dell’unità di crisi di Palazzo Chigi. Persino il procuratore generale della Corte d’appello di Firenze, Tindari Baglione, si è arrampicato sulla scalinata per raggiungere la cattedrale. Seguito dal presidente di Rcs Libri Paolo Mieli.
Lo sposo Carrai, fedelissimo fundraiser del premier, ha riunito gli amici di una vita a cui negli anni ha chiesto di finanziare e sostenere Renzi. Ma l’abisso di mondi è evidente. Con Matteo che nonostante il potere sembra l’invitato fuori luogo. Si siede al posto del testimone, al fianco di Bianchi, mentre la moglie Agnese è dietro l’altare a cantare con il coro del Maggio Musicale. Presieduto da Francesco Bianchi, fratello di Alberto. Renzi ha preferito evitare di partecipare al rinfresco serale a villa Corsini. Nell’esercito di smoking, il premier appare ingessato, fuori luogo. In abiti non suoi. Cerca sostegno nel codazzo di fedelissimi che ha voluto portare con sé, come Luca Lotti, invitato nonostante non abbia rapporti con Carrai. Con Alessandro Baricco e il patron di Eataly Oscar Farinetti si conclude l’elenco dei renziani presenti. Maria Elena Boschi è stata esclusa dalla cerimonia.
Nella giornata di ieri, con l’amico Marco impegnato nel suo matrimonio, l’anello di congiunzione tra i due universi è stato Bianchi che, con aspetto signorile e passo nobiliare, ha tentato di sdoganare gli adepti del premier tra banchieri, imprenditori e blasoni presenti. I risultati sono stati decisamente mediocri, ma i mondi sono visibilmente distanti. “Lei considera il ruolo politico di Renzi, è comprensibile, per noi invece è come ad Ascot, nel Berkshire, ha presente?”, commenta uno degli invitati che sostiene di essere amico anche di Serra. Ascot è noto per le corse dei cavalli. “Esattamente, per noi Matteo è un cavallo: lo abbiamo svezzato, allevato e coccolato. Ci ha dato delle soddisfazioni. Abbiamo deciso di scommettere su di lui, ora aspettiamo di vedere se arriva al traguardo da vincente oppure no”. E se perde? “Il mondo è pieno di puro sangue, mi creda, basta allevarli”. Per molti dei presenti il rischio della scommessa è minimo, fuori da questa cerchia invece la posta in gioco su quel cavallo è massima: le sorti del Paese.
Da Il Fatto Quotidiano del 28 settembre 2014. Aggiornato alle 18:30
p.s.
ecco l'immagine plastica di un paese in mano a una banda.. poche persone che decidono per milioni cui vendono fumo e cavalli di razza.... mentre in realtà il tutto è solo plastica. Fanno affari: li hanno fatti con la sinistra e la destra: ora hanno toccato con una mano il paradiso visto che hanno il capo di un partito che, retoricamente, si definisce di sinistra mentre fa una politica che farebbe impallidire i repubblicani americani e si allea con la destra populista italiana.

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