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mercoledì 1 marzo 2017

Autodeterminazione e responsabilità (STEFANO RODOTÀ)

LE cronache ci mostrano quasi ogni giorno come vi sia una intensa richiesta di autodeterminazione, che davvero investe l’intero arco della vita.
CASI come quello di Fabiano Antonini, il dj Fabo, individuano il punto più intenso della libertà esistenziale, perché pongono non solo la questione di chi abbia il potere di scrivere il “palinsesto della vita”, di individuarne il perimetro, ma soprattutto fanno divenire ineludibile il problema di chi possa avere il potere di determinarne la durata, di stabilire se debba continuare o no l’essere nel mondo di una persona.

Ma l’area da governare non riguarda soltanto il fine vita, il morire, anche se qui il potere di scelta si fa più drammatico, perché estremo, irreversibile. È ben più vasta, comprende l’insieme delle decisioni riguardanti ogni momento dell’esistenza — dal suo inizio alla sua fine — e la determinazione dei casi e delle modalità che riguardano la possibilità di dare voce e potere anche a persone diverse dal diretto interessato.
La discussione di questi giorni, dominata, com’è inevitabile e pure giusto, da una forte emotività, potrebbe indurre a ritenere che si viva in una situazione caratterizzata dal disinteresse istituzionale, dall’assenza di significativi principi di riferimento. Non è così, e lo dimostra anche il linguaggio comune quando adopera espressioni come “morire con dignità”, dove il fatto naturale della morte è distinto dal processo del morire, che appartiene ancora alla vita, sì che è ben evidente la consapevolezza di persone e istituzioni della possibilità di intervenire in questo processo per associare il morire ad un principio ormai così fortemente collocato nella dimensione istituzionale, qual è appunto quello di dignità. Fin dall’inizio, infatti, nel delineare il sistema istituzionale si è avuta piena consapevolezza dei rischi legati all’intervento nel mondo della vita, tanto che l’articolo 32 della Costituzione si chiude con queste parole: “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. È una delle dichiarazioni più forti della nostra Costituzione, una sorta di nuovo habeas corpus, con il quale il moderno sovrano, l’Assemblea costituente, promette ai cittadini che non “metterà la mano” su di loro, sulla loro vita. Al centro del contesto istituzionale si pone quindi il consento informato della persona. Proprio questa è la linea seguita dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 438 del 2008. Qui si legge che «la circostanza che il consenso informato trova il suo fondamento negli artt. 2, 13 e 32 della Costituzione pone in risalto la sua funzione di sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello all’autodeterminazione e quello alla salute».
Le istituzioni, dunque, hanno una ben chiara responsabilità. Non possono limitarsi ad un riconoscimento formale, ma rendere effettivi questi diritti proprio perche definiti fondamentali, rimuovendo gli ostacoli che ne rendono difficile o addirittura impossibile l’attuazione.
Articolo intero su La Repubblica del 28/02/2017.

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Gli italioti sanno leggere?

lunedì 27 febbraio 2017

Nemmeno nella morte...

In questo paese non solo i vivi ma pure chi vorrebbe andarsene in silenzio e senza clamore diventa un problema. DJ Fabo è solo l'ultimo della serie: per poter dire addio in dignità è dovuto emigrare in Svizzera. La vicenda la conosciamo e quindi non sto a raccontarla però segnalo come, ancora una volta, questo paese sa essere veloce se si tratta di qualcosa che interessa chi detiene il potere, e i suoi sodali, e lento se non fermo se si tratta di problemi e vicende che riguardano gente comune o problemi dirimenti, per chi non lo sapesse qui gli do la valenza di "questione che fa perdere voti o nascere polemiche con Chiesa e suoi credenti elettori", che è meglio non dover affrontare: solo che cominciano a essere un pò troppi questi problemi e quello di poter lasciare liberi i cittadini di morire in piena dignità non è certo il meno importante, vero?
Naturalmente si è liberi ognuno di pensarla come si vuole ma ci sono cose che non possono non essere affrontate.. se vogliamo essere annoverati fra i paesi laici dell'occidente e nno uno stato confessionale!!!

martedì 4 novembre 2014

Brittany Maynard, Vaticano : “Il suicidio assistito non è una scelta dignitosa”

di F. Q. | 4 novembre 2014
Il suicidio assistito è “un’assurdità”. A dirlo è il presidente della pontificia accademia per la Vita, monsignor Carrasco de Paula, commentando il caso di Brittany Maynard, la 29enne che si è tolta la vita il 1 novembre. La giovane americana, colpita da una forma molto aggressiva di cancro al cervello, aveva annunciato la volontà di ricorrere all’eutanasia. Il 30 ottobre, però, aveva avuto posticipato la sua scelta a quando le sue condizioni fisiche sarebbero peggiorate. “Mi sento ancora abbastanza bene, provo ancora gioia, scherzo e sorrido con la mia famiglia e i miei amici e non mi sembra il momento giusto adesso”, aveva spiegato in un video. Un rinvio che è durato solo due giorni, fino al 1 novembre, quando la giovane è morta a casa sua.
Il presidente vaticano di bioetica ha spiegato come il gesto di Brittany  non può essere considerato “una scelta dignitosa“, anche se non possiamo sapere “quello che è successo nella coscienza. Noi scegliamo sempre cercando il bene, il guaio è quando sbagliamo”. “La coscienza è come un santuario in cui non si può entrare. Ma riflettiamo – ha detto de Paula – sul fatto che se un giorno si portasse a termine il progetto per cui tutti i malati si tolgono la vita, questi sarebbero abbandonati completamente. Il pericolo è incombente perché la società non vuole pagare i costi della malattia e questa rischia di divenire la soluzione”. “Questa donna – continua monsignor Carrasco de Paula – ha agito pensando di morire dignitosamente, ma è qui l’errore: suicidarsi non è una cosa buona, è una cosa cattiva perché è dire no alla propria vita e a tutto ciò che significa rispetto alla nostra missione nel mondo e verso le persone che si hanno vicino. Bisogna chiedersi se è questa la morte con dignità“.
Il presidente della pontificia accademia per la Vita ha poi fatto riferimento ad un caso personale. “Mio padre è morto per un cancro al cervello. Lui è stato un grande esempio di morte con dignità poiché fino all’ultimo ha adempiuto alla sua missione in vita, una missione che tutti abbiamo, fino all’ultimo singolo giorno”. Nel caso di Brittany poi, prosegue il Carrasco de Paula, “c’è da dire che è stata accompagnata in questo gesto da un movimento, Compassion&Choice, che l’ha convinta e che ha una propria ideologia che risponde a una cultura che Papa Francesco ha sottolineato come cultura dello scarto. Quella cultura per cui ciò che non ci serve, ciò che diviene di peso per la società, anche come costi, lo buttiamo via”.
A dare la notizia della morte della giovane 29enne, infatti, è stato Sean Crowley, un portavoce dell’associazione Compassion&Choice, che lotta per il diritto all’eutanasia. “Brittany è morta, ma il suo amore per la vita e la natura, la sua passione e il suo spirito continuano a vivere”, ha dichiarato Barbara Lee Coombs, presidente dell’organizzazione che ha sostenuto Brittany. Lo stesso giorno, il suo sito thebrittanyfund.org ha diffuso il messaggio d’addio della 29enne: “Addio a tutti i miei amici e alla mia famiglia che amo. Oggi è il giorno in cui ho scelto di morire con dignità alla luce della mia malattia terminale”. Una posizione su cui prende posizione il Vaticano. “Non giudichiamo le persone – ha concluso Carrasco de Paula – ma il gesto in sé è da condannare. Una morte così non ha assolutamente nulla di degno“.
p.s.
ma come mai il vaticano è così sollecito in questi casi e sembra addormentato quando si tratta di problemi veri della società non andando oltre una generica condanna? E' anacronistico ormai quest'atteggiamento perchè la sofferenza in questi casi è grande e l'individuo ha il diritto di decidere se andarsene dignitosamente o meno....

mercoledì 10 novembre 2010

E' vietata.. peccato

Pensate un pò: c'é una sollevazione per uno spot: siamo proprio in una società "dall'insostenibile leggerezza dell'essere" dove per uno psot si faranno cortei e proteste popolari.... cosa vuoi che siano precari, disoccupati, inoccupati, dipendenti malpagati, donne violentate e maltrattate, pedofilia, violenza, ecc. quello che conta é protestare per uno spot dell'Associazione "Luca Coscioni" perché ''in Italia l'eutanasia e il suicidio assistito, sono reati sanzionati dal codice penale ed e' inammissibile che si permetta la pubblicizzazione di un atto contrario alla legge attraverso una sortita per via mediatica su un tema cosi' drammatico e complesso, quando il parlamento deve ancora esprimersi sulla questione del 'fine vita'. E' chiaro ed evidente il tentativo di propagandare con immagini shock la cultura della 'morte' che invece va contrastata con forza e determinazione attraverso la diffusione di messaggi che vadano esattamente nella direzione contraria.'' Pensate un pò: nelle scuole, fra le tante cose che non si insegnano più c'é la cosiddetta Educazione civica (e tutti sappiamo se non ce n'é bisogno) ivi compresa la Costituzione e questi fanno esposti e denunce perché un associazione fa uno spot su un problema, l'eutanasia e il suicidio assistito, che molti hanno affrontato nel loro privato (risolvendolo nella maniera migliore, ossia rispettando il volere del malato) ma che nessuno vuole portare alla luce del sole come avverrebbe in qualunque società civile e liberale rispettosa dei diritti indivudali fra i quali c'é anche quello di disporre del proprio corpo senza limitazioni esterne.

giovedì 12 febbraio 2009

Caso Englaro: ma la smettono o no?

dall'altro mio blog pubblico.

riporto senza commenti l'intervento di Giovanni Berlinguer pubblicato su: lamianotizia
aggiungo solo alcune pagine di wikipedia riguardanti: eutanasia; Accanimento terapeutico; testamento biologico.
Mi ero ripromesso di smettere di parlare dell'argomento ma il continuo tambureggiare dei cattolici che continuano a battere sul tasto della morte indotta o dell'omicidio e hanno sparso dubbi e (loro) certezze dimostrando che li aizza sa benissimo che di fronte ad un referendum così come credo davanti alla Corte Costituzionale (stante l'attuale Costituzione) o anche davanti alla Corti europee (dove già una volta sono stati sconfitti nelle loro pretese) la legge in fieri non resisterebbe ad un'esame approfondito. Inoltre non trovo nemmeno giusto che una minoranza imponga ad altri la propria volontà: se siamo in uno Stato democratico e liberale dovrebbe essere ESATTAMENTE il contrario: primo suo compito dovrebbe essere quello di difendere e garantire i diritti individuali e umani di cui ognuno di noi è portatore fin dalla nascita e di cui si assume la responsabilità personale e di chi si trova a dover rappresentare: temo che questa legge parli solo di "testamento biologico" ma per disapplicarlo e renderlo vano e inutilizzabile; fra parentesi il nostro paese ha firmato la convenzione di Oviedo ma che non avendo emanato i decreti legislativi di attuazione nei fatti ne siamo fuori.
giovedì 12 febbraio 2009, 15:47 by Giovanni Berlinguer in Diritti umani
Come è giusto che sia, ora il dibattito parlamentare ripartirà dal testo della Commissione sanità del Senato sul Testamento biologico. Esso però rischia ulteriori sopraffazioni rispetto alle esigenze e alle volontà delle persone. Con efficacia, Claudio Magris ci ha ricordato che “La qualità della vita può essere valutata solo dall’interessato, l’unico autorizzato a poter decidere della propria vita e della propria morte”. E’ opportuno quindi rileggersi per intero l’art. 32 della Costituzione, composto di due paragrafi. Il primo afferma che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Non meno significativo il secondo, proprio alla luce delle recenti vicende: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.Sono principi fondati sulla libertà personale e sulla responsabilità dei medici e della scienza, beni che lo Stato mette a disposizione dei suoi cittadini per garantire loro il diritto alla salute. E qui sta il grande valore della laicità e della inalienabile distinzione tra fede e legge. Il governo e il centrodestra hanno abbracciato con piglio decisionista la posizione del Vaticano e delle gerarchie cattoliche, sostituendosi in un solo colpo alle volontà della povera Eluana e della sua famiglia, alle attenzioni dei medici chiamati al suo capezzale, alle sentenze della magistratura fino ai rilievi costituzionali del Capo dello Stato. Ieri sulla procreazione assistita, oggi sul testamento biologico, Governo e Chiesa irrompono nelle vite delle persone dettando norme, stabilendo obblighi, prescrivendo comportamenti, anziché favorire diritti e assicurare tutele. Con il risultato che, in nome del principio secondo cui la disponibilità della vita appartiene alla volontà di Dio anziché agli individui, è lo Stato a determinare come si viene al mondo e come si lascia questa terra. Così si finisce per fare leggi tanto mostruose quanto inapplicate ed inapplicabili (i voli della speranza per le cliniche spagnole dove coppie sterili cercano di avere figli sono aumentati del 300% dopo l’approvazione della legge 40). Oppure, da una parte si condanna l’accanimento terapeutico e gli eccessi di certi abusi tecnologici e poi li si impone per decreto legge. Il naturale e l’umano vengono usati, fino ad essere vilipesi, in nome della supremazia contingente, sia essa della Chiesa, sempre più incline a espressioni teocratiche, che della maggioranza politica pro tempore. La quale legifera di morte e dimentica la vita. Come quella legata alla salute dei migranti, da segnalare alle forze dell’ordine se osano usufruire del nostro sistema sanitario. La Chiesa stessa, come ogni buon medico e ogni buon infermiere, ha denunciato i devastanti effetti di questa norma. E alcune regioni (la Puglia, la Toscana, il Lazio) hanno già deciso di non applicarla, mentre governo e centrodestra sembrano intenzionati a non tenere in alcuna considerazione i rilievi etico-sanitari avanzati, davanti a tanta inumanità, da quanti sono mossi dalla consapevolezza che le malattie epidemiche nascoste dalla legge, finirebbero per riversarsi sulla salute di tutta la popolazione. La rivolta di tanti medici, cattolici e non cattolici, indica come si può stare dalla parte della vita battendosi contro il furore ideologico di taluni atti legislativi. Le crociate integraliste basate sull’affermazione dei valori cristiani sembrano prevalere sulla libertà di coscienza (e di cure) dei medici e dei cittadini. Contro ogni autodeterminazione delle persone, il governo ha scelto il terreno che più terremota le coscienze e abbatte le barriere di partito: il dolore. Trasformando una complessa e straziante vicenda nell’ennesimo scontro tra dove finisca la vita e dove inizi la morte.

giovedì 18 dicembre 2008

Caso Englaro: intimidazioni e attacchi, che crudeltà

Ha ragione chi parla di crudeltà nel caso Englaro oggi infatti c'è stata un'improvvisa conferenza stampa del AD della Clinica Città di Udine che ha denunciato "intimidazioni" da parte di un Ministro della Repubblica (ne parlano i media qui Corriere della sera, La Repubblica, Il Tempo) che parla di "conseguenze immaginabili". E' proprio necessario questo accanimento? Cosa c'è dietro? E' solo per compiacere Oltretevere oppure non si vuole ammettere la sconfitta giudiziaria patita (da cui per loro la necessità di una riforma che metta il bavaglio alla Magistratura)? C'è questo e molto altro tant'è che anche il Presidente della Regione Friuli è stata attaccato da un prelato per essersi schierato a favore della famiglia Englaro e della Clnica Città di Udine. Si potrebbe parlare di arroganza del potere, di idelogismo, di sulbalternità allo Stato Vaticano (uno Stato straniero), ma, soprattutto, si può parlare di "disattenzione" per le proprie funzioni pubbliche che imporrebbero un diverso comportamento a chi le riveste. Come diceva Beha a La7, durante la trasmissione Omnibus, il nostro paese è sulla china e quindi non può far altro che rotolare verso il basso: naturalmente c'è chi lo sta aiutando a farlo più velocemente.........

mercoledì 17 dicembre 2008

Eluana: si infierisce ancora........

Con un'Atto di indirizzo il Ministro Sacconi ha vietato l'interruzione della idratazione e nutrizione alle persone in stato vegetativo permanente e quindi nessuna struttura del SSN, pubblica o privata convenzionata, può decidere diversamente perchè incorre nei rigori della legge. Il Ministro, coadiuvato dai Sottosegretari Roccella e Martini, lo ha spiegato in una conferenza stampa nella quale ha citato un parere della commissione bioetica del 2005, la Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone disabili e infine l'art.32 della Costituzione: nonostante la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che è passato in giudicato la longa manus integralista ce la sta mettendo tutta per bloccare la liberazione di Eluana e rendere le cose difficili a tal punto che o il padre la porta fuori dall'Italia o lo fa a casa sua visto che, come afferma il Sottosegretario Roccella, altrove è illegale. Insomma siamo agli Atti di indirizzo ora: tutto pur di fermare la procedura e tutto pur di ottemperare agli Atti di indirizzo dello Stato Città del Vaticano (uno Stato estero). Ogni volta che sento e leggo queste notizie oltre a salirmi un moto di indignazione (si sono ancora capace di indignarmi malgrado tutto) e di vergogna, mi sovviene anche un senso di nausea profonda per la battaglia, tutta ideologica, di riaffermazione della loro supermazia che si sta svolgendo da parte di Governo, integralisti, Vaticano contro una nostra concittadina, cui le uniche istituzioni deputate a decidere se ottemperare o meno alle sue volontà ossia la Magistratura, che viene mantenuta prigioniera in un corpo che è vivo solo per le macchine ma la cui anima è già lontana, ponendo i suoi familiari, già duramente provati dalla vicenda e dai contorni mediatici e ideologici, in una condizione di disagio personale e morale condizione in cui nessuno credo ci vorrebbe mai essere: ancora una volta ci troviamo di fronte ad una minoranza che impone la propria volontà ideologizzata alla maggioranza dei cittadini, maggioranza che ha già assimilato il concetto di libertà e autodeterminazione come proprio: se siamo un paese liberale lo dobbiamo affermare e difendere; se siamo un paese democratico lo dobbiamo difendere; se siamo un paese confessionale con una religione di Stato .... allora abbiate il coraggio di affermarlo apertamente che siamo ripiombati nel Medio Evo: a quando l'Inquisizione?

giovedì 11 dicembre 2008

Eutanasia: un video choc

E' un'argomento delicatissimo. Da noi si versano fiumi d'inchiostro e ci si divide fra favorevoli e contrari; persone da anni combattono una battaglia di civiltà che in uno Stato liberale dovrebbe darsi per acquisita; una minoranza religiosa e integralista cerca d'imporre a tutti la propria visione negazionista; la politica, pavida e opportunistica senza badare minimamente al diritto individuale di disporre del proprio corpo come meglio si crede (peraltro riaffermato dalla Corte costituzionale come nel caso di Eluana Englaro il cui padre a tutt'oggi non ha potuto ancora soddisfare le volontà di Eluana visto che non trova nessuno che voglia mettere in pratica la sentenza definitiva) e di assicurarsi una morte dignitosa e libera cui a parere del sottoscritto si ha diritto, cerca di far passare una legge che nei fatti lo impedisce, (e a mio parere più per compiacere Oltretevere che per propria intima convinzione) come già avvenuto per la diagnosi prenatale e fecondazione assistita, seguendo quello che ritiene il trend dei poteri forti: insomma il nostro paese si connota sempre di più come più vicino a Teheran che all'Europa. Ed è solo l'ultimo dei primati, tutti negativi, che abbiamo collezionato negli ultimi 18 anni (sanità, scuola, università, politica, ecc.). Ora però si arriva all'opposto: un canale satellitare ha trasmesso un filmato su un'eutanasia fatta in Svizzera su un cittadino inglese conseziente, malato di sclerosi laterale amiotrofica (meglio conosciuta come SLA), una malattia che non lascia scampo. La moglie ha dichiarato di essere d'accordo e di ritenere che il video aiuterà altri ad affrontare la propria paura. Il paziente ha dichiarato: "Sono stanco della malattia, ma non sono stanco di vivere - ha precisato alle telecamere, poco prima di morire - amo la vita, ma la realtà è che non riesco più a vivere. Se scegliessi di rimanere in vita, sceglierei anche di sottopormi a una vera tortura. Ho optato per un'altra alternativa: porre fine a questo viaggio e intraprenderne un altro. Dal momento in cui la malattia ti paralizza completamente il corpo, non sei altro che una tomba vivente che si nutre attraverso un sondino nello stomaco, non sei nient'altro. E' troppo doloroso". Ora, al di là delle polemiche subito scatenate e le accuse di vouyerismo, in una società civile si dovrebbe riflettere sul tema della dignità e del dolore di vivere "in una tomba" con una malattia gravemente invalidante e si dovrebbe riflettere su come un'individuo arrivi a decidere la propria fine anticipata (e prolungata invece la vita - ma che vita? - grazie alle macchine), ma soprattutto si dovrebbe garantire il diritto dell'essere umano a decidere della propria vita e di come finirla in presenza di gravi malattie invalidanti e non a come vietare e limitare il diritto individuale, in nome di propri principi legittimi ma personali e non condivisi da tutti. Non credo che in Italia si arriverà ad un vero dibattito su questo tema perchè troppo pesante è l'influenza ecclesiale e troppo poca, anzi direi quasi nulla, è la resistenza della parte laica del paese e troppo poca è la resistenza della politica ai grevi interventi nelle materie che gli sono proprie.
ATTENZIONE VIDEO DAI CONTENUTI FORTI. CHI NON E' D'ACCORDO O E' SUGGESTIONABILE OPPURE NON NE CONDIVIDE IL CONTENUTO NON LO GUARDI. IL SOTTOSCRITTO NON SI ASSUME ALCUNA RESPONSABILITA'!!

sabato 2 agosto 2008

Caso Englaro: il Parlamento solleva conflitto di attribuzione, era il caso?

E' in dirittura di arrivo la decisione del Parlamento di sollevare conflitto di attribuzione davanti la Corte Costituzionalee si va ad aggiungere alla PG di Milano avverso la decisione della Corte di Cassazione che nei fatti autorizza a porre fine allo stato vegetativo in cui versa la ragazza da più di un decennio. Ed è da allora che è partita la controffensiva affinchè non crei il precedente nel nostro paese in un caso del genere. Sono stati mobilitati tutti: "liberi" pensatori (è di oggi un bel duello sul Corriere della Sera fra Sartori e Galli della Loggia, due liberali diversi fra loro; il primo realmente tale il secondo che bada alla propria visione liberale in maniera molto lata e mutevole); pensatori schierati; politici che per opportunismo si schierano con l'alea del vento giusto che tira oggi (leggasi rvanche religiosa integralista occidentale che ci porta ad essere peggio che in Iran); un'opposizione che a parole è tale mentre nei fatti è frenata al proprio interno dalla V° colonna teodem; e si potrebbe continuare. Ma però se ci si riflette bene il vero obiettivo è un'altro: allungare i tempi dilatandoli (conoscendo la tempistica della giustizia italiana altro che calende greche................) al'infinito per far passar una legge, l'ennesima, oscurantista che vieti tutto: anche la libertà di disporre del proprio corpo per eventi futuri come in questo caso; non si è più nemmeno padroni di decidere cosa farne di se stessi: è questo non liberalismo ma il suo esatto contrario delineando uno stato totalitario e dittatoriale che entra in quei meandri delal libertà personale da cui dovrebbe starne ben lontano sulla base di un principio religioso e non scientifico: il tuo corpo non è tuo ma di chi ti ha dato la vita, amenità pure. Io rimango dell'idea del grande italiano chiamato Montanelli: se esiste il diritto alla vita esiste anche il diritto alla morte!! Mi appello ai pochi spiriti liberi rimasti nell'Italia iranizzata a far sentire la propria voce a difesa della libera scelta individuale e del testamento biologico: ultima frontiera di civiltà in un paese, lo è sempre stato poco, che ha perso anche l'ultimo barlume di civiltà.....................

giovedì 24 luglio 2008

Eutanasia all'italiana.....


Ma l'eutanasia non era fuorilegge nel nostro paese? Evidentemente mi sfugge qualcosa dato che con le misure prese dal Governo (in sintonia con i "desiderata" interni e internazionali), e in continuità con i precedenti, mi sembrano la classica ricetta che cura la malattia ammazzando il malato (guardatevi il video : un pò radicale (....) mi pare: malthus forse ne sarebbe contento noi, i diretti interessati, no. Eliminando il cosiddetto effetto annuncio il nocciolo duro di esse riguardano soprattutto la riduzione a simulacro della Pubblica Amministrazione (affamare la bestia dicono i liberisti) e redistribuzione dei sacrifici verso i ceti socialmente, ed economicamente, deboli della società: e fin qui nulla di nuovo si dirà, ma non è così dato che c'è un retropensiero che mi perseguita: pur non credendo nei corsi e ricorsi della storia mi sovviene la situazione storica che, dagli inizi del '900 e fino alla Grande Depressione, hanno vissuto i nostri nonni che distrusse un'intera economia. Allora c'era il terrore, per gli squali del capitalismo che ne erano i responsabili primi, del marxismo che avanzava e la reazione a esso fu scomposta: in alcuni paesi si repressero i movimenti sociali; in altri si affermarono regimi dittatoriali (nazifascista e simili); in altri ancora (USA) si iniettarono enormi dosi di $oldi pubblici per impedire sommosse popolari: nel paese principe dell'individualismo e del capitalismo lo Stato si assumeva l'onere di risanare quanto distrutto da privati per proprio tornaconto facendo pagare ai molti quello che pochi avevano fatto: analogie con oggi ne trovate? Io si con un solo grande neo: la speranza socialista è sparita e all'orizzonte non c'è nulla di simile a riscaldare i cuori dei diseredati. Oggi in più l'individuo è solo e preda del mercato di fronte al quale è spesso inerme e frustrato. Pur essendo nei canoni del liberalismo/liberismo il cardine del sistema in realtà lo stesso sistema lo emargina a semplice consumatore (per non dire polla da allevamento, come direbbe Gaber) e anello ultimo della catena consumistica. Quindi, direi, una situazione peggiore di allora: significa che lor signori hanno imparato la lezione ? Si e no. Si perchè hanno fatto in modo da non avere rivali (nè Stato, nè teorie sociali interventistiche) condizionando anche i singoli governi (troppo spesso preda del ricatto della fuga di capitali ma sempre più spesso sodali e solidali con essi); no perchè lo hanno rifatto ma stavolta su scala globale: la crisi che stiamo vivendo è GLOBALE; un'intero sistema è in sofferenza e un paese (gli USA) sta scaricando (il resto del mondo) sugli altri le proprie tensioni e ricette economiche per mantenere alto il proprio livello di potere economic/finanziario/militare (una guerra è stata fatta per evitare fughe dei suoi vassalli verso lidi più autonomi). Nel nostro paese poi, da brava provincia marginale, ci sono gli entusiasti e gli opportunisti che ci sguazzano coronando il loro personalissimo sogno di farsi "LAmerica" in casa senza colpo ferire visto che hanno trovato un paese in crisi politica e sociale cronica: bastava solo crearsi il consenso e per questo obiettivo bisognava innanzitutto assicurarsi il controllo, diretto o indiretto, dei media (o almeno la loro neutralità) e poi aspettare che gli altri facessero errori madornali, come difatti è avvenuto, o di sottovalutazione e le juex son fait. Oggi ne abbiamo il risultato ultimo dell'operazione: un paese fermo, e non mi riferisco all'economia solo, che dev'asettare i comodi altrui e poi può sperare che ci si occupi dei suoi problemi; siamo in una situazione tale che l'intera america latina con tutti i suoi problemi e arretratezze ci darebbe lezione di economia e di politica e di partecipazione se solo sapessimo imitare, non dico ascoltare, quanto stanno facendo lì. Devo anche dire che da molte parti si avanza l'ipotesi di una putinizzazione del paese: con i governanti che abbiamo tutto è possibile naturalmente ma al momento credo che siamo ancora lontani dal caos lasciato da Eltsin però dando tgempo al tempo potrebe essere: e sarebbe naturalmente una iattura perchè si realizzerebbe lil cosiddetto "autoritarismo democratico" che tanti danni ha fatto in quel paese come anche nell'America di Bush............... noi italiani siamo strani: non contenti di aver avuto una dittatura sembra quasi che ne sentiamo la nostalgia nel recondito dell'inconscio colelttivo e ogni tanto riaffiora in superficie soprattutto quando c'innamoriamo del vincente di turno; la cosa che ci salva è la nostra innata capacità di saltare sul carro del prossimo vincitore al primo scricchiolio e non c'importa quanto ci costa.... tanto a pagare o c'è sempre tempo o sono sempre i soliti noti per la collettività è uguale per il paese un pò meno che infatti è in decadenza profonda ma finchè la egola non ci cade proprio sul capo quant'è bello fare le cicale, vero?

giovedì 10 luglio 2008

Eluana: finalmente può riposare......

La decisione del Tribunale di Milano sul "caso" di Eluana Englaro pone fine, si spera, alle tante polemiche strumentali in materia di vita, morte, dignità, con una sentenza che definire moderata ma equa è dire poco, chiudendo una vicenda che dura da 16 anni e che ha interessato, e fatto versare fiumi di inchiostro, fior di commentatori, di qua e di la di barricate inutili e puramente polemiche e virtuali, sulle problematiche legate alla fine di una vita in maniera libera e dignitosa (tanto più che a quanto risulta la stessa ragazza avesse espresso la volontà di finire in un modo dignitoso) rispettando la volontà espressa delle persone coinvolte. Come nel caso Welby anche qui l'opinione cosiddetta pubblica si è divisa in base a ideologie e prese di posizione dettate non dal ragionamento oggettivo ma dalla parte meno razionale della propria appartenenza in nome di un fideismo che poco ha a che con la realtà delle cose. Ma non solo. La stessa sentenza definisce punto per punto il processo che dovrà portare, senza sofferenza e con l'assistenza continua di parenti e sanitari, ad una serena morte della ragazza senza la continuazione di una "non" vita che non ha alcun reale motivo di continuare. Il dibattito, a parere del sottoscritto, deve finire quando di fronte ci si trova qualcosa che è imponderabile e soprattutto impossibile da risolvere con altri mezzi che non siano quelli della scienza medica che pure ha fatto passi da gigante. Come già detto in passato, e come pare la pensi così anche la maggioranza dei cittadini nei sondaggi, io sono in favore di una morte che sia come la vita: libera e dignitosa. Non ci possono essere mediazioni in argomento e una volta tanto il richiamo ad una ragionevolezza e a non soffiare sul fuoco di polemiche sterili e inutili da parte degli integralisti è d'uopo, anche se al contrario è già partito il fuoco di batteria per fermare la procedura violando uno dei principi dello Stato laico e democratico:il libero arbitrio. Me lo posso aspettare dalla Chiesa che fa il suo mestiere (sennò sparisce come affermato da un giornalista che commentava le notizie su rainews24) meno me lo aspetto da persone che almeno in teoria sono contrari per motivi religiosi, perchè la religione e il resto si devono fermare e non spingere oltre i limiti del consentito l'iniziativa messa in atto da chi è direttamente coinvolto nella vicenda e che ha espresso chiaramente il proprio pensiero quando poteva ancora farlo: ormai è fatta e si è deciso in punta di diritto e le polemiche tacciano e si dia spazio alla riflessione silenziosa e al rispetto per una scelta sofferta e sicuramente meditata. Non si può obbligare nessuno ad andare contro la propria volontà espressa chiaramente è la negazione di tutta la storia della società democratica e laica occidentale, ora basta e si taccia e si rifletta sul dolore!!

mercoledì 30 gennaio 2008

Crociata contro l'aborto: Ruini ne è il messia Ferrara il suo pastore

Evento mediatico di prim'ordine alla La7: il Cardinal Ruini ospite di Ferrara. A dimostrazione della potenza del mezzo mediatico per eccellenza, la tv, (e della forza che ha nel convincere e incanalare i flussi delle preferenze degli ascoltatori), usato come da manuale della comunicazione politica, indirizzo unidirezionale e antidemocraticità. Tutta la trasmissione è stata incentratasullo stato dell'arte di porre i cosiddetti puntini sulle "i" da parte dell'esponente della gerarchia ecclesiale agli italiani interfacciando la faccia feroce del secondo con la fluidità e la tenue democraticità dei toni ma non dei contenuti del primo. Il tema centrale era naturalmente l'aborto ma i corollari non sono meno scottanti come la laicità, presunta, dello Stato italiano (tant'è che, candidamente, è stato detto che in Italia i "suggerimenti" della Chiesa pesano di più perchè non è ancora secolarizzata come gli altri Stati): come a dire che mentre oltralpe la religione è un fatto privato dato alla coscienza del singolo e la Chiesa è considerata per quella che è (cioè uno Stato estero) e gli si da il peso che merita come tale, di conseguernza le persone sono meno coinvolgibili, da noi invece abbiamo la "fortuna" che i nostri politici, mancanti di schiena dritta, consentono di confessionalizzare per via traversa la nazione consentendo le di riprendersi il potere temporale che era stato eliso con la presa di Porta Pia); il "dovere" per i cattolici che fanno politica a tutti i livelli, e nonostante la Costituzione affermi chiaramente che si è eletti senza vincolo di mandato, di seguire le indicazioni e i suggerimenti (per loro quindi vincolanti) della gerarchia ecclesiale (ridotti a pura cinghia di trasmissione dei voleri altrui) su temi scottanti quali aborto, eutanasia, testamento biologico, fecondazione assistita e diagnosi preimpianto, PACS ecc. con il Cardinale, (ormai lanciato in politica lo si dovrebbe dire chiaramente perchè sarebbe più corretto) che parla e dice su questi temi che tanto gli stanno a cuore mettendo l'accento sul "male" mentre sorvola bellamente sul fatto che i modelli sociali di riferimento vanno in ben altra direzione (arricchimento facile; saltare sulle ginocchia di questo o quest'altro per fare carriera; ecc). Il partito trasversale della Chiesa "che non ingerisce minimamente nella vita italiana" democraticamente e pacatamente pontifica nelle varie tematiche (ne ha diritto perchè noi siamo liberali ma loro ne fanno discendere un'obbligo vincolante) che le stanno a cuore ponendo paletti strettissimi e che, ragionando per ora ai limiti del possibile orizzonte, fa quasi pensare che si voglia fare del nostro paese una copia della teocrazia al potere in Iran il tutto mentre Ferrara, ormai icona laica della gerarchia, con la clava mena fendenti a destra pervaso dal "sacro" furore del "converso" che come sempre in questi casi è più realista del re. Naturalmente sappiamo tutti che Ferrara ha passato varie fasi: da ex del PCI, passato poi armi e bagagli ad Arcore dopo abiura, divenendone alfiere e fante; contemporaneamente filoamericano più degli stessi americani e bushiano più di bush stesso, ora deluso da quest'ultimo perchè ha fallito nel fare dell'occidente il faro della libertà contro i barbari (in pratica ha fallito nell'imporre il sistema liberista che prevede, celandosi dietro parole belle come democrazia, libertà ecc. la depredazione, oltre che al controllo, delle risorse di chi ha ma non deve vederne i benefici per consentire a chi ha molto di più di continuare a fare il proprio comodo) per giungere, ora, all'approdo finale (nell'afflato della continua ricerca di una "identità" nella quale sentirsi sicuro, e all'ombra della quale riscaldarsi) della gerarchia cattolica (vista come ultimo baluardo occidentale) facendo propria la linea maggiormente estrema che non è certo quella del Cardinale Martini ma quella chiusa e reazionaria oserei dire preconciliare (se nessuno farà nulla per arginarla) che rischia di prendere il sopravvento sulla civiltà o quel poco che ne rimane............... mi chiedo a quando le liste di proscrizione?

giovedì 24 gennaio 2008

Un'altra vittoria della civiltà sull'oscurantismo

E siamo a tre: dopo Cagliari e Firenze anche il TAR del Lazio boccia la legge 40 sulla fecondazione mandando inoltre i fascicoli alla Consulta Costituzionale per un'esame delle norme della legge stessa e il conseguente annullamento anche delle linee guida: indovinate qual'è stata la sentenza? ECCESSO DI POTERE. Insomma dopo il fallimento del referrendum, grazie al NOSTRO qualunquismo e menefreghismo, e l'immobilismo dell'attuale maggioranza in materia (ma non solo su questa materia) i cittadini e i giudici stanno ristabilendo la civiltà in questo paese. Se la Corte Costituzionale dovesse abrogare la legge faremmo in un sol colpo un salto in avanti ponendoci di nuovo nel novero dei paesi civili e laici: e questo a demerito della classe politica che è incapace di scostarsi dai diktat di oltretevere. Nel nostro paese, putroppo, devono essere i cittadini (e la storia si ripete dopo aborto, divorzio, finanziamento pubblico ai partiti ecc.) che fanno le riforme e non gli organi preposti dalla Costituzione i quali sanno solo fare compromessi al ribasso e badare al loro piccolo paticulare. Ora se non vogliono vedere crollare il resto dell'impianto umiliante per le coppie che ricorrono a queste tecniche i politici dovranno darsi una mossa ricordandosi che sono lì non per volere di qualche entità soprannaturale o per grazia ricevuta ma per voto avuto dai cittadini. Ecco perchè in Italia l'attacco ai giudici è continuo e si spiega anche perchè il referendum è malvisto dalla classe dirigente: con il corpo elettorale non ci sono mezzi termini o sì o no anche quando lo stesso è pervaso da qualunquismo prima o poi ad una determinazione ci arriva e quando ciò accade son dolori per loro. Se la Consulta dovesse continuare sulla stessa linea la sconfitta sarebbe bruciante per gli oscurantisti piazzandogli fra le gambe un bel macigno anche per quanto riguarda aborto ed in prospettiva il divorzio, l'eutanasia, le coppie di fatto e i cosiddetti divorzi brevi; ma soprattutto finirà la pratica vegognosa dei viaggi della speranza grazie ai quali intere catene di cliniche private e pubbliche di paesi stranieri stanno facendo affari d'oro con i soldi che le persone, nostri concittadini, gli danno. Immaginando il disappunto degli oscurantisti (dalla prime dichiarazioni tutte stizzite e "nervose" si evince che cominciano a comprendere che nel nostro paese non tutti si genuflettono ai voleri altrui) e i distinguo degi centristi l'unica reale soluzione è quella di eliminare questa legge in toto e farne una che davvero si civile e adeguata alle tecniche avanzate presenti nel e proposte dal mondo scientifico: le stesse tecniche che chi vuole l'eliminazione dell'aborto vorrebbe usare per limitarlo e dato che la scienza in sè non è nèbuona nè cattiva si deve pensare che è l'uso che se ne fa è strumentale ai fabbisogni e ai voleri ora di questa parte ora di un'altra.

mercoledì 31 ottobre 2007

Ratzingerenza............

L'assalto ai valori della società democratica (direi anche liberale ma non mi voglio far venire il mal di testa e quindi evito) continua imperterrito, il disegno è chiaro come il sole: far diventare l'Italia una società confessionale con un teocrazia messa a guardia dell'integrità morale ed etica dei cittadini i quali un pò alla volta si troveranno con il cappio al collo dell'Inquisizione magari solo per essersi sposati civilmente. Naturalmente non è così sto esagerando probabilmente ma la tendenza sembra essere proprioquesta. Innanzitutto condizionare pesantemente la politica (attraverso l'influenz o "political suasion" che da un lato determini il decadimento della scuola laica e dall'altro faccia pagare i costi della scuola teocratica ai cittadini tutti anche quelli laici. e determinare le scelte dei governi attraverso i politici integralisti facendo da freno alle tendenze libertarie che pure dalla società emergono); poi creare un'impero economico (non sempre trasparente viste le varie inchieste di cui alcune ancora in corso sulle varie iniziative economiche di associazioni collaterali) che dtermini con le proprie scelte le politiche del paese (le stesse scelte che in senso liberista sono così criticate ufficialmente ma che nei fatti "economico/finanziari" sono condivise pienamente) facendone sentire il peso; fare terra bruciata intorno alle conquiste sociali dei decenni precedenti (interruzione di gravidanza, ru486, divorzio, diversità dei generi ecc.) e impedire a tutti i costi di acquisirne di nuove (si pensi al testamento biologico e al limite all'eutanasia impedendo ai malati terminali di morire con dignità e senza sofferenza); nicchiando naturalmente sui tanti "peccatucci" che pure all'interno della struttura ecclesiale vi sono (pedofilia in prims). Insomma ingerenza a TUTTO CAMPO. L'ultima in ordine di tempo L'OBIEZIONE DI COSCIENZA PER I FARMACISTI: tutto pur di determinare l'autocoscienza e l'autodeterminazione dei cittadini visti come branco di pecore che abbisgnano di un pastore e non come animali evoluti in grado di scegliere da soli il proprio destino. Ecco il punto c'è una convergenza (senza complottismi sia chiaro ognuno rimane nel proprio ambito ma l'intervento nella società è comune) d'interessi (e non di valori perchè il liberismo non ha valori ma solo affari profitti per se e costi per altri) fra l'orda liberista che vuole tutti consumatori (il parco buoi) incapaci di "fare" qualcosa per se e praticamente ingnoranti che sono sul mercato libero senza difesa in balia delle multinazionali e la gerarchia ecclesiale che vuole gli stessi cittadini che accettino supinamente quanto gli viene propinato come "verità fondamentale" al di là di qualunque possibile spirito critico. Insomma una mnovra a tenaglia che ha nel centro noi e che non vede nessuno ergersi a criticare quello che è un principio base dello stesso liberismo: l'autodeterminazione e la libera scelta indivisuale.

lunedì 22 ottobre 2007

Caso Englaro: la CdL sponda della CEI

A proposito della sentenza dela Cassazione sul revisione del caso Englaro: raccogliendo il "grido di dolore" della CEI per la riapertura del processo stesso la Destra ha già detto che il Parlamento dovrà occuparsi del problema della eutanasia e del testamento biologico, e non i giudici a supplire, e che nelle aule parlamentari si faranno i dibattiti: pensando soprattutto di avere, in ragione della fortissima lobby integralista, di poter bloccare ancora una volta la richeista che arriva da una parte consistente della società: ma naturalmente anche di mettere altra carne a cuocere per fare scoppiare una volta per tutte la maggioranza ed andare alle tanto agognate elezioni. non ci si ferma davanti a nulla pur di bloccare tutto e andare alla conta con il ParDem e vedere chi farà alleanze con chi, partendo dalla forza elettorale dei singoli partiti. Ormai il sistema è al parossismo: autoreferenziale; tiene il paese spaccato in due; le divisioni ci sono in entrambi gli schieramenti (anche se sono maggiormente evidenti a sinistra); il grillismo incombe; il carovita ammazza gli stipendi e i mutui; e questi cosa fanno? Giocano ai quattro cantoni con il paese che va a rotoli..

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