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domenica 15 maggio 2011

il nostro Nakba? Il sud secondo qualcuno....

Oggi era la giornata del Nakba: ossia il giorno del disastro quando, con la nascita dello Stato Israeliano ma non di quello Palestinese, circa 700 mila cittadini arabi e palestinesi furono estromessi dai confini del nascente Stato. Scontri, morti e feriti ai confini dello Stato ebraico e problema, naturalmente, irrisolto. E mai si riuscirà a risolverlo almeno finché non si smetterà di ragionare in termini bipolari, noi e/o loro, e si comincerà a far parlare fra loro le persone e nessuna lobby o paese straniero ci metterà il becco. Ma anche qui abbiamo il nostro Nakba, disastro, con cui confrontarci e non una volta all'anno ma sempre: il sud. Pensate che oggi Tremonti ha scoperto che il Sud é indietro e che oltre ad avere una economia duale anche il paese rischia di scindersi in due mondi lontani fra loro che, se non si fa nulla, passeranno presto a diventare anche entità diverse fra loro. Cosa naturalmente inammissibile per tutti; ma, mi chiedo, cosa si è fatto in 150 anni per far rientrare il sud del paese nel novero dei paesi dell'area economicamente progredita? Si è forse smesso di chiudere un occhio sui contatti, si fa per dire, fra politica e organizzazioni criminali? Si è, forse, smesso di considerare il sud il mercato di stampo coloniale del resto del paese? Si è forse smesso di sversare i rifiuti del centro-nord al sud via malaffare? Si sono forse fatti investimenti che non si frammentano in mille rivoli nessuno dei quali arriva ai cittadini di questo paese che hanno avuto l'ardire di nascere in quella parte del paese? Si è forse smesso di parlare di questione meridionale per affrontare davvero quello che è il vero nodo che sta alla ascita di questo paese, ossia l'alleanza innaturale fra borghesia del nord e latifondo del sud che sanciva i confini dell'uno e dell'altro senza sconfinamenti reciproci? E queste, poche, domande sono solo una parte del problema..... problema che é quello di decidere quando, e se, l'unità d'Italia si dovrà fare e con chi: senza sarà impossibile anche solo pensarlo un futuro come oggi è impossibile pensare un futuro per un paese che da per scontato che una sua parte sia ormai da consegnare ai libri di studio e alle dichiarazioni dei politici e basta.

giovedì 17 marzo 2011

Non si può lasciare l'Italia in mano ai comunisti, ecco perché resta. Mi chiedo: Ma se c'é questo problema (però sti comunisti, nonostante si provi sempre a liberarcene rispuntano sempre come funghi.. che conoscano la clonazione?), che solo lui vede (nell'eterno schema guelfi e ghibellini di cui siamo prigionieri), come mai ne adotta i sistemi di comunicazione, di controllo, di disinformazione? In attesa della rivoluzione liberale, e di quella democratica ancora da farsi nonostante i 150 anni passati, notiamo come c'è sempre chi prova a cercarsi una propria visibilità perché solo così può continuare a restare dov'é e ad assicurarsi che ci sia gente che continua a credergli.....

Massì, festeggiamo...


..... dice jigendaisuke in un commento, piccante, nel precedente post "che ci sono 360 giorni per parlare dei nostri guai", oggi dobbiamo farci venire il fervorino quando sentiamo l'inno, mettere la mano sul cuore, esporre la bandiera (fatto!!!!).
Massì dobbiamo essere contenti della festa nazionale strappata al boicottaggio leghista (a proposito chissà dove sono i leghisti che ricoprono le cariche pubbliche sia al livello centrale che nei vari organi locali e che non rappresentano se stessi ma, una volta eletti o nominati, rappresentano tutti, e cosa pensa di fare il Governo a proposito delle diserzioni ai festeggiamenti?) e all'egoismo confindustriale che ci voleva al lavoro, salvo riflessione di qualche minuto, dato che in caso contrario avremmo perso miliardi di euro e chissà cos'altro.
Massì dobbiamo essere contenti di essere arrivati al 150°, con tutto quello che abbiamo passato, è quasi un miracolo.
Massì dobbiamo festeggiare l'unità del paese, chissà se ci sarà un 200°.
Massì seguiamo la diretta dei vari punti della laica via crucis romana e italiana, è il nostro paese e dobbiamo andarne orgogliosi, per oggi.
Massì....
Ma,
abbiamo mai veramente riflettuto su questa storia? Abbiamo veramente fatto i conti con le cannonate di Bava Beccaris contro quei cittadini che protestavano contro il carovita e le condizioni misere nelle quali vivevano, Bava Beccaris incensato dal Savoia come chissà cosa avesse fatto?
Abbiamo davvero fatto i conti con i veneti, i lombardi, ecc. e la loro storia e specificità? Nessuno sminuisce l'importanza dell'insegnamento della lingua italiana, cosa che peraltro oggi è in grave pericolo, ma le lingue locali hanno il loro ruolo e la loro importanza oggi come allora... e si toglierebbe un bel volano di propaganda ai leghisti!!!!
Abbiamo fatto i conti con i veneti che nel passare dall'amministrazione austro-ungarica al regno sabaudo si videro alzare le tasse senza avere la stessa quantità e qualità dei servizi che avevno in precedenza?
E con i milanesi che si ribellarono agli austro-ungarici per essere autonomi, oal massimo federali, e non certo per finire sotto il giogo sabaudo che come i veneti, in pochissimo tempo si videro piovere addosso i decreti sabaudi che li "piemontesizzavano"?
Dalla Toscana si chiedeva autonomia, e non se ne tenne conto, idem per la Romagna e invece nulla.
E con i siciliani che si aspettavano autonomia e riforme e si ritrovarono nelle mani delle milizie baronali dopo che c'erano già stati massacri (Bronte, docet) ad opera delle giubbe rosse prima e dei soldati sabaudi poi?
E con i napoletani, come già detto in un precedente post, come la mettiamo? Qualcuno sa che a valore attuale dei 1500 miliardi di euro che circolavano nello stivale i due terzi erano concentrati nel solo Banco di Napoli? Qualcuno sa che al momento della unità italiana nel Regno delle due Sicilie c'erano industrie meccaniche, siderurgiche, navali? Qualcuno sa che nel Regno delle due Sicilie, che c'hanno insegnato essere arretrato ecc., c'era una delle Università più avanzate non solo dello stivla ma d'europa? Vulcanologia, economia, chimica, archeologia, storiografia erano le sue cattedre principali: dopo l'unità qualcuno la portarono al nord e le altre le, come dire, "riformarono".....
Fenestrelle vi dice qualcosa? Acculturatevi, allora....... lì ci fu qualcosa di molto vicino ai campi di concentramento e sterminio del XX secolo.....
La vera radice della questione meridionale sapete quale fu? Evitare a tutti i costi che potesse sorgere un meridionalismo autonomo rispetto allo Stato sabaudo sia dal punto di vita politico che economico (che rinverdisse i fasti precedenti) e che portasse alla luce le potenzialità del meridione italiano e lo condannasse definitivamente ad un assistenzialismo di comodo che aveva qualcosa di molto simile al regime coloniale grazie soprattutto all'alleanza fra borghesia industriale e politica del nord e baroni feudali latifondisti del sud.
Abbiamo fatto i conti con le cricche affaristiche che già allora (è una costante, a quanto pare, del nostro paese) s'impadronirono del nuovo Stato arricchendosi sulle spalle del neonato Stato senza aggiungere un solo punto al valore aggiunto; il primo scandalo del paese fu quello legato alla Società per la vendita dei beni dei regni preunitari, un degno preludio o no?
E quanto sopra per quanto riguarda il parto del paese; ma che dire della sua infanzia e della sua rinascita post resistenziale? Il salto dal regno al fascismo già fu traumantico perché se il regime fascista era appoggiato dalla borghesia, terrorizzata di perdere i privilegi, industriale e politica la monarchia non si dimostrò certo migliore sia prima che dopo. Con la rinascita post resistenziale nuove speranze vennero alimentate e la Costituzione ne fu l'emblema di esse: nonostante la leggenda del referendum pro repubblica ancora oggi viene rinverdita pro domo destra populista che ha tutto l'interesse, visto che ha preso di mira proprio la pietra fondamentale dello Stato repubblicano, ha delegittimare la nascita della democraiza in nome di un mondo migliore che si rivelerà un incubo dato che ci riproporrà, in stile oligarchico-liberale, quello che era il nostro paese prima della Resistenza. E' vero che la storia la scrivono e la raccontano sempre i vincitori; è anche vero che il nostro paese dopo il 1948 si è trovato stritolato nella guerra fredda che ha diviso il pianeta in due, perdendo l possibilità di scegliere il proprio destino e la propria sovranità assoluta diventando terra di confine fra due mondi e terra di scontro durissimo nella quale hanno scorrazzato tutti i servizi, deviati e non, segreti del pianeta alleati a mondi ancora più oscuri con i quali trattarono in vario modo ponendo le premesse per un futuro accrescimento del loro peso sull'italia futura.
Il 150° é una ricorenza importante per noi tutti, e non lo discuto, anzi vi partecipo anch'io convintamente; ma da qui a pretendere un, come dire, supplemento di felicità, no questo no dato che mai abbiamo avuto la forza di guardare alle nostre spalle per sciogliere i nodi gordiani della nostra storia che troppo spesso hanno creato le condizioni per svolte non lineari future. Se oggi siamo a questo punto è perchè nel recente passato nessuno ha voluto scegliere la via democratica della condivisione per scorciatoie elitarie che hanno avuto da un lato il risultato di allontanare i cittadini dalla partecipazione dretta alle decisioni e dall'altro hanno creato la deviazione populistica che sta portando il paese al disfacimento prima morale e ora istituzionale: festa o non festa un altro nodo si sta creando e potrebbe essere realmente quello che strozza il paese, quindi festeggiamo pure ma non imbeviamoci di retorica perchè i nostri guai hanno il brutto vizio di non aspettare la fine della festa!!!!!

fonti cui ho attinto:
Luzzatto, economia italiana dal 1861 al 1894; reprints einaudi.
wikipedia.it
treccani.it
Lorenzo del Boca, polentoni, edizioni piemme
Aprile, terroni, edizioni piemme
proprie ricerche e convinzioni.....


mercoledì 16 marzo 2011

150 anni e li dimostra....

FESTEGGIAMO PURE, MA PERCHE' SIA VERA FESTA INVITO TUTTI A RIFLETTERE SUL MALGOVERNO, LA MALAPOLITICA, LE CRICCHE, LE CASTE, I NOMINATI, I RESPONSABILI, I BUNGA BUNGA, SU COME SI E' GESTITO IL DOPO TERREMOTO IN ABRUZZO, SUGLI SCANDALI, SULLA MALAVITA, SULLE RIFORME SCRITTE DALLA COSIDDETTA SINISTRA NEGLI ANNI RUGGENTI E APPLICATE ALLA LETTERA DALLA DESTRA, SULLO STATO DELL'UNITA' DEL PAESE, SUI PRECARI, SUI CONTRATTI CAPESTRO PROPOSTI DALLA FIAT AI LAVORATORI, SUL LAVORO CHE NON C'E' PIU', SUI GIOVANI SENZA FUTURO, SUI BARONI CHE SONO RIMASTI DOVE SONO, SULLO SVUOTAMENTO DELL STATO PER FAVORIRE GLI AFFARI, SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE CHE LA POLITICA VUOLE PER INGABBIARE LA MAGISTRATURA, E SI POTREBBE CONTINUARE..........



FESTEGGIAMO?



A DOMANI PER IL POST ....... PER STASERA MI FERMO QUI ...... SONO TROPPO INKAZZATO PERCHE' QUELLA CHE DOVREBBE ESSERE UNA FESTA E' DIVENTATA UNO SPOTTONE E BASTA MENTRE NESSUNO RIFLETTE SUI TANTI ANGOLI ANGOLI BUI DELLA NOSTRA STORIA
QUI L'APPELLO DELLA SORELLA DI HAMER, UCCISO DAL SAVOIA, AL PRESIDENTE NAPOLITANO E QUI IL VIDEO.....
BUONA FESTA DELL'UNITA' NAZIONALE

martedì 8 febbraio 2011

Penitenziagite ..... meglio la fine del mondo che ora

Mentre Marchionne va per la sua strada e sposta la Fiat negli USA (con grande scorno per i sindacati gialli, cisl e uil, che sono ancora una volta spiazzati dalle sue mosse insieme ai pdmenoelle che avevano invitato a votare per il si al referendum; per il governo, costretto a consolarsi che qui lascia "qualcosina" .... che so l'assemblaggio di qualche carrozzina e la produzione dei gadget, che prende atto del respiro "globale" della società; dei tanti soloni del pdmenoelle che plaudivano alla "riforma" indotta dal decisionismo marchionniano) dimostrando che le Cassandre della Fiom, manco della CGIL che tifa per l'altra sponda, avevano ragione, eccome se avevano ragione ... dicevo mentre marchionnemente solleviamo alleluia alla multinazionale in sedicesimi; veniamo a scoprire che il Veneto é INDIPENDENTE!!!! Sì, indipendente: nella foga semplificatrice si é cancellato il regio decreto che annetteva al nascente regno d'italia le province della venezia e di mantova ... e se non fosse tragicamente vero ci sarebbe da spanciarsi dal ridere: e invece é tutto vero e se ciò non bastasse sono stati cancellati anche la competenza sui canali veneziani e i decreti istitutivi delle città di Follonica, Carbonia, Aprilia ecc ecc. , insomma con un piccolo colpetto legislativo un pezzetto del paese, oops, sparisce ... non esiste per decreto. Naturalmente vi si metterà riparo: dopo una passeggiata sulle acque; una castissima festa arcoriana; un salvataggio della cugina, 18enne, del Presidente delle isole Tonga e altri miracoli simili si troverà il modo di far riapparire e riannettere quanto cancellato. Siamo a un passo dal 2012, ricodatevelo, e quindi tutto é possibile: l'amato Capo che si fa prete (o al minimo Capo dell Stato ... quale Stato poi si vedrà perché se si va avanti così c'é ben poco che rimane); Bersani che va al governo, con un ampia coalizione, e governa in modo socialdemocratico non liberista; Pannella finalmente decide di fare politica e non il soccorritore del 118; la Lega si scopre centralista; cani e gatti che vanno d'accordo; oppure ancora che con un evasione a due cifre che cresce esponenzialmente di anno in anno facendo sempre più pesare su una parte della società (lavoratori, pensionati, giovani ecc.) il peso di sostenere il paese e le avventure intraprese della casta; insomma in tempi di pre-fine di mondo tutto é possibile e tutto può accadere ma che il nostro paese in pochi anni possa avere una crescita del 4-5% come gli USA o che introducendo una patrimoniale, come vorrebbero Amato e co, si risolverebbero tutti i problemi (oggi sul fatto quotidianano un economista, italiano, della Washington University in St. Louis ne sputtana, si proprio così, la pochezza e la scarsa presa sui veri problemi); mi chiedo sempre con consa e per quale motivo dobbiamo festeggiare questo paese nel suo 150° anniversario... no eh? E' troppo...... e mi porta a implorare "fermate il mondooooo, voglio scendereeeeeeeeeeee ......." ben venga il secondo avvento come lo auspicano i tanti catastrofisti in giro.

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