mercoledì 30 maggio 2012

stop alla tv del dolore...

Finora non ho accennato, se non minimamente, ai terremoti delle ultime settimane per pudore e rispetto: pudore di fronte al dolore e rispetto per il dolore dei fratelli emiliano-romagnoli. Devo anche dire però che, evidentemente, non tutti la pensano così: in tv si é subito attivata la cosiddetta "tv del dolore", ossia servizi dai comuni colpito; immagini strazianti del dolore sbattute in "prima pagina"; interviste ai terremotati ecc. tutto ciò mi ha dato profondo fastidio, lì c'é gente che é stata colpita duramente; ci sono stati morti, feriti e sfollati (a decine di migliaia) eppure tutto viene spettacolarizzato in tv e sui giornali senz'alcun riguardo per chi ne é direttamente colpito, né, purtroppo, per i morti che ci sono stati: capisco che ormai siamo tutti guardoni (basta pensare a quando c'é un incidente in autostrada, per fare un esempio, e alle file che si formano di persone che son lì per "guardare"...) e c'incuriosiamo nel vedere l'altrui sofferenza ma ritengo che a tutto ci debba essere un limite e se i media non capaci di porselo da soli allora intervenga chi di dovere: una volta tanto a difesa dei cittadini e non solo del potente di turno!!! Manca solo il plastico esplicativo e il barile, non di cosa, é pieno.. i media, tutti, hanno dei doveri e degli obblighi: non verso gli sponsor ma verso i cittadini e devono rispettarli facendo anche autocensura..... una cosa é parlare del fatto accaduto un altra cosa sono i dettagli e le virgole perché non sono utili ai fini della narrazione ma solleticano quella parte peggiore di noi tutti, il voyeurismo, che non ci fa staccare gli occhi da essi (consentendogli lauti profitti in termini pubblicitari in conseguenza dell'audience) con tutta la pruderie del caso.... é proprio necessario tutto ciò? Non bastano i filmati dei palazzi, moderni e antichi, crollati? Si deve per forza mostrare l'estrazione del corpo dalle macerie? Si deve proprio fare l'intervista all'amico, e collega di lavoro in lacrime, del deceduto perché era a lavorare in un capannone il giorno dopo il primo sciame sismico che ora, con il secondo sciame sismico é crollato uccidendolo? Va Bene il "tecnico" ma il politico che pontifica sulla pelle dei morti, a che serve (tanto si sa che lo Stato non ci metterà che poco o nulla)? Capisco anche il servizio strappalacrime, ma la nonnina distesa sul letto sotto l'albero, che senso giornalistico ha? Capisco che le regole della comunicazione mediatica sono la bibbia su cui guadagnare e non guardano in faccia a nessuno; capisco anche che, nel far west italiano, ormai siamo allo show must go on... capisco tutto ma non la sovraesposizione del dolore delle persone, e delle loro tragedie (grandi e piccole). Non credo sia strettamente necessario.... non é fare news ma fare, appunto, tv del dolore.... ieri la bimba morta; l'altro ieri la mamma investita; oggi il terremoto; domani a chi tocca? Un paese civile lo dovrebbe evitare.. un paese civile, però.




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