giovedì 31 maggio 2012

macerie .... e champagne

pubblico qui l'editoriale di Furio colombo oggi pubblicato sul Fatto Quotidiano che io ho ripreso sul blog DK53NEWS.




Le sfilate no (di Furio Colombo)





Comincerò con un ringraziamento agli Uffici del Quirinale per le spiegazioni e i chiarimenti gentilmente ricevuti. Concluderò con una esortazione convinta e appassionata: il 2 giugno la parata no. Cerco di essere chiaro. Quando, nella rubrica delle

lettere di questo giornale, rispondendo a un lettore, ho detto che la celebrazione di una parata militare non avrebbe potuto rappresentare lo stato d’animo di questo Paese troppo provato, troppo colpito, voci autorevoli della Presidenza della Repubblica hanno chiesto di distinguere fra costo ed evento. Il costo, hanno detto, era stato ridotto al minimo. Per esempio, le Frecce tricolori passeranno una sola volta sopra il Monumento al Milite Ignoto.

Ma il simbolo – i soldati italiani che sfilano per rendere omaggio alle vittime del terrorismo e alle missioni italiane nel mondo – “non può essere cancellato”. Precisando: “In caso di necessità, sarebbe l’ultima cosa da fare”. Credo di parlare a nome di molti cittadini italiani, e delle tantissime voci che si raccolgono in rete, se dico: È proprio il simbolo che conta. Il Presidente sta con i cittadini colpiti, spaventati, confusi, che sono abituati a conoscerlo e riconoscerlo, sia nelle situazioni di festa che nei momenti in cui cercano fiducia. Alcuni cittadini italiani e alcuni cittadini immigrati sono morti, in questi giorni e in queste notti, mentre lavoravano in fabbriche già danneggiate, dunque rischiando, consapevoli di quel che vale il lavoro italiano nella situazione di crisi grave che stiamo vivendo. Non saranno le Frecce tricolori a rincuorare le famiglie abbandonate senza casa e senza la persona cara che lavora e sostiene.



Il senso di ciò che dico è che se in certi momenti della Storia sono i soldati a rappresentare un Paese (o così innegabilmente è accaduto, ed è giusto ricordarlo) in altri momenti sono coloro che lavorano, sono operai e tecnici e piccoli imprenditori che, con il lavoro, provvedono a difendere sia l’immagine sia l’economia del Paese.



È a essi che va dedicato il 2 giugno, certamente questo 2 giugno. Non stiamo togliendo una festa ai soldati. La Repubblica è tutti, e questa volta i suoi eroi sono sotto le macerie di un terremoto.



Furio Colombo - 31 maggio 2012 -

Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf





Come non condividerla? E mentre a spron battuto approvano riforme e controriforme su tutto (tranne che sul DDL sulla corruzione dove il governo le prende per l'ennesima volta), non si placa il dibattito sulla sfilata da fare o meno il 2 giugno. In tutta la rete la pressione non si ferma: da twitter ai blog ovunque si discute se farla o meno e gli appelli non si fermano (oggi anche Franca Rame e Dario Fo). Ma perché questo impuntarsi da parte del Capo dello Stato? E poi, pur volendo fare a tutti i costi una sobrissima sfilata di uniformi in erezione ..... il party al Quirinale, é proprio necessario? Quanto costa?



... e se gli italiani boicottassero la sfilata disertando i fori imperiali? Non sarebbe peggio per il simbolismo italico cui sembra tenere tantissimo il Capo dello Stato se avvenisse una cosa del genere? E perché non far sfilare, insieme ai militari presenti in rappresentanza, anche le rappresentanze degli operai emiliani in primis e delle altre regioni, in secundis, con particolare attenzione a quelle rappresentanze che hanno avuto morti bianche fra le loro fila? Questo sarebbe un interessante 2 giugno, non crede Presidente Napolitano?



E se, caro Presidente Napolitano, detto con tutto il rispetto per la funzione che presidia, proprio vuole un precedente storico le ricorderei che Arnaldo Forlani nel 1976, dopo il terremoto violentissimo del Friuli decise di farne di nulla del 2 giugno preferendo un sobrio silenzio per questo giorno? Proprio Forlani, già ... colui che rappresentava il potere democrastiano per eccellenza cui Lei si opponeva allora fermamente, fu proprio lui che, molto opportunamente, decise che la sfilata del 2 giugno non s'avesse da fare. E' un esempio pregnante o no?



... e a proposito anche a servizio pubblico Travaglio ne parla: fa bene al simbolismo patrio tutto questo bailamme politico?
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