sabato 2 aprile 2011

Barbari e non solo: cosa é meglio?

Quando un regime crollava i barbari ne approfittavano per invaderlo stanziarvisi e usurparne le riocchezze, é accaduto durante il crollo dell'impero di roma e in ogni situazione dove uno Stato crolla e non c'é una valida alternativa già pronta. Di solito il crollo non è immediato ma frutto di un lento processo, che a volte dura secoli e a volte solo anni, durante il quale un altra catetgoria di barbari ne accentua la crisi: i parassiti. Sono una genia che in tempi normali vivono nel sottobosco sociale e politico accontentandosi delle briciole ma che in tempi di crisi riescono a conquistare il post al sole e possono proliferare liberamente. E' quello che sta accadendo in questi anni nel nostro paese: ce ne sono tutti i sintomi, basta osservare senza pregiudizi. Come cittadini di una società democratica a doverci preoccupare davvero non dovrebbero essere i "barbari" che arrivano attraversando le nostre frontiere perché, da l punto di vista storico, i flussi migratori ci sono sempre stati e sempre ci saranno e fanno meno male di quanto si pensi: proprio la storia dovrebbe insegnarci che i "barbari" che premevano alle frontiere dell'impero romano (finché l'entità "impero" rimase in piedi) ne divennero i più fedeli guardiani. No quello che ci dovrebbe davvero preoccupare sono i barbari "interni": quelli che nei momenti di crisi finali si fanno avanti per spartirsi le spoglie del regime. Sono queste figuri che dobbiamo temere perché sono pericolosissimi dato che sanno benissimo che il loro destino é segnato e breve ma é nel loro interesse far durare il più al lungo possibile il declino in maniera tale da avere la possibilità di spolpare l'osso fino in fondo e, magari, paparsi anche l'osso se possibile. Il vero pericolo é proprio questo: che dopo non rimanga più nulla su cui ricostruire, nemmeno i soldi. Accadde dopo la caduta dell'impero di roma, accad oggi. E' chiaro che la storia non si ripete mai esattamente nello stesso modo; ed é altrettanto chiaro che non é affatto detto che i crollo possa essere traumatico come l'illustre precedente. Ma la sintomatologia é pericolosamente simile: parassiti al lavoro; valori etici spariti; mancanza di alernative valide che possano permettere un atterraggio morbido. Una svolta,a differenza di allora, potrebbe risiedere proprio nella massa: nessuno, nemmeno i sostenitori del regime, é così autolesionista da rovinare se stesso in nome dell'appartenenza alla squadra o al fronte politico (FLI é solo un segnale di questo cedimento) e sono convinto che i movimenti nel retropalco (Montezemolo sempre più agitato e fremente per scendere in campo) diventeranno sempre più forti perché la cosiddetta "maggioranza silenziosa (il blocco sociale che sosteneva il pentapartito e ora la destra populista)" comincia a comprendere che ora come ora non si va da nessuna parte e che l'unico obiettivo del "delegato" al governo é il salvarsi e non il garantire lo status quo e di conseguenza comincia ad erodersi anche la propria posizione economica, sociale e politica: ergo bisogna fare qualcosa e trovare un altro "delegato (Fini ha fallito, ora toccherà proprio a Montenzemolo?)" che continui a fare gli interessi di questa zona grigia della nostra società o al massimo "riformando" il meno possibile e, soprattutto, toccare il meno possibile gli interessi precostituiti. Insomma serve un altro utile servo che cambi tutto affinché non cambi nulla, assolutamente nulla. A differenza di allora, però, c'é una variante: i cittadini che di quella cosidetta maggioranza non fanno parte. Sono costoro che potrebbero creare quella frattura sociale perché ci possa essere la svolta in senso alternativo: se riescono a non farsi attirare dalle sirene dello sfascio (il tanto peggio tanto meglio, che di per sé in questa stagnazione non sarebbe un male se avesse uno sbocco positivo) possono essere determinanti nel creare le condizioni non solo per un passaggio pressoché indolore ad un altro regime ma anche fermare e far indietreggiare la crisi eliminando la parte incancrenita delimitandone l'infezione, ma esaltando quelle porzioni di tessuto istituzionale e sociale ancora sano e su esso ricostruire un diverso assetto in senso democratico. La cosa importante però é un altra (e ne parlavo più su nel post): eliminare i parassiti. Salvare il salvabile é possbile solo eliminandoli. Quindi: ben vengano le elezioni; ma occhi aperti perché una delle caratteristiche della parassitosi é che si cura solo usando "farmaci" idonei perché in caso contrario il problema é solo rimandato e non si elimina il bubbone purulento che continuerà a crescere e a fare danni. Ben vengano nuovi soggetti politici che diano alternative, ma attenzione ai falsi profeti. Ben vengano nuove regole, ma attenzione massima alla demagogia e alla retorica, sennò siamo punto e a capo. Ben vengano nuove classi dirigenti, ma attenzione alla macchina del riciclaggio perché sennò rischiamo di ritrovarci non con una nuova macchina ma solo con una pessima macchina usata che cercano di venderci per nuova. Ben venga anche la diversificazione politica, ma attenzione a chi si propone perché rischiamo di ritrovarci con cloni che sono l'una l'immagine dell'altra che per si sostengono a vicenda per non perdere i privilegi acquisiti e che, almeno in origine, servivano a farli decidere in autonomia e non a farli diventare dei parvenu alla ricerca di un approdo sicuro nel porto del primo satrapo che riescano a trovare. Ecco dunque, a mio parere, i mille rischi che corriamo nel "cambiare" l'attuale regime che da 18 anni sta distruggendo il paese; ma sono rischi che dobbiamo essere disposti a correre perché ormai le alternative non sono fra lo status quo e un cambiamento rivoluzionario ma fra la dissoluzione del paese perdendo anche quel poco di buono che ancora c'é e una ricostruzione, ancora possibile, su basi solide salvando la parte sana ancora intonsa della società (al di là di ideologie e schieramenti): il percorso ce l'abbiamo ancora, ossia quanto scrito nella Costituzione ch guardsa caso vogliono "riformare"; salvandola ci salviamo. Distruggendola non avremo scampo, quindi non avremo futuro, pensateci....... Ho scritto questo post sull'onda di quanto sta accadendo in queste settimane non solo in Parlamento ma alle nostre frontiere ed essendo scritto di getto potrà essere scollegato e non "mordente" come al solito: io sono un bloggero e non un politico, non é mio compito infiammare i cuori ma tenere desto il cervello per evitare le fregature e scegliere con freddezza chi eleggere e cosa salvare..... il resto sono altri a doverlo fare; non é mio compito né lo sarà in futuro: ci sono giovani, precari e non, che sono preaparatissimi ed é giusto che possano avere la possibilità di provarci: perché impedirglielo? Ci sono persone che hanno idee, non necessariamente nuove, che possono cambiare i termini dell'equazione senza cambiamenti estremi: perché impedirglielo? Credo che ormai siamo al punto che o diamo fiducia alle nuove leve o siamo sull'orlo di essere buttati nel cestino della storia; sta a noi scegliere!!!
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