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martedì 19 luglio 2016

Pagherà il conto per quelle falsità (Furio Colombo)

19/07/2016 di triskel182
Due protagonisti della politica contemporanea hanno insegnato qualcosa di nuovo al mondo: una guerra, anche se annunciata con stentorea drammaticità e giustificata con eventi gravissimi che stanno per accadere, può essere falsa. Falsa perchè la guerra annunciata è del tutto sconnessa con gli eventi denunciati. È qualcosa di recente e disastroso: la guerra prima voluta, poi raccomandata, poi raccontata come inevitabile e poi realizzata dal presidente americano George W. Bush e dal Primo ministro inglese Tony Blair. Soltanto un politico italiano, Marco Pannella, ha notato e denunciato con forza la sconnessione tra realtà e guerra.
A distanza di anni gli inglesi si sono ricordati di due cose: Tony Blair, da primo ministro ha mentito al suo Parlamento. Di qui un’inchiesta che resterà storica perchè mai avvenuta prima. Blair, ancora in giro a godersi i privilegi della sua guerra falsa, è stato raggiunto da una accurata ricostruzione degli eventi, risultato del lungo lavoro (7 anni) e grande costo (10 milioni di sterline) di un’autorevolissima Commissione di revisione dei fatti. È abbastanza probabile che a questa “revisione dei fatti” seguirà un giudizio sulla responsabilità di chi ha fatto morire i suoi soldati in una guerra falsa. Il fatto sarà ancora più nuovo nella storia, perchè di solito alla fine di una guerra viene processato soltanto il perdente . E lo sarà perchè, per merito di Pannella, che purtroppo non è qui a vedere l’esito di un suo impegno appassionato, è venuta meno la tradizionale contrapposizione tra guerra, come strumento di realismo civile, e pacifismo come pratica di dovere morale, senza guardare al che cosa accade davvero. Ma c’è una ragione in più, mai comparsa nei dibattiti sulle guerre, e ben presente in quel grido “Iraq libero” con cui i Radicali di allora concludevano i loro incontri: la guerra è diventata troppo potente, tecnicamente, perchè sia possibile controllarla. O si finisce prima, e allora segue la lunga agonia terroristica che ci sta tormentando adesso. O si va fino in fondo, e si distrugge il mondo, secondo una logica che riguarda i nuovi armamenti, ma non gli esseri umani. Ecco, la lezione è chiara, ma chi la studia?
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 18/07/2016.
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ma non sarà mai abbastanza il prezzo che pagheranno perchè, oltre ai milioni di morti che ci sono stati nel frattempo, l'odore di guerra è molto forte: è di questi giorni l'accordo fra UE e NATO (qui ----> un articolo sul 'IL POST' sulla materia) per 'frenare l'aggressività della Russia (...)' in realtà si mette in atto l'ennesima provocazione ai confini russi...... i quali russi non so fino a che punto eviteranno di rispondervi e da quel che si legge in rete a quei confini la tensione è già ai livelli massimi. Ma le ragioni non sono solo 'politiche (la debolezza europea è nota)' ma anche economiche: la Russia in Siria sta vincendo e il Daesh è in ritirata mentre gli occidentali, fra un golpe fallito in Turchia e nessuna leadership seria all'orizzonte, ondeggiano come sempre fra l'opportunismo, tutto italiano, e il realismo al ribasso del premio nobel per la pace Obama non sembra aver ben chiaro a quali rischi si sta esponendo: da un lato la radicalizzazione dei giovani, immigrati e non (basterebbe conoscere Toynbee, che ben analizzò i trend che sarebbero scaturiti dall'evoluzione del mediororiente), al terrorismo casalingo al giocare a stranamore negli scenari mediorientali (dove gli utili idioti da usare contro il satrapo - spesso messo lì proprio dagli occidentali - sempre ti si rivoltano contro.. sempre più spesso) senza perdere di vista le lobby economiche e finanziarie che sempre più mal sopportano zone lobby-free..... insomma spira un fortissimo vento di guerra e, temo, che non mancherà molto prima che qualcuno, rimasto con il cerino acceso in mano, lo butti nella benzina. Non serve che paghino i vari Bush, Blair e i loro corifei.. è sempre troppo poco perchè in realtà anche loro sono burattini: come sempre il problema sono i burattinai...
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.. per non dimenticare, mai.....

giovedì 4 aprile 2013

Non può esser governato da "froci e comici": è vero; bastavano i quaquaraqua a farlo

E' inquietante il contenuto delle lettere (SE SONO VERE SIA CHIARO.. SEMPRE SE SONO VERE e non siano il solito colpo di teatro di qualche personaggio deviato che cerca di ricreare l'aria della strategia della tensione per spaventare la gente e basta e sarebbe già grave, ma ci abbiamo fatto l'abitudine anche a questo ormai), e si spera che stavolta siano prese terribilmente sul serio da chi di dovere (e non sottovalutate come accadde per quelle che precedettero gli attentati a Falcone e Borsellino vittime e agnelli sacrificali della trattativa stato-mafia), arrivate ai magistrati: un anonimo, terribilmente bene informato sugli spostamenti dei magistrati "target (guarda caso gli stessi impegnati nel processo che vede lo stato processare se stesso)", sostiene che "amici" romani hanno chiesto al service della mafia di farli fuori con un botto.....; naturalmente non si può non notare che il paese vive oggi la stessa problematica dei primi anni '90 che non sto a ripetere perchè, spero, la conosciamo tutti: indeterminatezza del destino dello stato;
movimenti nascenti dal basso;
estrema debolezza della politica e apparente impermeabilità dei nuovi venuti in parlamento;
incertezza dell'esito della crisi economica ecc.
tutti fattori che già allora erano presenti e che in questi 20 anni si sono incancreniti fino ad arrivare agli esiti finali attuali: in questo bailamme i poteri occulti mafiosi ed economici (in certi casi coincidono) non hanno punti di riferimento certi e fissi e quindi si trovano ad essere spiazzati e cominciano ad innervosirsi e a mandare segnali in giro sia agli attuali referenti sia a quelli potenziali; poi ci sarà la fase due .. l'agnello sacrificale e infine o la guerra totale o l'accordo.. nel nostro caso lo stato si è sempre calato le braghe e ha trattato: ricordate? si può convivere con essa? Bene, sarà il sigillo anche stavolta, temo... il problema é che in questi mesi sono venuti al pettine tanti nodi e non tutti risolvibili al solito modo "italiano".
Come allora siamo ad un ennesimo punto di svolta della nostra storia (ce ne sono stati fin troppi e tutti abortiti): a seconda della strada che si sceglie così cambierà il destino del paese..
si deve nominare un capo dello stato;
si deve fare un governo;
si devono trovare e costruire alleanze e maggioranze; ecc.
ma ci sono novità grosse che si sono verificate nel frattempo perché un nuovo movimento, M5S, è arrivato in parlamento e in sicilia una maggioranza atipica sta governando l'isola e, su punzecchiature grillesche, sta incidendo il cancro affaristico che attanaglia l'isola; è chiaro che chi si vede tagliare i fondi cui si abbevera da decenni comincia a sentire "sete" e di conseguenza a inkazzarsi perché sa che 'acqua che c'era, c'è ancora solo che è stato chiuso il rubinetto..... seppoi a ciò aggiungiamo che "amici romani" hanno chiesto di toglierli dai piedi, sempre se è vero, questi particolari magistrati che hanno messo sotto la luce l'incofessabile che riscriverebbe gli ultimi 20 anni del paese allora è chiara la manovra: i soliti due piccioni con una fava, come nei primi anni '90, per continuare come prima e anche più di prima... ancora una volta centrali saranno le "trattative" in corso nell'oscurità e ancora una volta centrali saranno i partiti: sia quelli "tradizionali" ormai screditati sia M5S che continua, purtroppo, nel "perfetto" isolamento sanitario che si è costruito da solo nel timore/terrore di vedersi compartecipe con la partitocrazia... temo che non sia solo mr B. a ringraziare ma pure questi dioscuri nell'ombra che contano proprio sulla paura e sull'incertezza proprio dei grillini nel vedersi confusi con la partitocrazia.
Lo ripeto: condivido il programma M5S ma sono solidale con Crimi quando sostiene su facebook che tener duro è difficilissimo dato che stesso dentro le aule parlamentari si comincia a reggere sempre meno la linea celodurista.. sia chiaro il parlamentare ha poi ritrattato e precisato e si è, anche, beccato il rimbrotto del capo del movimento e dei grillini infuriati per l'uscia sul social network; in ogni caso il problema rimane: mentre i grillini cominciano a perdere colpi (e voti) c'è chi si preoccupa di far sapere che non ha intenzione di vivere e farsi governare da "froci e comici" e lo fa mettendo sul piatto la sola cosa che una parte della politica capisce perché sa...... io vi avverto e vi intimo di mettervi d'accordo e in cambio io vi elimino il problema "processo allo stato trattativista" eliminando le memorie e chi ce le porta alla luce.
Aveva ragione Pietro Ingrao nel paphlet "indignarsi non basta" allora? Si deve essere fattivi e mai come ora senza egoismi e paure....
Esprimo solidarietà ai magistrati oggetto delle attenzioni terroristiche e auspicherei, con Marco Travaglio che lo ha detto per primo e autorevolmente cui mi accodo convintamente, che i provvedimenti disciplinari agli stessi e le accuse che gli vengono rivolte (pretestuose perché suonano come monito e rappresaglia per il suindicato processo) siano ritirate e si faccia quadrato intorno a loro; e rivolgo, come la Serracchiani, l'invito al Capo dello Stato a prendere l'aereo e a fare scudo istituzionale ai magistrati per far capire che al di là di tutte le polemiche, indiscrezioni e scontri, che l'intero Stato difenderà questi magistrati affinchè non si possa piangere domani anche i loro nomi.....
Voglio infine rivolgere anche un appello al M5S: su questa problematica non ci possono esser dubbi e incertezze nè fraintendimenti....
qual'è la vostra posizione in merito?
Esprimerete la vostra fattiva solidarietà ai magistrati palermitani?
Promuoverete le leggi sul falso in bilancio, sulla prescrizione e sul 41bis reintegrandolo nello spirito originario per cui fu pensato?
Non ho mai chiesto di fare accordi con il pdmenoelle ma, visto che ci si ritiene i vincitori morali delle elezioni (ed è vero), perché non mandate un messaggio chiaro alla politica e alla società cominciando dal cancro malavitoso che corrode la nostra società da sempre, dando un segnale chiaro ossia, pur mantenendo il principio del "nessun accordo" ma mettiamo con le spalle al muro la partitocrazia italiana partendo dalla lotta alle mafie e ai loro collusi?
....... è troppo chiederlo o arriveranno anche qui i fulmini salvonaroliani da quel della Liguria?
Perchè vedete qui il gioco si sta facendo duro e c'è chi sta soffiando sul fuoco per spostare l'attenzione dai problemi del paese per spingerci nell'alveo tradizionale come nel '92 e io non sono disposto a transigere su questioni come queste nemmeno con voi e con me credo, se son veri gli studi degli istituti che osservano e analizzano i flussi elettorali, una bella fetta dell'elettorato che ha votato M5S (che oggi si è sentito dire e visto scritto "non ci dovevate votare") viene dalla sinistra (circa il 60%) e che la prossima volta ci penserà non una ma ben dieci volte a rifarlo visto come viene disatteso il mandato dato: non un accordo ma uno sbocco e invece finora niente dell'uno e nemmeno dell'altro con il risultato che i poteri occulti hanno praterie da arare per futuri accordi e ricatti per ritrovare una convivenza, e una connivenza, in cui tutti guadagnino ma i cittadini e la democrazia perdano.. anche la speranza di credere nel proprio futuro oltre che dei propri figli; cari amici cui va la mia stima personale: la pazienza è finita è la misura è colma, vi abbiamo dato mandato di cambiare e non di aspettare gli eventi quindi o vi date una mossa o .. avete l'esempio della lega davanti che da movimento di lotta è passato a cerchi magici e barbari sognanti..... perché rischiate di ritrovarvi a ..... fare la conta in quattro o poco più; ci son cose come queste lettere provano, che non possono essere oggetto di prese d'atto e basta....

mercoledì 16 gennaio 2013

Trattativa Stato-mafia: con le motivazioni ... la conferma

con il deposito delle motivazione la Corte Costituzionale spiega come é arrivata a sentenza sul conflitto di attribuzione sollevato dal Capo dello Stato nei confronti della Procura di Palermo.
Ebbene, la Corte, leggitimamente, ha deciso di creare una nuova definizione di Capo dello Stato: quello che é assolutamente intoccabile; roba da repubblica presidenziale non certo da Stato parlamentare quale ancora siamo, almeno come risulta da una semplice lettura della Carta Costituzionale. La parte che colpisce, e non solo il sottoscritto ma a molti, é quella che sostiene che "il livello di protezione assoluta"garantito al Capo dello Stato nelle sue comunicazioni e non solo quelle, credo giustamente, istituzionali ma anche quelle private per "l'efficace esercizio di tutte" fino al punto che la "semplice rivelazione ai mezzi di informazione dell'esistenza delle registrazioni" costituisce già "un vulnus che dev'essere evitato"; e ancora la Corte si spinge al punto di sostenere che "il dovere dei giudici é quello di evitare che ciò possa accadere e, quando ciò casualmente accada, di non portare a ulteriori conseguenze la lesione involontariamente recata alla sfera di riservatezza costituzionalmente protetta"; infine la Corte dice anche a chi tocca: non alla Procura ma al GIP però senza seduta camerale (quindi niente parti in causa né pubblicità) in una solitaria seduta che non credo sia prevista dalla legislazione ordinaria: credo che in vista arriverà ben prsto una eccezione di costituzionalità per chiedere se le norme del codice a questo punto sia costituzionali o meno perché, siamo sempre un popolo di garantisti, tutta la procedura fu voluta affinché tutti potessero assistere alla decisione del giudice e fare istanza oppisitiva o meno a seconda che si ritenesse importanti o meno i materiali da distruggere... insomma la legge é uguale per tutti e tutti sono soggetti al suo imperio ma da oggi qualcuno lo é ..... di meno, soprattutto se ricopre la neo disegnata figura di Capo dello Stato ..... Re, come ai bei tempi dello Statuto Albertino più o meno e con tanti saluti al bilanciamento di poteri e garanzie all'informazione dei cittadini che sono i veri titolari del sovranità o, dice qualcuno, i DATORI DI LAVORO DEI POLITICI CHE RICOPRONO INCARICHI ISTITUZIONALI A QUALUNQUE LIVELLO SIANO.
Sia chiaro, in qualità di cittadino ritengo di aver il diritto di dissentire: la Costituzione italiana va bene così com'é e, a mia conoscenza, non prevede a mia conoscenza immunità assoluta per nessuno soprattutto se si tratta di cose non direttamente connesse alle funzioni ricoperte: l'amato capo é stato spesso impallinato per questo motivo e non é un caso che i vari lodi sono stati bocciati proprio dalla Corte perché creavano super garanzie che non erano previste; come mai per l'amato capo non erano previste e per qualcun'altro sì? Cosa impedirà, semmai dovessero vincere (come semmbra che sarà, visti gli italiani e la loro coraggisissima genìa) i partiti tradizionali, a chiunque di farsi forte di una sentenza del genere per invocare super immunità non previste né, fino a questa sentenza, prescritte? Cosa impedirà ora all'amato capo e a chiunque altro di reclamare anche per se una cosa del genere visto l'illustre precedente?
Si sa che, anche nelle democrazie, il potere (per quanto possa essere diviso e in guerra e faide al proprio interno) di autotutela quando qualcun'altro esterno al meccanismo tenta di fare luce laddove non si vuole che luce ci sia: in questo caso qualcuno non vuole che si faccia luce sulla trattativa fra Stato e mafia affinché una parte politica che si sentiva sott'attacco da parte della malavita, mentre per anni c'aveva convissuto, anziché alzare il livello di scontro cercava un accomodamento se non un accordo abdicando alla funzione cui era preposta in quanto parte delle istituzioni cui era eletta e abbandonando al loro destino fior di SERVITORI DELLO STATO fra cui Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa ecc. ritenuti sacrificabili per salvarsi, il tutto con l'avallo delle altre parti politiche o almeno la loro passività: un enorme inciucio, l'ennesimo della storia italiana e sui quali a questo punto si deve ritenere sia costruita l'intera storia del paese .. a partire dalla mai veramente esplorata nascita dell'italia unita di cui qualcuno dubita soprattutto nella parte dell'anelito "italiano" dietro cui si crede ci siano ben altri interessi, non solo politici ma anche finanziari e ..... massonici.
Insomma: un paese con le proprie radici marce non può che avere una storia travagliata, per usare un eufemismo, e contraddittoria contraddistinta fin dalla nascita da scandali, irresolutezza e corruzione della politica le cui conseguenze sono ricadute sulle future generazioni ..... fino ad arrivare all'oggi. Questa patina antica non é mai stata eliminata (che ha nascosto agli albori del'unità del paese il patto scellerato fra borghesia industriale del nord e latifondisti e protomafiosi del sud), e a questo punto non credo che lo sarà, né oggi né domani né .. mai.

giovedì 6 dicembre 2012

Questa si può ancora chiamare democrazia dove la legge é eguale per tutti?

Vediamo le regole quali sono, prima.....
art.271 c.p.p.:
1. I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati qualora le stesse siano state eseguite fuori dei casi consentiti dalla legge o qualora non siano state osservate le disposizioni previste dagli articoli 267 e 268 commi 1 e 3.
2. Non possono essere utilizzate le intercettazioni relative a conversazioni o comunicazioni delle persone indicate nell'articolo 200 comma 1 (1), quando hanno a oggetto fatti conosciuti per ragione del loro ministero, ufficio o professione, salvo che le stesse persone abbiano deposto sugli stessi fatti o li abbiano in altro modo divulgati (2).
3. In ogni stato e grado del processo il giudice dispone che la documentazione delle intercettazioni previste dai commi 1 e 2 sia distrutta, salvo che costituisca corpo del reato[2].
Note
(1) Sono i ministri di confessioni religiose, gli avvocati, gli investigatori privati autorizzati, i consulenti tecnici, i notai, i consulenti del lavoro, i geometri, i ragionieri e, commercialisti, i medici, i chirurghi e i farmacisti, tutti coloro che svolgono una professione sanitaria ed ogni altro al quale la legge conceda la facoltà del segreto professionale.

(2) L'eccezione al divieto di utilizzazione è costituito da un'eventuale testimonianza resa sugli stessi fatti oggetto delle conversazioni ovvero dalla divulgazione avvenuta attraverso i mezzi di comunicazione. La stessa eccezione è contenuta al comma 7 dell'art. 103
art. 268 c.p.p.:
1. Le comunicazioni intercettate sono registrate e delle operazioni è redatto verbale.
2. Nel verbale è trascritto, anche sommariamente, il contenuto delle comunicazioni intercettate (1).
3. Le operazioni possono essere compiute esclusivamente per mezzo degli impianti installati nella procura della Repubblica. Tuttavia, quando tali impianti risultano insufficienti o inidonei ed esistono eccezionali ragioni di urgenza, il pubblico ministeropuò disporre, con provvedimento motivato, il compimento delle operazioni mediante impianti di pubblico servizio o in dotazione alla polizia giudiziaria.
3bis. Quando si procede a intercettazione di comunicazioni informatiche o telematiche, il pubblico ministero può disporre che le operazioni siano compiute anche mediante impianti appartenenti a privati (2).
4. I verbali e le registrazioni sono immediatamente trasmessi al pubblico ministero. Entro cinque giorni dalla conclusione delle operazioni, essi sono depositati in segreteria insieme ai decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l'intercettazione, rimanendovi per il tempo fissato dal pubblico ministero, salvo che il giudice non riconosca necessaria una proroga.
5. Se dal deposito può derivare un grave pregiudizio per le indagini, il giudice autorizza il pubblico ministero a ritardarlo non oltre la chiusura delle indagini preliminari (3).
6. Ai difensori delle parti è immediatamente dato avviso che, entro il termine fissato a norma dei commi 4 e 5 (4), hanno facoltà di esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni ovvero di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche. Scaduto il termine, il giudice dispone l'acquisizione delle conversazioni o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche indicati dalle parti, che non appaiano manifestamente irrilevanti, procedendo anche di ufficio allo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui è vietata l'utilizzazione (5). Il pubblico ministero e i difensori hanno diritto di partecipare allo stralcio e sono avvisati almeno ventiquattro ore prima (6).
7. Il giudice dispone la trascrizione integrale delle registrazioni ovvero la stampa in forma intellegibile delle informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche da acquisire, osservando le forme, i modi e le garanzie previsti per l'espletamento delle perizie. Le trascrizioni o le stampe sono inserite nel fascicolo per il dibattimento(6).
8. I difensori possono estrarre copia delle trascrizioni e fare eseguire la trasposizione della registrazione su nastro magnetico. In caso di intercettazione di flussi di comunicazioni informatiche o telematiche i difensori possono richiedere copia su idoneo supporto dei flussi intercettati, ovvero copia della stampa prevista dal comma 7 (6) (7).
Note
(1) La norma si riferisce non alla trascrizione delle conversazioni o dei dati oggetto delle comunicazioni, ma ad un riassunto del contenuto delle intercettazioni (che può essere utilizzato, ad esempio, per le misure cautelari personali).

(2) Comma introdotto dalla l. 23-12-1993, n. 547.

(3) La proroga del deposito tende ad evitare la «discovery» sulle fonti di prova. Infatti, all'esito delle intercettazioni, il P.M. potrebbe chiedere al G.I.P. l'emissione di misure cautelari personali. Attraverso il tempestivo deposito dei verbali, gli interessati potrebbero darsi alla latitanza. Ecco perché è possibile ritardare la conoscibilità dell'intercettazione svolta.

(4) La norma nulla dice in merito al termine concesso ai difensori per l'esame degli atti o per l'ascolto delle registrazioni. Il termine indicato dall'articolo (5 giorni), prorogabile fino alla chiusura delle indagini preliminari, indica quello del deposito, ma non quello della presa visione. Essendo però questa attività garantita, trova applicazione il termine indicato nell'art. 366 che conferisce al difensore il diritto di prendere visione degli atti ai quali aveva il diritto di assistere entro 5 giorni dal deposito. Il termine perciò sarà di 5 giorni successivi al deposito, se effettuato entro 5 giorni dalla conclusione o entro 5 giorni dalla chiusura delle indagini preliminari. Inoltre il difensore ha la facoltà di esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui si trovano, e se si tratta di documenti, di estrarne copia.

(5) Deve procedersi a stralcio quando si tratta di comunicazioni: probatoriamente irrilevanti e, quindi, inutili; coperte da segreto professionale o di Stato che sia opponibile al giudice (es.: comunicazioni tra inquisito e suo difensore); invalidamente registrate (intercettazioni disposte d'urgenza dal P.M. ma non convalidate dal G.I.P.); irritualmente registrate, sia perché eseguite in violazione delle prescrizioni essenziali (es.: registrazione magnetica della comunicazione telefonica, ma mancata redazione del verbale di intercettazione oppure mancato utilizzo degli impianti esistenti presso la procura della Repubblica) oppure purché compiute fuori da casi consentiti; assolutamente non registrate: la mancata registrazione non è sostituibile con annotazioni, verbali o dichiarazioni testimoniali delle quali la difesa non avrebbe la possibilità di controllare la veridicità.

(6) Comma sostituito ex l. 23-12-1993, n. 547.

(7) Cfr. disp. att. art. 89.
art. 111 Costituzione
La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.
Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore.
La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.
Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.
Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra.
Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.
art. 24 Costituzione
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
VENIAMO AL VERO POST
(gli articoli di legge li ho messi per pura informazione, non siete obbligati a leggerli)
.. allora, da questo momento in poi nel nostro paese in ASSOLUTO chiunque, in qualunque modo, riesce a parlare con l'Alto Colle e a dire qualunque cosa le eventuali intercettazioni DEVONO ESSERE DISTRUTTE a priori dal giudice senza contraddittorio delle eventuali parti interessate che potrebbero avere un qualche interesse in materia e, soprattutto, dell'interesse pubblico ad avere cognizione di quanto sia accaduto: soprattutto se in materia di trattative Stato-mafia dove, come emerge ad esempio dalla sentenza fiorentina, la politica (anche la sinistra) decise di trattare per .. salvarsi la vita andando:
  1. contro l'interesse dello Stato a che le mafie non vincessero;
  2. contro l'interesse dei cittadini che DEVONO potersi fidare di chi hanno eletto in loro nome;
  3. contro le stesse parole che la stessa politica dichiarava ai 4 venti quando sosteneva di lottare contro la mafia;
  4. contro...... le morti dei tanti SERVITORI DELLO STATO CHE DAL 1948 A OGGI HANNO PERSO LA VITA per tutelarci tutti credendo che era precipuo interesse di tutti quello di assicurare la legalità generalizzata che é l'unica garanzia pr dare un futuro al paese....... ivi compresi, naturalmente, Falcone e Borsellino.
Da quello che ho letto, anche se bisognerà attendere le motivazioni, in tanti (giuristi illusi compresi) la Corte ha fatto una forzatura per "ragioni politiche" o per dirla meglio ha costruito una nuova interpretazione solo perché non venisse alla luce non tanto che si telefonavano fra loro quanto cosa quelle telefonate hanno rappresentato della reciproca conoscenza di fatti e cose inconfessabili non perché penalmente rilevanti ma perché facevano emergere ..... la scelta fatta anni fa di comune accordo fra forze ufficialmente su fronti opposti non in nome dello Stato ma in propria difesa o meglio in difesa di quella parte politica che aveva propri uomini "compromessi" con le mafie e che per difendere questa scelta ancora oggi sono pronti a tirar su veli, muri, ecc. che ci fanno tornare indietro di decenni, a prima anche della costituzione democratica... la cosa strana é che altrettante intercettazioni, anche più importanti, nel processo fiorentino non hano sollevato dubbi e ire dei pezzi grossi: la differenza E' STATA CHE A PALERMO I MAGISTRATI HANNO APERTO LA BOCCA... A FIRENZE NO ED HANNO FATTO PARLARE GLI ATTI....TUTTO QUI; fossimo un popolo maturo le redazioni dei giornali, i siti web ufficiali, i blog, ecc. sarebbero inondati di proteste e di richieste di dimissioni, invece..... il deserto
GABER AVEVA RAGIONE: IO NON MI SENTO ITALIANO.......
e stasera si parlerà proprio di questo su servizio pubblico
buona visione

lunedì 16 luglio 2012

Ma cosa c'é in quelle intercettazioni

In primis:




Ricordate il post di questo blog del 13 Luglio 2012 dal titolo: "cronache .... finanziarie", lo ricordate? Manco a farlo apposta ..... s'é puntualmente verificato quanto scrittovi: non perché io sia bravo, o un grande economista o perché sono la reincarnazione di merlino con una palla di cristallo ipertecnologica; ma semplicemente perché mettendo i tasselli insieme quanto accade a livello dei mercati finanziari é la logica conseguenza della forza della finanza (fondi sovrani, equity, agenzie di rating, ecc.) che é riuscita a piazzare ai vertici politici propri esponenti e della debolezza degli stati e della politica, entambi infiltrati e indeboliti, che s'é messa a cavalcare una tigre pensando fosse ... un gattino. Queste conseguenze, sempre mettendo insieme i tasselli, sono logiche .. quasi goemetriche direi: qual'é il prossimo passo? L'aumento dello spread entro agosto (anche causa ri-discesa in campo di chi doveva sparire e per sempre e mancato ricambio della politica) a livelli pre-Monti se non di più (con alti e bassi sia chiaro perché l'elettroshock non si somministra in una volta sola) e continui outlook negativi delle agenzie di rating che ci possono portare a livelli insostenibili: possono alzare, tagliare, imporre tasse, combattere l'evasione fiscale, ridurre pensioni e stipendi, eliminare per sempre le tredicesime, vendere anche colosseo e scavi archeologici di pompei .. possono fare tutto ciò ma se la finanza dice che non basta non ci son santi; come ultima nota: avete fato caso all'uscita della Germania subito dopo il declassamento dell'Italia? Non vi sovviene il tempismo e la cronologia delle cose?



.... Bene, veniamo al punto del post:



é di oggi la notizia che il Capo dello Stato ha dato mandato all'Avvocatura dello Stato di costituirsi rappresentandolo per sollevare conflitto di attribuzione da sollevare dinanzi alla Corte Costituzionale nei confronti della procura del capoluogo siciliano per le decisioni assunte da quest'ultima su intercettazioni di conversazioni telefoniche del capo dello Stato nell'ambito dell'inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia. Decisioni che il presidente ha considerato, anche se riferite a intercettazioni indirette, "lesive di prerogative" attribuitegli dalla Costituzione. Domanda: ma in una democrazia, liberale e democratica, occidentale, parlamentare, con i poteri indipendenti l'uno dall'altro, i cittadini POSSONO SAPERE O NO? Qui non c'é un problema di codice penale: i magistrati l'hano detto in tutte le lingue. Il diritto "sapere" dei cittadini rimane però: in Germania e altri paesi uomini pubblici per molto meno si son dimessi per molto meno, perché qui invece, prima ancora di conoscere quale sia il problema, si da a priori il veto: sapendo quanto siano bizantini i miei connazionali le ipotesi fioriranno a iosa ... e la verità si allontanerà per sempre. In quelle intercettazioni, peraltro alcune rese pubbliche sulla stampa, cosa c'é lo ripeto? E perché mai la gente di questo paese non lo deve sapere? Siamo alle solite: l'amato capo, i vari politici, e ora anche gli alti colli.. al solito la legge è uguale per tutti ma per qualcuno é più uguale che per altri e i principi base di una società come la trasparenza, tanto invocata per paesi come urss iran e cina, sono oscurati se non negati. Non sempre quello che é penalmente irrilevante non lo é, irrilevante, per i cittadini: hanno il diritto di sapere, per farsi un idea e per giudicare, si per giudicare perché la sovranità é del popolo non dei politici... non possiamo dimenticare che i fantasmi degli uomini dello Stato (Falcone, Borsellino di cui ricorre l'anniversario della strage, i tanti poliziotti e carabinieri e antissimi altri) chiedono non vendetta ma giustizia affinché i "GIUDA (parola non mia ma usata da Borsellino per definire chi aveva ostacolato la nomina di Falcone)", che trattavano (O CHE SAPEVANO DELLA TRATTATIVA MA NON DISSERO NULLA PER LA SUPERIORE RAGION DI STATO) con il potere occulto e malavitoso, siano smascherati e paghino ottenendo, finalmente, che questo paese passi da una democrazia a sovranità limitata e inquinata a paese maturo che, conoscendo il proprio passato più oscuro, può guardare con mente libera il futuro.....

mercoledì 30 giugno 2010

... un eroe ...

E' possibile definire eroe un mafioso? Che razza di società tollera dichiarazioni del genere? In quale altro paese, liberale e democratico, tutto ciò non provoca indignazione? Sia chiaro chiunque è innocente fino a sentenza definitiva e sia chiaro che ognuno può dire tutto e il suo contrario: ma in un paese dove l'illegalità é diffusa in ogni suo ganglio vitale e dove i colletti bianchi della malavita sono a Milano nella finanza è opportuno dare segnali del genere? Allora se la società italiana non ha nemmeno eroi condivisi è possibile chiedere le pari opportunità, ossia che se si definisce un mafioso eroe si deve poter definire pubblicamente eroi anche gli uccisi dalle mafie da Don Puglisi a Falcone e Borsellino?

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