Ieri vi ho tediato con un difficilissimo articolo sui bitcoin, la
vera alternativa alla moneta attuale.. ricordate, però, che uno dei
principi base dell'economia è che "la moneta cattiva scaccia, sempre,
quella buona" e che queste forme di scambi di monete, virtuali, che
sostituiscono quelle ufficiali (e di cui ora fanno grande uso i papaveri
della finanza per sfuggire al fisco dei vari paesi nelle dark pool)
sono destinate ad aumentare nel prossimo futuro finchè... finchè il
gregge, noi comuni mortali, non riceve una qualche scossa che lo fa
muovere e lo spinge a travolgere lo steccato dentro cui era confinato: è
raro ma accade con una certa cadenza.
Leggete, ora, cosa scrive Hegel (si proprio lui):
"Rompi
con la pace in te, rompi con i valori del mondo/ lotta, ricerca
qualcosa di più che l'oggi e l'ieri/ in tal modo non diverrai migliore
del tuo tempo, ma esprimerai il tuo tempo nella sua forma più elevata" (tratto dal poemetto Entschluss di Hegel).
Non
male per uno dei filosofi che maggiormente hanno influenzato la storia
del pensiero occidentale e dato, in linea teorica, vita ad almeno due
regimi totalitari e almeno sei teorie politiche: dal liberalismo al
marxismo, passando per tutto il resto.....
ora se pensatori come
Polanyi, Berlin, Keynes, ecc. (non comunisti sia chiaro ma liberali e da
bravi liberali ognuno parte da un punto di vista diverso ... ma
raggiungono tutti la stessa conclusione) sostenevano, e a buon ragione,
che il mercato che si autoregola, meglio noto come liberismo, è il
contrario del concetto che è alla base della libertà e della democrazia
come mai nessuno se ne da per inteso e agisce per far cambiare strada
alle oligarchie che governano i regimi parademocratici occidentali?
secondo me la risposta è proprio in quel passo succitato di Hegel, che ne dite?
p.s.
dai su che stasera ci sono andato leggero.... il vero post è nel poemetto e nel titolo, rifletteteci.
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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lunedì 13 gennaio 2014
lunedì 9 settembre 2013
l'erfahrung e l'erlebnis di ritorno dalla festa del fatto.....
Traduzione,
Ebbene quest'anno la festa del Fatto ha rappresentato entrambe le cose: un pò della reminiscenza della seconda repubblica raccontata e commentata e un pò del nuovo che ci attende o meglio la rappresentazione di esso che ne danno i soliti noti e non... un abilissimo mix che ha reso meno evidente la welt and schaung dei presenti: mai scontati ma ovvi negli argomenti; non potrebbe essere altrimenti: siamo periferia degradata della globalizzazione liberista e colonia economica della costruzione europea.. probabilemente per scelta ovvia del ceto dirigente nostrano peraltro nostro riflesso politico ed elettorale confermando l'italico conservatorismo provinciale dello stivale pronto ad innamorarsi delle "nuove mode" per proprio opportunismo e comodità se presi collettivamente ma individualmente siamo i migliori rivoluzionari della storia umana... rivoluzionari in pantofole, però.
Non è colpa degli organizzatori della festa, naturalmente.. ma nostra e loro non fanno che raccoglierla e raccontarla: un esempio?
Ero presente all'incontro del "fatto economico" di sabato mattina, peraltro interessantissimo, e mentre sul palco c'erano gli interventi ... fra il pubblico qualcuno, a bassa voce, commentava e discuteva; il bello era che se le cose ovvie erano dette sul palco il viso si illuminava ma se erano dette, in un caso quasi con le stesse parole, fra gli astanti gli sguardi di commiserazione, compatimento, rassegnata compassione ecc. erano la maggioranza... se si voleva una prova dei nostri limiti, bè ... eccola. Sia chiaro gli esperti, i tecnici, i sacerdoti del "verbo" sono del ramo: usano argomenti, parole, tempi e velocità del parlato per farsi capire.. insomma la "cassetta degli attrezzi" a loro disposizione ma mai a nessuno è venuta l'idea di mettere in pratica l'assunto di Noam Chomsky che, a fronte delle ficcanti (si fa per dire) domande dei giornalisti, li prese in contropiede assumendo la tesi che i microfoni posti davanti a lui dovevano essere "girati e le domande rivolte ai tecnici della comunicazione", i giornalisti.... ecco è mancato questo; non che me lo aspettassi: la teoreia che tre italiani messi in una stanza crean 4 partiti, 2 sindacati, dieci movimenti, ecc. è vera .. diventerebbe una babele ma se si è fatto (...) l'esperimento di far partecipare "gli utenti sostenitori" del giornale perchè non sentire anche il polso dei semplici lettori? Sarebbe un bell'esperimento, che ne dite? E, poi, perchè mai si continua con il racconto della crisi sistemica del capitalismo liberista, in salsa italiana che ha molto poco di von hayek ma molto di .. Petrolini (con il massimo rispetto per il Maestro), e dello stato democratico mentre si tace sul processo che ha portato a essa e, soprattutto, si tace sulla possibile diversa trama che si deve dipanare per uscirne, magari ricostruendo quello stato democratico di cui si ha tanta fretta di liberarsene?
E' questo il punto: ci si guarda l'ombellico ma si dimentica tutta la ciccia che c'è intorno...
- ERFAHRUNG: QUALCOSA CHE MI E' SUCCESSO; per capirsi ... un evento descritto dall'esterno
- ERLEBNIS:QUALCOSA CHE HO VISSUTO; per capirsi .... la descrizione tratta dal "racconto (inteso come insieme di sensazioni, ricordi, impressioni, ecc.)" del soggetto
Ebbene quest'anno la festa del Fatto ha rappresentato entrambe le cose: un pò della reminiscenza della seconda repubblica raccontata e commentata e un pò del nuovo che ci attende o meglio la rappresentazione di esso che ne danno i soliti noti e non... un abilissimo mix che ha reso meno evidente la welt and schaung dei presenti: mai scontati ma ovvi negli argomenti; non potrebbe essere altrimenti: siamo periferia degradata della globalizzazione liberista e colonia economica della costruzione europea.. probabilemente per scelta ovvia del ceto dirigente nostrano peraltro nostro riflesso politico ed elettorale confermando l'italico conservatorismo provinciale dello stivale pronto ad innamorarsi delle "nuove mode" per proprio opportunismo e comodità se presi collettivamente ma individualmente siamo i migliori rivoluzionari della storia umana... rivoluzionari in pantofole, però.
Non è colpa degli organizzatori della festa, naturalmente.. ma nostra e loro non fanno che raccoglierla e raccontarla: un esempio?
Ero presente all'incontro del "fatto economico" di sabato mattina, peraltro interessantissimo, e mentre sul palco c'erano gli interventi ... fra il pubblico qualcuno, a bassa voce, commentava e discuteva; il bello era che se le cose ovvie erano dette sul palco il viso si illuminava ma se erano dette, in un caso quasi con le stesse parole, fra gli astanti gli sguardi di commiserazione, compatimento, rassegnata compassione ecc. erano la maggioranza... se si voleva una prova dei nostri limiti, bè ... eccola. Sia chiaro gli esperti, i tecnici, i sacerdoti del "verbo" sono del ramo: usano argomenti, parole, tempi e velocità del parlato per farsi capire.. insomma la "cassetta degli attrezzi" a loro disposizione ma mai a nessuno è venuta l'idea di mettere in pratica l'assunto di Noam Chomsky che, a fronte delle ficcanti (si fa per dire) domande dei giornalisti, li prese in contropiede assumendo la tesi che i microfoni posti davanti a lui dovevano essere "girati e le domande rivolte ai tecnici della comunicazione", i giornalisti.... ecco è mancato questo; non che me lo aspettassi: la teoreia che tre italiani messi in una stanza crean 4 partiti, 2 sindacati, dieci movimenti, ecc. è vera .. diventerebbe una babele ma se si è fatto (...) l'esperimento di far partecipare "gli utenti sostenitori" del giornale perchè non sentire anche il polso dei semplici lettori? Sarebbe un bell'esperimento, che ne dite? E, poi, perchè mai si continua con il racconto della crisi sistemica del capitalismo liberista, in salsa italiana che ha molto poco di von hayek ma molto di .. Petrolini (con il massimo rispetto per il Maestro), e dello stato democratico mentre si tace sul processo che ha portato a essa e, soprattutto, si tace sulla possibile diversa trama che si deve dipanare per uscirne, magari ricostruendo quello stato democratico di cui si ha tanta fretta di liberarsene?
E' questo il punto: ci si guarda l'ombellico ma si dimentica tutta la ciccia che c'è intorno...
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Von Hayek
mercoledì 21 agosto 2013
Il PD secondo i riformisti......
Questa che state per leggere è la mozione
di Boccia, un deputato del PD, che disegna il nuovo pantheon ideologico,
se di nuovo si può parlare, di questo partito: immagino l'imbarazzo dei
cosiddetti "socialdemocratici" del partito, perchè? Perchè, oltre ai
soliti Moro e Berlinguer, entrano a farne parte, udite
udite, Milton Friedman e F. Von Hayek: i campioni del liberismo, sia
politico che economico; non sembra nemmeno un caso che Letta stesso non
sembra averlo apprezzato, pur condividendone gli ideali,..... se fosse
approvato in due minuti sarebbe sfiduciato proprio dal dio mercato: sia
perchè gonfia artificialmente il bilancio pubblico per far sembrare una
situazione migliore di quella che è in realtà; sia perchè i veri padroni
del potere (bilderberg e company) non aspettano altro che fare soldi a
nostre spese senza colpo ferire determinando una situazione di tipo
"greco". Una cosa salta subito agli occhi anche del lettore meno
attento, se non annoiato: questo documento sembra scritto non da un
partito di "sinistra"; e nemmeno da un esponente della cosiddetta "new
left" di stampo anglosassone.. nemmeno loro avrebebro il coraggio di
citare i due campioni di cui sopra se non per criticarli: non che si
richiamino ad migliori campioni ma semplicemente perchè i loro elettori
all'istante gli volterebbero le spalle e voterebbero per altri... e
anche perchè dovrebebro gettare la maschera dietro cui si nascondono, il
keynesianesimo.
Chi è M. Friedman?
E' colui che è stato "consigliori" del sincero democratico cileno
Pinochet; fu lui a far si che in un solo anno dal colpo di stato del
sincero democratico di cui sopra riuscì a far aumentare la
disoccupazione del 50% e con essa la povertà del triplo rispetto
all'epoca di Allende solo applicando alla lettera il verbo liberista. Un
altra medaglia che può mettere sul petto il nostro economista è l'esser
anche stato colui che spiegò ai mandarini rossi, si fa per dire, cinesi
il credo liberista: costoro non credevano alle proprie orecchie quando
capirono che potevano assicurarsi quasi in eterno il potere
semplicemente assicurandosi la macchina statale mentre tutto il resto
veniva lasciato alle "libere" forze del mercato...... la Cina è si
diventata la prima potenza economica mondiale ma è anche una DITTATURA
feroce che reprime i diritti umani, la democrazia e la libertà politica
dei propri cittadini: inutile dire che la povertà cinese è altissima e
che si è venuta a creare una élite ricchissima, un ceto medio
cuscinetto, spesso aderente al partito comunista, e una massa di +/-
poveri.... le teorie di Friedman sono applicate oggi ovunque e gli
effetti sono sotto gli occhi di tutti, inutile tornare sull'argomento mi
basta solo ricordare il default argentino, coreano, delle tigri
asiatiche ecc. come basta ricordare le "free tax area" di alcuni paesi
latino-americani dove nessuno può entrare e si raggiungono elevatissimi
livelli si sfruttamento. Direbbe il nostro: il mercato troverà il suo
equilibrio... è vero ma bisogna capire a spesi di chi e chi ci si
arricchisce, tutto qui.....Ora veniamo all'altro campione:
F. Von Hayek
anche costui è un vero campione del liberismo, ma politico; esponente
di punta della cosiddetta scuola viennese, costui fu influente
consigliori di tipini come la Thatcher e Reagan.... aveva astio per
l'ordine democratico e propugnava l'idea della "demarchia" ossia il
potere dello Stato è ridotto al minimo per evitare ingerenze lesive
della libertà del cittadino e la costituzione di caste-gruppi
oligarchici al potere. La proposta è descritta in opere quali Legge, legislazione e libertà e Libertà economica e governo rappresentativo: niente
male vero? Insomma se questo è davvero il pantheon del pensiero dei
c.d. riformisti del PD allora siam messi proprio bene, perchè:
- adeguare ai tempi la Costituzione in senso "riformista", e con la base ideologica seguente, significa applicare quello che JP Morgan sostiene ossia che le costituzioni sono inadeguate perchè non corrispondono ai tempi.. troppi diritti; e se lo dice JP Morgan ossia uno dei responsabili massimi della crisi iniziata nel 2007.......
- parlare dei precari, dei giovani, ecc. quando proprio il sistema politico-economico si basa sull'idea della competizione fra operatori presenti sul mercato allora è chiaro che senza un intervento pubblico che cerchi dic reare pari condizioni a tutti i più deboli... restano tali; anzi per vivere devono svendersi e quindi nessuna meraviglia quando si scopre che alcuni stagionali nella riviera romagnola erano costretti a mangiare avanzi dei clienti; o che si scopre che il mitico miracolo del nordest spesso nascondeva nero e clandestinità.....
- auspicare una riforma in un paese che non hai mai visto la costituzione e la propria sovranità veramente applicata e come dare pane a ch non ha denti....
Come non pensare invece a chi, avvisato del problema, metteva nel corso degli anni in guardia dai pericoli del liberismo?
Leggetevelo, magari con calma perchè è davvero lunga, e rifletteteci perchè questo è il PD, oggi.......
p.s.
il documento è lunghissimo e nel post non è possibile pubblicarlo quindi metto il link al documento qui... mozione Boccia
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giovedì 31 gennaio 2013
e se prendessero lezioni dalla storia....
Ok, dal post precedente sono emerse due cose:
Io credo abbiate capito che non sono un liberale, anzi, ma con il tempo e la lettura ho potuto comprendere che in tutte le idee politiche ed economiche ci sono diverse visioni... noi le chiamiamo correnti di pensiero: ce ne sono nel marxismo, tutte o quasi degeneri, come nel liberalismo le diverse sensibilità danno il via a diversi percorsi; uno di questi é quello di Keynes che riuscì a coniugare il principio liberale con l'economia ma soprattutto riuscì a non rinchiudersi in una stanza grigia di qualche università ma comprese che senza il fattore "K (le aspettative della gente comune)" nulla avrebbe potuto funzionare, nemmeno la sua ricetta..... perché Keynes aveva compreso una lezione di un altro grande pensatore liberale, Isaiah Berlin (forse il maggior pensatore liberale del '900 checché ne dicano le mezze tacche neoliberiste), ossia che solo il pensiero "plurale" poteva avere effetti positivi nelle società: cosa é? Il credere nella molteplicità di concetti, ugualmente validi se pur a volte reciprocamente incompatibili, sul come vivere evitando di imporre all'umanità una immagine onnicomprensiva della realtà; in pratica cari neoliberisti: siete condannati alla perdizione nell'inferno liberale perché avete imposto un pensiero unico a noi tutti in nome di una fece cieca nel mercato usato come una religione e per giunta oltranzista ..... ossia avete fatto lo stesso dei paesi che si richiamavano al pensiero marxista, vostri nemici giurati, che presupponevano un interpretazione autentica dell'autore cui si richiamavano senza saperlo nemmeno leggere davvero, ed infatti quei regimi sono crollati miseramente così come i regimi che si basano sulle vostre "misurazioni" crolleranno miseramente ..... non importa quanto tempo ci vorrà, ma crolleranno.
Sarà un caso che non si sente parlare di questo gigante del pensiero liberale nel mondo occidentale?
Sarà perché Berlin vedeva come il toro vede un drappo rosso lo sconfinare del liberalismo nell'economia e quest'ultima nella politica che oggi é stato messo nel dimenticatoio... a chi era scomodo?
Sarà per questo che i liberisti sono teorici del pensiero unico e breve mentre i padri del liberalismo perdevano intere vite a spiegare che un tal modo di vedere era, come dire, di "corte vedute" perché limitava l'essere umano?
Se davvero ne vogliamo uscire da questo pantano ideologico credo fermamente, pur non essendo io un liberale, che bisognerebbe che questa corrente di pensatori (come Keynes, Berlin, ecc.) sia rivalutata perché avevano una capacità unica: capirono che gli esseri umani non sono "monisti" ossia non si conformano mai troppo a lungo a un solo sentiero di pensiero e di azione, ma ...... variano e questo variare ne ha decretato il successo evolutivo.
- Keynes é la scelta ritenuta migliore non solo perché ha avuto successo in precedenza ma soprattutto perché ha dimostrato di saper leggere la realtà circostante ...... é una scelta che condivido fra le altre cose.
- che, nessuno lo dice ma scegliendo Keynes é la conseguenza logica dei commenti, il liberismo, meglio detto liberalismo economica, é "il male" perché é andato oltre gli stessi intenti dei suoi ideologi dato che si é configurato nel tempo come una ideologia vera e propria (già questo farebbe inorridire i veri liberali) e per di più intollerante verso i dissensi, che pur ci sono all'interno proprio del pensiero liberale moderno (penso a Krugman, premio nobel dell'economia), che sono aumentati in qualità enumero quando si é dimostrato a di là di ogni ragionevole dubbio che la ricetta "liberista" ha miseramente fallito: e non da ora ma fin da quando é stata applicata.. più o meno nei paesi del terzo mondo dal 1950 a oggi in europa. quella che la tiene su ora é la comunanza di poteri e interessi intrecciati, nient'altro e non é poca cosa perché, anche se numericamente pochi, hanno nelle proprie mani un potere enorme capace di far fallire intere nazioni in un solo giorno con una sola piccola scommessa, cosa che ritengo criminale ma che i ceti dirigenti non osano nemmeno pensare di contrastare, anzi vi si alleano ben sapendo che senza quei soldi il loro é solo un castello di carta.
Io credo abbiate capito che non sono un liberale, anzi, ma con il tempo e la lettura ho potuto comprendere che in tutte le idee politiche ed economiche ci sono diverse visioni... noi le chiamiamo correnti di pensiero: ce ne sono nel marxismo, tutte o quasi degeneri, come nel liberalismo le diverse sensibilità danno il via a diversi percorsi; uno di questi é quello di Keynes che riuscì a coniugare il principio liberale con l'economia ma soprattutto riuscì a non rinchiudersi in una stanza grigia di qualche università ma comprese che senza il fattore "K (le aspettative della gente comune)" nulla avrebbe potuto funzionare, nemmeno la sua ricetta..... perché Keynes aveva compreso una lezione di un altro grande pensatore liberale, Isaiah Berlin (forse il maggior pensatore liberale del '900 checché ne dicano le mezze tacche neoliberiste), ossia che solo il pensiero "plurale" poteva avere effetti positivi nelle società: cosa é? Il credere nella molteplicità di concetti, ugualmente validi se pur a volte reciprocamente incompatibili, sul come vivere evitando di imporre all'umanità una immagine onnicomprensiva della realtà; in pratica cari neoliberisti: siete condannati alla perdizione nell'inferno liberale perché avete imposto un pensiero unico a noi tutti in nome di una fece cieca nel mercato usato come una religione e per giunta oltranzista ..... ossia avete fatto lo stesso dei paesi che si richiamavano al pensiero marxista, vostri nemici giurati, che presupponevano un interpretazione autentica dell'autore cui si richiamavano senza saperlo nemmeno leggere davvero, ed infatti quei regimi sono crollati miseramente così come i regimi che si basano sulle vostre "misurazioni" crolleranno miseramente ..... non importa quanto tempo ci vorrà, ma crolleranno.
Sarà un caso che non si sente parlare di questo gigante del pensiero liberale nel mondo occidentale?
Sarà perché Berlin vedeva come il toro vede un drappo rosso lo sconfinare del liberalismo nell'economia e quest'ultima nella politica che oggi é stato messo nel dimenticatoio... a chi era scomodo?
Sarà per questo che i liberisti sono teorici del pensiero unico e breve mentre i padri del liberalismo perdevano intere vite a spiegare che un tal modo di vedere era, come dire, di "corte vedute" perché limitava l'essere umano?
Se davvero ne vogliamo uscire da questo pantano ideologico credo fermamente, pur non essendo io un liberale, che bisognerebbe che questa corrente di pensatori (come Keynes, Berlin, ecc.) sia rivalutata perché avevano una capacità unica: capirono che gli esseri umani non sono "monisti" ossia non si conformano mai troppo a lungo a un solo sentiero di pensiero e di azione, ma ...... variano e questo variare ne ha decretato il successo evolutivo.
lunedì 10 settembre 2012
.. e pensare che il centrosinistra li vorrebbe candidare....
Come da qualche post, ormai, comincio con una citazione di Isaiah Berlin,
forse il più importante pensatore liberale del XX secolo .... non,
quindi, un bieco comunista mangiapreti e, in mancanza, mangiabambini:
"... la libertà per i lupi spesso ha significato la morte degli agnelli"
(da "Due concetti di libertà") espressione nella quale si può
facilmente intravedere la perplessità dell'Autore per gli eventuali
disastri conseguenti, per esempio, a un individualismo economico
lasciato a se stesso e a una competizione capitalistica senza regole;
anche se, essendo stata scritta nel 1958, traspare anche la
preoccupazione nei confronti dei regimi totalitari esistenti allora.
Entrambi i timori sono tipici di questo VERO liberale: era si
preoccupato per l'avanzante totalitarismo ma soprattutto lo era anche
per i prodromi della possibile evoluzione del sistema capitalistico
occidentale: ed aveva ragione, in entrambi i casi.....
....
infatti, caduto il Muro di Berlino, lo stesso autore hapotuto toccare
con mano il verificarsi del suo timore: il capitalismo da manifatturiero
si é vieppiù trasformato in finanziario e i regimi occidentali da
liberal-democratici son ben presto diventati liberisti in economia e
autoritari, come previsto e temuto, gli stati "vincitori della guerra
fredda: é un autoritarismo strano, si vota ad esempio, ma sempre
autoritarismo é .... in pratica ci troviamo di fronte a scontri fra
oligarchie che si fanno guerra fra loro (condividendo fra loro sia il
quadro politico-economico sia il personale che ne fa parte dato che si
forma nelle stesse accademie e, spesso, proviene dagli stessi ceti)
mentre il resto dei cittadini devono "solo" decidere quale delle due
conviene scegliere nel giudicare come hanno gestito il potere: Weber
applicato alla lettera, insomma... i timori di Berlin si sono fatti
realtà: i cittadini vedono restringere, nonostante vivano in un regime
liberal-democratico "formale", le proprie libertà individuali a fronte
di uno Stato che, per quanto ridotto nelle sue ramificazioni, si
presenta come il leviatano di hobbesiana memoria a difesa non tanto
delle libertà quanto degli interessi particolari delle élite al potere.
Venendo al nostro "paese" la citazione di cui sopra calza a pennello in
molti fatti e avvenimenti della sua storia ma volendo rimanere
all'attualità .... un esempio? l'Alcoa, la vicenda dei minatori sardi,
l'alluminio ecc. la domanda che un VERO liberale si dovrebbe porre é:
lo
stato é neutrale ma ha interesse a che il mercato funzioni regolarmente
e che quindi se le aziende chiudono, nonostante le fortissime
agevolazioni concesse, ma ci sono manifestazioni d'interesse da parte di
altri ci sono che faccio? Intervengo prendendo atto delle
manifestazioni d'interesse e pongo in essere affinché le condizioni di
mercato vengano al più presto ripristinate.....
Invece
cosa é accaduto? Lo Stato, nella persona dei Ministri tecnici, di
ispirazione liberista in economia e liberale in politica, fa esattamente
il cotnrario ... nicchia: prima dice che non ci sono manifestazioni
d'interesse; poi dice che non ci sono condizioni per avviare nuovi
insediamenti industriali, infine dice che non ci sono speranze; nel
frattempo però le news sulle manifestazioni trovano conferma e, pare,
che ci fosse qualcosa di più di una manifestazione d'interesse ma ...
c'é un ma: esse arrivano da una concorrente e, quindi, l'industria che
ora gestisce non gradisce e cosa fa lo Stato? Le da ragione ......come
mai? Fosse che fosse che gli "impegni" presi dal Governo e sbandierati
siano a tutela ..... dell'azienda cedente e NON del mercato e NE',
tantomeno, dei lavoratori licenziati.
Un
caso di scuola che se fosse capitato in uno Stato totalitario avrebbe
fatto urlare i difensori delle libertà di mercato all'onta da lavare con
le baionette!!! Invece accade in un paese dove, formalmente, il libero
mercato impera, quindi:
- il governo non é rimasto neutrale;
- non ha difeso i diritti dei lavoratori;
- ha favorito, oggettivamente, gli interessi delle aziende dismettenti senza ricercare, per mantenere gli stessi (se possibile) livelli occupazionali e il pil regionale;
- non ha nemmeno rispettato i principi base del liberalismo, cui pur si richiamano a ogni pié sospinto, della regolazione del mercato per fargli raggiungere, non dico l'ottimo paretiano ... figuriamoci quello benthamiano, ma almeno l'equilibrio che consente di creare domanda laddove é in flessione per le bizze aziendali.
Berlin,
liberale, si rivolterà nella tomba (é poco ma sicuro); ma la conclusione
che se ne può trarre é una sola: tutto ciò a poco a che fare con le
regole del liberalismo e molto con il liberismo ossia con la
finanziarizzazione dell'economia ossia quanto di più lontano dal
pensiero liberale così ben rappresentato proprio da Berlin che difatti
in economia era abbastanza contrario alle commistioni fra mercato e
turbative di esso, soprattutto da aprte dello Stato........ quindi:
- con quale faccia esponenti del PD(menoelle) parlano alla luce del sole di "ottimi candidati" a proposito dei tecnici, o alcuni di essi, di questo governo per futuri governi da essi guidati?
- si meravigliano davvero di essere stati presi a male parole oggi dai lavoratori sardi (visto che, avallando le scelte del governo, avallano anche i comportamenti, a dir poco illogici, dell'azienda in questione?
- come mai, essendo azionisti della Spa "Governo", a parole sono "vicini" ai lavoratori ma nei fatti non assumono nessuna iniziativa a loro difesa?
..
per chi avesse ancora dubbi suggerirei di leggersi Berlin e se ne
avesse ancora, di dubbi, di non dimenticare che gli stessi che negli
ultimi 20 anni c'hanno ridotto così oggi hanno la faccia tosta di darci
anche la medicina da assumere per risanare l'economia..... ricordatevelo
quando, e se, andrete a votare!!!!!
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