martedì 6 aprile 2010

L'Aquila: 365 giorni dopo

..... e mentre la Procura si dice indaghi sul mancato allarme terremoto (nonostante che ci fossero tutti i prodromi ivi inclusi le 400 scosse dello sciame precedente e uno studioso che aveva detto a suo parere non solo non c'erano motivi di preoccupazione ma che aveva notato alte concentrazioni radon prima della scossa; studioso che è stata attaccato, denunciato - per procurato allarme, poi però il terremoto gli ha dato ragione - e zittito. 365 giorni sono passati e le macerie son tutte lì: anzi la gente se la va a prendere con le carriole proprie. Qualcuno dice che qualcosa è stato fatto ma non certo quello che è proclamato dai giornali, e tv pubbliche e private, di famiglia e le cose in realtà sono lontane dall'essere a posto: miracoli nessuno ne pretende però nemmeno ci devono dare a bere che ne fanno; anzi a dimostrazione della operatività ci sono 184 indagini (180 grazie alle leggi salvakiappe di questo ventennio ..... saranno archiviate) aperte come anche gli scandali esplosi nel frattempo fanno capire che l'atavico vizio italiano di speculare sulla sofferenza non è sparito: anzi si attacca chi non è d'accordo e fa il "comunista".... ad un anno dal terremoto l'Italia "perbene" si accontenta e l'altra Italia chiede giustizia per quelle morti, come per le altre, dovute all'incuria dei controlli e alle mazzette volate come acqua.... sempre più mi ricorda l'Irpinia post terremoto che il Friuli efficiente.
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