giovedì 31 gennaio 2013

e se prendessero lezioni dalla storia....

Ok, dal post precedente sono emerse due cose:
  1. Keynes é la scelta ritenuta migliore non solo perché ha avuto successo in precedenza ma soprattutto perché ha dimostrato di saper leggere la realtà circostante ...... é una scelta che condivido fra le altre cose.
  2. che, nessuno lo dice ma scegliendo Keynes é la conseguenza logica dei commenti, il liberismo, meglio detto liberalismo economica, é "il male" perché é andato oltre gli stessi intenti dei suoi ideologi dato che si é configurato nel tempo come una ideologia vera e propria (già questo farebbe inorridire i veri liberali) e per di più intollerante verso i dissensi, che pur ci sono all'interno proprio del pensiero liberale moderno (penso a Krugman, premio nobel dell'economia), che sono aumentati in qualità enumero quando si é dimostrato a di là di ogni ragionevole dubbio che la ricetta "liberista" ha miseramente fallito: e non da ora ma fin da quando é stata applicata.. più o meno nei paesi del terzo mondo dal 1950  a oggi in europa. quella che la tiene su ora é la comunanza di poteri e interessi intrecciati, nient'altro e non é poca cosa perché, anche se numericamente pochi, hanno nelle proprie mani un potere enorme capace di far fallire intere nazioni in un solo giorno con una sola piccola scommessa, cosa che ritengo criminale ma che i ceti dirigenti non osano nemmeno pensare di contrastare, anzi vi si alleano ben sapendo che senza quei soldi il loro é solo un castello di carta.
ora dirò la mia... tutte le ricette sono buone se i presupposti ideologici, econometrici  siano corretti (ad esempio, lo scrissi in un precedente post, il FMI ha riconosciuto che tutte le proprie ricette sono sbagliate anche se nonoostante questo riconoscere che la parte econometrica era semplicemente errata loro continueranno ad applicarla.. non so se ricordate) e che la variabile "umana" collabori o sia costretta a farlo: e ciò non avviene quasi mai perché se da un lato aumenta il benessere e la ricchezza dall'altro aumentano povertà e frustrazione perché la quantità di ricchezza é limitata non infinita come si dice e si fa credere ai noi comuni mrtali con l'idea della perenne crescita unita all'ascensore sociale.
Io credo abbiate capito che non sono un liberale, anzi, ma con il tempo  e la lettura ho potuto comprendere che in tutte le idee politiche ed economiche ci sono diverse visioni... noi le chiamiamo correnti di pensiero: ce ne sono nel marxismo, tutte o quasi degeneri, come nel liberalismo le diverse sensibilità danno il via a diversi percorsi; uno di questi é quello di Keynes che riuscì a coniugare il principio liberale con l'economia ma soprattutto riuscì a non rinchiudersi in una stanza grigia di qualche università ma comprese che senza il fattore "K (le aspettative della gente comune)" nulla avrebbe potuto funzionare, nemmeno la sua ricetta..... perché Keynes aveva compreso una lezione di un altro grande pensatore liberale, Isaiah Berlin (forse il maggior pensatore liberale del '900 checché ne dicano le mezze tacche neoliberiste),  ossia che solo il pensiero "plurale" poteva avere effetti positivi nelle società: cosa é? Il credere nella molteplicità di concetti, ugualmente validi se pur a volte reciprocamente incompatibili, sul come vivere evitando di imporre all'umanità una immagine onnicomprensiva della realtà; in pratica cari neoliberisti: siete condannati alla perdizione nell'inferno liberale perché avete imposto un pensiero unico a noi tutti in nome di una fece cieca nel mercato usato come una religione e per giunta oltranzista ..... ossia avete fatto lo stesso dei paesi che si richiamavano al pensiero marxista, vostri nemici giurati, che presupponevano un interpretazione autentica dell'autore cui si richiamavano senza saperlo nemmeno leggere davvero, ed infatti quei regimi sono crollati miseramente  così come i regimi che si basano sulle vostre "misurazioni" crolleranno miseramente ..... non importa quanto tempo ci vorrà, ma crolleranno.
Sarà un caso che non si sente parlare di questo gigante del pensiero liberale nel mondo occidentale?
Sarà perché Berlin vedeva come il toro vede un drappo rosso lo sconfinare del liberalismo nell'economia e quest'ultima nella politica che oggi é stato messo nel dimenticatoio... a chi era scomodo?
Sarà per questo che i liberisti sono teorici del pensiero unico e breve mentre i padri del liberalismo perdevano intere vite a spiegare che un tal modo di vedere era, come dire, di "corte vedute" perché limitava l'essere umano?
Se davvero ne vogliamo uscire da questo pantano ideologico credo fermamente, pur non essendo io un liberale, che bisognerebbe che questa corrente di pensatori (come Keynes, Berlin, ecc.) sia rivalutata perché avevano una capacità unica: capirono che gli esseri umani non sono "monisti" ossia non si conformano mai troppo a lungo a un solo sentiero di pensiero e di azione, ma ...... variano e questo variare ne ha decretato il successo evolutivo.
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