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venerdì 21 luglio 2017

Tu che straparli di Carlo Giuliani, conosci l’orrore di Piazza Alimonda?


da Wuming
Piazza Alimonda, Genova, h. 17:30 circa del 20 luglio 2001. I tutori dell’ordine hanno appena massacrato di botte il fotografo Eligio Paoni, colpevole di aver fotografato da vicino – e troppo presto – il corpo di Carlo Giuliani, e hanno metodicamente distrutto la sua Leica. Nel cerchio rosso, un agente lo trascina sul corpo e gli preme la faccia su quella insanguinata di Carlo (ancora vivo). Non è difficile immaginare cosa gli stia dicendo. Cosa non si doveva sapere delle condizioni del ragazzo in quel momento? Forse la risposta riguarda un sasso, un sasso bianco come il latte che si muove da un punto all’altro del selciato, scompare e ricompare, e a un certo punto è imbrattato di sangue.
Partiamo da una verità di base: tutto quello che la maggioranza degli italiani sa della morte di Carlo Giuliani è falso.
Pochi giorni fa, in Piazza Alimonda, i soliti ignoti hanno danneggiato la targa in memoria di Carlo, imbrattandola con un getto di inchiostro nero. Le parole più belle per commentare quest’episodio, in apparenza piccolo, le ha scritte Carlo Gubitosa:
«Cari Elena, Giuliano, Haidi, pensavamo che fosse una targa, destinata a rimanere lì sfidando il tempo per fare memoria. Invece abbiamo scoperto che è un termometro dell’intolleranza, una cartina di tornasole della vigliaccheria, una centralina di rilevamento della bestialità. Ancora una volta in piazza Alimonda emerge il meglio e il peggio della società, e la vitalità di un marmo inerte solo in apparenza si anima per diventare megafono di denuncia dell’anticultura repressiva più brutale. Non rattristatevi per questo episodio, servirà da monito per i tanti, i troppi che vogliono chiudere quella parentesi aperta undici anni fa per lasciarsi alle spalle quello che dovremmo tenere sempre davanti a futura memoria.»
Dopo aver letto queste frasi, però, ci è tornata in mente l’eco di mille, diecimila, centomila conversazioni e dichiarazioni piene zeppe di “sì, ma”:
– Sì, è triste che sia morto un ragazzo, ma in fondo stava per lanciare un estintore…
– Capisco che il padre e la madre facciano tutto ‘sto casino, è naturale, ma il loro figliolo non era un santo, era un teppista col passamontagna.
– Che palle con ‘sto Giuliani, al povero carabiniere che si è dovuto difendere non ci pensa nessuno?
Dicevamo: tutto quello che la maggioranza degli italiani sa della morte di Carlo è falso. Lo riscontriamo da anni, e lo abbiamo visto con maggiore intensità nei giorni scorsi, dopo le ultime sentenze della Cassazione sui giorni del G8. La “camionetta isolata e bloccata”, un estintore (vuoto) trasformato in arma letale… L’ignoranza su quell’episodio è trasversale, non conosce appartenenze di partito o coalizione.  E’ passata – anche nelle aule di tribunale – una “verità di regime”, confezionata già nella prima ora dopo l’uccisione di Carlo e mantenuta grazie a un’accorta vigilanza mediatica.
Ma vigilanza contro cosa?
Vigilanza contro qualunque tentativo di – letteralmente – allargare l’inquadratura e, al tempo stesso, inserire l’episodio nella sua temporalità, nella concatenazione di eventi di quell’orribile pomeriggio.
La generazione più giovane ha avuto in eredità Genova come “peccato originale”. Ogni volta che si scende per le strade, gli spettri di Genova trascinano le loro catene: in primis “i Black Block” (espressione che esiste solo in Italia, nel resto del mondo si parla correttamente del Black Bloc, ma quella contro l’anglicorum è da anni una battaglia persa), e poi Carlo col “suo” estintore. Sempre l’estintore. Atmosfere e atmosfere di fiato sprecato su quel cazzo di estintore.
Dal 2001 a oggi, approfondite controinchieste hanno attinto all’immenso tesoro di immagini – fisse e in movimento – emerse nel corso degli anni, smontando e rimontando l’intera sequenza di Piazza Alimonda. La sequenza estesa, non solo i pochi secondi visti mille volte eppure mai compresi. La verità ufficiale ne esce sgretolata, ma… c’è un ma.
Fuori degli ambiti di movimento, fuori dal milieu dei “genovologi” e dei noi-che-c’eravamo, chi cazzo le conosce le controinchieste? Chi ha letto l’inchiesta L’orrore in Piazza Alimonda, su quel che è accaduto a Carlo – ancora vivo – subito dopo la retromarcia del defender?
Nessuno, e infatti si sentono ogni volta le stesse due o tre idiozie, si riattiva il frame del “violento che se l’è cercata”, del “carabiniere che si è difeso”, “se era un così bravo ragazzo che ci faceva col passamontagna e l’estintore?” etc.
Nel 2006 il Comitato “Piazza Carlo Giuliani” ha prodotto un documentario intitolato La trappola. Da allora lo ha più volte arricchito man mano che si acquisivano nuovi elementi. La trappola è oggi il compendio più fruibile delle verità emerse da un enorme, pluriennale lavoro di indagine. Riassume, per dirla con un compagno che conosciamo, “lo stato dell’arte nella ricostruzione della morte di Carlo”. Nelle parole di chi lo ha prodotto, il documentario «ricostruisce l’uccisione di Carlo e le violenze efferate compiute sul suo corpo, partendo da tutto ciò che deve essere considerato causa e premessa dell’omicidio».
Abbiamo deciso di recuperarlo. Vi consigliamo di guardarlo (magari non da soli né a notte fonda) e, in seguito, di pensare a come questa storia viene ancora narrata nel discorso dominante, e quali luoghi comuni si siano affermati.
Vi chiediamo giusto un paio di cose:
– commentate qui sotto solo dopo aver visto La trappola e/o letto “L’orrore in Piazza Alimonda” e/o altre controinchieste linkate.
– negli eventuali commenti, cerchiamo di andare oltre affermazioni tautologiche come “Sbirri assassini!”. Ci piacerebbe riflettere insieme su come si impongono le verità ufficiali, su quali meccanismi e automatismi si basa la loro costruzione, sugli effetti prodotti dal restringimento dell’inquadratura etc.
Ci interessa smontare le “narrazioni tossiche”.
Uhm… Ci accorgiamo di non averlo scritto da nessuna parte, diamo per scontato che tutti lo sappiano, ma forse va ricordato agli smemorati.
Domani è il 20 luglio.
“Buon” anniversario.

giovedì 15 novembre 2012

14 novembre 2012: suona la sveglia per governi...

Abbiamo ieri avuto il primo "corteo" europeo indetto dalla CES e in italia dalla CGIL. Un fortissimo segnale ai governi, (fra l'altro nel link qui accanto a sinistra c'è anche un filmato che PROVA  come la polizia attacchi il corteo senza una reale ragione ma solo "perché ormai son chiusi nel lungotevere.... cosa che c'entra poco con l'ordine pubblico ma molto con la voglia di menar le mani per farli sfogare .......) che fra l'altro non se ne danno per inteso a partire proprio dalla merkel che ha sostenuto: ”Il diritto allo sciopero è un grande diritto delle democrazie e questo è scontato. Ma ciò che è necessario va fatto lo stesso”. Lo ha detto Angela Merkel a Berlino, rispondendo a chi chiedeva se le proteste coordinate in diverse città europee oggi ammorbidiranno le politiche del rigore. Gli ostacoli nel mercato del lavoro “incrostato” vanno rimossi, e “vanno date nuove chance ai giovani attraverso una flessibilizzazione”, ha continuato Merkel. “Questo lo diremo chiaramente ai nostri sindacati va fatto quello che va fatto" ed ha concluso “Dobbiamo fare ciò che è necessario, sbloccare il mercato del lavoro, dare maggiori opportunità di impiego alle persone, creare più flessibilità in alcuni settori e soprattutto offrire di più ai giovani. Questo dobbiamo far capire ai sindacati continuando a parlare con loro” ... più chiaro di così!!
Naturalmente ci sono stati incidenti, non solo in Italia, un pò ovunque e ciò non poteva non accadere visto l'appiattimento dei singoli governi e dell'europa sulle politiche finanziarie filo-tedesche rigoriste assolutamente senza pietà verso i propri cittadini (e quelli dei paesi cosiddetti fratelli) costretti a pagare conti salatissimi di avventure finanziarie che, nella maggior parte dei casi, nemmeno volevano né avevano chiesto: ma si sa che a loro non si chiede di esprimere un parere ma solo di votare fra una parte che usa la vaselina nel fregarli e un altra che non la prende nemmeno in considerazione, la vaselina, ma entrambi con la stessa determinazione a far pagare al pubblico quello che spesso, come nel caso greco, era stato fatto per favorire banche amiche e amiche degli amici.....  si chiama "libero mercato" tutto ciò: ne parlavo ieri a proposito dell'economia delle catastrofi ma se togliessi il soggetto di quel post e lo sostituissi con il mondo finanziario il risultato non cambierebbe, anzi ne diventa la dimostrazione fattuale.
Gli Stati si stavano preparando a tutto ciò: il livello di tolleranza al dissenso si stava abbassando e di molto pure così come non si può non notare come spesso gli stessi operatori della sicurezza spesso sono strumento di prepressione senza riflettere sul fatto, non secondario, che a pagare saranno anche loro, perché:
  1. anche loro stanno tagliando pensioni, liquidazioni e lavoro dato che la spending review anche da loro é arrivata ... non credo che la prenderanno bene;
  2. a loro tocca difendere gli indifendibili politici e tecnici e non so quanto ne siano contenti;
  3. alzando il livello di scontro e scatenando i mastini della repressione prima o poi ci scappa il morto e con il morto nella strada voglio proprio vedere se la gente, anche in un paese con i cotechini sugli occhi, nella sua stragrande maggioranza continuerà a stare a guardare ben spendo che dopo qualche giorno a terra ci potrebbe il proprio di figlio;
  4. voglio vedere come la prenderanno quando i tagli colpiranno i ranghi di coloro che finora li hanno difesi e come questi reagiranno.
... e si potrebbe continuare. Ma il punto rimane: che pensano di fare al governo? Continuano a fare gli gnorri riducendo tutto a una questione di ordine pubblico? La prossima volta mandano i carri armati per le piazze? Daranno il via libera agli attacchi aerei come in Siria? Non so, so però una cosa: il coperchio del vaso s'é, ieri, alzato: il problema sarà richiuderlo.
Ormai, come é chiaro nel vecchio mondo, la crisi é solo un feticcio: sia chiaro che la crisi c'é, eccome se c'é; ma é anche un feticcio dietro il quale una parte, largamente minoritaria, si nasconde per chiudere i conti con l'europa sociale: quell'europa del welfare che nelgi USA c'invidiavano perché non l'hanno mai conosciuto un welfare .... però, anziché esportarlo negli USA e altrove, chi detiene il potere reale ha deciso che dev'essere il vecchio mondo ad adeguarsi all'altra sponda dell'atlantico. Dev'essere l'europa a pagare per le spericolate avventure delle agenzie di rating, quasi tutte americane e quasi tutte con le mani ben affondate nelle finanze di mezzo mondo sia con propri uomini che con le proprie ricette (il nostro premier ha fatto proprio questo mestiere in passato e quindi in materia é un esperto): un invasione ma non di affamati simili dall'africa ma di sobri e pasciuti personaggi "prestati" dalla finanza alla politica per tutelare i propri interessi.. non certo quelli dei popoli europei con la gravissima complicità della politica ufficiale che dovendo scegliere fra una maggioranza con poco peso specifico e una minoranza con le tasche piene di soldi sa benissimo quale parte scegliere e soccorrere, vero?
il resto karamazov

sabato 7 luglio 2012

La spending review della ... Cassazione

C'ho pensato un pò su, poi ho deciso di parlarne. Mi veniva in mente quanto l'amico jigen aveva detto qaundo avevo presentato sul blog il film "Diaz": siamo ancora troppo vicini a quei fatti, diceva, per essere sereni.; poteva aver ragione se di anni non ne fossero passati già un bel pò e poteva aver ragione se non ci fossero processi in corso e un ragazzo non fosse morto in piazza alimonda, Carlo Giuliani. La mia non era sete di vendetta ma di giustizia: per il comportamento dei media dopo la morte di Carlo; per l'immediata cappa di piombo calata sui fatti della Diaz (e di bolzaneto) e, soprattutto, per gli immediati depistaggi dopo e i violentissimi pestaggi (e l'ideologia che c'è dietro spiegata benissimo nel film ACAB, che suggerisco di vedere) compiuti così come il famoso "noi 1 loro 0" dopo che si diffuse la notizia della morte di Carlo: d'altronde quel movimento sociale, peraltro internazionale, doveva essere fermato a ogni costo perché i padroni veri del vapore (quelli che oggi costringono stati ad affamare i propri cittadini per pompare soldi alle banche .... fino a farli fallire) dovevano creare le condizioni perché quello che oggi accade allora fu teorizzato e progettato e non potevano esserci movimento di pressione forti come quel movimento: ecco allora che a Genova ci furono infiltrazioni di personaggi "vestiti di nero (peraltro filmati)"; ecco che allora anziché caricare i violenti le forse del (dis)ordine si caricò il corteo delle tute bianche; ecco che allora Carlo Giuliani venne ucciso da un Carabiniere (peraltro oggi indagato per violenza su una undicenne), ecc. il luogo ideale non poteva che essere l'Italia un paese a metà via fra il sudamerica dei peron e il mondo civilizzato ma corrotto, dove le leggi potevano essere piegate (e lo sono state non solo allora ma fino ad oggi e peraltro meno importanti motivi) al volere del potere e la Costituzione calpestata dai Governi (sia di centrosinistra che di destra) e la gente contava poco se non nulla. In questi anni i responsabili diretti sono rimasti praticamente immuni nella connivente assenza della politica che ne aveva bisogno per fare i propri affari (FRA CUI IL TAV) e continuare dello sperpero di risorse per popmare soldi laddove non serve ma laddove vogliono i veri padroni del vapore.... i processi sono arrivati: e hano dato esiti sconfortanti per il potere: le condanne sono arrivate ma hanno finta di nulla così come nessuno é stato rimosso, anzi promossi la maggior parte nonostante venisse provata la macelleria messicana a cui i no G8 erano stati sottoposti: roba questa realmente da italia "cilena".....dei bei tempi del golpe. Alla fine é arrivata la Cassazione: condanne definitive, reati prescritti ma sostanzialmente confermate i reati e le violenze commesse, quindi la macelleria c'é stata per davvero e la violenza é stata gratuita. Sono state così nette le condanne che l'intero staff dirigenziale é stato decapitato creando un vuoto enorme nella burocrazia ministeriale perché nel frattempo la politica li aveva anche promossi; sapete chi mancano? I mandanti politici: sono loro i veri responsabili ma nessuno di essi, esponenti di destra e di sinistra, è stato chiamato a risponderne ... e probabilmente non accadrà mai. La cosa che colpisce di più é che solo ieri "qualcuno" solo dopo questa sentenza ha dichiarato "è ora di chiedere scusa", ci pensate? Solo ora..... chi per anni denunciava la macelleria messicana passava o per connivente con i violenti o veniva deriso ... poi é arrivata la Cassazione mettendo le cose a posto, almeno dal punto di vista giudiziario ma dal punto di vista storico? Cosa é accaduto dopo? Quello che tutti sappiamo e che oggi abbiamo sotto gli occhi ... la storia fu cambiata per portare al potere una cricca affaristico- politica che ha ridotto tutto a un conto economico. Giustizia é fatta? Ma la storia dei popoli subì un rallentamento nell'evoluzione e quel rallentamento ha provocato danni enormi alle società e ai rapporti sociali ma ha pure fatto vittime: Cucchi, Aldrovandi e chissà quant'altri tutti figli di quel lassismo connivente della politica che allentando il controllo ha liberato i mastini della guerra e si é resa connivente di tutto quello che poi é accaduto. Si Giustizia é fatta, ma quando si ricomincerà a ricostruirlo quel tessuto? Mai come stavolta una delle tante verità negate é venuta fuori e mai come ora .... non c'é nessuno che ne prenda atto e cambi rotta, anzi l'impressione che se ne ricava é che anche questa entri a far parte di quel, come dire, rumore di fondo con cui registriamo queste cose: troppo presi dai problemi economici e dalla crisi indotta dai vari Bilderberg che stanno giocando con il mondo ridotto a risiko per il loro profitto e accumuliazione di risorse ingenti che potrebbero essere spesi meglio altrove... accontentiamoci, per ora, che la sentenza abbia fatto chiarezza e qualcuno paghi: le scuse non servono ... ora.

mercoledì 20 luglio 2011

Genova, 10 anni dopo.......

Sia chiaro: rispetto le sentenze e sono sempre per la presunzione d'innocenza però:

Sono passati dieci anni da quei giorni di fuoco durante i quali Carlo Giuliani fu ucciso.

E dieci anni son passati dalla macelleria sociale fatta alla Diaz di Genova.

E sempre dieci anni son passati dall'altra macelleria di Bolzaneto dove, a detta delle vittime e di alcuni coraggiosi funzionari delle forze dell'ordine e di alcuni sanitari (che peraltro hanno vista la carriera distrutta ...... chi in pensione, chi ha dovuto lasciare l'amministrazione penitenziaria), c'è stata l'altra macelleria "sudamericana".

Cos'è accaduto in questi dieci anni? Dei responsabili della morte di Carlo Giuliani nessuno, o quasi, ha pagato ..... nemmeno in dibattimento si è arrivati. Degli altri responsabili o si è andati in prescrizione o si è giunte a pene lievissime, anche se dal punto di vista civilistico sono responsabili di risarcimenti alle vittime: e tutti hanno fatto carriera; lo Stato non si è dimenticato di queste persone e di chi li guidava. Perché il punto é sempre lo stesso: qui prodest per gli incidenti di qeul giorno? Politicamente parlando forse l'obiettivo era spezzare le reni al movimento no global per farlo definitivamente naufragare, perchè era portatore, sull'onda del movimento generale delle società occidentali che aveva dato segnali forti di riuscire a condizionare governi e lobby, di idee forti come la tobin tax (che oggi a dieci anni di distanza è stata riproposta proprio dalla Merkel che sicuramente non è una no global e tantomeno è una comunista)? E se è vero che c'erano migliaia di black block (prego notare nella foto la singolare somiglianza delle scarpe dei fermati con quelli di chi li ha fermati o che escono da una via secondaria sotto gli occhi di uomini in divisa)

calati a Genova, come mai questi, in gran parte stranieri, dimostravano di conoscere benissimo le strade di una città che non avrebbero dovuto conoscere? E di domande ce ne sarebbero tante altre cui non si è data risposta, mai. E anche bene ricordare che quel movimento, in massima parte pacifista e non violento, era portatore di idee e iniziative che hanno creato l'humus per quello che solo pochi mesi fa ha partorito le vittorie di nuove figure in lacune città del paese ma, soprattutto, i referendum: bene comune fu un concetto elaborato allora e oggi esso è associato all'acqua, per fare un esempio. Così come la lotta del popolo della Val Susa hanno in quel movimento i prodromi e le premesse (anche in questo caso molti sono gli interrogativi a proposito di quest'opera che NON si farà e che rischia di devastare una comunità storicamente determinata, senza farsi influenzare dalla propaganda mediatica che li presenta tutti, senz'alcuna eccezione, come violenti e si sa qui come nel mondo reale che non è così e che non ci sono evidenze che quest'opera "debba" essere fatta) sia di difesa del territorio che di propositività nei confronti di un potere sordo alle loro richieste ma attentissimo alle istanze dei poteri economici e dei loro interessi: potere che evidentemente ha interesse a che si faccia un buco pur di usare il bancomat pubblico. Ha ragione Vittorio Agnoletto che oggi (20 luglio 2011) sul Fatto Quotidiano ha scritto un bellissimo articolo proprio sulla Genova del 2001 e sulla Genova di oggi (complice anche la crisi e il rinchiudersi nel proprio particulare della gente) che guarda, dice, anche un pò infastidita a questa ricorrenza facendo giustamente risaltare come quello che allora era una idea forte, "un altro mondo é possibile" oggi diventa un EMERGENZA: i tempi cambiano sia chiaro e la storia non si ripete ...... però a volte scrive con le rime.

mercoledì 19 maggio 2010

finalmente una condanna esemplare...

ricordate l'assalto alla Diaz da parte della polizia? E ricordate i filmati e le intercettazioni delle trasmissioni (che si trovano su youtube) dei poliziotti che parlavano fra loro (e dicevano 1 a zero)? E ricordate le immagini della morte di Carlo Giuliani? Ebbene la sentenza di secondo grado ha finalmente aperto uno spiraglio: condanne dure ribaltando la sentenza di primo grado e ce n'è stato per tutti. Ed era anche ora visti gli anni passati e le carriere dei Capi che sono andate avanti nonostante la macchia dei fatti di Genova. Giustizia è fatta? Non so perchè naturalmente c'è il grado della Cassazione che potrebbe riabaltar a sua volta però questo spiraglio è importante perchè ci fa pensare che, nonostante i corpi di sicurezza dello Stato siano fatti per la maggior parte da persone che fanno il loro lavoro correttamente, quel giorno i mastini della guerra liberarono gli spiriti peggiori e le scene da paese sudamericano non erano un caso ma studiate per provocare l'incidente (e il morto naturalmente). Nonostante la "macelleria" messicana il nostro esecutivo continua a dare fiducia agli suoi uomini che sono stati condannati e a quanto pare non saranno presi provvedimenti cautelativi nei loro confronti: e ciò non meraviglia viste le posizioni che hanno sempre tenuto su quei fatti (e non solo ufficialmente ma anche attraverso gli organi stampa propri e affiliati). D'altronde a legislazione costante non poteva essere altrimenti dato che molte prove sono state recepite attraverso le ormai storiche intercettazioni (visto il ddl che impedirà a noi comuni mortali di conoscere le malefatte della casta e delle varie cricche che vi girano attorno: e non solo dato il processo), e che esse sono state importantissime per avere un quadro dei retroscena del G8 e dell'aria che tirava prima e durante. Non le avremmo sentite nemmeno fra mille anni: ma si sa che questi qua sono liberali per loro stessi ma non esitano a essere liberticidi quando si tratta di far uscire all'esterno della loro cerchia i panni sporchi; i cittadini NON devono sapere e nemmeno intuire ma al massimo immaginare (se ne hanno il tempo vista la strizza con cui ci tengono causa crisi) e quindi alternative non ce ne sono....... perchè dall'altra parte non sono migliori: srtillano al golpe e tutto la retorica che sono capaci di metteer in campo ma sanno benissimo che queste norme aiuteranno anche i loro di affaristi .... ricordatevelo alle prossime elezioni.

martedì 25 agosto 2009

Carlo e Mario: La Corte di Giustizia è salomonica........

La Corte di Giustizia europea ha emesso il verdetto in merito alla morte di Carlo Giuliani: fu legittima difesa da parte del Carabiniere . Contemporaneamente ha dato ragione alla famiglia Giuliani nell'affermare "come l'Italia avrebbe dovuto svolgere un'inchiesta per stabilire se il fatto potesse essere ascrivibile a una cattiva pianificazione e gestione delle operazioni di ordine pubblico". Salomonicamente ha dato ragione da un lato alla Famiglia e dall'altro allo Stato italiano nel dare la legittima difesa del Carabiniere. Nel solito bilancio delle sentenze questa sembra voler evitare un'approfondimento della battaglia per arrivare ad una verità univoca e accettata. D'altronde a Genova tante cose non sono state chiare e tante cose devono ancora essere chiarite: come ad esempio l'apparizione di bottiglie molotov che non avevano preparato i manifestanti ma altri per dare una mediatica giustificazione della macelleria sociale avvenuta alla Diaz che però fu solo l'ultimo atto di giornate di follia quali furono quelle del G8: in primis la mancata "attenzione" riservata ai black bloc mentre invece cortei noti furono caricati e dispersi: e che dire dei filmati, ancora reperibile su youtube, che ritraggono persone in borghese che parlavano con uomini in divisa e poi visti nelle file dei partecipanti dei cortei? Era forse la riedizione delle teorie cossighiane? Un'altro punto oscuro da delineare e che forse la storia e non i giudici potranno chiarire che si aggiunge agli altri, troppi, punti oscuri della nostra "luminosa" storia iniziata 150 anni fa: troppo pochi o troppi? Una cosa è certa: Carlo Giuliani è morto ucciso in Piazza Alimonda; il Carabiniere è assolto anche dalla Corte Europea per legittima difesa; ma le responsabilità prime ed ultime di chi doveva controllare ed evitare, come accaduto altre volte, quanto accaduto?
non è per istigare nè odio nè altro: troppe domande sono rimaste inevase a tutt'oggi. uno ne è uscito l'altro aspetta ancora chiarezza e giustizia

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