E' antiquata e noiosa e, pensate un pò, è antiquata e rende un inferno governare; poi volete mettere parla d'impresa solo una volta.... insomma gli va stretta al Capo. Che si fa? Si cambia senza indugi e si liberano i cittadini dai "pesi" che essa impone. Ecco la ricetta per la felicità: cambiare la "grundnorm" ed eliminare tutti gli "intoppi" che impediscono la libera crescita dei .....potenti! Mica dei cittadini, cosa credevate? E da cosa cominciare? dagli artt. 41 e 42 e, si mettiamoci anche il 43 della Costituzione: ha indicato, invero, solo l'art. 41 della Carta però l'appetito vien mangiando (.....) e quindi a cascata ci si può scommettere che anche gli altri saranno depurati dalla bieca dottrina "catto-comunista" che ha fatto danni e creato disparità a tal punto che si parla molto di lavoratori e pochissimo di imprese e di quei poveracci degli imprenditori, i quali sofrrono le pene dell'inferno per fare profitti e, a causa della Carta Costituzionale, hanno uno scarsissimo peso nell'attuale società: non meraviglierebbe dover fare collette per fargli superare la quindicina del mese successivo tanto son poveri. In certi casi gli operai addirittura guadagnano più di loro e ciò è insopportabile e vuoi mettere lo stato che gli chiede di pagare le tasse affamandoli letteralmente? Insomma è un problemaccio non da poco visto che addirittura avrà l'onore di passare avanti anche ai problemi, molto più urgenti, del paese (cosucce come disoccupazione, lavoro, giovani senza futuro, scuole e università distrutte per spingere le famiglie verso quelle private, sanità pubblica sempre più a rischio, pensioni sempre più tagliate e lontane nel tempo .... cazzate!!) ma non prima delle intercettazioni che sono "il" problema italiano che vanno rese inoffensive perché la maggioranza degli italiani è stufa di farsi intercettare o rischiare di farlo: pensate ai cassa integrati che fanno sciopero non per il lavoro ma per non farsi intercettare...... Insomma finora ci eravamo illusi: non sono economici i nostri problemi ma "costituzionali"!! E noi che credevamo di essere in crisi a causa della speculazione finanziaria e degli imprenditori che delocalizzano verso salari bassi e scarse garanzie dei lavoratori: dormivamo finora? Di chi è la colpa di questa enorme falla nella comunicazione? Dei comunisti dei media? Mah... e nemmeno oggi si riesce a parlare dei risultati della cosiddetta commissione etica sul caso Englaro....
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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mercoledì 9 giugno 2010
giovedì 16 aprile 2009
Caso Englaro chiuso? speriamo......
Eluana Englaro è morta per lo stop alla nutrizione artificiale. Il protocollo è stato seguito alla lettera; nulla da eccepire nememno sulle condizioni di salute di Eluana: non poteva deglutire e NON HA SOFFERTO; nessun dubbio nemmeno sui tempi; NON ESISTE ALCUN ELEMENTO . Parola di due esperti nominati dalla Procura di Udine che hanno depositato la perizia nella quale si eliminano completamente i dubbi sulla inottemperanza del protocollo stesso. Insomma un'altra battaglia vinta nella battaglia del Padre di Eluana contro l'oscurantismo integralista che sperava di sfruttare il feticcio "Eluana" per riaffermare la propria egemonia non sui suoi seguaci ma sull'intera società italiana!! Finora tutte le azioni intraprese sono finite nel vuoto e si ha ragion di credere che l'andazzo continuerà ad essere questo e quindi tutta il can can mediatico, i giornalisti proni al potere, gli appelli, le marce, gli atti isterici, ecc. tutto sta passando (e immagino che cosa possa covare negli integralisti per l'ennesima sconfitta: dolore? rabbia? non so; ma una cosa so, ossia che non tutti la pensano come loro e che gli piaccia o no loro sono minoranza!!) come sta passando anche il passaggio giudiziario che di volta in volta ha dato sonore sconfitte a chi pretendeva di ergersi a giuria e giudice dimenticando che, anche se malridotto, siamo in uno Stato dove il diritto esiste ancora e la Costituzione vige. Ma soprattutto volgo il mio sguardo al Padre di Eluana che dopo 17 anni di coma della prorpia figlia, durante i quali ha dovuto non solo lottare contro l'indifferenza e la lontananza dello Stato e della società cosiddetta civile (per non parlare della politica tutta appiattita su Oltretevere anche quella della cosiddetta sinistra "riformista"), ora che Eluana riposa finalmente in pace deve anche lottare contro la becera aggressività di chi dimentica che non siamo in uno Stato Confessionale, o megli ancora non ci siamo, dove una minoranza religiosa governa sulla maggioranza e dove la tolleranza, tanto predicata, nonla si dimostra nei fatti. La mia solidarietà di padre va a lui e alla famiglia e auspico che finalmente venga lasciato in pace con il suo dolore e il suo ricordo di una figlia che non ha vissuto la sua vita.
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giovedì 12 febbraio 2009
Caso Englaro: ma la smettono o no?
dall'altro mio blog pubblico.
riporto senza commenti l'intervento di Giovanni Berlinguer pubblicato su: lamianotizia
aggiungo solo alcune pagine di wikipedia riguardanti: eutanasia; Accanimento terapeutico; testamento biologico.
Mi ero ripromesso di smettere di parlare dell'argomento ma il continuo tambureggiare dei cattolici che continuano a battere sul tasto della morte indotta o dell'omicidio e hanno sparso dubbi e (loro) certezze dimostrando che li aizza sa benissimo che di fronte ad un referendum così come credo davanti alla Corte Costituzionale (stante l'attuale Costituzione) o anche davanti alla Corti europee (dove già una volta sono stati sconfitti nelle loro pretese) la legge in fieri non resisterebbe ad un'esame approfondito. Inoltre non trovo nemmeno giusto che una minoranza imponga ad altri la propria volontà: se siamo in uno Stato democratico e liberale dovrebbe essere ESATTAMENTE il contrario: primo suo compito dovrebbe essere quello di difendere e garantire i diritti individuali e umani di cui ognuno di noi è portatore fin dalla nascita e di cui si assume la responsabilità personale e di chi si trova a dover rappresentare: temo che questa legge parli solo di "testamento biologico" ma per disapplicarlo e renderlo vano e inutilizzabile; fra parentesi il nostro paese ha firmato la convenzione di Oviedo ma che non avendo emanato i decreti legislativi di attuazione nei fatti ne siamo fuori.
giovedì 12 febbraio 2009, 15:47 by Giovanni Berlinguer in Diritti umani
Come è giusto che sia, ora il dibattito parlamentare ripartirà dal testo della Commissione sanità del Senato sul Testamento biologico. Esso però rischia ulteriori sopraffazioni rispetto alle esigenze e alle volontà delle persone. Con efficacia, Claudio Magris ci ha ricordato che “La qualità della vita può essere valutata solo dall’interessato, l’unico autorizzato a poter decidere della propria vita e della propria morte”. E’ opportuno quindi rileggersi per intero l’art. 32 della Costituzione, composto di due paragrafi. Il primo afferma che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Non meno significativo il secondo, proprio alla luce delle recenti vicende: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.Sono principi fondati sulla libertà personale e sulla responsabilità dei medici e della scienza, beni che lo Stato mette a disposizione dei suoi cittadini per garantire loro il diritto alla salute. E qui sta il grande valore della laicità e della inalienabile distinzione tra fede e legge. Il governo e il centrodestra hanno abbracciato con piglio decisionista la posizione del Vaticano e delle gerarchie cattoliche, sostituendosi in un solo colpo alle volontà della povera Eluana e della sua famiglia, alle attenzioni dei medici chiamati al suo capezzale, alle sentenze della magistratura fino ai rilievi costituzionali del Capo dello Stato. Ieri sulla procreazione assistita, oggi sul testamento biologico, Governo e Chiesa irrompono nelle vite delle persone dettando norme, stabilendo obblighi, prescrivendo comportamenti, anziché favorire diritti e assicurare tutele. Con il risultato che, in nome del principio secondo cui la disponibilità della vita appartiene alla volontà di Dio anziché agli individui, è lo Stato a determinare come si viene al mondo e come si lascia questa terra. Così si finisce per fare leggi tanto mostruose quanto inapplicate ed inapplicabili (i voli della speranza per le cliniche spagnole dove coppie sterili cercano di avere figli sono aumentati del 300% dopo l’approvazione della legge 40). Oppure, da una parte si condanna l’accanimento terapeutico e gli eccessi di certi abusi tecnologici e poi li si impone per decreto legge. Il naturale e l’umano vengono usati, fino ad essere vilipesi, in nome della supremazia contingente, sia essa della Chiesa, sempre più incline a espressioni teocratiche, che della maggioranza politica pro tempore. La quale legifera di morte e dimentica la vita. Come quella legata alla salute dei migranti, da segnalare alle forze dell’ordine se osano usufruire del nostro sistema sanitario. La Chiesa stessa, come ogni buon medico e ogni buon infermiere, ha denunciato i devastanti effetti di questa norma. E alcune regioni (la Puglia, la Toscana, il Lazio) hanno già deciso di non applicarla, mentre governo e centrodestra sembrano intenzionati a non tenere in alcuna considerazione i rilievi etico-sanitari avanzati, davanti a tanta inumanità, da quanti sono mossi dalla consapevolezza che le malattie epidemiche nascoste dalla legge, finirebbero per riversarsi sulla salute di tutta la popolazione. La rivolta di tanti medici, cattolici e non cattolici, indica come si può stare dalla parte della vita battendosi contro il furore ideologico di taluni atti legislativi. Le crociate integraliste basate sull’affermazione dei valori cristiani sembrano prevalere sulla libertà di coscienza (e di cure) dei medici e dei cittadini. Contro ogni autodeterminazione delle persone, il governo ha scelto il terreno che più terremota le coscienze e abbatte le barriere di partito: il dolore. Trasformando una complessa e straziante vicenda nell’ennesimo scontro tra dove finisca la vita e dove inizi la morte.
riporto senza commenti l'intervento di Giovanni Berlinguer pubblicato su: lamianotizia
aggiungo solo alcune pagine di wikipedia riguardanti: eutanasia; Accanimento terapeutico; testamento biologico.
Mi ero ripromesso di smettere di parlare dell'argomento ma il continuo tambureggiare dei cattolici che continuano a battere sul tasto della morte indotta o dell'omicidio e hanno sparso dubbi e (loro) certezze dimostrando che li aizza sa benissimo che di fronte ad un referendum così come credo davanti alla Corte Costituzionale (stante l'attuale Costituzione) o anche davanti alla Corti europee (dove già una volta sono stati sconfitti nelle loro pretese) la legge in fieri non resisterebbe ad un'esame approfondito. Inoltre non trovo nemmeno giusto che una minoranza imponga ad altri la propria volontà: se siamo in uno Stato democratico e liberale dovrebbe essere ESATTAMENTE il contrario: primo suo compito dovrebbe essere quello di difendere e garantire i diritti individuali e umani di cui ognuno di noi è portatore fin dalla nascita e di cui si assume la responsabilità personale e di chi si trova a dover rappresentare: temo che questa legge parli solo di "testamento biologico" ma per disapplicarlo e renderlo vano e inutilizzabile; fra parentesi il nostro paese ha firmato la convenzione di Oviedo ma che non avendo emanato i decreti legislativi di attuazione nei fatti ne siamo fuori.
giovedì 12 febbraio 2009, 15:47 by Giovanni Berlinguer in Diritti umani
Come è giusto che sia, ora il dibattito parlamentare ripartirà dal testo della Commissione sanità del Senato sul Testamento biologico. Esso però rischia ulteriori sopraffazioni rispetto alle esigenze e alle volontà delle persone. Con efficacia, Claudio Magris ci ha ricordato che “La qualità della vita può essere valutata solo dall’interessato, l’unico autorizzato a poter decidere della propria vita e della propria morte”. E’ opportuno quindi rileggersi per intero l’art. 32 della Costituzione, composto di due paragrafi. Il primo afferma che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Non meno significativo il secondo, proprio alla luce delle recenti vicende: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.Sono principi fondati sulla libertà personale e sulla responsabilità dei medici e della scienza, beni che lo Stato mette a disposizione dei suoi cittadini per garantire loro il diritto alla salute. E qui sta il grande valore della laicità e della inalienabile distinzione tra fede e legge. Il governo e il centrodestra hanno abbracciato con piglio decisionista la posizione del Vaticano e delle gerarchie cattoliche, sostituendosi in un solo colpo alle volontà della povera Eluana e della sua famiglia, alle attenzioni dei medici chiamati al suo capezzale, alle sentenze della magistratura fino ai rilievi costituzionali del Capo dello Stato. Ieri sulla procreazione assistita, oggi sul testamento biologico, Governo e Chiesa irrompono nelle vite delle persone dettando norme, stabilendo obblighi, prescrivendo comportamenti, anziché favorire diritti e assicurare tutele. Con il risultato che, in nome del principio secondo cui la disponibilità della vita appartiene alla volontà di Dio anziché agli individui, è lo Stato a determinare come si viene al mondo e come si lascia questa terra. Così si finisce per fare leggi tanto mostruose quanto inapplicate ed inapplicabili (i voli della speranza per le cliniche spagnole dove coppie sterili cercano di avere figli sono aumentati del 300% dopo l’approvazione della legge 40). Oppure, da una parte si condanna l’accanimento terapeutico e gli eccessi di certi abusi tecnologici e poi li si impone per decreto legge. Il naturale e l’umano vengono usati, fino ad essere vilipesi, in nome della supremazia contingente, sia essa della Chiesa, sempre più incline a espressioni teocratiche, che della maggioranza politica pro tempore. La quale legifera di morte e dimentica la vita. Come quella legata alla salute dei migranti, da segnalare alle forze dell’ordine se osano usufruire del nostro sistema sanitario. La Chiesa stessa, come ogni buon medico e ogni buon infermiere, ha denunciato i devastanti effetti di questa norma. E alcune regioni (la Puglia, la Toscana, il Lazio) hanno già deciso di non applicarla, mentre governo e centrodestra sembrano intenzionati a non tenere in alcuna considerazione i rilievi etico-sanitari avanzati, davanti a tanta inumanità, da quanti sono mossi dalla consapevolezza che le malattie epidemiche nascoste dalla legge, finirebbero per riversarsi sulla salute di tutta la popolazione. La rivolta di tanti medici, cattolici e non cattolici, indica come si può stare dalla parte della vita battendosi contro il furore ideologico di taluni atti legislativi. Le crociate integraliste basate sull’affermazione dei valori cristiani sembrano prevalere sulla libertà di coscienza (e di cure) dei medici e dei cittadini. Contro ogni autodeterminazione delle persone, il governo ha scelto il terreno che più terremota le coscienze e abbatte le barriere di partito: il dolore. Trasformando una complessa e straziante vicenda nell’ennesimo scontro tra dove finisca la vita e dove inizi la morte.
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lunedì 9 febbraio 2009
Addio Eluana. Ora sei libera. TORNA DAL PADRE...
ORA SEI LIBERA DALLA PRIGIONE.
ORA, COME GIA' DISSE PAPA GIOVANNI PAOLO II°, "PUOI TORNARE DAL PADRE" E VIVERE NELLA SUA GLORIA.
IO SONO UN LAICO, MA MAI COME IN QUESTO CASO COME NON POSSO CHE SPERARE CHE DI LA', NELL'AL DI LA' CRISTIANO, CI SIA QUELLA VITA DA MOLTI SPERATA E DA TUTTI PENSATA PERCHE' IN CASO POSITIVO TU, ELUANA, POTRAI GUARDARCI ED AVERE PIETA' E PERDONARE CHI HA FATTO SCEMPIO, IN NOME DI NON SI SA BENE COSA, DEL TUO NOME, DELLA TUA VITA E DELLA TUA SOFFERENZA.
VOLA ELUANA, VOLA VIA DA QUESTA VALLE DI LACRIME E MISERIE E SE SENTI LA VOGLIA DI GUARDARTI INDIETRO FALLO GUARDANDO LE PERSONE CHE TI HANNO VOLUTO REALMENTE BENE E TI HANNO AMATA DAVVERO PER QUELLO CHE ERI E PER QUELLO CHE HAI RAPPRESENTATO PER TANTE ANIME CHE ANCORA SOFFRONO PRIOGIONIERE NEI LORO CORPI E CHE PER LIBERA SCELTA PROPRIA, O DEI PROPRI RAPPRESENTANTI E TUTORI, VORREBEERO AVERE LA STESSA POSSIBILITA'.
NON RATTRISTARTI NEMEMNO PERCHE' TUO PADRE HA DICHIARATO CHE NON VUOLE COMMENTARE E VUOLE RESTARE DA SOLO: PERCHE' ORA MOLTO PROBABILEMENTE STARA' RIPENSANDO AI GIORNI FELICI E METABOLIZZANDO LA PERDITA (RITARDATA DI BEN 17 ANNI GRAZIE SOLO ALLE MACCHINE) DELL'AMATA FIGLIA. NON ASCOLTARE CHI DICE CHE E' STATA AMMAZZATA; NON ASCOLTARE CHI DIRA' A CHI TI VOLEVA BENE CHE HA PERMESSO UN'OMICIDIO; NON FERMARE A RATTRISTARTI PER LA GUERRA DI RELIGIONE CHE SI SCATENERA' (PERCHE' SI SCATENERA' COME SI SCATENERANNO LE VENDETTE "LEGISLATIVE" DI UNO STATO CHE STA ABDICANDO ALLA PROPRIA FUNZIONE DI GARANZIA DEI DIRITTI INDIVIDUALI E LA LIBERTA' IN PRIMIS); COME DICEVA YEHOSHUA BEN JOSEF BEN DUEMILA ANNI FA, " PERDONA LORO PERCHE' NON SANNO QUELLO CHE FANNO (E DICONO)" E SOPRATTUTTO ORA CHE SEI LIBERA POTRAI AIUTARE CHI TI HA AMATO DVVERO ED ESSERGLI VICINO E AIUTARLO A VIVERE DEL TUO RICORDO E DELLA TUA FELICITA'.
ADDIO ELUANA
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domenica 8 febbraio 2009
Il Governo e la autorità sapevano fin dal 2004
Oggi La Repubblica ha pubblicato la lettera del 2004 con la quale la famiglia Englaro con la quale la famiglia spiegava alle più alte cariche dello Stato italiano la situazione e l'evolversi possibile dello stato di Eluana. Una missiva nobile e lucida che comprendo, come padre, non può che essere dolorosa e sofferta. Si disegna anche il possibile evolversi verso una non vita autonoma e la necessità di razionalizzare la condizione della figlia che non era autonoma in nulla perchè tenuta in vita da macchine. Hai voglia ora, dopo 5 anni, a dire che non è stata ricevuta o che non la si conosceva: essa esiste ed è leggibile e se non si hanno le bistecche firoentine sugli occhi non lascia spazio a dubbi; sui diversi temi che vi vengono affrontati - senza PERALTRO AVERE RISPOSTA DALLE ISTITUZIONI, come sempre in "altre faccende affaccendate" - si nota la lucida analisi e il percorso di sofferenza che già allora si era creato: insomma sapevano eccome. Ora; mettiamo pure la concordanza d'interessi fra Maggioranza, Governo e Vaticano che perseguono ognuno per se gli obiettivi e ognuno con i propri scopi che vanno molto al di là di quanto emerge dalle dichiarazioni ufficiali; mettiamo pure che i cattolici realmente credano che Eluana sia "viva" e vada salvata dagli appartenenti al "partito della morte"; mettiamo, infine, che la vicenda sia solo un paravento dietro il quale si consumano progetti e proposizioni; mettiamo tutto ma una cosa mi chedo: è giusto l'uso politico/mediatico che si fa di una vicenda umana come quella della Englaro? Tante persone si sono trovate in quella condizione e hanno fatto in privato quello che il Sig. Englaro fa, in maniera civile, o meglio intende fare alla luce del sole ritenendo che sia un diritto del cittadino disporre della propria vita (peraltro la Costituzione, cui hanno contribuito non solo i comunisti ma anche socialisti, democrastiani, ecc. altro che "ispirata" da filosvietici, lo prevede chiaramente che nessuno può essere sottoposto a trattamento medico contro la sua volontà) dalla nascita alla morte: e per estensione a morire, oltre che vivere, dignitosamente. I più alti gradi delal giurisdizione gli hanno dato ragione (Cassazione, Corte Costituzionale, Corte D'appello ecc.); perchè allora si vuole a tutti i costi "salvare" Eluana? Da cosa e da chi? E, tanto per fare il dietrologo, "qui prodest"? Solo se risponde ai quesiti obiettivamente si comprende il quadro definitivo che si sta delineando davanti ai nostri occhi: l'addomesticamento delle opposizioni (letteralmente annichilite dalal tenaglia Vaticano/maggioranza parlamentare/Governo); la "tutela" dal Capo dello Stato (schiacciato su posizioni difensive); l'affidamento ad uno Stato estero, il Vaticano, dell'etica di Stato (che ci ri-configura come paese a sovranità limitata); l'aquisizione alla maggiroanza, ed al Governo, di poteri inimmaginabili in una società democratica che dovrebbe (ormai il condizionale è d'obbligo) non solo avere "separatezza dei poteri" ma anche contrappesi istituzionali e costituzionali che sono garanzia per i comuni cittadini da tentazioni elitistiche per non dire altro: ad oggi tutto ciò sta venendo meno e ciò che sta nascendo è altro che per ora non ha connotati chiari e definiti ma che ha tutto l'aspetto di qualcosa che pensavamo esserci messo alle spalle con la fine del XX secolo; ma si sa che la storia si ripete ...... magari non proprio pari pari, però ....... Temo che alla fine riusciranno a fermare la liberazione di Eluana, si ci riusciranno ama morire sarà la società laica, liberale e democratica italiana la cui eutanasia non comporterà nè proteste, nè appelli, nè altro visto che ormai sembra diventato un peso per tutti che aspettano un "messia" che gli dia speranza e li tiri fuori dal pantano in cui li hanno cacciati e per il momento, vista la gravità della situazione, sono più che disposti a vanificare pane, si fa per dire, per principi!!
AGGIORNAMENTO
La Presidenza del Consiglio ha smentito, allora c'era la stessa maggioranza di oggi, di aver mai ricevuto una missiva da aprte della famiglia Englaro, e da cittadino prendo nota e diffondo la cosa perchè ritengo giusto che sia così: il punto rimane, ossia i cittadini hanno il diritto di scegliere liberamente la propria vita e la propria morte stabilendolo magari prima a chiare lettere e lo Stato non dev'entrarci!!
AGGIORNAMENTO
La Presidenza del Consiglio ha smentito, allora c'era la stessa maggioranza di oggi, di aver mai ricevuto una missiva da aprte della famiglia Englaro, e da cittadino prendo nota e diffondo la cosa perchè ritengo giusto che sia così: il punto rimane, ossia i cittadini hanno il diritto di scegliere liberamente la propria vita e la propria morte stabilendolo magari prima a chiare lettere e lo Stato non dev'entrarci!!
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sabato 7 febbraio 2009
Davvero ci sarà frattura costituzionale?
Un pò alla volta si delineano i connotati del quadro e sempre più sale alla gola quel nodo formato da rabbia e indignazione che ogni persona civile di questo paese non può non avere. Lo scontro istituzionale era nell'aria e si aspettava solo il momento giusto per far scattare il trappolone politico/mediatico dentro cui far cadere i target inziali prendendo due piccioni con una fava: ridurre il ruolo degli altri organi costituzionali (Parlamento, Capo dello Stato, Corte Costituzionale, Corte di Cassazione) a una semplice subordinazione del Governo e rinsaldare l'asse con la Chiesa in un'alleanza pragmatico/politica che vede entrambi attori di un disegno di controllo e indirizzo dell'intera società italiana; gli indugi sono rotti ormai. Ne parla La Repubblica in termini bene articolati identificando chiaramente sia la svolta "bonapartista" che la "istituzionalizzazione del carisma" di weberiana memoria che certo non porta ad un'ampliamento degli spazi democratici a disposizione dei cittadini: un'esempio è quello di accomunare binomi di facile presa per confonderli come ad esempio morte/statalismo e vita/libertà menrte invece non è assolutamente così; ma non tutti ci arriveranno e cadranno anch'essi nel trappolone lasciandosi trascinare e coinvolgere dall'onda anomala che hanno creato volutamente. Si parla di tentazione autoritaria: non è proprio così. Perchè più che tentazione si tratta del classico "autoritarismo democratico" che dopo otto anni, con la sconfitta di Bush, è appena stato buttato nel cestino della storia negli USA: lì ha miseramente fallito, qui rischia (soprattutto per la timidezza,a esser buonisti, della cosiddetta opposizione del PD che in linea di massima condivide il quadro liberista) di avere successo e di trasformare in senso antistorico, illiberale e a-democratico la società italiana. Tutto fa parte del disegno: le proteste dei cittadini; quella civilissima di un padre disperato che dopo 17 anni si vede ancora una volta allontanare la possibilità di lasciare sua figlia libera dai vincoli meccanici che la tengono sospesa in un limbo fra vita e morte prigioniera di pregiudizi che vanno molto oltre il singolo caso (anzi lo pongono sullo sfondo) e riguardano il tentativo di mutare nel profondo la storia del nostro paese.
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venerdì 6 febbraio 2009
Caso Englaro: lo scontro risale i vertici istituzionali
E' ormai al calor bianco lo scontro che sta spaccando l'Italia praticamente in due sul caso Englaro: da un lato la Chiesa (e ora il Governo), dall'altro Il Capo dello Stato (e, sorpresa, il Presidente della Camera che suona come una lieta sorpresa) ma soprattutto (quello che ne rimane) la società civile e laica più le non molte personalità che hanno avuto il coraggio di dire la propria in merito, spesso sommessamente. Da un lato uno Stato straniero che è connotato da teocrazia e per nulla democratico che ha schierato le sue truppe e gli ultras, dall'altro la residua società laica che ha solo la parola e la forza della ragione, delle sentenze definitive, e della scienza dalla loro. Il Governo ha dapprima cercato di tenersi fuori dalla diatriba (tranne qualche Ministro che ha provato, e prova ancora, a fermare il processo) ma ora è sceso pesantemente in campo dal lato della Chiesa tentando prima con decreto legge (respinto dal Capo dello Stato) e poi con un disegno di legge che dovrebbe essere approvato a tempo di record per fermare il processo: c'è solo un piccolo, ma per il nostro Capo del Governo molto significativo, particolare ossia i sondaggi che dicono che gli italiani sono a favore della famiglia Englaro; una cosa non da poco conto vista l'importanza che essi rivestono oggi nella politica italiana. Tralasciando i toni forti usati se ne ricava che nel nostro paese contano di più le "pressioni" di Oltretevere che il comune sentire della gente? Pare di sì. Ma mi chiedo se il caso Englaro sia davvero così "fondamentale" per il nostro paese che ha milel e più urgenti problemi? Non c'è la crisi che distrugge posti di lavoro? E come mai tanta rapidità per una tragedia che si trascina da 17 anni e che ha avuto una sentenza passata in giudicato (che in base al nostro ordinamento non può più essere modifcata se non per il futuro) che ha stabilito il diritto (peraltro costituzionalmente garantito) a disporre della propria persona in vita ma, soprattutto, alla fine di essa? Il filosofo Severino dice che il cosiddetto concetto di dono (molto pubblicizzato in questo periodo) ha degli aspetti che sono contraddittori e che possono rivolgersi proprio contro i suoi sostenitori a oltranza e sarebbe meglio non approfondire perchè creerebbe più problemi ai suoi propugnatori che ai suoi detrattori. Ci si attendeva reali interventi per i meno abbienti che finora hanno visto "solo" social card e pochi spicciolotti anche a suon di decreti legge mentre stasera si è consumata una frattura pericolosissima: si è tentato per via di decretazione di annullare una sentenza definitiva, una cosa che mette in discussione lo stesso Stato e tutti i principi su cui esso si basa (ce ne sono state altre ma questa è grossa) e denota la considerazione nella quale è tenuto il disposto della massima Magistratura ma soprattutto il comune sentire della gente soprattutto come facilmente ci si passa sopra quandosi sente il rintocco della campana "oltreteverina" che richiama all'ordine. Lo scivolo sul quale sta finendo l'Italia è realmente preoccupante e pone uno spartiacque netto che rende impossibile qualunque dialogo fra le parti e scopre quale sia il reale disegno egemone che ci grava addosso e il pericolo che tutti corriamo: nati sotto uno Stato democratico (anche se a sovranità limitata vista l'incipiente guerra fredda) rischiamo di invecchiare e morire, se ce lo permettono, in una teocrazia di stampo iraniano.............
venerdì 23 gennaio 2009
Italia e USA: mai come ora lontani
mentre Obama, bontà sua e con enorme incazzatura degli integralisti (cattolici e non) (confermando che almeno in quel paese basta che cambi il Presidente e cambia molto rispetto a prima) sblocca i fondi per la ricerca sulle staminali e sull'aborto in nome della a-confessionalità dello Stato rispetto alle scente personali; da noi, invece, uno Stato straniero invita i cittadini a disobbedire a leggi e sentenze definitive dello Stato italiano in nome dei principi che dovrebbero essere morali ed etici quindi privati. Infatti è al calor bianco la polemica fra Governatore del Piemonte e curia sul "caso" Englaro: il governatore, dopo l'intervista di un alto prelato che "invitata" ( e ci wsarebbe da discutere su questi inviti perchè spesso comportano ordini veri e propri e perfino difficoltà nelle carriere e nello svolgimento del proprio lavoro) medici ecc. a fare obiezione di coscienza (forte anche dell'appoggio del Governo appiattito sul Vaticano il cui Ministro della Salute ha bloccato i contatti fra la famiglia della "prigioniera" Eluana e una clinica di Udine nella quale la seconda ha rischiato di perdere la convenzione con il S.S.N.) per evitare o meglio impedire la liberazione dal corpo della Englaro e della famiglia che ormai da oltre 17 ani vive nelo strazio e nel dolore e di cui invece, cinicamente temo, altri se ne fanno feticcio per un'assurda guerra pro-vita molto poliitca che nasconde un'altro obiettivo: il controllo e il dominio dell'Italia che è ormai l'ultima ridotta della di questo integralismo che nega anche le grandi conquiste del Concilio Vaticano II°. Ha ragione il Governatore Bresso: non siamo nella Repubblica dei mullah!! Laici italiani svegliatevi che qui fra un pò si ritornerà alla religione di Stato!!
venerdì 16 gennaio 2009
Caso Englaro: la minaccia ha funzionato. Eluana dovrà ancora aspettare!
Un'altro triste capitolo si è aperto nel caso Englaro. Dopo la minaccia, che ha sortito l'effetto sperato, del 16 dicembre scorso da parte del Ministro Sacconi (che parlò in un'Atto di indirizzo alle Regioni che "faceva sapere che le strutture del Sistema Sanitario Nazionale dovevano garantire a qualunque persona il diritto alla nutrizione e all'idratazione, precisando che ogni comportamento contrario sarebbe stato ritenuto "illegale", anche in presenza dell'assenso dei familiari e anche di fronte al parere favorevole e definitivo espresso ad ottobre dell'anno appena trascorso dalla Corte di Cassazione") la clinica "Città di Udine" ha declinato la richeista della famiglia Englaro e della sua curatrice di poter, finalmente, liberare il corpo dalla prigionia tecnologica in cui è ora. Naturalmente i cosiddetti gruppi di difesa della vita gioiscono (i quali hanno subito una durissima sconfitta ala Corte di Giustizia europea che si è rifiutata anche solo di prendere in considerazione la loro assurda richiesta; l'Europa non è l'Italia e lì le regole sono applicate al di là e al di fuori delle considerazioni di bottega); naturalmente gioisce la Chiesa (che ha dimenticato quella cum-patire solo per fare della cosiddetta vita e della sua difesa a qualunque costo un feticcio da usare come clava per abbattere e dsitruggere tutte, e dico tutte, le conquiste sociali e di civiltà fatte dalla società italiana negli scorsi anni e far diventare lo Stato una propria succursale (vendicando la Breccia di Porta Pia) e facendo che una minoranza detti legge in quelle che fanno parte delle privatissime scelte proprie dei cittadini di un paese civile e avanzato e trasformandolo in una succursale in stile cristiano dell'iran sciita dove i religiosi decidono su tutto e tutti con grande condanna delle belle anime che difendono i valori occidentali (libertà, democrazia, diritti umani, parità delle donne, ecc.) e poi da noi invece ne fanno e ne dicono, con toni diversi, di tutti i colori e proprio il caso Englaro ne è l'esempio lampante sotto gli occhi di chi vuol vedere. Davvero finirà ceh per poter finalmente ottemperare alla volontà di Eluana dovranno andare fuori da questo paese medievale e andare nel mondo civile...........
giovedì 18 dicembre 2008
Caso Englaro: intimidazioni e attacchi, che crudeltà
Ha ragione chi parla di crudeltà nel caso Englaro oggi infatti c'è stata un'improvvisa conferenza stampa del AD della Clinica Città di Udine che ha denunciato "intimidazioni" da parte di un Ministro della Repubblica (ne parlano i media qui Corriere della sera, La Repubblica, Il Tempo) che parla di "conseguenze immaginabili". E' proprio necessario questo accanimento? Cosa c'è dietro? E' solo per compiacere Oltretevere oppure non si vuole ammettere la sconfitta giudiziaria patita (da cui per loro la necessità di una riforma che metta il bavaglio alla Magistratura)? C'è questo e molto altro tant'è che anche il Presidente della Regione Friuli è stata attaccato da un prelato per essersi schierato a favore della famiglia Englaro e della Clnica Città di Udine. Si potrebbe parlare di arroganza del potere, di idelogismo, di sulbalternità allo Stato Vaticano (uno Stato straniero), ma, soprattutto, si può parlare di "disattenzione" per le proprie funzioni pubbliche che imporrebbero un diverso comportamento a chi le riveste. Come diceva Beha a La7, durante la trasmissione Omnibus, il nostro paese è sulla china e quindi non può far altro che rotolare verso il basso: naturalmente c'è chi lo sta aiutando a farlo più velocemente.........
mercoledì 17 dicembre 2008
Eluana: si infierisce ancora........
Con un'Atto di indirizzo il Ministro Sacconi ha vietato l'interruzione della idratazione e nutrizione alle persone in stato vegetativo permanente e quindi nessuna struttura del SSN, pubblica o privata convenzionata, può decidere diversamente perchè incorre nei rigori della legge. Il Ministro, coadiuvato dai Sottosegretari Roccella e Martini, lo ha spiegato in una conferenza stampa nella quale ha citato un parere della commissione bioetica del 2005, la Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone disabili e infine l'art.32 della Costituzione: nonostante la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che è passato in giudicato la longa manus integralista ce la sta mettendo tutta per bloccare la liberazione di Eluana e rendere le cose difficili a tal punto che o il padre la porta fuori dall'Italia o lo fa a casa sua visto che, come afferma il Sottosegretario Roccella, altrove è illegale. Insomma siamo agli Atti di indirizzo ora: tutto pur di fermare la procedura e tutto pur di ottemperare agli Atti di indirizzo dello Stato Città del Vaticano (uno Stato estero). Ogni volta che sento e leggo queste notizie oltre a salirmi un moto di indignazione (si sono ancora capace di indignarmi malgrado tutto) e di vergogna, mi sovviene anche un senso di nausea profonda per la battaglia, tutta ideologica, di riaffermazione della loro supermazia che si sta svolgendo da parte di Governo, integralisti, Vaticano contro una nostra concittadina, cui le uniche istituzioni deputate a decidere se ottemperare o meno alle sue volontà ossia la Magistratura, che viene mantenuta prigioniera in un corpo che è vivo solo per le macchine ma la cui anima è già lontana, ponendo i suoi familiari, già duramente provati dalla vicenda e dai contorni mediatici e ideologici, in una condizione di disagio personale e morale condizione in cui nessuno credo ci vorrebbe mai essere: ancora una volta ci troviamo di fronte ad una minoranza che impone la propria volontà ideologizzata alla maggioranza dei cittadini, maggioranza che ha già assimilato il concetto di libertà e autodeterminazione come proprio: se siamo un paese liberale lo dobbiamo affermare e difendere; se siamo un paese democratico lo dobbiamo difendere; se siamo un paese confessionale con una religione di Stato .... allora abbiate il coraggio di affermarlo apertamente che siamo ripiombati nel Medio Evo: a quando l'Inquisizione?
lunedì 17 novembre 2008
Silenzio e rispetto: due parole che non hanno significato per gli integralisti
Non c'è pace per Eluana. Gli integralisti, i quali pur essendo una netta minoranza stanno letteralmente dettando legge su tutta la società italiana con il beneplacito non scritto della politica e delle istituzioni e che un pò alla volta ci stanno imponendo le loro regole medievali (legge 40 docet), stanno assumendo toni sempre più drammatici e al limite del fanatismo cieco e intollerante: la Cassazione ha deciso; non basta! Evidentemente, dato che dov'è questa ragazza (la cui essenza è già andata via da quel corpo che viene tenuto in vita solo grazie alle macchine) è diventato meta di pellegrinaggio e di manifestazione di personaggi vari, ci vuole di più e si vuole non solo annichilire ma annullare anche quel poco che resta dello Stato di diritto: non hanno e non danno un'attimo di requie, non la lasciano in pace, nè la lasciano arrivare all'ultimo passo, quello definitivo cui ha diritto, senza uno strascico di polemiche, appelli, comparsate, richiami alle istituzioni ecc. Posso capire che non si è d'accordo; posso capire che qulche ecclesiastico faccia la sua "passata" televisiva per dire la sua, ma quello che non riesco a capire e a giustificare è l'intromissione diretta nella privacy della famiglia che certo non ne è contenta della cosa ma soprattutto non è contenta di fare il passo per attuare la volontà della ragazza: come si sente il padre secondo voi? Parlate di pietà e di vita ma non la rispettate: dove siete quando milioni di bambini muoiono di fame nel mondo? Si lanciate appelli; si lanciate onlus a ritmi incessanti; si pregate; ma perchè non andate in Africa e vi ci stabilite in modo da aiutari fattivamente e magari, come San Francesco lì vi spogliate di tutti i vostri beni e vivete come loro? Se lo fate allora avreste titolo a parlare, non ora che ve ne state nel comodo e accogliente Occidente che vi permette di permeare di voi un'intera società senza pagare dazio!! Come al solito il problema nel nostro paese è la laicità di cui se ne parla ma che non si mette in pratica. Dvorebbero intervenire le massime istituzioni a difendere il diritto della ragazza e di suo padre ma soprattutto a difendere quello che è la caratteristica principale di una società che si dice democratica e liberale: l'autodeterminazione dell'individuo!! Invece no (un pò per non perdere il "favore" delle gerarchie e un pò per non perdere voti ed anche perchè no per propria convinzione pesonale ed è l'unica cosa che io rispetto realmente), aumenta la pressione su strutture sanitarie, medici disposti ad aiutarli, e sulle istituzioni perchè "si arrivi in fretta ad una legge": di sicuro non una legge equilibrata e giusta ma una legge che fra le righe impedirà (com'è costume di questi anni oscuri) di poter attuare i desiderata di chi vuole morire com'ha vissuto ossia dignitosamente disponendo del proprio corpo anche laddove la vita finisce (e nel caso di Eluana è finita 17 anni fa)!! Prelati, politici, e media si stanno, invece, accanendo su questa storia in maniera ignominiosa, illiberale, antidemocratica e nessuno fa niente per difendere un diritto individuale. Se è vero quanto afferma la stampa (che Eluana sarà portata all'estero per liberarla dal sudario nel quale si trova da 17 anni), dell'altro fango arriverà sul nostro paese sempre più a metà strada fra Mosca e Teheran e sempre più lontano dalla libertà democratica eliberale di poter disporre del proprio corpo del proprio destino e soprattutto del proprio futuro!! Comunque vada tutta sto bailamme mi sento ancora di dire: ELUANA RIPOSA IN PACE CON TE STESSA PERCHE' DOVE ANDRAI SARA' SEMPRE MEGLIO DI DOVE TI VORREBBERO TENERE PRIGIONIERA ORA, CIAO
venerdì 14 novembre 2008
La Cassazione dà ragione al padre di Eluana: ora può andarsene in pace

La Cassazione ha deciso (<---- link e vi trovate anche il testo scritto da scaricare della sentenza della Corte di Cassazione). Si può lasciare libera Eluana di andarsene; liberandola dalla prigionia di un corpo che solo le tecniche mediche avanzate teneva in vita (le stesse tecniche che invece sono vietate per la fecondazione assistita e per la diagnosi prenatale vietate nel nostro paese): la sua anima molto probabilmente era già via in un'altro posto migliore di questa valle di lacrime. La Cassazione, con una sentenza sofferta, ha dato il suo via al distacco del sondino perchè lo stato vegetativo permanente era ritenuto irreversibile. Ora Eluana può riposare il suo calvario è finito. E ora veniamo alla tempesta che si è scatenata quando si è saputo della sentenza. La Chiesa, c'era da aspettarselo, ha tuonato affermando che è "un'attentato alla vita" e alla commissione di "un'atto gravissimo contrario ad ogni etica e morale". Insomma non l'hanno presa bene: ma lo si sapeva dato che già nella vicenda Welby aveva fatto chiaramente capire la propria chiusura a qualunque possibilità di comprendere la sofferenza dell'essere umano e la completa chiusura al principio personalissimo dell'autodeterminazione dell'individuo non solo quando è vivo e vegeto ma anche quando non è più in grado di disporne liberamente e in prima persona del proprio corpo: una cosa che non condivido per nulla dato che il corpo è mio e lo gestisco io secondo le mie convinzioni, idee, credenze. Non stupisce nemmeno la reazione della maggioranza (si è arrivata a parlare di omicidio di stato e simili) e sta superando, a mio parere, quel limite del buon gusto e silenzio, doveroso in questi casi, di fronte a tragedie come queste: per non dire che questo nervosismo è significativo per aver visto fallire l'accerchiamento della Cassazione che si è dimostrato organo che non si lascia condizionare e che decide in base alla legislazione vigente e alle prove addotte. Cosa vogliono dimostrare? Di essere più realisti del re? Oppure non riescono ad ammettere che la società, che ha largamente accettato il principio del lasciare andare il paziente terminale, e incurabile, irreversibile? E che la giurisprudenza è molto più avanti della politica nazionale e ancora è viva e non si lascia condizionare da pressioni esterne? Di cosa hanno paura? Che aumentino le morti di questo tipo, non tutti hanno o hanno avuto le cure di Eluana, o che la gente rialzi la testa e in un'impeto di dignità personale e si riappropri del proprio ruolo di partecipazione attiva nelle decisioni del paese e non deleghi a persone, che poi fanno come gli pare, seguendo minoranze potenti ma nettamente minoritarie nella società stessa. Io personalmente credo che al diritto della persona e di disporre di se stesso senza nessun'altro che possa intervenire nel suo godimento. Io invece ammiro la semplicità e la calma del padre della ragazza per il quale credo che il lutto sia finito. Perchè questo culto del dolore a tutti i costi? Perchè sennò la Chiesa dovrebbe ammettere cose che minano i propri fondamenti. Perchè si deve soffrire? Perchè la sofferenza è parte, secondo qualcuno, della vita e permette di acquisire un'al di là promesso a fronte di una vita terrena che tale non è. Perchè questa insistenza sulla tutela della vita? Per la Chiesa la vita va tutelata: perchè qualcuno non vuole tutelarla? tutti vogliamo vivere e vivere bene se ce lo permettono: ma questo pone problemi anche per l'aborto, altro tema scottante sopra il quale integralisti e gerarchie vogliono mettere mano senza chiedere il parere dei diretti interessati: noi cittadini che riteniamo di vivere in uno stato laico enon confessionale. Mi chiedo ma chi si trova in quella situazione è vivo nel senso che intendiamo noi o è altro? Io non credo che sia vita quella vegetativa. E senza l'intervento medico e tecnico-medico la persona sarebbe morta? Si a mio parere. Tutte domande a cui ognuno dovrebbe rispondere sulla base delle proprie posizioni personali e non invece dire spropositi e sparare ad alzo zero solo per non voler ammettere che siamo di fronte ad altro e di fronte al quale ci vuole rispetto e, ripeto, silenzio. A me resta l'idea che la morte, come la vita, abbia una sua dignità e che questa dignità non può essere scippata da altri in nome di credi e credenze e pretese che non hanno nulla di realmente e scientificamente provato ma rispondono solo a convinzioni personali e religiose che poco hanno a che fare con un diritto individuale personalissimo e non rinunciabile.
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sabato 2 agosto 2008
Caso Englaro: il Parlamento solleva conflitto di attribuzione, era il caso?
E' in dirittura di arrivo la decisione del Parlamento di sollevare conflitto di attribuzione davanti la Corte Costituzionalee si va ad aggiungere alla PG di Milano avverso la decisione della Corte di Cassazione che nei fatti autorizza a porre fine allo stato vegetativo in cui versa la ragazza da più di un decennio. Ed è da allora che è partita la controffensiva affinchè non crei il precedente nel nostro paese in un caso del genere. Sono stati mobilitati tutti: "liberi" pensatori (è di oggi un bel duello sul Corriere della Sera fra Sartori e Galli della Loggia, due liberali diversi fra loro; il primo realmente tale il secondo che bada alla propria visione liberale in maniera molto lata e mutevole); pensatori schierati; politici che per opportunismo si schierano con l'alea del vento giusto che tira oggi (leggasi rvanche religiosa integralista occidentale che ci porta ad essere peggio che in Iran); un'opposizione che a parole è tale mentre nei fatti è frenata al proprio interno dalla V° colonna teodem; e si potrebbe continuare. Ma però se ci si riflette bene il vero obiettivo è un'altro: allungare i tempi dilatandoli (conoscendo la tempistica della giustizia italiana altro che calende greche................) al'infinito per far passar una legge, l'ennesima, oscurantista che vieti tutto: anche la libertà di disporre del proprio corpo per eventi futuri come in questo caso; non si è più nemmeno padroni di decidere cosa farne di se stessi: è questo non liberalismo ma il suo esatto contrario delineando uno stato totalitario e dittatoriale che entra in quei meandri delal libertà personale da cui dovrebbe starne ben lontano sulla base di un principio religioso e non scientifico: il tuo corpo non è tuo ma di chi ti ha dato la vita, amenità pure. Io rimango dell'idea del grande italiano chiamato Montanelli: se esiste il diritto alla vita esiste anche il diritto alla morte!! Mi appello ai pochi spiriti liberi rimasti nell'Italia iranizzata a far sentire la propria voce a difesa della libera scelta individuale e del testamento biologico: ultima frontiera di civiltà in un paese, lo è sempre stato poco, che ha perso anche l'ultimo barlume di civiltà.....................
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