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giovedì 14 giugno 2012

La Storia non gioca mai a dadi.....

A volte la storia, come dire, ha un certo senso .... dell'ironia: leggevo oggi sul cartaceo del Fatto un articolo .. interessante e .... significativo dei tempi; in Spagna, ma potete scommetterci che prima o poi lo faremo anche qui, sta accadendo che i ricchi e gli abbienti, qui li chiameremmo moderati, maghrebini stanno acquistando a prezzo di favore gli appartamenti costruiti sulla costa del paese europeo (e in parte lasciati da quelli che non sono più in grado di pagarne il mutuo), fin qui però nulla di strano: la Spagna va in malora, i prezzi delle case crollano chi può acquista, anche straniero. Il vero punto, però é un altro: si sta affermando una nuova linea di migrrazione economica.. ci sono spagnoli che attraversano il mare alla ricerca di lavoro, nel maghreb .... in particolare Algeria, soprattutto, e Marocco. Questa inversione, oltreché significativa, é un segnale di come possono cambiare gli scenari, anche in Occidente. Ora non assumerà dimensioni bibliche come quella inversa che ben conosciamo ma possiamo notare che non ci sono motovedette maghrebine che li respingono in mare né rientri forzati in aereo né altro: non mi aspetto, naturalmente, che (se davvero ci fosse un aumento del flusso) i locali siano d'accordo ma non mi pare vedere gente che protesta o che parla d'invasione o simile in quei paese: magari non siamo amati o ben visti ma finora se li prendono eccome. Ricordate quando noi eravamo il migliore dei mondi possibili e loro no? E quando noi, con il nostro bagaglio di finte certezze intraprenderemo la stessavia, cha accadrà? Bene, come dicevo, a volte la storia ha un proprio senso dell'ironia......




martedì 3 maggio 2011

chi porta davvero i pantaloni.........

Già chi li porta davvero i pantaloni nel governo e nella maggioranza? E' bastato che la Lega puntasse per un secondo i piedi e non solo vacilla tutto ma l'amato capo, i responsabili, e tutto il resto devono, per usare il termine attibuito al Gran Capo leghista (prontissimo come sempre ad azzannare l'alleato se vede che il suo edificio si sta sfaldando..), "calare le braghe" e fare buon viso a cattivo gioco. Infatti la mozione leghista sarà fatta propria dall'intera maggioranza e sarà votata: c'è si una piccola postilla voluta all'ultimo momento dai "calabraghe" che dice che il Governo, allo scadere del termine imposto dalla lega, valuterà con "gli organismi internazionali" se ricorrono i termini per un disimpegno italiano in base alla risoluzione ONU ma cosa volete che sia se alla fine nulla cambierà.... una polpetta avvelenata, naturalmente, e un partito come la Lega la può tranquillamente digerire senza troppi danni, perché ha raggiunto nell' immediato il proprio scopo ossia dimostrare che conta davvero e che quando avanza le proprie pretese non c'é nulla che la ferma; ci sono le elezioni e ha bisogno di visibilità quindi tutto fa brodo (non sono sicuri di fare exploit ma sono sicuri che senza i leghisti i loro alleati non hanno alcuna probabilità di vincere e questa é un altra cambiale presentata all'amato capo, una delle tantissime che dovrà in qualche modo onorare), per ora.... in realtà ha ragione chi dice che il pallino è in mano leghista, non c'è nessun dubbio in merito: non è solo una questione di politica estera questa: ci sono tante altre cose dietro ma per queste cose un partito "centralista" come quello leghista può permettersi di avere memoria lunga e aspettare il giusto momento per ricordare gli impegni presi dando una tiratina alla corda della barca che segue affannosamente la corazzata verde, nessun problema con un ulteriore dimostrazione ai propri militanti ed elettori di quanto siano forti e decisi quando decidono di muoversi eliminando i dubbi e la frustrazione dei "padani" cui riverrà messa la sordina. Ma al momento era ed è importante dimostrare che si conta davvero; poi, con calma, e magari sottobanco si potranno fare e accettare anche tutti i rospi che saranno necessari affinché si possa far continuare le missioni dei nostri caccia: in particolare nel decreto omnibus è probabile che ci sarà un aumento dell'accise sulla benzina e altre piccole cosette che faranno da corollario ad essa e che permetteranno di continuare esattamente come prima della tirata leghista e far dire a tutti che la maggioranza é compatta e niente è cambiato e, soprattutto, permetteranno all'amato capo sia di continuare sulla strada delle riforme ad personam per salvarsi dai processi sia di portare al termine la legislatura senza troppi scossoni e spendersi per la prossima potendo affermare che senza la sua guida sarebbe il disastro, ecc. ecc. ossia la solita tiritera. Una tempesta in un bicchier d'acqua? No per nulla, anzi é esattamente il contrario: i leghisti hanno cominciato a dividere i propri destini da quelli dell'amato capo ma lo strappo finale avverrà solo quando riterranno che sia arrivato il momento e avranno spremuto ben bene l'alleato ottenendo tutto il possibile. E le opposizioni? Ne sapete qualcosa? Io no. Stanno rinchiusi nella fortezza ai limiti di quel famoso deserto in attesa dell'invasione di quei tartari che mai arriveranno.......

sabato 19 marzo 2011

Troppo tardi! O doveva andare così?

Chiariamoci subito: sono un pacifista. Il mio faro, in tema di guerra, é l'art.11 della Costituzione: l'Italia ripudia la guerra ....... sono convinto che c'é sempre la possibilità di evitare che i mastini della guerra, e le industrie che gli stanno alle spalle (siamo grandi produttori ed esportatori di sistemi d'arma e armamenti), si vedano sciogliere dal giogo dove la pace e la maturità dei popoli li hanno confinati, chiaro? Però non sono uno che "porge l'altra guancia (e qui ci sarebbe da chiarire subito che questo gesto, come é noto a molti ma non a tutti, non é affatto un gesto di resisteza passiva ma ha un significato ben preciso, ossia era il modo con il quale gli schiavi, ebrei o meno, facevano in modo di evitare di essere picchiati con il manrovescio - che nel simbolismo dei gesti veniva riservato, allora, a chi non era ritenuto pari e quindi degno di essere solo considerato umano - costringendo il padrone a usare il palmo e costringerlo a riconoscere almeno che chi era di fronte a lui non era pari a un animale o poco più)", anzi sono convinto che mostrare fermezza e anche forza, dico mostrare non usare, a volte con i folli vanesi serve moltissimo e risolva i problemi.
Detto ciò, a chiarimento della mia posizione, ora la "coalition" ha dato un segnale di vita e ha colpito qualche tank e poco di più e gli aerei sorvolano Bengasi: il segnale é chiaro. Ma, a detta di molti analisti, é troppo tardi: i mercenari gheddafiani sono ormai dentro Bengasi e quindi sarà difficilissimo colpirli dall'alto; altra cosa sarebbe stata se si fossero decisi a farlo 48 ore fa: l'opposizione avrebbe avuto qualche chance di poter reggere l'assalto dei governativi. Al momento tutto quello che si otterrà sarà che l'agonia di Bengasi sarà prolungata per un tempo lunghissimo e il confronto sarà solo una altrettanto infinita serie di agguati reciproci senza soluzione di continuità destabilizzando la regione della Cirenaica nel prossimo futuro.Ma perché va così? A mio parere questa situazione ha diversi aspetti, proviamo ad esaminarli?
Si sa che le democrazie sono lentissime e spesso appaiono deboli e troppo chiuse nella propria stanza a guardarsi allo specchio e a far di conto con il pallottoliere per capire se conviene o meno agire: accadde agli albori quando il nazifascismo era ancora aggressivo e, in nome dello spazio vitale, si annetteva intere regioni che non gli appartenevano.. solo quando arrivarono ad essere minacciate, invase, bombardate a ripetizione, quasi sconfitte le cosiddette democrazie si scrollarono di dosso il placido torpore e cominciarono a porre le basi della disfatta della dittatura. Ancora oggi, a parte la parentesi dell'esportazione della democrazia andata com'é andata, é accaduto così ossia di fronte a un satrapo si è aspettato, discusso, ridiscusso, fatto i conti economici (i "coalizzati" se vince la rivolta avranno buon gioco nel dire "senza di noi" eravate finiti; se va male a gheddafi diranno "come ti muovi ti fulmino" quindi ridiscutiamo tutto, ivi compreso lo sfruttamento delle risorse che la Libia ha ossia petrolio, gas ecc. ecc. in ogni caso, nel conto della serva fatto, pensano di guadagnarci e dietro di loro i poteri economici che cacceranno i soldi per questa guerra) poi ci si é decisi quando le milizie mercenarie gheddafiane sono già dentro la "Capitale" della rivolta.
Si sa che questi satrapi da operetta fanno la voce grossa ma poi sono tutt'altro che tigri.... tutt'al più son dei gatti spelacchiati anche se le unghie sono sempre afilate. Gheddafi che rientra, a mio parere, in questa definizione non é però uno sprovveduto: ha interessi e investimenti in europa e se ne avrà la possibilità li farà pesare perché prima o poi dovranno pur sbloccarli, no? Vale per il nostro paese, per la Francia ecc. quindi le belle animelle idealiste che cercano di infervorarci con la retorica della democrazia ecc. in realtà hanno paura che l'ennesimo scheletro esca fuori: attendiamo chiarimenti da wikileaks.
L'Italia. Mah che dire con questo governo che abbiamo che si é inginocchiato davanti a questo satrapo la credibilità é a terra, anzi sottoterra; infatti abiamo ingoiato un pò ala volta l'amaro calice: prima abbiamo nicchiato poi abbiamo dovuto allinearci agli altri; ora abbiamo dovuto anche "donare" le basi per l'attacco e infine i nostri aerei stanno partecipando alle missioni...... intanto ci siamo sputtananti perché con i nostri "fratelli" europei abbiamo fatto la figura dei difensori del dittatore; con i libici della rivolta non ci possiamo nemmeno presentare dato che li abbiamo snobbati e non ci possiamo aspettare certo la loro benevolenza ..... nemmeno dandogli tende, escort, bunga bunga e quant'altro a tutt'oggi possiamo mettere in campo. Se il satrapo ha la meglio: azz non basterà l'anello baciato ma una bella posizione prona........
Gli USA possono sperare di lavarsi la coscienza, sporchissima, per il passato e rientrano di corsa nella politica mediterranea ed euopea, ricordate wikileaks cosa diceva? Oltre ad avere, come logico, il controllo e il comando della missione; hanno, e avranno, anche la parola sul dopo: qualunque esso sia; insomma tutto come prima che Bush facesse danni in giro per il mondo e ora gli USA possono aspirare a essere, almeno, non malvisti nel mondo arabo.
Russia e Cina: ecco due fuorigioco, che faranno? Putin potrà sempre contare sull'amicone nostrano per tentare di mettere le mani sui tesori mediterranei ma è un incognita dato che l'amicone é bravissimo a saltare fossi e anche fiumi quando necessario; non riesce, ancora, a camminare sull'acqua ma ci sta lavorando..... la Cina invece potrà rappresentare un problema: é molto presente in tutta l'Africa; stavolta però ha toppato: c'è da scommetterci che una potenza come questa non perderà tempo a leccarsi le ferite ma c'é da scommetterci che inizierà subito a scavare il terreno sotto ai piedi ai "vincitori", chiunque essi siano.
Il Maghreb: ha dato la stura ha qualcosa di inaspettato e interessante. E, tranne che in Libia, ha dato una prova di modernità e orizzonti che sicuramente avrà almeno indispettito i cultori nostrani dello scontro di civiltà che vedeva il mondo arabo come un accolita di biechi buzzurri fondamentalisti e basta. Egitto, Tunisia (poi si spera Algeria, Yemen, Arabia, Giordania, Palestina, Mali, Mauritania, Qatar, ecc.) hanno dato, fra moltissime contraddizioni e incertezze, un segnale forte e chiaro: lì nel profondo della società qualcosa si é mosso e i risultati si son visti; noi occidentali abbiamo solo potuto tifare e cercare di "indirizzare (e meno male)" gli eventi e poco di più con la speranza stavolta che non ci si mettano di traverso poteri oscuri e grigi che rovinino tutto e tutti.
E' chiaro quindi che in un mondo così in movimento nulla più resta "assoluto" e quindi le future evoluzioni non possono essere previste chiaramente però se c'é una cosa che si può fare é: capire e lavorare per includere questi paesi nel consesso che gli spetta e smetterla di considerarli "Serie B" e basta perché se ora non partecipiamo attivamente con una politica d'inclusione essi non faranno che accumulare sospetti nei nostri confronti: e ciò non ci aiuta, soprattutto perché le risorse le hanno loro mentre noi abbiamo solo il modo di utilizzarle ... un pò poco vi pare?

Ma come si fa.....

.... ma non si può andare avanti così..... qui c'é uno che deve pensare ai suoi problemi, ha tante cose per la mente e tu guarda un pò quei comunisti cosa gli combinano per metterlo in difficoltà: prima un terremoto che fa sorgere dubbi sul nucleare (e mò i contrati con la edf come si fanno a onorare?), pensate che il gradimento del nuclare nel nostro paese é sceso al 22% secondo panel italia, e poi quello scriteriato di Gheddafi che si mette a sparare all'impazzata ai suoi, sotto gli occhi di tutti, e si fa puntare addosso le armi della nato (non poteva farlo in silenzio e a luci spente?); e come la mettiamo con sta immigrazione di clandestini, senza controllo, che stanno facendo inkazzare i lampedusani prima (ma cosa vogliono, chi sono?) e i leghisti (o sti leghisti..... chiedono chiedono e chiedono anch'essi ancora senza mai aiutarmi sul serio facendo meno casino) poi (non anno ancora capito che devono smetterla di creargli problemi perché ne ha già abbastanza di suo, il nostro, per potersi occupare anche di questi qui)? Proprio non c'è più religione: qui tutti bussano alla sua porta per chiedere oboli, promesse da mantenere, posti da dare (mica è il collocamento, perbacco), avvocati da pagare, e tutto sto bailamme solo perché lui ha problemi e deve restare lì dov'è ancora per un (bel) pò, solo per questo. Per non parlare dei processi e delle persecuzioni: tanti e non tutti, nonostante le tante leggi fatte, in scadenza per prescrizione o proscioglimento o quant'altro, maledizione!!!!!! Mai che vada in porto una bella immunità stile re sole che governava per Grazia di Dio e chiusa la storia!!!! Proprio non c'è pace fra gli ulivi!!!! Quasi quasi ci si dovrebbe tutti autoconvocare per proporre un giorno della salvezza, sua, da festeggiare insieme con canti, balli (....), cotillion da fare sotto casa sua (quale si saprà poi) per rallegrarlo: e che i comunisti non si mettano a malignare perché saranno tutte cose decenti, serene, dignitose, insomma easy. E' questa l'Italia che gli piace: mica quella che sta sempre a lamentarsi per cosucce come il lavoro perso o mai trovato, i giovani senza né arte né parte (e si trovano un ricco per farsi mantenere... di vecchi in Italia ce ne sono a centinaia, c'é posto per tutti), le donne che pretendono di fare carriera (c'è la tv per questo cosa vogliono di più?), la povertà (cos'é?), ecc. ecc. ma chissenefrega!!!!!

lunedì 14 marzo 2011

quei bravi ragazzi...

... mentre in Giappone s'incrociano le dita affinché il reattore non esploda per i danni da terremoto che supererebbe, per entità, Chernobyl il "dibattito" in Occidente continua ma non decolla: la gente é spaventata; alcuni governi nicchiano e prendono posizioni attendiste (la Germania, ad esempio, ha posticipato le decisione di prorogare, o meno, il funzionamento delle proprie centrali nucleari) altri, come il nostro, hanno messo immediatamente in moto la macchina mediatica per "banalizzare" il problema e gli eventi giapponesi rimangono sullo sfondo.... (tradotto significa che bollano come sciacallaggio chi ciritca le scelte del governo italiano e danno il minimo della informazione possibile per tenere all'oscuro i cittadini, il solito sistema insomma usato per tutto il resto e ora anche per le scelte nucleari....); insomma qualcuno si pone delle domande altri tirano dritti per la propria strada. Ma non é solo il problema del nucleare nel quale l'occidente si caratterizza per posizioni di questo genere: la rivolta del Maghgeb ne é un altro esempio. L'atteggiamento, infatti, comune a tutti é stato per dirla facile, ipocrita: a parole appoggiavano la rivolta ma nei fatti erano altri i calcoli che venivano fatti perché la preoccupazione principale era se si fossero persi i privilegi che i vari satrapi maghrebini gli avevano concesso pur di assicurarsi l'appoggio occidentale ricevendone in cambio sia la qualifica di "regime arabo moderato (tradotto significa che gli occidentali chiudevano entrambi gli occhi su piccole cosucce quali, ad esempio, quei valori, proclamati universali, con i quali hanno assaltato l'iraq e l'afghanistan ma che non valevano per i satrapi maghrebini)"; sia soldi e finanziamenti per autosostentarsi. Poco contava che i cittadini a stento sopravvivessero; poco contava che quei paesi fossero crogiolo di terrorismo che tanto ci terrorizzava (anzi proprio questo fantasma ci spingeva a sostenerli): l'apice dell'ipocrisia é stato, infatti, raggiunto con la Libia. A differenza di altri paesi del maghreb la libia, come nazione, era un vero banco di prova per assumere una posizione comune e condivisa che fosse una frattura rispetto al passato; lì il satrapo era andato al potere con il diretto coinvolgimento occidentale ma poi ci s'era rivoltato contro diventando prima il male, non assoluto, da sconfiggere a tutti i costi poi però .... però, dopo lo sdoganamento, ci tornava comodo perché bastava mandare fiumi di denaro per evitare che qui avessimo dei grattacapi (e non parlo solo degli immigrati). Con la rivolta cosa é accaduto? Che abbiamo avuto, l'ennesima, prova della fatuità di questi regimi che in realtà non sono altro che delle SpA familiari i quali per conto terzi, noi, gestiscono i paesi. In libia, poi, il processo era ancora più evidente dato che con la rivolta si é compreso che sotto la calma piatta di quel paese c'é un vulcano che ora é esploso violentemente, la domanda da porsi era: se siamo interessati a legarli al nostro carro ed evitare problemi futuro cosa dobbiamo fare? Appoggiare il satrapo o la rivolta? Qui nasce la ipocrisia: la Francia, dietro le parole pesanti del Presidente, mirava a creare una base per futuri investimenti scommettendo sulla rivolta (sempre a parole naturalmente dato che nemmeno un uomo é stato inviato a sostenere in qualche modo la rivolta stessa; si é parlato di istruttori e consiglieri ma in una situazione del genere é pochissima cosa perché un vero aiuto sarebbe potuto essere la no fly zone allora e non ora che le sorti sembrano segnate; congelare, poi, i soldi della famiglia del satrapo era una misura puramente precauzionale e null'altro e quindi non si deve nemmeno prendere in considerazione) altri paesi, magari perché non c'erano arrivati per primi, hanno immediatamente tirato il freno a mano e hanno cominciato a remare vigorosamente contro sia scottati dalla incontrollabilità di una situazione non gestibile (a differenza dell'egitto, ad esempio, dove il satrapo é stato deposto ma i suoi consigliori sono rimasti) che dal timore che il nazionalismo arabo, che mai ci ha visto sotto una buona luce (e non mi sento di dargli torto), potrebbe aver preso un altra strada rispetto a quella da noi sperata. E l'Italia: noi abbiamo investito in libia e siamo il primo partner di quel paese, e si é visto da come abbiamo frenato quando é esplosa la rivolta. Avevamo molto da perdere: perdevamo il guardiano delle nostre frontiere; perdevamo un produttore di petrolio e di gas; perdevamo un nostro presidio in africa da spendere in europa per farci dare soldi per la lotta all'immigrazione clandestina, ecc. ecc. la rivolta ci rompeva le uova nel paniere e ci siamo trovati in mezzo al guado: da un lato eravamo costretti a seguire l'europa e dall'altra non potevamo rinunciare al partenariato con la libia che ci tornava comodo, quindi che fare? Prima abbiamo nicchiato, poi abbiamo seguito la corrente e ora stiamo zitti aspettando la, ormai possibile, rivincita del dittatore libico sperando nella sua clemenza futura: sono sicuro che sarà pagata a caro prezzo questo voltagabbanismo nostrano, e non solo in termini finanziari. Quali conseguenze ci saranno? In primis: chiunque in libia vinca non fermerà, per un pò di tempo, i barconi se non dietro soldi sonanti dati da parte nostra; chiunque vinca non verrà certo da noi e dirà, ma non vi preoccupate... scordiamoci il passato .... troppo facile dato che Cina e Russia non aspettano altro che di entrare in quel paese e, non avendo ipocrisie verso i diritti umani, non gliene frega niente di cosa accade nel paese ma gli importa solo dei contratti stipulati e dei soldi introitati, l'ideale per i governanti di quel paese. Insomma se volevamo la prova che non abbiamo le idee chiare in politica estera questa é quella principe; se poi vogliamo parlare per simboli: chiunque dovesse vincere in libia non basterà certo un baciamano per farceli amici........ d'altronde noi non siamo certamente migliori visto che variamo riforme costituzionali che se fossero state approvate prima nemmeno Tangentopoli sarebbe esplosa!!!!!

sabato 5 marzo 2011

diritti umani? Macché solo cattiva coscienza

Pensavate davvero che europei e americani sarebebro corsi ad aiutare la rivolta libica contro il dittatore, inventore - dice - del bunga bunga, libico con una no fly zone o un intervento diretto della Nato? Qualcuno ci credeva, soprattutto i rivoltosi. Sarebbe ingenuo da parte nostra farlo: i pecedenti sono tutti contro perché la storia africana é la storia del nostro sviluppo a scapito di questo antichissimo continente ricchisimo di risorse e poverissimo per quanto riguarda il 90% dei suoi abitanti. Sarebbe folle per l'Occidente aiutarli perché significherebbe il rischio, sopratutto per noi, di dover avere a che fare con personaggi non allineati ai nostri "valori (leggasi non nostri burattini)" e quindi che non ci salvaguarderebbero ma potrebbero essere maggiormente attenti al benessere ai propri cittadini facendone gli interessi. Questi sono a mio parere i veri motivi per i quali da qui non si muove quasi nulla per aiutare i libici che si sono rivoltati contro il mostro al potere. Particolarmente esposto é il nostro paese: se dovesse vincere il satrapo noi ci troveremmo nella condizione di doverci inginocchiare e baciare l'anello non un suo amico ma l'intero paese (naturalmente riprenderebbero a gò gò gli sbarchi) che a quel punto si troverebbe in una posizione scarsamente difendibile perché la famiglia al potere in quel paese ha diversi importanti investimenti nel nostro paese; ma anche se dovessero vincere i rivoltosi, perché proprio l'attendismo occidentale, e l'immobilità italiana, non favoriranno certo l'ascesa al potere di ceti a noi amici ma favoriranno quelli che a noi si oppongono, e non avrebbero nemmeno tutti i torti a mio parere, e quindi il conto sarebbe salatissimo e non privo di ritorsioni reciproche (non mi meraviglierebbe se a quel punto l'occidente rispolveverebbe i valori della democrazia e della libertà e comincerebbe a progettare altre "esportazioni di democrazia" manu militari, questa volta si magari attraverso la nostra appendice occidentalista che abbiamo lì, in questi stati). Mai come ora siamo a un bivio che non ci permette di attendere ancora, dobbiamo scegliere: o ci mettiamo alla finestra e aspettiamo gli eventi per poi adeguarci e ricominciare a fare affari (la via che abbiamo sempre seguito finora da sempre sia direttamente che tramite FMI, Banca Mondiale, ecc. e se l'Africa é ridotta così é proprio in conseguenza di questa linea politico-economica) con chi emerge vittorioso (c'è quasi da scommettere sempre ad esempio che Gheddafi riuscirà a spuntarla anche perché molti suoi degni amici lo stanno seriamente aiutando ...... Mugabe, il democratico dittatore dello Zimbawe, é quasi certo che stia inviando soldati, armi e aerei a sostegno del regime) abbandonando a se stessi, in libia ad esempio, i rivoltosi (che diventeranno a quel punto facile preda dei fondamentalisti islamici) oppure, ma é un ipotesi da scartare, facciamo una volta tanto i sostenitori dei diritti con cui tanto ci sciacquiamo la bocca un giorno si e l'altro pure, e riduciamo a macerie il regime lasciando, però, decidere ai libici cosa fare e chi li deve governare, ci credete? Io no. Attenzione, però: questo vento di rivolta potrebbe estendersi all'intero continente africano; e se l'africa si dovesse mettere in cammino il problema diventerebbe enorme per noi perché gli esiti di un rivolgimento del genere per noi potrebbe essere una pessima notizia (soprattutto se questo continente riuscisse a trovare una linea comune di guida politica), perché in mano ha ricchezze tali da poterci fortemente condizionare economicamente e politicamente: saremmo destinati a deventare sempre più loro satelliti, provate ad immaginare se l'Africa come un sol uomo dice no, basta allo sfruttamento delle nostre risorse..... un incubo per aziende e riccastri, con le mani sporche di sangue di tanti africani che sono morti per farli arricchire, e un improvviso impoverimento dell'occidente intero. Altro che scontro di civiltà e altre amenità del genere, qui saremmo di fronte a ben altro e il conto sarebbe salatissimo, lungo almeno 1000 anni di sfruttamento con cui li abbiamo tenuti in scacco. Cina e India sarebbero nulla al confronto.......

domenica 20 febbraio 2011

e ora tocca alla Libia...

Mentre l'amato Capo non chiama l'amicone libico per non disturbarlo, il satrapo libico che fa? Fa sparare razzi sulla folla, e i morti aumentano. Si sta connotando molto più dura di quanto si sperasse la battaglia per la libertà in Libia: i combattenti, come altrove, sono cittadini che portestano e chiedono quei diritti dei quali l'occidente si é fatto scudo per distruggere l'Iraq e aggredire l'afghanistan; però quando si tratta dei nostri interessi quegli stessi diritti diventano un opinione e forse un concetto, nulla di più. Tunisia ed Egitto presto si accorgeranno quanto sono forti in noi, e nei nostri sodali maghrebini, quei diritti: wikileaks ha ragione quando dimostra come sia nera l'anima dei nostri governanti e quanto sia ipocrita il loro uso del problema dei diritti, si ipocrita perché non ci credono davvero e perché sanno che se in quei paesi davvero dovessero assaporarli per l'impero occidentale sarebbero guai e seri pure dato che siamo nella stessa situazione di quando le parti erano invertite (noi avevamo le braccia ma eravamo ignoranti come capre perché avevamo dimenticato da dove arrivavamo e loro la civiltà e la cultura che si erano sviluppate grazie alle civiltà mediterranee che avevano conquistato e con le quali e delle quali avevano fatto tesoro) e dauna tale situazione non possono non venire che rogne soprattutto per noi: o ci dimostriamo saggi e attuiamo politiche di inclusione alla tavola che loro da lontano vedono imbandita (mentre noi sappiamo vivendo qui che a suddetta tavola imbandita lo é per pochi) oppure ce li ritroviamo comunque in casa con il rischio altissimo di vedere nascere anche qui movimenti di protesta come quelli maghrebini ma stavolta ci sono anche elementi "nostrani" e ciò é un rischio per il sistema innanzitutto e per noi in secondo luogo e rischiamo di perdere tutto, ma proprio tutto con il crollo dell'impero. Di saggezza non ne vedo all'orizzonte: anzi le società occidentali si stanno arroccando a fortezza e questo é un errore e lo pagheremo caro: la fortezza occidente non può reggere a lungo e se chi la dirige fosse lungimirante farebeb tesoro degli insegnamenti storici e di quanto accaduto alla fine dell'impero romano, e invece no ..... la storia anche per i governanti sembra essere un optional anzi un accessorio visto che ripetiamo sempre lo stesso errore.

domenica 30 gennaio 2011

Davos 2011: il cigno nero ha spiegato le ali....

Non é bastata la peggior crisi dopo il 1929; nemmeno é bastato il fallimento di interi Stati; e cosa dire dei costi sociali in termini di disoccupazione, perdita di posti di lavoro, tagli selvaggi al welfare e nemmeno basta che l'onda lunga della crisi ha fatto letteralmente esplodere l'intero mondo arabo... per ora; fra un pò ce ne saranno anche nel cosiddetto mondo avanzato se i governi non si decidono a presentare il conto a chi la crisi l'ha provocata: gli speculatori e le banche (in certi casi le due figure coincidono). L'ottimismo é d'obbligo per il ponte di comando: le finanze sono rimpinguate dalle casse pubbliche; gli Stati si impegnano a tener buone le proteste; i profitti non si sono mai abbassati realmente; i CEO delle grandi multinazionali finanziarie non hanno mai smesso di staccarsi assegni milionari.. ditemi voi se questi parassiti, liberisti, hanno motivi di lamentarsi e se non possono permettersi di essere ottimisti visto che non c'é nessun autorità pubblica in grado di opporvisi, non foss'altro perché non essendoci né guerra fredda né blocchi contrapposti non c'é assolutamente nulla che spaventi i benpensanti e li spinga a votare per riforme "sociali ed economiche" che tengano buone le masse: sono praticamente certi che oltre a qualche protesta nulla di più possa accadere a loro di così brutto da mettere in pericolo la loro inutile vita tutta soldi, profitti, shopping e simile. L'unica, grossa, nube che al loro orizzonte gli provoca qualche grattacapo é il levarsi del "cigno nero" nel mondo arabo ....... cos'é il cigno nero? Dicesi nel linguaggio "loro" cigno nero quell'accadimento altamente improbabile, ma statisticamente possibile, che può succedere e che può sovvertire il quieto, si fa per dire, speculare dei mercati: qui il cigno nero ha aperto le ali nel mondo arabo una contaminazione che iniziata in Algeria e Tunisia si sta allargando alla Libia e ora in Egitto (si attende il Marocco e per ora ci si deve anche preoccupare dell'Albania .... ma per altri motivi); le sollevazioni popolari esplodono incontrollabili e mettono in crisi quei regimi arabi "moderati (si fa per dire moderati perché sono regimi totalitari per nulla avvezzi ai valori con cui tanto le élite nostrane si sciacquano la bocca)" e che tanto piacciono ai governanti occidentali: non uno di quelli finora investiti dalla protesta ha retto e in un modo o nell'altro sono stati costretti non a cambiare pelle ma a crollare miseramente sotto i colpi della rabbia, giusta, dei cittadini. E' l'onda lunga della crisi speculativa mondiale questa? Certo che lo é: un pò perché in quei paesi i dittatori non hanno speso un soldo per alleviare il disagio crescente della popolazione (ricordiamoci che lì la demografia é esplosiva dato che la metà della popolazione é giovane e ciò non può non creare spinte verso i tappi totalitari) e quindi l'alternativa era fra emigrare in cerca di fortuna (e sappiamo ad esempio come vengono trattati in europa in generale e in Italia in particolare) o vivere di stenti sapendo però che appena sopra le loro teste passano fiumi di ricchezze e si depredano le materie prime che quei paesi, ma sui può allargare il discorso all'Africa intera sotto questo punto di vista (e meno male che non emerge un Capo che li metta tutti insieme in un unico grande corpo politico, sociale e - perché no - religioso perché sarebbero dolori per i governi occidentali a fermarli.... con cosa si fermano poco meno di mezzo miliardo di persone che si mettono in marcia?), e la cosa non può non solleticare la pancia di quelle persone e farli inkazzare sul serio. Nemmeno qui, nel mondo ricco, va meglio ma quei liveli non sono stati, ancora, raggiunti: la Grecia con la rivolta popolare (e all'allarme contagio in Islanda, Irlanda e ora Portogallo ..... per finire con la Spagna e noi?) ha dato la scossa ai potenti europei, ed europeisti per convenienza, e hanno messo su, non senza contrasti ed egoismi (gratta gratta é sempre figo "esseri avari" e arricchirsi), il Fondo Europeo di sostegno ai paesi in crisi, che nasconde una truffa: non serve a rimpinguare le casse degli Stati in crisi ma a finanziare il debito contratto dagli stessi con le banche tedesche, soprattutto, impedendo che lo stesso debito una volta denunciato potesse essere non pagato facendole fallire ...... (e quindi usare quei soldi per i colpiti dalla crisi, che so operai, giovani, ecc.) invece questo fondo "caritatevole" aiuta" gli Stati a superare il momento clou della crisi finanziaria e a continuare a pagarle; naturalmente il target di "questa europa con perno tedesco), come altre istituzioni economiche mondiali quali FMI e BMI, o meglio la contropartita é tagli, tagli e ancora tagli al Welfare e a tutto quello che riguarda i cittadini (nel caso greco anche la vendita di pezzi di Stato quali isole e simili).... in particolare i meno abbienti. I greci si son ribellati (concludendo poco ma almeno la voce l'hanno levata) non essendo direttamente responsabili dell'accaduto (le loro élite si che lo erano ma non stanno pagando loro); gli islandesi hanno preso a calci la cricca liberista che li governava e, rimboccandosi le maniche, hanno cambato strada; gli altri? mah per ora nulla anche se proteste fortissime ci sono state in Inghilterra, Francia, Italia ma niente scolvolgimenti stile "arabo" .... per ora. Nemmeno me li auguro però la corda é tesissima e le contraddizioni non potranno non esplodere se le élite approfittano della "crisi" per regolare i conti e raggiungere gli obiettivi, eliminare la parte pubblica del welfare, che hanno sempre avuto.... da noi, poi, il disegno di privatizzare tutto ha trovato facile terreno nel qualunquismo nostrano e nell'allergia a pagare le tasse quale primo compito civico dei cittadini: ciò non può non avere conseguenze e infati ne ha avute e notevoli dato che i governi del cosiddetto centrosinistra negli anni '90 hanno, con gioia, messo le basi del berlusconismo che da 17 anni permea l'italia di un modello tutto indirizzato all'edonismo individuale e alla mancanza completa di solidarismo, sia pure compassionevole, verso i meno fortunati: anzi proprio questo modello edonistico ha portato il paese ad un immobilismo socio-economico che da anni ha creato una classe parassitaria che si arricchisce oscenamente e una moltitudine che vede avvicinarsi il baratro del fallimento sociale e la povertà: chi ha voglia di partecipare alla tavola imbandita non ha che da far altro che accettare le regole imposte e gli altri si arrangino. Da noi questo sistema é in crisi: non ha alternativa, il guaio é questo ..... o facciamo come gli islandesi o ci rassegniamo come i portoghesi a pagare il conto di quella tavola imbandita!!!!

venerdì 14 gennaio 2011

Maghreb, Italia....

Algeria, Egitto, Tunisia. Il Maghreb esplode: la fame e la mancanza di un futuro fanno venire a galla la contraddizioni di società che per noi occidentali rappresentano la parte "moderata" (moderata un corno e né tantomeno democratiche perché son tutte governate da satrapi corrotti, ampiamente incensati dai nostri governanti perché, a livello ufficiale, rappresentano la parte buona e, si fa per dire, rassicurante del mondo arabo) di un mondo per il quale rappresentiamo una sorta di meta della felicità: sennò come si spiegherebbero le migrazioni di disperati se non con il miraggio di una vita migliore? Ora che anche la "meta" occidentale é in crisi nera, e gli occidentali riscoprono cose come il razzismo e lo "straniero" terrorista (panacea di tutte le paure), i maghrebini sono costretti a guardare in faccia la realtà di un prossimo futuro fatto di miseria e mancanza di speranza. Da qui l'esplosione delle società e la conseguente repressione (enormi interessi ci sono in gioco e quindi questi satrapi difficilmente molleranno l'osso) che si fa sempre più dura. Il mediterraneo, dal punto di vista dei danni tragici che fa il liberismo corruttore, é un laghetto. Le proteste che vediamo in quei paesi potrebbero aversi anche qui e non solo dalla aprte "intellettuale (studenti, precari, ecc.)" della società ma soprattutto da parte di quella che "intellettuale (per ora hanno fatto sentire la propria voce pastori, operai ma prima o poi anche gli altri potrebbero svegliarsi)" non é: chissà, potrebbe emergere un retore o un demagogo (nel senso classico del termine e non nel senso spregevole che diamo ora a questi termini) che se ne pone a capo e stravolgere quello che é l'attuale ordine sociale e magari portare realmente alla nascita, dopo un lavacro purificatore, di una società basata su diversi pilastri, chissà......

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