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venerdì 12 gennaio 2018

Terremoti, il rischio sismico in Appennino non aumenta né si riduce dopo la scoperta del magma

Fonte: Il Fatto quotidiano  Scienza | 12 gennaio 2018
di Aldo Piombino *
Il 29 dicembre 2013 un terremoto di magnitudo 5 si è verificato nella zona del Matese (Appennino sannita), seguito da circa 350 repliche. A gennaio 2014, dopo una settimana circa di calma piatta, si è verificata una ripresa dell’attività con un secondo evento di magnitudo 4.2. Questa sequenza presentava delle cose un po’ anomale:
– la sismicità era concentrata a profondità tra 10 e 25 km, quando la normale sismicità della catena è generalmente intorno ai 10 km, se non meno;
– gli ipocentri delle repliche sono migrati verso l’alto e si sono diffusi verso sud-est in pochi minuti;
– gli ipocentri raffigurano due ammassi simili a dita che circondano una zona asismica lunga circa 1,5 km, larga e spessa 2,5 km, con una forma simile a una diga;
– la sismicità dopo il secondo choc principale è rimasta confinata nel secondo lobo;
– il tutto era compatibile con un processo di rottura simile a quello osservato nella sismicità indotta dall’iniezione di fluidi.
Una sequenza del genere è quindi più simile ad una sequenza tipica di aree vulcaniche, dove la sismicità è generalmente associata a fessure piene di fluidi. Meritava dunque uno studio approfondito, a 360°.

Gli studi sulla sequenza sismica e la geochimica delle acque che sono stati presentati nel lavoro di cui si parla in questi giorni, condotto da un team di ricercatori Ingv e del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia e pubblicato su Science Advances [qui l’articolo], hanno accertato senza ombra di dubbio che questa sequenza sismica è stata originata dalla iniezione di magma a circa 20 km di profondità. Per i particolari vi rimando ad un post sul mio blog Scienzeedintorni.
Ma questa scoperta indica qualche rischio vulcanico in più? Teoricamente sì, ma non per “oggi o domani”: questo magma (o un suo simile) potrebbe prima o poi arrivare in superficie, come è successo appunto nelle aree dell’Appennino caratterizzate da piccole manifestazioni vulcaniche diffuse in superficie o rinvenute nelle perforazioni a scopo di ricerca di idrocarburi tra l’Umbria e la Basilicata. Ma non è certo l’apporto di lave che c’è stato alla fine del 2013 quello in grado di modificare il quadro e la cosa avviene qualche volta ogni milione di anni, quindi è un rischio più teorico che reale.
Anche l’incremento del rischio sismico è abbastanza inesistente. In Appennino i terremoti fanno danni e vittime soprattutto a causa della pessima edilizia e perché si generano anche a meno di 10 km di profondità. Inoltre la magnitudo dipende molto dalla lunghezza del tratto di faglia che si rompe.
Queste intrusioni interessano zone più profonde: già questo diminuisce gli effetti superficiali di un eventuale terremoto. Ma soprattutto è difficile che si possano attivare piani di faglia così estesi da dare terremoti molto forti, anche se con lo stato dell’edilizia che c’è in Italia il rischio che eventi di questa entità e profondità possano provocare dei danni purtroppo esiste eccome.
Insomma, l’aggiunta del rischio sismico dovuto a questa nuova classe di terremoti risulta nell’Appennino assolutamente risibile rispetto a quello già dimostrato in epoca storica: basta guardare allo stesso Matese e confrontare l’evento del 2013 con i grandi terremoti che hanno interessato l’area negli anni 1349, 1456, 1688 e 1805.
Quello che è invece interessante di questo lavoro è la dimostrazione che l’intrusione di corpi magmatici può provocare eventi sismici anche in aree non direttamente interessate da attività vulcanica superficiale. Se fino ad oggi la sismicità delle catene montuose veniva interpretata come legata a cambiamenti di forze che le deformano e/o a cambiamenti nella pressione dei fluidi lungo le superfici di faglia, oggi le prospettive cambiano specialmente dove il rischio sismico tradizionale è poco elevato, soprattutto in catene mature che presentano una minima attività sismica residua. Ci sono inoltre possibili sviluppi nella ricerca sui magmi stessi: in tutte le catene derivate nella storia della Terra da vecchi scontri fra continenti troviamo delle rocce magmatiche (soprattutto intrusioni raffreddate a pochi km di profondità e oggi affioranti per l’erosione di quanto ci stava sopra) originatesi a scontro finito o quasi.
È dunque possibile che alla fine dell’attività tettonica questa energia vulcanica possa diventare protagonista e innescare eventi sismici importanti.
Un’ultima nota sulla sequenza sismica che oggi si sta svolgendo, sempre in Molise, centrata nella zona di Vastogirardi. Non appare legata allo stesso motivo, almeno dal punto di vista sismico, perché:
– gli epicentri sono diffusi senza particolari discontinuità;
– si tratta di una sismicità molto superficiale e quindi se ci fosse una risalita di magmi le temperature delle sorgenti sarebbero aumentate vistosamente, in modo visibile, anche senza strumentazione.
* geologo e blogger scientifico
Scienza | 12 gennaio 2018

lunedì 23 gennaio 2017

Con trasporto silenzioso (Andrea Scanzi)

E’ un mio limite, ma di fronte al dolore non ho parole. Così, me ne sto zitto. Per esempio quando c’è il terremoto. Come cantava qualcuno, di fronte allo sgomento c’è solo l’immagine del grande smarrimento. Nelle terre devastate dal sisma ho molti amici, molti ricordi e ancor più fascinazioni. Sono terre meravigliose, anche se troppo spesso dimenticate. Faccio fatica a vedere le immagini, a leggere le notizie. E mi guardo bene dal partecipare al cicaleccio web di chi straparla di tutto, commentando – per forza – ogni notizia. A volte, anzi spesso, esiste solo il silenzio.
Il dramma straziante di Rigopiano andrebbe osservato con trasporto silenzioso, ma tutto – in questo paese – diventa chiacchiericcio indistinto. Più ancora di chi straparla a cazzo, mi infastidisce però la pletora di pretoriani che – in questi casi – vorrebbero una sorta di sospensione del giudizio. Una “solidarietà nazionale” peraltro ipocrita, perché presuppone l’appoggio acritico al governo (questo e il precedente) e l’attacco livoroso a qualsivoglia opposizione (anche se essa ha il torto d’aver ragione). Non alludo alla politica: chi lucra sul terremoto mi fa schifo. Alludo all’informazione, quella vera, quella a cui tocca in questi giorni scrivere (non certo con gioia) che la neve a gennaio non è “imprevedibile”, che le promesse elettorali non sono state mantenute e che la tragedia di Rigopiano si poteva evitare. Eppure, se lo scrivi e lo motivi, sei uno “sciacallo”. Uno che merita il paragone con quel politico andato in tivù coi doposci griffati. Ecco: questo ricatto è insopportabile. Non si aiuta un paese dicendo sempre “sì padrone”: lo si aiuta adoperandosi – ognuno nel suo ruolo – affinché quella tragedia non si ripeta. Chi oggi dà dello “sciacallo” a chi osa fare giornalismo (vero), è lo stesso che imponeva l’appoggio acritico a Monti, “altrimenti sei uno sciacallo”. Oppure a Letta, “altrimenti sei un disfattista”. Oppure a Renzi, “altrimenti non ami l’Italia, se vince il no sarà il disastro” (come no: infatti si è visto). Il mantra si ripete ora con Gentiloni. Questi ragionamenti sono di una disonestà intellettuale ac-ce-can-te. E vengono puntualmente da osservatori tromboneggianti e avvizziti che, ogni volta, non ne indovinano una. Neanche per sbaglio. Fateci un favore: ritiratevi e non ammorbateci più con le vostre litanie colpevoli e furbastre. Fate più danni della grandine. Se questo paese avesse meno servitori “ottimisti” e più persone libere “realiste”, probabilmente non avrebbe i problemi che ha. E non dovrebbe affidarsi ogni volta – per salvarsi – ad eroici avamposti di utopia e resistenza, gli stessi che ora rischiano la vita per salvarne altre. Avamposti assai più belli della classe dirigente – giannizzeri inclusi – che mal li governa. E che pretende pure il consenso, e il silenzio, ogni volta che sbaglia. Cioè quasi sempre.
Da facebook.com/andreascanzi
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A forza di tagli e dello storico pressapochismo italiaco che ha sempre privilegiato il condono e il voto alla legalità, e in questi casi anche alla sicurezza, i risultati sono, saranno e sono stati sotto gli occhi di tutti a ogni problema sorto o disastro avvenuto, quanto annunciato...

giovedì 19 gennaio 2017

Gli aggettivi che pesano..

Come si fa a far distogliere l'attenzione dal disastro e dai limiti dell'azione dei soccorsi (non quelli sul campo per carità che anzi fanno nobilmente il loro dovere buttando il loro cuore oltre l'ostacolo... ma la parte 'politica' della sua gestione)? Non si parla della slavina che ha colpito il resort su cui c'erano stati delle indagini da cui erano usciti tutti assolti ma di 'valanga killer': volete mettere no? Non dei limiti dell'uomo ma dell'inevitabilità della natura che è meglio... i morti non hanno colore ma i ritardi e i limiti umani non si dicono non foss'altro perchè dovrebbero emergere delle cose molto poco edificanti:
  1. la mancanza di elicotteri dei VdF equipaggiati per il volo notturno;
  2. quelli dell'ex Corpo Forestale, appena confluito nei Carabinieri per volontà governativa, che sono fermi perchè 'inadeguati' secondo gli standard dei CC.. mah siamo in emergenza e quindi a volte la burocrazia sarebbe meglio metterla da parte;
  3. gli operatori VdF che lavorano con equipaggiamenti personali non adeguati al gelo e alla neve;
  4. la mancanza di turbine, pale meccaniche, spazzaneve adeguati in numero, ecc.
infine la domanda delle cento pistole: ma i soldi dove son finiti? E i moduli provvisori son davvero arrivati ovunque era previsto o .. si è dovuto ricorrere, come accaduto in un paese e documentato da SKYTG ossia i pochi pronti sono stati messi a 'sorteggio'!!!!
p.s.
no caro jigen a me non basta che qualcuno mi faccia l'elenco della spesa del, poco, fatto... il tempo non è mancato e i soldi pure: cosa ritarda la messa in opera? E' questo che ho diritto a sapere come cittadino e come contributore!!!! Bastava seguire sulla stampa locale di queste zone co,pite per capire che la pubblicità gratuita fatta dai giornali nazionali è puramente gratuita e mirante a rassicurare e non a mettere in luce le tantissime pecche e inefficienze tutte italiane.. prendilo come un suggerimento, grazie
 
T

mercoledì 18 gennaio 2017

E ora proprio voglio vedere come la risolvono..

Bè siamo sommersi.. e lo dico letteralmente!
Senon bastassero i soliti problemi creati ad arte dagli speculatori e dai politici.... ora ci si (ri)mette anche la natura a gettare sale sulle ferite... Il centro del paese ha ricominciato a tremare: anche del 5.5 scala Richter. Ricordate le promesse? Rapido elenco: Non sarete lasciati soli; dobbiamo rimettere tutto insieme; ecc. ecc. invece a tutt'oggi sono ancora nelle tende e per giunta sotto la neve!!!! Le case di legno dove sono andate a finire? E i milioni di euro donati dagli italiani dove sono? Mica son serviti a coprire le spese del Governo? E quelle date via iban? Mica son servite a rifinanziare le stesse banche e non sono mai uscite da queste, vero? Perchè queste sono le voci, per ora non confermate e neppure smentite, che girano in rete e non: la stessa storia vista in precedenza tragicamente si sta ripetendo anche per le zone colpite in questi mesi dal sisma....
E' mai possibile che ogni volta che capita un disastro dobbiamo dire le stesse cose sui politici?
E come intendono i nostri brillantissimi politici affrontare quest'ennessima emergenza, provocata dallla natura ma accresciuta nella sua tragicità dalla loro ignavia e codardia.. nonchè rapacità?
Con quali soldi finanziaremo anche questi interventi a difesa del territorio visto che, causa elezioni succedutesi in questi anni, tutta la flessibilità che avevamo nel bilancio ce la siamo giocata con: gli 80 euro; i 500 euro ai giovani; regalie varie a banche e assicurazioni ecc.... per tacere dei 20 mld per salvare MPS dai debitori eccellenti insolventi!!!
 
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domenica 30 ottobre 2016

il mostro c'è ancora...


Parole più efficaci il Sindaco di amatrice non poteva usare perchè rende benissimo l'idea di quanto accade allo Stivale o meglio alla sua parte centrale laddove dove, probabilmente, maggiore è la pressione dello scontro fra le due placche, eurasiatica e, dove sta l'italia (con buonapace dei leghisti) africana..... 6.5 scala Richter la punta ma poco prima 5.9: un vero dramma per le popolazioni e la prova che la faglia che si è messa in movimento non ha ancora finito di, diciamo così, fare danni in superficie: laddove le abitazioni avevano resistito ora sono inagibili; quindi i problemi aumentano così come il conto dei danni e di, conseguenza, della ricostruzione che si auspica non sia come quelle repcedenti: un enorme spottone per i governi e una presa in giro, e come nel caso de L'Aquila, per le popolazioni.
Il numero della Protezione Civile 45500 è stato riattivato!
Telefonate Gente
Telefonate!!!!!

domenica 28 agosto 2016

Terremoto Centro Italia: oggi lacrime, domani sorrisoni e dopodomani grandi opere

di | 24 agosto 2016 Il Fatto Quotidiano

L’Italia ha la mappa meglio aggiornata del rischio sismico. Sappiamo cosa fare ma non facciamo. C’è un perché, anzi due.
La prevenzione del rischio sismico e di quello idrogeologico punta a una cucitura lenta e vasta dell’Appennino. Piccoli cantieri, piccole opere, ma molto utili. Lavoro faticoso e invisibile. L’adeguamento antisismico inciderebbe un minimo rispetto al costo dell’edificio ma chi lo riconoscerebbe? La riconoscibilità politica di un’opera è essenziale per la propaganda.
Le due Tav più il Mose avrebbero condotto l’Italia più fragile alla salvezza. Il costo di mezza Metro C di Roma avrebbe potuto far riattivare gli ottomila chilometri di binari morti. Ma queste grandi opere hanno grandi costruttori che muovono grandi interessi. La lobby ha un valore e un potere. Sono imprese spesso multinazionali con fatturati miliardari che pressano, indicano, consigliano ed eleggono deputati e senatori. Avrebbe infatti avuto senso spendere centinaia di milioni di euro per il solo studio di fattibilità (solo lo studio eh?) del Ponte sullo Stretto invece che mettere in sicurezza l’area dello Stretto, la più esposta d’Italia al rischio sismico e idrogeologico?
Seconda spiegazione del perché. Il valore e il costo dell’emergenza è molto più elevato di quella prevenzione. Solo L’Aquila (meno di centomila abitanti) ha prodotto un fatturato per le grandi aziende (compresa quella dell’ex presidente di Confindustria che ha fatto milioni con i suoi ponteggi). Vogliamo parlare dell’Irpinia e dei 56mila miliardi spesi, oppure del piccolo terremoto del piccolo San Giuliano di Puglia esteso artificiosamente a tutto il Molise?
Mi scrivono, gli imbecilli, che oggi è il tempo della solidarietà. Ma che bravi, e come no? Oggi lacrime, domani sorrisoni e dopodomani grandi opere.


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Innanzitutto guardate la data dell'articolo:24 agosto 2016; tempi non sospetti, vero? Se tutto quello che si è capaci di fare è Casa Italia mentre il materiale su cui studiare è già tutto lì (l'ultima è lo studio Gabrielli, l'ex Capo della Protezione Civile) pronto per l'uso il sospetto sorge spontaneo.....
 

venerdì 26 agosto 2016

Il dopo-terremoto sommerso di parole (Ilvo Diamanti)

La terra ha tremato in modo violento. Un’altra volta. E ci siamo trovati di nuovo dentro un incubo.Ho percepito in diretta la lunga scossa di terremoto, che ha sconvolto alcune zone dell’Italia Centrale. In questo periodo, da molti anni, mi trasferisco a Urbania. Al confine con Urbino – e anch’essa città ducale. Così, nella notte fra martedì 23 e mercoledì 24 agosto ho sentito muri e pavimento muoversi, le lampade oscillare e molti oggetti battere e scivolare. Ho cercato subito sui siti una notizia, un’informazione. Ma avevo capito. Troppo facile immaginare cosa fosse successo. Il problema era “dove”. E con quali effetti.
Pochi istanti e la mia attesa veniva – per così dire – soddisfatta. La terra aveva tremato. In modo violento. Un’altra volta. Al crocevia fra le Marche, il Lazio e l’Umbria. Così ci siamo trovati, di nuovo, dentro un incubo. Assolutamente reale. Un altro terremoto che ha travolto molte località, molti borghi, molte abitazioni e, insieme, molte vite. Era già avvenuto altre volte, non tanti anni fa, non lontano da qui. E purtroppo avverrà ancora. In qualche altro paese, in qualche altra città. D’altronde, come si sente dire spesso, in questi giorni, si tratta di un evento prevedibile. Anche se non proprio in quei luoghi e in quei giorni. Perché il nostro è uno “Stato di emergenza”. Permanente. Noi, per abbassare il rischio, dovremmo praticare la prevenzione, in modo sistematico. Nella realizzazione del patrimonio immobiliare. Nella gestione del territorio.
E qualcosa si è fatto, si fa. Ma in misura assolutamente inadeguata. Non intendo, qui, riprendere il dibattito sui motivi della nostra amnesia permanente, su questi problemi. Ma mi disturba assistere a un palinsesto già scritto. Delineato e sperimentato tante volte. Lo spettacolo del disastro e della tragedia. Lo spettacolo del dolore e dei soccorsi. Della solidarietà e della generosità. Del sostegno istituzionale, espresso da presidenti e uomini di governo in visita ai luoghi colpiti dal sisma. Questa narrazione, scritta, descritta e sceneggiata tante volte: mi disturba.
Anche perché, sui media, questa tragedia reale, tremenda, prende il posto di altre tragedie private, sceneggiate e replicate altre volte. Tante volte. Troppe volte. Omicidi e violenze familiari, tra coniugi, genitori e figli. Tra vicini, conoscenti e sconosciuti. Femminicidi. Li abbiamo visti e li vediamo, trasmessi da tanti anni. D’altronde, da noi i processi e le indagini non finiscono mai. Così, gli stessi spazi mediali oggi sono occupati dalle storie del terremoto e del dopo-terremoto. Riproposte, sugli schermi televisivi, di giorno in giorno, meglio ancora, di pomeriggio in pomeriggio. Poi, di sera, fino a notte inoltrata. La vita e la morte, assolutamente in diretta. I bambini deceduti e quelli salvati. Le polemiche sulle responsabilità dello Stato, dei Comuni e dei privati. Sulle risorse impiegate per gli stranieri e gli immigrati, invece che per aiutare i nostri cittadini.
Mi disturba il reality show che si svolge intorno al dolore. E solleva rumore, anche quando ci sarebbe bisogno di silenzio. Mi rendo conto, però, che è inevitabile. Come, purtroppo, il ripetersi delle tragedie che devastano il nostro territorio. Però, se i terremoti sono imprevedibili e, in Italia, non finiscono mai, proviamo, almeno, a non rassegnarci alla riduzione mediale del dopo-terremoto, sepolto da fiumi di parole. Per rispetto. Nei confronti delle comunità e delle persone colpite dal sisma. E verso noi stessi.
Fonte: Repubblica.it
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per il weekend..ammesso che qualcuno abbia voglia di chiamarlo weekend

mercoledì 24 agosto 2016

Una storia insolitamente nostrana..

"Tutto quello che ci faceva paura del comunismo - che avremmo perso le nostre case e i nostri risparmi, che ci avrebbero costretti a lavorare per un salario scarso e che non avremmo avuto alcuna voce contro il sistema - è diventato realtà grazie al capitalismo!"
(Jeff Sparrow, da Facebook)
Il vero problema dei due sistemi è la loro diametralmente opposta visione del redistribuzione sociale: il comunismo non sa creare ricchezza mentre il suo clone oscuro, il capitalismo, non la sa redistribuire... possiamo dire che è giunta l'ora di cancellarli entrambi, non credete?
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Ora stanotte l'ultimo lembo di zolla africana ficcato nel cuore dell'europa, un lembo che noi chiamiamo Italia, ha datto una ulteriore prova che siamo su un pianeta vivo e che ogni tanto da degli scossoni: stavolta fra Lazio, Marche e Abruzzo è arrivato un forte scossone, 6° scala Richter, e tutta una serie di paesi di quella zona sono stati praticamente rasi al suolo: decine di morti, altrettanti, e più, feriti e migliaia di sfollati... i soccorsi sono stati relativamente celeri ma, come sempre (e visti i tagli orizzontali impostici dall'europa e accettati, da veri vassalli quali siamo, dai nostri politici per continuare a sedersi alla tavola imbandita, li rendono ancora più problematici) accade sempre problematici.. e ancora ora in alcune zone ci sono solo nuclei e non le strutture. E' sempre dura parlarne ma non è ammissibile che in un paese civile la protezione civile conosca l'onta dei tagli nelle finanziarie, anzi (insieme a scuola, università e cultura) dovrebbe vedere concentrati i pochi soldi a migliorare le proprie  strutture: ma non è così e ogni volta abbiamo lo show delle polemiche sia sulla rapidità dei soccorsi sia sulla loro poco celere diffusione sul territorio e nel frattempo tutti incollati alla tv a cogliere sofferenza e news: dei veri guardoni del XXI secolo..... è uno dei lati oscuri della rete quello di renderci spettatori e non partecipi, ma forse questa è voluta come forse è voluta anche  che la protezione non fosse al 100% altrimenti come si fa ad incaricare terzi per cose che dovrebbe fare lo Stato? Personalmente avrei gito diversamente: ok fare attivare la Protezione civile ma in quella zone ci sono ben tre installazioni militari e nessuno che avesse alzato il telefono e ordinato a loro di alzare la chiappe e, almeno, farsi un giro a dare una mano laddove riuscivano ad arrivare.... o forse è fuori dai protocolli?

lunedì 6 aprile 2015

Terremoto dell’Aquila, in 10mila in piazza: “La ricostruzione ancora non c’è”

Fonte: il Fatto Quotidiano del 6 4 2015
Alle 3.32 le campane hanno rintoccato per 309 volte, una per ogni vittima. Gli abitanti dell’Aquila sono tornati in strada, questa notte come la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, quando il terremoto distrusse la loro città. Un lungo corteo animato da circa 10mila persone che hanno sfilato in silenzio e con le fiaccole in mano hanno raggiunto piazza Duomo, il cuore del centro storico, ancora ferito dal sisma. Qui c’è stato il momento più toccante e doloroso, con la lettura dei nomi delle 309 vittime. In loro memoria ci sono stati i 309 rintocchi delle campane della chiesa di Santa Maria del Suffragio, nota come delle Anime Sante. Rintocchi ripetuti alle 3 e 32, orario del sisma. Nonostante il freddo pungente e la concomitanza con la ricorrenza della Pasqua, il sesto anniversario del terremoto del 6 aprile 2009 ha visto una notevole partecipazione. Tra le migliaia di persone, molti giovani: anche se la piazza si è svuotata decisamente prima delle 3 e 32.
Molto partecipata anche da parte delle autorità la Santa Messa seguita al corteo, celebrata nella chiesa di San Giuseppe Artigiano dall’arcivescovo Giuseppe Petrocchi: “Gli aquilani siano comunità unita e siano protagonisti della ricostruzione non delegando alle istituzioni”, ha spiegato nel corso dell’omelia. “La posta in palio è molto importante, nel decennio 2009-2019 si decideranno i prossimi 50 anni della città, quindi la vita della nuove generazioni” ha detto ancora Petrocchi. Il vescovo ha invitato “a non usare più i termini di morti, scomparsi o defunti in relazione alle vittime del sisma. I nostri fratelli sono nella casa del Padre”.
Alla veglia seguita alla messa hanno partecipato in molti, tra cui numerosi familiari delle vittime. Durante la notte sono stati numerosi coloro che hanno visitato la cappella della memoria, dove ci sono le lapidi con i nomi delle 309 vittime, adiacente alla chiesa delle Anime Sante, chiusa per i lavori di recupero. Significativa la testimonianza del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio: “E’ un momento struggente, doloroso, straziante, ma bisogna pensare al futuro con positività, con grande forza e fiducia. Lo Stato sta facendo la sua parte, siamo in una fase di svolta, tutti insieme, in particolare istituzioni e cittadini, si deve reagire. La Regione ci vuole essere”.
Per Marco Alessandrini, sindaco di Pescara: “E’ il primo anno da sindaco, mi sembrava doveroso essere qui, ci riguarda tutti. E’ doloroso passare nei luoghi simbolo del tragico sisma, nessuno può rimanere indifferente. La mia presenza vuole testimoniare la vicinanza mia personale, ma anche quella della collettività pescarese nei confronti dei fratelli aquilani”. Per la senatrice aquilana del Pd Stefania Pezzopane “la via crucis degli aquilani, che cade con la ricorrenza di Pasqua, ci aiuta per una resurrezione che ancora tarda, tra cose positive e ancora tanto dolore e tante difficoltà”. Oggi sono in programma quattro funzioni religiose.
Il sindaco Massimo Cialente ha proclamato per oggi il lutto cittadino: bandiere listate di nero e negozi e bar chiusi per due ore, tra le 9,30 e le 11,30. Sul sito del Comune la voce ‘Sisma del 2009′ occupa uno spazio a parte, con numeri, norme e dati che mostrano come il ritorno alla normalità sia ancora lontano, complice la speculazione che seguì il disastro.
p.s.
insomma son pasati degli anni ma tutto è ancora lì, fermo. Per non dimenticare la distruzione della natura? Certo! Ma, soprattutto, l'incapacità e l'indifferenza della politica che ha tanto promesso e poco ha fatto e quel poco l'ha fatto solo per dar da mangiare ai propri sodali piuttosto che ridare vita a una città.. una bellissima città

venerdì 1 giugno 2012

Che c'azzecca tutto ciò con De Coubertain?

.. allora questo come lo chiamiamo calcio? Ragazzotti straricchi che scommettono e fanno combine con personaggi "poco chiari" della malavita; scommesse contro le proprie squadre; accordi fra società e giocatori per perdere e con un certo punteggio.. e si potrebbe continuare all'infinito o almeno per tutta la toria del calcio dal dopoguerra ad oggi: un tumore é cresciuto in questi anni e ora é conclamato, tutto alla luce del sole e pure giustificato..... anzi le tesi giustificatorie si sovrappongono e si giustificano reciprocamente e i media ci mettono pure lo zampino con i loro revisionismi: eppure nonostante tutte le indagini tutto continua come prima.. anzi l'idea che passa fra la gente é la seguente: ruba la politica perché non il calcio.. quello che conta é rincretinirsi davanti alla tv, a pagamento, per poi il lunedì commentare facendo finta di non sapere che é il tutto é talmente marcio che solo la loro voglia di "crederci" a tutti i costi lo tiene su; devo dire che, forse, questa voglia di evasione a tutti i costi dalla realtà può trovare una sua giustificazione nella voglia di "non" pensare a nulla almeno la domenica, ma é corretto verso la società questo comportamento "evasivo"? non gli si ritorce contro quando, esauriti tutti gli argomenti, sbattono il muso contro la realtà? E qual'é questa realtà?




con la riforma della pensioni in ultima versione chi ha ora un reddito inferiore ai 40 mila euro avrà, con l'ennesimo aggiornamento dei tassi di conversione, avrà un assegno mensile pensionistico pari alla metà dello stipendio mensile (1400 euri di pensione = 700 euri di pensione, lordi naturalmente);

con la riforma del lavoro l'unico risultato che ci sarà che si potrà essere licenziati, senza troppo sforzo, per motivi "economici" o meno e in alcuni casi senza reintegro (sia nel pubblico che nel privato);

con la spending review sanità, scuola, università, ricerca e lavoro pubblico saranno tagliati, con l'accordo sottobanco dei sindacati;

con gli stipendi fermi al 2009 siamo competitivi più dei cinesi ma non basta..... serve pure essere pronti a morire sotto i crolli dei capannoni costruiti, naturalmente su autocertificazione, a "regola d'arte", per tacere delle morti bianche giornaliere;

il monte delle tasse, ormai insopportabile, non serve a una accumulazione di risorse ma a ripagare i buchi delle banche ... che non avessero a soffrirne mentendo sul fatto che nel nostro paese anche se una banca fallisse per legge ci sono sempre riserve per ogni singolo conto corrente e deposito;

la disoccupazione continua ad aumentare non certo spaventata dai proclami del Governo che lavora per "il bene" dei giovani e dei lavoratori perché solo facendosi licenziare ci si può far assumere...

... su una cosa Monti ha ragione (ma deve sperare però che non accada): il calcio andrebbe chiuso. Sono d'accordo: aprire il corpo malato, estirpare il cancro, curare le conseguenze e .... ricominciare dal basso con regole ferree e leggi ad hoc; mi chiedo, però: questo, come i precedenti governi, é davvero autorevole per poter fare pulizia anche mettendosi contro tifoserie inferocite dal pessimo risveglio del sonno domenicale? Io credo di no, eppure se ne vogliano uscire, anche au questo tema, questa é la strada, sennò anche qui dobbiamo rassegnarci..... al parlottio del lunedì mattina sulle partite facendo finta di non sapere che erano truccate, vendute, ecc. .. continuiamo così, ce lo meritiamo! Come ci meritiamo lo schiaffo del 2 giugno imposto per riaffermare un alterità stautale che solo chi vive sugli erti colli pensa esista ancora..... anch'egli nell'illusione di vivere sopra un simbolo ormai vuoto e senza senso: perché in questo paese può accadere di tutto e di più, basta che ci sia la partita di pallone.....



giovedì 31 maggio 2012

macerie .... e champagne

pubblico qui l'editoriale di Furio colombo oggi pubblicato sul Fatto Quotidiano che io ho ripreso sul blog DK53NEWS.




Le sfilate no (di Furio Colombo)





Comincerò con un ringraziamento agli Uffici del Quirinale per le spiegazioni e i chiarimenti gentilmente ricevuti. Concluderò con una esortazione convinta e appassionata: il 2 giugno la parata no. Cerco di essere chiaro. Quando, nella rubrica delle

lettere di questo giornale, rispondendo a un lettore, ho detto che la celebrazione di una parata militare non avrebbe potuto rappresentare lo stato d’animo di questo Paese troppo provato, troppo colpito, voci autorevoli della Presidenza della Repubblica hanno chiesto di distinguere fra costo ed evento. Il costo, hanno detto, era stato ridotto al minimo. Per esempio, le Frecce tricolori passeranno una sola volta sopra il Monumento al Milite Ignoto.

Ma il simbolo – i soldati italiani che sfilano per rendere omaggio alle vittime del terrorismo e alle missioni italiane nel mondo – “non può essere cancellato”. Precisando: “In caso di necessità, sarebbe l’ultima cosa da fare”. Credo di parlare a nome di molti cittadini italiani, e delle tantissime voci che si raccolgono in rete, se dico: È proprio il simbolo che conta. Il Presidente sta con i cittadini colpiti, spaventati, confusi, che sono abituati a conoscerlo e riconoscerlo, sia nelle situazioni di festa che nei momenti in cui cercano fiducia. Alcuni cittadini italiani e alcuni cittadini immigrati sono morti, in questi giorni e in queste notti, mentre lavoravano in fabbriche già danneggiate, dunque rischiando, consapevoli di quel che vale il lavoro italiano nella situazione di crisi grave che stiamo vivendo. Non saranno le Frecce tricolori a rincuorare le famiglie abbandonate senza casa e senza la persona cara che lavora e sostiene.



Il senso di ciò che dico è che se in certi momenti della Storia sono i soldati a rappresentare un Paese (o così innegabilmente è accaduto, ed è giusto ricordarlo) in altri momenti sono coloro che lavorano, sono operai e tecnici e piccoli imprenditori che, con il lavoro, provvedono a difendere sia l’immagine sia l’economia del Paese.



È a essi che va dedicato il 2 giugno, certamente questo 2 giugno. Non stiamo togliendo una festa ai soldati. La Repubblica è tutti, e questa volta i suoi eroi sono sotto le macerie di un terremoto.



Furio Colombo - 31 maggio 2012 -

Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf





Come non condividerla? E mentre a spron battuto approvano riforme e controriforme su tutto (tranne che sul DDL sulla corruzione dove il governo le prende per l'ennesima volta), non si placa il dibattito sulla sfilata da fare o meno il 2 giugno. In tutta la rete la pressione non si ferma: da twitter ai blog ovunque si discute se farla o meno e gli appelli non si fermano (oggi anche Franca Rame e Dario Fo). Ma perché questo impuntarsi da parte del Capo dello Stato? E poi, pur volendo fare a tutti i costi una sobrissima sfilata di uniformi in erezione ..... il party al Quirinale, é proprio necessario? Quanto costa?



... e se gli italiani boicottassero la sfilata disertando i fori imperiali? Non sarebbe peggio per il simbolismo italico cui sembra tenere tantissimo il Capo dello Stato se avvenisse una cosa del genere? E perché non far sfilare, insieme ai militari presenti in rappresentanza, anche le rappresentanze degli operai emiliani in primis e delle altre regioni, in secundis, con particolare attenzione a quelle rappresentanze che hanno avuto morti bianche fra le loro fila? Questo sarebbe un interessante 2 giugno, non crede Presidente Napolitano?



E se, caro Presidente Napolitano, detto con tutto il rispetto per la funzione che presidia, proprio vuole un precedente storico le ricorderei che Arnaldo Forlani nel 1976, dopo il terremoto violentissimo del Friuli decise di farne di nulla del 2 giugno preferendo un sobrio silenzio per questo giorno? Proprio Forlani, già ... colui che rappresentava il potere democrastiano per eccellenza cui Lei si opponeva allora fermamente, fu proprio lui che, molto opportunamente, decise che la sfilata del 2 giugno non s'avesse da fare. E' un esempio pregnante o no?



... e a proposito anche a servizio pubblico Travaglio ne parla: fa bene al simbolismo patrio tutto questo bailamme politico?

mercoledì 30 maggio 2012

stop alla tv del dolore...

Finora non ho accennato, se non minimamente, ai terremoti delle ultime settimane per pudore e rispetto: pudore di fronte al dolore e rispetto per il dolore dei fratelli emiliano-romagnoli. Devo anche dire però che, evidentemente, non tutti la pensano così: in tv si é subito attivata la cosiddetta "tv del dolore", ossia servizi dai comuni colpito; immagini strazianti del dolore sbattute in "prima pagina"; interviste ai terremotati ecc. tutto ciò mi ha dato profondo fastidio, lì c'é gente che é stata colpita duramente; ci sono stati morti, feriti e sfollati (a decine di migliaia) eppure tutto viene spettacolarizzato in tv e sui giornali senz'alcun riguardo per chi ne é direttamente colpito, né, purtroppo, per i morti che ci sono stati: capisco che ormai siamo tutti guardoni (basta pensare a quando c'é un incidente in autostrada, per fare un esempio, e alle file che si formano di persone che son lì per "guardare"...) e c'incuriosiamo nel vedere l'altrui sofferenza ma ritengo che a tutto ci debba essere un limite e se i media non capaci di porselo da soli allora intervenga chi di dovere: una volta tanto a difesa dei cittadini e non solo del potente di turno!!! Manca solo il plastico esplicativo e il barile, non di cosa, é pieno.. i media, tutti, hanno dei doveri e degli obblighi: non verso gli sponsor ma verso i cittadini e devono rispettarli facendo anche autocensura..... una cosa é parlare del fatto accaduto un altra cosa sono i dettagli e le virgole perché non sono utili ai fini della narrazione ma solleticano quella parte peggiore di noi tutti, il voyeurismo, che non ci fa staccare gli occhi da essi (consentendogli lauti profitti in termini pubblicitari in conseguenza dell'audience) con tutta la pruderie del caso.... é proprio necessario tutto ciò? Non bastano i filmati dei palazzi, moderni e antichi, crollati? Si deve per forza mostrare l'estrazione del corpo dalle macerie? Si deve proprio fare l'intervista all'amico, e collega di lavoro in lacrime, del deceduto perché era a lavorare in un capannone il giorno dopo il primo sciame sismico che ora, con il secondo sciame sismico é crollato uccidendolo? Va Bene il "tecnico" ma il politico che pontifica sulla pelle dei morti, a che serve (tanto si sa che lo Stato non ci metterà che poco o nulla)? Capisco anche il servizio strappalacrime, ma la nonnina distesa sul letto sotto l'albero, che senso giornalistico ha? Capisco che le regole della comunicazione mediatica sono la bibbia su cui guadagnare e non guardano in faccia a nessuno; capisco anche che, nel far west italiano, ormai siamo allo show must go on... capisco tutto ma non la sovraesposizione del dolore delle persone, e delle loro tragedie (grandi e piccole). Non credo sia strettamente necessario.... non é fare news ma fare, appunto, tv del dolore.... ieri la bimba morta; l'altro ieri la mamma investita; oggi il terremoto; domani a chi tocca? Un paese civile lo dovrebbe evitare.. un paese civile, però.




giovedì 7 aprile 2011

L'Aquila, due anni dopo.....

L'Aquila due anni dopo. Ad oggi cosa ha fatto che si erge a governo del fare (a parte stabilire che la ricosrtuzione finisse nel 2035)? Il centro storico é sempre lì, intonso con tutte le sue macerie con tutte le sue tonnellate mentre dei 16000 edifici danneggiati più o meno gravemente dei quali quelli restaurati o ricostruiti sono in numero prossimo allo zero; la ricostruzione é ancora di là da venire; le attività commerciali che hanno ripreso a lavorare sono 5 (leggasi 5) su 1500; 2400 operai sono in cassa integrazione; 800 partite iva sono ancora chiuse; Nel resto della Regione tutti i paesini limitrofi stanno, se possibile, anche peggio perché a seconda delle decisioni prese allora hanno un barlume di speranza che qualche soldo arrivi per ora sono ancora lì... a pezzi; i morti non hanno avuto ancora giustizia, e mai ne avranno. L'unica cosa che é stata davvero fatta la dobbiamo alla Magistratura che sta perseguendo la cricca che s'era attivata pochi minuti dopo per accaparrarsi i soldi che sarebbero arrivati: ha scoperchiato il vaso pandoriano e sta indagando, processando, giudicando e rimane quindi l'unico aspetto positivo di questa tragedia nazionale. Bene ha fatto il Presidente della Repubblica ad andare lì a testimoniare la vicinanza degli italiani perché gli aquilani non si sentissero soli: é un atto importante di rottura rispetto alla cappa di piombo che é calata su quel post terremoto da parte dei media, di famiglia o controllati più o meno direttamente, per far dimenticare il fallimento della ricostruzione e trasmettere solo le comparsate fatte e le tante promesse fatte, ma non mantenute, per strappare voti e la scena e dare l'impressione di essere pronti ad aiutare: invece oltre alle comprasate mediatiche di sostanza ce n'é stata ben poca e ieri ne abbiamo avuta la prova provata con l'assenza del resto delle istituzini. Se volevamo avere una fotografia del momento del paese ce l'abbiamo a L'Aquila: macerie, gente disperata, soldi zero, tanta aria fritta, molti affari per la zona grigia degli squali che sono accorsi. Prendetene atto: siamo l'Abruzzo, anche senza il terremoto.... se ci liberiamo del sistema venuto su dal '92 una speranza ce l'avremo, in caso contrario, bé guardate i filmati di quel terremoto e fatevene un idea della nostra realtà attuale!!!!

domenica 13 marzo 2011

come se nulla fosse accaduto......

Fra e tante cose storte che ci sono oggi nel paese, una cosa andata nel verso giusto ieri c'è stata: la NAZIONALE DI RUGBY IERI HA BATTUTO, PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DEL TORNEO 6 NAZIONI, LA FRANCIA ......
Cose serie
ieri i giornali, nonostante la tragedia giapponese e il rischio nucleare in quel paese che ne ha 35 di centrali del genere (che pur non avendo rilasciato grosse quantità le persone hanno incamerato nei loro corpi radiazioni per un anno in un colpo solo, chissà quanti di essi si ammaleranno nei prossimi anni?), destroidi non sapevano faer di meglio che guardare nel proprio orto per rinsaldare gli eserciti che vacillano di fronte al disastro nucleare non sanno fare altro che parlare di sciacallaggio atomico e che qui non costruiremo mai (...) centrali del genere e che esse sono vecchie mentre qui saranno migliori ecc. ecc. dimenticando che non esiste la sicurezza al 100% e nememno al 80% in un campo del genere: l'unica sicurezza é non costruirle, e basta......
Ieri, ancora, il pdmenoelle ha fatto un altro passo avanti sulla via dell'auto estinzione: alcuni suoi esponenti hanno "aperto" al dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia; e la gente comincia a comprendere che il problema non è l'amato capo (occupato in "altre" cose, sempre occupato in altre cose ha poco tempo per queste) ma i berlusconiani, di destra e di sinistra, che fanno più danni di lui... in questo caso, nonostante le tante manifestazioni a difesa della Costituzione, il pdmenoelle si conferma ancora una volta "IL" problema della sinistra italiana... prima sparisce meglio sarà; intanto nel pdl tutti battono cassa: l'amato capo è prigioniero dele tante promesse fatte e che non può mantenere..... dopo i compravenduti che presentano il cnto; dopo i piccoli partitini che presentano il conto; ora ci si metta anche quello che non si accorse che gli avevano acquistato la casa che non solo chiama a raccolta i suoi in Parlamento ma si distingue dall'amato capo con la creazione, o la minaccia di farlo, di un nuovo (l'ennesimo) gruppo ..... si accontenterebbe, naturalmente, di uno scranno ministeriale o poco meno.. questo é l'attuale livello della politica italiana... siatene orgogliosi o voi che votate per i due cloni.....
ieri c'è stata in molte piazze le manifestazioni a difesa della Costituzione, sono andate benissimo e l'aria che si respirava era realmente di festa e di coscienza della forza di un popolo che si sta mettendo in cammino e sta cercando una via per uscire dal pantano e far uscire anche il paese..... c'è un buon 40% di italiani che si é stufato della situazione; che comincia a capire che o si cambia o ci si avvierà verso un disastro tale che quello, e mi inchino alle vittime del terremoto, quello giapponese sarà nulla: fra disastri ambientali, malapolitica, malaffare, affarismo, ecc. non si avrà scampo se non tireremo il freno a mano, spegniamo per qualche secondo il motore, facciamo una sua revisione, eliminiamo i pezzi usurati e poi riaprtiamo a fari accesi... chiara la metafora?
In libia intanto.... il satrapo amicone nostro rischia di vincere per l'attendismo doppiogiochista europeo e italiano: come da sempre detto dai pochi che usano il cervello se si voleva l'ulteriore prova ceh questa è un europa monetaria e non politica, nè tantomeno democratica, questa é quella principe e non é certo una bella figura che facciamo dato che finoa qualche tempo fa volevamo "esportare" democrazia"......
L'impressione che ne ricavo da questi giorni tristi é che in questo paese di mediocri, dove si premia la mediocrità, non ci si può aspettare null'altro che quello che abbiamo ora e che se non si prende in mano le redini, per carità democraticamente, del proprio destino qui si affoga nel fango........

martedì 23 novembre 2010

23 novembre 1980 - 23 novembre 2010 passa il tempo ma .....

Una ricorrenza é una ricorrenza e il tempo anche in questo caso é stato galantuomo: allora come ora gli inviti a dare gli aiuti, monetari e non, a persone oneste caddero nel vuoto; é vero che allora non c'era un sistema di "protezione civile" misto privato (volontaristico)/pubblico (importantissimo ed efficiente dal punto di vista degli uomini e delle donne sul campo ma svalutato da tagli e corruzione della casta); é vero che allora non esisteva una mappatura del rischio e i piani regolatori erano in fieri mentre oggi, almeno formalmente (salvo condoni, varianti di piano ecc.), ci sono dei limiti. E' vero tutto ma com'é ormai acclarato la storia del post terremoto si é ripetuta almeno nelle sue forme principali: allora arrivò un fiume di denaro che é servito a tutto tranne che a ricostruire (dalle mafie ai politici ci si sono arricchiti tutti) e infatti fino a pochi anni le ferite materiali e sociali del terremoto del 1980 erano ancora visibili; oggi il fiume di denaro non é arrivato in così grande quantità ma l'arricchimento sulle spalle di chi l'ha realmente subito non é cambiato: ho ancora nelle orecchie l'intercettazione dei due "amiconi" che gioivano assaporando il futuro dei soldi che sarebbero arrivati a pioggia: in parte sono stati accontentati e in parte però gli é rimasto sul gozzo perché hanno e avranno molto da difendersi davanti ai giudici. Ancora una volta l'italietta non si brilla in materia di moralità e onesta: sia chiaro la gente comune si é ampiamente distinta per slancio di solidarietà oggi come allora; chi é mancata é invece la politica, o meglio la casta e si suoi sodali, che al di là di annunci spot, televisivi e non, comparsate, dichiarazioni di fine emergenza e quant'altro... dicevo al di là di tutto ciò materialmente non ha fatto nulla e non ha avuto nemmeno il coraggio d'introdurre una tassa orizzontale di scopo per aiutare gli Abruzzi: non poteva essere altrimenti per un ceto dirigente che ha fatto dell'evasore un eroe contro l'oppressione fiscale dello Stato e mi fermo qui perché tutti sappiamo di cosa si parla. Nemmeno l'opposizione (...) ha brillato ma questo si sa perché essendo decerebrata dal berlusconismo, e condividendone l'orizzonte di fondo, non poteva essere altrimenti. Mi chiedo: e se gli Abruzzesi dichiarassero la secessione ricostruzionale, mi spiego: se gli abruzzesi dicessero: andate a fan.... ce la vediamo noi e non permettetevi di venirci a chiedere oboli fiscali perché vi tiriamo addosso le macerie? Che faranno le caste? Li definiranno "terroristi (già lo fanno intendere e infatti sono stati puntualmente pamfìganellati)"? Li inseriranno nella black list insieme ad "Al Qaeda"? Fantapolitica? A guardarsi intorno, mica tanto dato che siamo al fai date perché loro sono solo presi dai loro problemi di scranni e sopravvivenza al loro post terremoto berlusconiano e non hanno tempo né voglia di occuparsi di cose che minimamente non li riguardano se non quando si tratta di chiedere voti, promettere, fare la comparsata solita e filarsela alla chetichella .... per continuare nei propri di affari e quando uno che appartiene al proprio ceto é nei guai (magari approvando un salva ex Ministro, distintosi in questi anni per il salto della quaglia da uno schieramento all'altro, che ha fatto dello storno di fondi pubblici per fini propri la base del proprio potere personale) muovono la "propria" protezione civile, efficientissima, che accorre sul luogo del misfatto facendo il miracolo, mai avvenuto altrove nel mondo reale, di prevenire l'eventuale "frana" che rischia di travolgere non solo il diretto interessato ma l'intero ceto politico locale e non....... tutto ciò chiamasi belpaese.

sabato 20 novembre 2010

due anni dopo


Sembra un romanzo ma é la pura verità........................
Due anni son passati e L'Aquila aspetta ancora......
poco é cambiato se non le promesse.....

mercoledì 5 maggio 2010

Draquila: una storia italiana?

Non ho, ancora, visto il film documento della Guzzanti ma il fatto stesso che faccia già parlare di sé è sintomatico del bailamme che abbiamo visto in Abruzzo; non sappiamo se quello che sostiene é retorico o esagerato o puramente satirico però qualcosa di vero c'é: le stesse reazioni lo provano, in particolare lo fa sembrare chi sostiene che il paese ci farà una brutta figura. Perché? Come mai? Cosa c'é che non va? Mai terremoto è stato mai più coperto dai media e mai nessun evento è stato oggetto di controversie come il terremoto abruzzese: addirittura è stato causa di polemiche nel tg1 con accuse e controaccuse fra direttore e giornalista la quale assalita dalle critiche dei cittadini dice che è d'accordo con loro tirandosi addosso le ire del suo capo che invece, come da ordine di scuderia, mirava a rappresentare una situazione idilliaca del paese e in quel caso del terremoto. Non sto a rifare la storia del terremoto e delle polemiche e delle, mancate in parte, promesse fatte nei giorni successivi (ricordate che i potenti della terra che vennero in pellegrinaggio e decisero di sponsorizzare alcune opere? Bene quasi nessuno si è poi fatto vivo) asrebbe inutile, e retorico, però ripeto lo stesso allarme per l'uscita del film della Guzzanti è chiarificatore del timore che tutti noi ci svegliamo dal sogno mediatico nel quale siamo immersi (mi ricorda un romanzo che lessi anni fa di fantascienza che disegnava una società tutta collegata in rete e che viveva come in sogno mentre i pochi "svegli" li sfruttavano biecamente..... nessuna analogia?). La Guzzanti, a modo suo, dice la sua e lo fa alla maniera di Moore con un film documentario che pone domande che tutti dovremmo porci nel momento stesso in cui ci dicono che tutto va bene in un momento tragico del paese. Ricordate? Bene, la Guzzanti da la sua interpretazione e che piaccia o meno ci dà lo spaccato del paese che lo stesso paese, nella sua parte perbenista, non vuole né vedere e né sentire: andiamolo a vedere!!

martedì 6 aprile 2010

L'Aquila: 365 giorni dopo

..... e mentre la Procura si dice indaghi sul mancato allarme terremoto (nonostante che ci fossero tutti i prodromi ivi inclusi le 400 scosse dello sciame precedente e uno studioso che aveva detto a suo parere non solo non c'erano motivi di preoccupazione ma che aveva notato alte concentrazioni radon prima della scossa; studioso che è stata attaccato, denunciato - per procurato allarme, poi però il terremoto gli ha dato ragione - e zittito. 365 giorni sono passati e le macerie son tutte lì: anzi la gente se la va a prendere con le carriole proprie. Qualcuno dice che qualcosa è stato fatto ma non certo quello che è proclamato dai giornali, e tv pubbliche e private, di famiglia e le cose in realtà sono lontane dall'essere a posto: miracoli nessuno ne pretende però nemmeno ci devono dare a bere che ne fanno; anzi a dimostrazione della operatività ci sono 184 indagini (180 grazie alle leggi salvakiappe di questo ventennio ..... saranno archiviate) aperte come anche gli scandali esplosi nel frattempo fanno capire che l'atavico vizio italiano di speculare sulla sofferenza non è sparito: anzi si attacca chi non è d'accordo e fa il "comunista".... ad un anno dal terremoto l'Italia "perbene" si accontenta e l'altra Italia chiede giustizia per quelle morti, come per le altre, dovute all'incuria dei controlli e alle mazzette volate come acqua.... sempre più mi ricorda l'Irpinia post terremoto che il Friuli efficiente.

lunedì 29 giugno 2009

Abruzzo e G8: che c'azzecca?

La7 ha mandato in onda uno speciale sull'Abruzzo e il G8 e mentre lo guardavo mi ponevo la domanda (che so retorica e demagogica): che c'azzecca? Perchè portare in una regione devastata dal sisma che ha sì bisogno di visibilità e soldi ma certo non ha bisogno delle cavallette al seguito dei potenti della terra. Forse vogliamo dare al mondo un'imagine di umanitarietà ed efficienza (ma allora dovremmo pagare meglio i vigili del fuoco che lavorano lì e magari dargli più mezzi e NON bocciare gli emendamenti presentati dalla stessa maggioranza che glili fornivano)? Forse vogliamo chiedere soldi agli altri o impegnarli in improbabili "programmi"? O vogliamo portarli là per fargli vedere il paese reale? E, qualunquisticamente parlando (me lo dico da solo), tutti i soldi spesi per questo G8 non potevano forse essere impegati in maniera maggiormente profittevole? Come vedete si potrebbe continuare all'infinito e non trovare risposte adeguate alle folies bergere cui assisitiamo da un decennio a questa parte. I veri terremotati non hanno avuto nulla, o poco che è uguale, e non si può dire che non abbiano fatto sentire la propria voce: molti hanno protestato o hanno fatto lo sciopero del voto e altro, ma nulla o meglio un bel muro di gomma. Ora, oltre alle promesse di crociere (improbabili), di iniziative per i bambini (qualcuno ne sa nulla?), di new towns (ma qualcuno, un disfattista probabilmente, ha già scoperto collegamenti non chiari che vanno fino in sicilia...) ecc. finora concretamente c'è stato poco o nulla e si comprende come la rabbia possa montare fra i nostri concittadini di quella regione per le tante promesse fatte per i tanti giri di valzer fatti là insomma per il fumo e per l'arrosto che finora manca. E' molto probabile che alla fine il processo inizi e che in un modo o nell'altro qualcosa alla fine si faccia ma il vero punto è: come e con quali soldi? E per i comuni non nel cratere? mica il terremoto conosce i confini legislativi e presunti degli uomini: a pochi chilometri da paesi che sono stati devastati ce ne sono altrettanti altrettanto devastati ma che amministrativamente ne sono fuori per convenzione, e con questi che si fa? saranno problemi loro? Se non scontentiamo nessuno che faccia questua perchè questi no? Pochi soldi? Si trovino! Si facciano meno G8 e simili e si risparmino per aiutarli perchè non si può contare sempre sul volontariato è ora che lo Stato seriamente si metta in moto e metta il proprio peso nella faccenda sennò si dovrà davvero cominciare a pensare che Cristo doveva fermarsi a Eboli ma in realtà ha fatto tappa un pò più a nord..........

giovedì 18 giugno 2009

Gli sfollati pagano per entrare nei campeggi....

Prima le crociere, poi le vacanze al mare, poi gli hotel (che dovrebbero ospitarli ma che temendo di perdere la stagione li buttano fuori) ora i campeggi. Si, grazie ad Antesignana the sequel che mi ha segnalato la news, alcuni sfollati in un camping di Salinello di Tortoreto (camping che è pagato dallo Stato per ospitarli) che ha chiesto 5 euro per farli entrare se qualcuno va a fargli visita. Insomma alle tante altre cose che stanno emergendo ora si aggiunge questa: non basta il dramma e la beffa ora in Abruzzo c'è anche la speculazione, se la lettera è confermata, sullo sfollato che va in visita?

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