si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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giovedì 7 aprile 2011
L'Aquila, due anni dopo.....
L'Aquila due anni dopo. Ad oggi cosa ha fatto che si erge a governo del fare (a parte stabilire che la ricosrtuzione finisse nel 2035)? Il centro storico é sempre lì, intonso con tutte le sue macerie con tutte le sue tonnellate mentre dei 16000 edifici danneggiati più o meno gravemente dei quali quelli restaurati o ricostruiti sono in numero prossimo allo zero; la ricostruzione é ancora di là da venire; le attività commerciali che hanno ripreso a lavorare sono 5 (leggasi 5) su 1500; 2400 operai sono in cassa integrazione; 800 partite iva sono ancora chiuse; Nel resto della Regione tutti i paesini limitrofi stanno, se possibile, anche peggio perché a seconda delle decisioni prese allora hanno un barlume di speranza che qualche soldo arrivi per ora sono ancora lì... a pezzi; i morti non hanno avuto ancora giustizia, e mai ne avranno. L'unica cosa che é stata davvero fatta la dobbiamo alla Magistratura che sta perseguendo la cricca che s'era attivata pochi minuti dopo per accaparrarsi i soldi che sarebbero arrivati: ha scoperchiato il vaso pandoriano e sta indagando, processando, giudicando e rimane quindi l'unico aspetto positivo di questa tragedia nazionale. Bene ha fatto il Presidente della Repubblica ad andare lì a testimoniare la vicinanza degli italiani perché gli aquilani non si sentissero soli: é un atto importante di rottura rispetto alla cappa di piombo che é calata su quel post terremoto da parte dei media, di famiglia o controllati più o meno direttamente, per far dimenticare il fallimento della ricostruzione e trasmettere solo le comparsate fatte e le tante promesse fatte, ma non mantenute, per strappare voti e la scena e dare l'impressione di essere pronti ad aiutare: invece oltre alle comprasate mediatiche di sostanza ce n'é stata ben poca e ieri ne abbiamo avuta la prova provata con l'assenza del resto delle istituzini. Se volevamo avere una fotografia del momento del paese ce l'abbiamo a L'Aquila: macerie, gente disperata, soldi zero, tanta aria fritta, molti affari per la zona grigia degli squali che sono accorsi. Prendetene atto: siamo l'Abruzzo, anche senza il terremoto.... se ci liberiamo del sistema venuto su dal '92 una speranza ce l'avremo, in caso contrario, bé guardate i filmati di quel terremoto e fatevene un idea della nostra realtà attuale!!!!
sabato 20 novembre 2010
due anni dopo

Sembra un romanzo ma é la pura verità........................
poco é cambiato se non le promesse.....
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martedì 9 novembre 2010
Macerie e bunga bunga......
Ecco il paese oggi: da un lato macerie, alluvioni, frane insomma gente incazzata che non si aspetta certo barzellette e battute facili o prese in giro ma il famoso "fare" ossia soluzioni reali non subito ma in una prospettiva certa magari di anni ma certa e invece ...... siamo alle solite. Contestati a Padova (città veneta, ossia di una regione, a guida leghista, che sempre di più vede lontana Roma e l'Italia e al momento non mi sento di dargli torto) e a L'Aquila (dove passato il circo mediatico della città non rimangono altro che macerie, tessuto sociale distrutto, la certezza che gli aquilani non saranno mai più gli stessi così come la loro città che potranno guardare la loro ex città da lontano) intanto prendono ceffoni dalla stessa propria maggioranza e dai rappresentanti dei ceti che finora li hanno sostenuti (Confindustria, gerarchie vaticane) e dall'altro c'é quello che comunemente viene definito "bunga bunga" ossia l'attuale politica politicata che gira tutt'intorno allo scontro con Fini (ha ragione Di Pietro a dire che le cose dette dal Presidente della Camera le diceva da sempre lui) e alle altre vicende che riguardano l'amato Capo. Non esiste altro per loro: avvitati come sono fra loro non riescono a capire che sono lì perché ce li hanno mandati gli elettori per risolvere i grandi temi e non sono lì per grazia ricevuta o mandato divino..... davvero dobbiamo sperare che l'avvitamento reciproco arrivi fino in fondo (con il rischio che anche il paese resto stritolato)? Ce lo meritiamo? Si perché ognuno di noi pensa per se .... no se pensiamo al divario che esiste fra chi si vede addossare l'onere di reggere le sorti del paese pagando le tasse e chi se ne frega e continua a fare i proci comodi propri: e questi ultimi sono gli unici che hanno la convenienza che tutto resti così com'é finché é possibile e finché noi, parte sana del paese, glielo lasciamo fare........ direte e la cosiddetta sinistra? ne esiste una? Nel frattempo, i grandi temi? non comment!
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