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domenica 29 marzo 2015

usa: lo strano caso della capitana

innanzitutto complimenti a virgola df  che per prima ha indovinato!!! Siete proprio bravi! E' vero che son solo quizzini, qualcosa di facile e che non ha pretese se non far fare qualche giretto in più su internet.. ma sono contento per la velocità con cui arrivano le risposte.. BRAVA VIRGOLA E BRAVI TUTTI!
veniamo al post
Fonte: Informazione Consapevole

Di Fabio Ragno
Lo scorso 17 marzo, il Vice Ammiraglio Mike Shoemaker (foto sotto), comandante della forza area navale del Pacifico, ha destituito l’US Navy Captain (Capitano di Vascello) Heather Cole (a sinistra) dall’incarico di comandante dello “Strategic Communications Wing 1”(SCW1) e “Task Force 124”(TF124) in servizio presso la base aerea di Tinker, Oklahoma. La motivazione è abbastanza grave. Secondo una nota della Marina americana, si tratta di una “mancanza di fiducia nelle capacità di condotta del comandante” (“a loss of confidence in the commander’s ability to lead”) o, per dirla in altri termini, non ci si fida più di lei, o perlomeno non ci si fida a mantenerla in un incarico estremamente delicato e di alta responsabilità.
Il SCW1, integrato dalla TF124, svolge infatti funzioni di comando/controllo all’interno del sistema TACAMO(Take Charge and Move Out) ed è responsabile per la Marina del mantenimento delle comunicazioni nonché della diramazione degli ordini in caso di attacco nucleare mediante posti comando costantemente in volo. Forse il Capitano Cole era una specie di raccomandato finito in un posto importante senza averne le capacità? A vedere il suo curriculum si direbbe di no, dato che si tratta di un ufficiale pilota dal 1991 che si è fatta le ossa volando sui P-3 “Orion” fino al suo ingresso nel TACAMO nel 1993, svolgendo incarichi presso il Comando della Marina e a bordo della portaerei “Harry Truman”.
Forse la sua destituzione è dovuta ad un improvviso crollo psico-fisico, dovuto magari a ragioni di ordine personale? Non è dato di sapere, per cui la vicenda del Capitano Cole potrebbe semplicemente venire archiviata come tante altre storie di comandanti rimossi senza pietà solo perché il loro incarico richiedeva una professionalità ed una condizione ben al di sopra degli standard comuni.
Senonché, a complicare a questa storia e a tingerla di giallo, sono intervenuti alcuni intrecci di vario genere ed è apparsa su alcuni blog una sorta di presunto retroscena sui veri motivi che avrebbero condotto alla destituzione della Cole. In buona sostanza, si dice che la Cole si sarebbe rifiutata di trasmettere l’ordine di un attacco nucleare limitato contro la Russia.
Tutto questo potrebbe semplicemente definirsi come una ridicolaggine inventata da qualche maniaco e finirla lì.
A complicare di nuovo le cose ci si è messo un articolo dell’inglese “The Indipendent” del 13 marzo scorso, cioè giusto qualche giorno prima della destituzione della Cole, in cui si dava blandamente notizia che flussi di dati sull’armamento nucleare britannico ed altri dati sensibili non meglio precisati erano stati instradati accidentalmente via internet verso providers dell’Ucraina.
Ora, secondo alcuni blogger, il flusso di dati sarebbe stato immediatamente visto anche dai russi che avrebbero reagito con un preallarme delle loro forze strategiche e l’avvio diimponenti esercitazioni,  mentre il Presidente Putin scompariva dalla scena pubblica per 11 giorni, fatto di cui si è anche occupata la stampa internazionale  suggerendo varie spiegazioni, tra cui la nascita di una figlia segreta in una clinica svizzera.
Ora, cosa c’entrerebbe il Capitano Cole con tutto questo? Sempre gli stessi blogger sostengono quindi che gli Stati Uniti, allo scopo di testare le capacità di reazione russe e loro procedure in caso di allarme nucleare, avrebbero ideato di far sfiltrare “accidentalmente” dei dati o degli ordini o degli indizi di qualsiasi altra attività o possibile impiego di armi nucleari in contemporanea con i britannici. La Cole si sarebbe rifiutata di obbedire non inserendo nella procedura un “Permissive Action Link” di sua competenza e da questo sarebbe scaturita la sua destituzione se non addirittura – sempre secondo i blogger – il suo arresto, dato che la Cole sembra essere effettivamente sparita dalla circolazione.
Si tratterebbe dunque di un nuovo caso Vasili Arkhipov (foto a sinistra)n, il vicecomandante di un sottomarino sovietico che, durante la Crisi di Cuba del 1962, si oppose al lancio di un siluro a testata nucleare contro la portaerei americana USS Randolph? Un caso anche questo abbastanza leggendario e forse, proprio per questo, molto vicino al caso dell’ormai ex Capitano Cole.

domenica 27 luglio 2014

.. a proposito di disnformazione: Malaysia Airlines, Piano Northwoods edizione 2014

..... leggete questo. di Giulietto Chiesa | 27 luglio 2014

Chi ha letto qualcosa del Piano Northwoods? Lo firmò, il 13 marzo del 1962 il generale L.L. Lemnitzer, allora Presidente del Joint Chiefs od Staff (Comandante degli Stati Maggiori congiunti della Forze Armate Americane). Non fu messo in galera o in manicomio e, anzi, continuò a fare una brillante carriera.
Quel documento si concludeva così: “L’opinione pubblica mondiale e il forum delle Nazioni Unite sarebbero, favorevolmente per noi, colpite se sviluppassimo un’immagine internazionale del Governo di… come di un’accozzaglia di persone mentalmente disturbate, irresponsabili, capaci di creare una minaccia allarmante e imprevista alla pace dell’emisfero occidentale”.
Nel documento, dove ho messo i puntini di sospensione,  era scritto “Governo Cubano”. Se oggi mettessimo, al posto di quei puntini, “Governo Russo”, tutto quadrerebbe perfettamente.
Qui cito la conclusione di un documento che suggerisco a tutti di tenere memorizzato in archivio. Verrà il momento in cui sarà utile rileggerlo. E’ l’analisi dell’abbattimento del Boeing 777 delle linee aeree malaysiane, contrassegnato dal numero MH17, abbattuto nel cielo ucraino:
“Con la massima certezza questa copia documentale dello spionaggio statunitense si rispecchia negli eventi di oggi, 2014 , quando gli Usa e i loro alleati della Nato  (insieme ai loro media, tutti in fila) stanno usando messaggi totalmente sincronizzati, dominati da una speculazione selvaggia, iperbolica e isterica, dove si descrivono i ribelli dell’est ucraino come terroristi, la Russia come il nemico e il presidente Vladimir Putin come la “personificazione del male”, a uso e consumo dei lettori e spettatori dei media americani e britannici”.
Aggiungo anche i media europei
p.s.
bè mi son documentato: è tutto vero.

giovedì 31 maggio 2012

macerie .... e champagne

pubblico qui l'editoriale di Furio colombo oggi pubblicato sul Fatto Quotidiano che io ho ripreso sul blog DK53NEWS.




Le sfilate no (di Furio Colombo)





Comincerò con un ringraziamento agli Uffici del Quirinale per le spiegazioni e i chiarimenti gentilmente ricevuti. Concluderò con una esortazione convinta e appassionata: il 2 giugno la parata no. Cerco di essere chiaro. Quando, nella rubrica delle

lettere di questo giornale, rispondendo a un lettore, ho detto che la celebrazione di una parata militare non avrebbe potuto rappresentare lo stato d’animo di questo Paese troppo provato, troppo colpito, voci autorevoli della Presidenza della Repubblica hanno chiesto di distinguere fra costo ed evento. Il costo, hanno detto, era stato ridotto al minimo. Per esempio, le Frecce tricolori passeranno una sola volta sopra il Monumento al Milite Ignoto.

Ma il simbolo – i soldati italiani che sfilano per rendere omaggio alle vittime del terrorismo e alle missioni italiane nel mondo – “non può essere cancellato”. Precisando: “In caso di necessità, sarebbe l’ultima cosa da fare”. Credo di parlare a nome di molti cittadini italiani, e delle tantissime voci che si raccolgono in rete, se dico: È proprio il simbolo che conta. Il Presidente sta con i cittadini colpiti, spaventati, confusi, che sono abituati a conoscerlo e riconoscerlo, sia nelle situazioni di festa che nei momenti in cui cercano fiducia. Alcuni cittadini italiani e alcuni cittadini immigrati sono morti, in questi giorni e in queste notti, mentre lavoravano in fabbriche già danneggiate, dunque rischiando, consapevoli di quel che vale il lavoro italiano nella situazione di crisi grave che stiamo vivendo. Non saranno le Frecce tricolori a rincuorare le famiglie abbandonate senza casa e senza la persona cara che lavora e sostiene.



Il senso di ciò che dico è che se in certi momenti della Storia sono i soldati a rappresentare un Paese (o così innegabilmente è accaduto, ed è giusto ricordarlo) in altri momenti sono coloro che lavorano, sono operai e tecnici e piccoli imprenditori che, con il lavoro, provvedono a difendere sia l’immagine sia l’economia del Paese.



È a essi che va dedicato il 2 giugno, certamente questo 2 giugno. Non stiamo togliendo una festa ai soldati. La Repubblica è tutti, e questa volta i suoi eroi sono sotto le macerie di un terremoto.



Furio Colombo - 31 maggio 2012 -

Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf





Come non condividerla? E mentre a spron battuto approvano riforme e controriforme su tutto (tranne che sul DDL sulla corruzione dove il governo le prende per l'ennesima volta), non si placa il dibattito sulla sfilata da fare o meno il 2 giugno. In tutta la rete la pressione non si ferma: da twitter ai blog ovunque si discute se farla o meno e gli appelli non si fermano (oggi anche Franca Rame e Dario Fo). Ma perché questo impuntarsi da parte del Capo dello Stato? E poi, pur volendo fare a tutti i costi una sobrissima sfilata di uniformi in erezione ..... il party al Quirinale, é proprio necessario? Quanto costa?



... e se gli italiani boicottassero la sfilata disertando i fori imperiali? Non sarebbe peggio per il simbolismo italico cui sembra tenere tantissimo il Capo dello Stato se avvenisse una cosa del genere? E perché non far sfilare, insieme ai militari presenti in rappresentanza, anche le rappresentanze degli operai emiliani in primis e delle altre regioni, in secundis, con particolare attenzione a quelle rappresentanze che hanno avuto morti bianche fra le loro fila? Questo sarebbe un interessante 2 giugno, non crede Presidente Napolitano?



E se, caro Presidente Napolitano, detto con tutto il rispetto per la funzione che presidia, proprio vuole un precedente storico le ricorderei che Arnaldo Forlani nel 1976, dopo il terremoto violentissimo del Friuli decise di farne di nulla del 2 giugno preferendo un sobrio silenzio per questo giorno? Proprio Forlani, già ... colui che rappresentava il potere democrastiano per eccellenza cui Lei si opponeva allora fermamente, fu proprio lui che, molto opportunamente, decise che la sfilata del 2 giugno non s'avesse da fare. E' un esempio pregnante o no?



... e a proposito anche a servizio pubblico Travaglio ne parla: fa bene al simbolismo patrio tutto questo bailamme politico?

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