da Punto Informatico del 22 5 2015 a firma di Claudio Tamburrino
Roma - La National Security Agency avrebbe cercato di attaccare gli store digitali di app di Google e Samsung per infettare i terminali degli utenti con spyware.
A rivelarlo è la nuova pubblicazione da parte della CBC di un documento divulgato dall'ex contractor dell'NSA Edward Snowden: in esso si legge che un'unità spionistica speciale, chiamata Network Tradecraft Advancement Team (NTAT) che raccoglieva agenti dei five eyes,
l'alleanza tra Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Nuova Zelanza ed
Australia, avrebbe discusso dei possibili attacchi da condurre nei
confronti degli app store dedicati ad Android in una serie di workshop
tenuti in Australia ed in Canada. Un'operazione dal nome curioso e
inquietante: Irritant Horn.
In pratica,
durante questi incontri segreti le spie si scambiavano informazioni
circa i metodi per superare i sistemi di sicurezza degli app store per
impiegare il sistema
XKEYSCORE, in grado di analizzare il traffico generato dagli smartphone
per tracciarli fino agli snodi attraverso cui si connettono ai
markeplace per scaricare applicazioni.
L'idea
- una volta individuati e superati i sistemi di sicurezza degli store
digitali - era principalmente quella di infettare i dispositivi mobile
degli utenti con malware attravrerso cui raccogliere dati. Tuttavia i
progetti non si limitavano a ciò: tra gli obiettivi vi era anche quello
di sfruttare gli store di applicazioni per veicolare informazioni
forvianti ai dispositivi dei soggetti da colpire, nell'ambito di
operazioni di più ampia portata condotte a fini di propaganda o per
confondere gli avversari (in particolare in situazioni di crisi e di
rivolta, come ad esempio la cosiddetta Primavera Araba).
Nel documento si individuano
per esempio le vulnerabilità di un'app per la navigazione mobile molto
utilizzata in Asia, UC Browser, utilizzato da circa mezzo miliardo di
persone e a quanto pare individato come una vera e propria miniera di
dati da parte degli agenti: già a metà aprile i ricercatori del Citizen
Lab dell'Università di Toronto avevano avvertito i gestori del browser dei problemi di sicurezza che dovrebbero nel frattempo essere stati risolti.
Claudio Tamburrino
p.s.
solo
se sono smacherati si fermano, vero? Dev'essere brutto per Snowden
dover fare una vita da rifugiato ed esiliato dal proprio paese........
lo stesso paese che proclama ai quattro venti sempre quanto sia la
patria delle libertà: ma di chi? E, soprattutto, di cosa?
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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domenica 24 maggio 2015
Datagate, spionaggio a mezzo app Android
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lunedì 23 marzo 2015
Cassandra Crossing/ Il sussurro dell'Internet delle Cose
da Punto Informatico a firma di Marco Calamari
Roma - Conoscete (se siete anziani) od avete rinvenuto sfogliando antichi vinili (se siete giovani) Alan's Psychedelic Breakfast dei Pink Floyd? Pezzo fantastico: il lento risveglio dopo una notte di bagordi di una persona che va in cucina e da solo comincia a prepararsi la colazione, mentre le sue percezioni della cucina e delle cose che vi si trovano sono ancora alterate. Solo le percezioni sono alterate, la realtà è ancora "normale", la padella è ancora una padella.
Passiamo velocemente ad un altro classico senza tempo: Colui che sussurrava nel buio, racconto di genere fantasy/horror del grande H. P. Lovercraft appartenente al ciclo di Cthulhu. Il protagonista va a trovare una persona che gli aveva scritto di aver scoperto una razza di invasori alieni, il quale lo accoglie in una stanza in penombra e gli chiede di stare lontano, dall'altra parte di un tavolo, perché la luce gli da fastidio in quanto malato.
In una visita successiva la persona non risponde più; il protagonista allora si avvicina, e scopre un paio di mani di cera dotate di impugnature che "qualcosa", un'entità aliena e terribile, ha usato per gesticolare ed ingannarlo, ed un oggetto metallico che forse contiene il cervello del suo sciagurato corrispondente. Entità fangose provenienti da altre dimensioni lo avevano rapito e parlavano al sua posto, impersonandolo per chissà quale abominevole scopo.Un respiro fondo dopo questo esercizio di alienazione e paranoia, ed andiamo al punto.
Questa dotta introduzione è stata ispirata da questo ottimo articolo di Wired intitolato Perché le migliori menti tecniche sono molto preoccupate dell'Internet delle Cose, che inizia con una splendida illustrazione che riassume tutto. Una persona in cucina sta bevendo il suo caffè, ed alzando la testa sorprende gli oggetti più comuni, dalla caffettiera al frigorifero, dal lavello al tostapane, che stanno sussurrando tra loro.
"Internet delle Cose" appunto. Gli oggetti si parlano, ma più che tra loro (Piconet) parlano con altri (Internet), ed agiscono non autonomamente ma almeno in parte sotto il controllo di... di chi? E comunque, per quali scopi? È davvero rassicurante che siano venditori e pubblicitari, piuttosto che l'NSA, gli alieni o l'innominabile Cthulhu in persona? La risposta di Cassandra è ovviamente no, non fa differenza. Le due situazioni sono ugualmente preoccupanti.
Dal titolo dell'articolo si evince che gli esperti "iniziano" ad essere preoccupati. Caspiteronzola! Iniziano oggi ad essere preoccupati che 2 + 2 possa fare 4? È così difficile dedurre le conseguenze di un "Internet delle Cose" in cui le "Cose" siano costruite con la stessa cura e qualità degli odierni modem ADSL, smartphone, Nabaztag ed aggeggi di elettronica di consumo? È difficile farlo nell'era del tecnocontrollo, dopo il Datagate?
C'è davvero preoccuparsi che l'"Internet delle Cose" possa essere costruita di oggetti il cui software/firmware, sarà di basso livello di sicurezza e basso livello di qualità, e che conterranno come sempre funzionalità nascoste? No, certo: infatti non è una possibilità che richiede attenzione e preoccupazione, è una certezza che richiede conoscenza e contromisure.
L'articolo di Wired ha completamente ragione, tranne che per un "dettaglio": usa il condizionale, ma dovrebbe usare l'indicativo. Non descrive un pericolo, ma semplicemente un angolino del presente e l'intero mondo di domani. Anche gli esperti cominciano a preoccuparsi? Una buona notizia.
Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari
Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
p.s.
sembra fantascienza, vero? Sapete cos'è l'internet delle cose? Bè se compreso bene dovrebbe essere evitato come la peste e invece procediamo a grandi passi verso di esso...... Facciamo un esempio: acquistate un borsetta; nulla di male ma .... a vostra insaputa la borsetta, già da ora che lo sappiate o meno, contiene un tag (ora sono passivi, ma con questa internet presto saranno attivi, cioè dialogano con la casa madre) attivo che dice alla casa madre che: siete usciti pagando una certa cifra (lo triangolano con il bancomat o la carta di credito); avete fatto tot km (magari fermandovi in un altro negozio o in palestra.... tutte informazioni utili allo scopo della case commerciale e pubblicitarie) fino al lavoro e poi a casa; alla fine dice dopo quanto tempo buttate via la borsetta e dove...... ora immaginate tutta una casa così e capirete che nemmeno i migliori scrittori di fantascienza potrebbero immaginare un siffatto inferno (e ve lo dice un cultore del genere). Ora, sempre facendo un altro piccolo sforzo di fantasia pèrovate a immaginare se un cracker malevolo (o peggio un agenzia di spionaggio pubblica, NSA o la sua omologa cinese, o privata per conto delle case commerciali) riuscisse a entrare, per un firmware di basso livello, nel software dei vostri elettrodomestici o nei tag di quello che acquistate..... saprebbe tutto e di più se possibilea vostra insaputa e a vostro danno, piacevole vero? Bene, questo è il futuro che ci aspetta..... auguri
p.s. #2
se siete interessati ad approfondire.....

Spychips di K. Albrecht e L. Mcintyre editrice Arianna.
Roma - Conoscete (se siete anziani) od avete rinvenuto sfogliando antichi vinili (se siete giovani) Alan's Psychedelic Breakfast dei Pink Floyd? Pezzo fantastico: il lento risveglio dopo una notte di bagordi di una persona che va in cucina e da solo comincia a prepararsi la colazione, mentre le sue percezioni della cucina e delle cose che vi si trovano sono ancora alterate. Solo le percezioni sono alterate, la realtà è ancora "normale", la padella è ancora una padella.
Passiamo velocemente ad un altro classico senza tempo: Colui che sussurrava nel buio, racconto di genere fantasy/horror del grande H. P. Lovercraft appartenente al ciclo di Cthulhu. Il protagonista va a trovare una persona che gli aveva scritto di aver scoperto una razza di invasori alieni, il quale lo accoglie in una stanza in penombra e gli chiede di stare lontano, dall'altra parte di un tavolo, perché la luce gli da fastidio in quanto malato.
In una visita successiva la persona non risponde più; il protagonista allora si avvicina, e scopre un paio di mani di cera dotate di impugnature che "qualcosa", un'entità aliena e terribile, ha usato per gesticolare ed ingannarlo, ed un oggetto metallico che forse contiene il cervello del suo sciagurato corrispondente. Entità fangose provenienti da altre dimensioni lo avevano rapito e parlavano al sua posto, impersonandolo per chissà quale abominevole scopo.Un respiro fondo dopo questo esercizio di alienazione e paranoia, ed andiamo al punto.
Questa dotta introduzione è stata ispirata da questo ottimo articolo di Wired intitolato Perché le migliori menti tecniche sono molto preoccupate dell'Internet delle Cose, che inizia con una splendida illustrazione che riassume tutto. Una persona in cucina sta bevendo il suo caffè, ed alzando la testa sorprende gli oggetti più comuni, dalla caffettiera al frigorifero, dal lavello al tostapane, che stanno sussurrando tra loro.
"Internet delle Cose" appunto. Gli oggetti si parlano, ma più che tra loro (Piconet) parlano con altri (Internet), ed agiscono non autonomamente ma almeno in parte sotto il controllo di... di chi? E comunque, per quali scopi? È davvero rassicurante che siano venditori e pubblicitari, piuttosto che l'NSA, gli alieni o l'innominabile Cthulhu in persona? La risposta di Cassandra è ovviamente no, non fa differenza. Le due situazioni sono ugualmente preoccupanti.
Dal titolo dell'articolo si evince che gli esperti "iniziano" ad essere preoccupati. Caspiteronzola! Iniziano oggi ad essere preoccupati che 2 + 2 possa fare 4? È così difficile dedurre le conseguenze di un "Internet delle Cose" in cui le "Cose" siano costruite con la stessa cura e qualità degli odierni modem ADSL, smartphone, Nabaztag ed aggeggi di elettronica di consumo? È difficile farlo nell'era del tecnocontrollo, dopo il Datagate?
C'è davvero preoccuparsi che l'"Internet delle Cose" possa essere costruita di oggetti il cui software/firmware, sarà di basso livello di sicurezza e basso livello di qualità, e che conterranno come sempre funzionalità nascoste? No, certo: infatti non è una possibilità che richiede attenzione e preoccupazione, è una certezza che richiede conoscenza e contromisure.
L'articolo di Wired ha completamente ragione, tranne che per un "dettaglio": usa il condizionale, ma dovrebbe usare l'indicativo. Non descrive un pericolo, ma semplicemente un angolino del presente e l'intero mondo di domani. Anche gli esperti cominciano a preoccuparsi? Una buona notizia.
Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari
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p.s.
sembra fantascienza, vero? Sapete cos'è l'internet delle cose? Bè se compreso bene dovrebbe essere evitato come la peste e invece procediamo a grandi passi verso di esso...... Facciamo un esempio: acquistate un borsetta; nulla di male ma .... a vostra insaputa la borsetta, già da ora che lo sappiate o meno, contiene un tag (ora sono passivi, ma con questa internet presto saranno attivi, cioè dialogano con la casa madre) attivo che dice alla casa madre che: siete usciti pagando una certa cifra (lo triangolano con il bancomat o la carta di credito); avete fatto tot km (magari fermandovi in un altro negozio o in palestra.... tutte informazioni utili allo scopo della case commerciale e pubblicitarie) fino al lavoro e poi a casa; alla fine dice dopo quanto tempo buttate via la borsetta e dove...... ora immaginate tutta una casa così e capirete che nemmeno i migliori scrittori di fantascienza potrebbero immaginare un siffatto inferno (e ve lo dice un cultore del genere). Ora, sempre facendo un altro piccolo sforzo di fantasia pèrovate a immaginare se un cracker malevolo (o peggio un agenzia di spionaggio pubblica, NSA o la sua omologa cinese, o privata per conto delle case commerciali) riuscisse a entrare, per un firmware di basso livello, nel software dei vostri elettrodomestici o nei tag di quello che acquistate..... saprebbe tutto e di più se possibilea vostra insaputa e a vostro danno, piacevole vero? Bene, questo è il futuro che ci aspetta..... auguri
p.s. #2
se siete interessati ad approfondire.....

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giovedì 12 marzo 2015
Datagate, CIA al cracking di Apple
Fonte: Punto informatico del mercoledì 11 marzo 2015 a firma di Alfonso Maruccia
Roma - Stando agli ultimi documenti riservati forniti da Edward Snowden e consultati da The Intercept, le agenzie di intelligence statunitensi (e la CIA in particolare) hanno una vera e propria passione per i gadget Apple. Al punto da dedicare anni e anni di studio al tentativo, non è dato sapere quanto riuscito, di comprometterne la sicurezza per spiare, intercettare e controllare tutto e tutti.
Lo sforzo dei ricercatori della CIA rivelato da The Intercept si è in questi anni focalizzato su diverse iniziative Apple-centriche, come ad esempio il tentativo di compromettere le chiavi crittografiche usate sui gadget mobile di Cupertino oppure l'ideazione di un metodo per compromettere Xcode, l'ambiente di sviluppo integrato usato da Apple per creare le app iOS e OS X.
Il lavoro della CIA e delle altre agenzie di intelligence USA è proseguito per anni, come emerge dai documenti di Snowden, e ha anche visto la partecipazione di ricercatori ed esperti di sicurezza privati chiamati a raccolta tramite la conferenza (ovviamente segreta) "Jamboree".
Tra i metodi presentati durante i meeting tra spioni spiccano Strawhorse, un lavoro di ricerca a opera di Sandia Labs e focalizzato su una versione compromessa di Xcode con cui installare backdoor remote su OS X, rubare tutti i dati presenti su iPhone e iPad, oppure una presentazione su un updater per OS X modificato con cui installare impunemente software keylogger su sistemi Mac.Non ci sono conferme, nelle nuove rivelazioni del Datagate, che CIA e altre agenzie a tre lettere abbiano avuto successo nei vari tentativi compiuti di compromettere i gadget della Mela. Traspare invece l'ipocrisia delle autorità USA, che si lamentano delle backdoor solo quando a volerle installare nei gadget sono i produttori cinesi.
I continui scoop del Datagate evidenziano ancora e ancora come gli Stati Uniti siano poco meritevoli di fiducia su questioni come cyber-sicurezza e integrità degli apparati elettronici, ambito in cui non a caso in Germania - uno dei paesi europei più controllati e spiati dalla NSA - le autorità che usano il servizio di posta elettronica De-Mail possono ora contare su comunicazioni crittografiche protette da PGP.
Alfonso Maruccia
p.s.
e se non fosse per quelli che ritengo cittadini coraggiosi come Snowden e Assange noi non ne sapremmo assolutamente nulla..... parafrasando un famosissimo motto: più conosco gli USA ....più amo la libertà e la democrazia, quelle vere!
Roma - Stando agli ultimi documenti riservati forniti da Edward Snowden e consultati da The Intercept, le agenzie di intelligence statunitensi (e la CIA in particolare) hanno una vera e propria passione per i gadget Apple. Al punto da dedicare anni e anni di studio al tentativo, non è dato sapere quanto riuscito, di comprometterne la sicurezza per spiare, intercettare e controllare tutto e tutti.
Lo sforzo dei ricercatori della CIA rivelato da The Intercept si è in questi anni focalizzato su diverse iniziative Apple-centriche, come ad esempio il tentativo di compromettere le chiavi crittografiche usate sui gadget mobile di Cupertino oppure l'ideazione di un metodo per compromettere Xcode, l'ambiente di sviluppo integrato usato da Apple per creare le app iOS e OS X.
Il lavoro della CIA e delle altre agenzie di intelligence USA è proseguito per anni, come emerge dai documenti di Snowden, e ha anche visto la partecipazione di ricercatori ed esperti di sicurezza privati chiamati a raccolta tramite la conferenza (ovviamente segreta) "Jamboree".
Tra i metodi presentati durante i meeting tra spioni spiccano Strawhorse, un lavoro di ricerca a opera di Sandia Labs e focalizzato su una versione compromessa di Xcode con cui installare backdoor remote su OS X, rubare tutti i dati presenti su iPhone e iPad, oppure una presentazione su un updater per OS X modificato con cui installare impunemente software keylogger su sistemi Mac.Non ci sono conferme, nelle nuove rivelazioni del Datagate, che CIA e altre agenzie a tre lettere abbiano avuto successo nei vari tentativi compiuti di compromettere i gadget della Mela. Traspare invece l'ipocrisia delle autorità USA, che si lamentano delle backdoor solo quando a volerle installare nei gadget sono i produttori cinesi.
I continui scoop del Datagate evidenziano ancora e ancora come gli Stati Uniti siano poco meritevoli di fiducia su questioni come cyber-sicurezza e integrità degli apparati elettronici, ambito in cui non a caso in Germania - uno dei paesi europei più controllati e spiati dalla NSA - le autorità che usano il servizio di posta elettronica De-Mail possono ora contare su comunicazioni crittografiche protette da PGP.
Alfonso Maruccia
p.s.
e se non fosse per quelli che ritengo cittadini coraggiosi come Snowden e Assange noi non ne sapremmo assolutamente nulla..... parafrasando un famosissimo motto: più conosco gli USA ....più amo la libertà e la democrazia, quelle vere!
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domenica 22 febbraio 2015
Equation Group, l'anticristo della sicurezza informatica
Fonte: Punto Informatico del 17 02 2015
Roma - Il Global Research and Analysis Team (GReAT) di Kaspersky Lab ha identificato una minaccia informatica senza precedenti, un "mostro" classificato come Equation Group in grado di fare praticamente tutto, online e offline. Equation Group potrebbe essere una creatura dell'intelligence americana, ma in epoca post-Datagate la cosa non stupisce neanche un po'.
I cracker "onnipotenti" di Equation Group sono attivi da almeno 14 anni, sostengono gli analisti di Kaspersky, un periodo di tempo che fa dell'attacco il vero "padre" di tutti i super-malware identificati negli anni passati come Stuxnet, Flame e Duqu.
La security enterprise moscovita ha identificato almeno 500 infezioni certe di Equation Group in almeno 42 nazioni, tutti paesi presenti nella lista nera dei "cyber-avversari" degli USA come Iran, Russia, Pakistan, Siria e altri. In detti paesi, gli attaccanti hanno infettato e compromesso istituzioni governative e diplomatiche, società di telefonia, utility energetiche, industrie aerospaziali, aziende di nanotecnologia, organizzazioni militari e via elencando.Particolarmente complessa e innovativa la lista delle capacità di Equation Group, un "arsenale" che secondo Kaspersky include l'uso di un file system virtuale (sin qui visto solo nel supermalware Regin), l'uso del Registro di Windows per salvare i file malevoli, compromissione di sistemi Microsoft e Apple (Mac OS X, iOS), l'uso di più di 300 nomi di dominio e 100 server per il centro di comando e controllo, stick USB (altro che BadUSB) per compromettere i sistemi non connessi ad alcuna rete telematica, la capacità "inusuale" di bypassare le restrizioni alla firma digitale dei componenti eseguibili sulle moderne versioni di Windows.
Kaspersky sottolinea in particolare la pericolosità di una tecnica specifica di Equation Group, vale a dire la sua capacità di infettare, riscrivendo, il firmware interno degli hard disk prodotti dai tutti i nomi noti del settore come Western Digital, Seagate, Maxtor, Toshiba, Hitachi e altri. L'infezione del firmware di un HDD, sin qui materia di presentazioni a effetto e rischi solo teorici, rende di fatto i malware di Equation Group "invisibili" a qualsiasi tecnologia di protezione, di sicurezza o antivirale. I componenti malevoli della minaccia sono inoltre dotati di meccanismi di autodistruzione, e hanno in tal modo agito indisturbati per tutti questi anni senza allarmare nessuno.
Chi ha scritto il complesso e sofisticato "toolkit" malevolo di Equation Group? Kaspersky non chiama mai direttamente in causa la NSA, ma fornisce tutte le prove necessarie a collegare la minaccia informatica alla famigerata intelligence del Datagate e dello spionaggio mondiale: Equation Group ha fatto uso di vulnerabilità ed exploit ignoti, anni e anni prima di rivedere quelle stesse vulnerabilità sfruttate da altri malware famosi come Stuxnet, e si è servito di tecniche di infezione da spy-story (come quella della riscrittura del firmware degli HDD) già note per essere state citate come parte integrante dell'arsenale della NSA nelle rivelazioni di Edward Snowden. Tutto torna, e NSA si è guardata bene dal commentare le rivelazioni di Kaspersky.
Alfonso Maruccia
p.s.
cosa sia la NSA spero tutti lo sappiate....... ma che faccia cose del genere mettendosi al servizio di interessi privati e nascondendosi dietro esigenze generali è una pessima cosa perchè nessuno è al sicuro e nessuno può dirsi realmente libero. Non è bastato wikileaks, nè i vari Snowden a metterci sull'avviso che qui i veri nemici non sono i cattivi ma chi dovrebbe assicurare la nostra libertà e la democrazia con cui tanto i politici, di là e di qua dell'atlantico, si sciacquano la bocca!!!
Roma - Il Global Research and Analysis Team (GReAT) di Kaspersky Lab ha identificato una minaccia informatica senza precedenti, un "mostro" classificato come Equation Group in grado di fare praticamente tutto, online e offline. Equation Group potrebbe essere una creatura dell'intelligence americana, ma in epoca post-Datagate la cosa non stupisce neanche un po'.
I cracker "onnipotenti" di Equation Group sono attivi da almeno 14 anni, sostengono gli analisti di Kaspersky, un periodo di tempo che fa dell'attacco il vero "padre" di tutti i super-malware identificati negli anni passati come Stuxnet, Flame e Duqu.
La security enterprise moscovita ha identificato almeno 500 infezioni certe di Equation Group in almeno 42 nazioni, tutti paesi presenti nella lista nera dei "cyber-avversari" degli USA come Iran, Russia, Pakistan, Siria e altri. In detti paesi, gli attaccanti hanno infettato e compromesso istituzioni governative e diplomatiche, società di telefonia, utility energetiche, industrie aerospaziali, aziende di nanotecnologia, organizzazioni militari e via elencando.Particolarmente complessa e innovativa la lista delle capacità di Equation Group, un "arsenale" che secondo Kaspersky include l'uso di un file system virtuale (sin qui visto solo nel supermalware Regin), l'uso del Registro di Windows per salvare i file malevoli, compromissione di sistemi Microsoft e Apple (Mac OS X, iOS), l'uso di più di 300 nomi di dominio e 100 server per il centro di comando e controllo, stick USB (altro che BadUSB) per compromettere i sistemi non connessi ad alcuna rete telematica, la capacità "inusuale" di bypassare le restrizioni alla firma digitale dei componenti eseguibili sulle moderne versioni di Windows.
Kaspersky sottolinea in particolare la pericolosità di una tecnica specifica di Equation Group, vale a dire la sua capacità di infettare, riscrivendo, il firmware interno degli hard disk prodotti dai tutti i nomi noti del settore come Western Digital, Seagate, Maxtor, Toshiba, Hitachi e altri. L'infezione del firmware di un HDD, sin qui materia di presentazioni a effetto e rischi solo teorici, rende di fatto i malware di Equation Group "invisibili" a qualsiasi tecnologia di protezione, di sicurezza o antivirale. I componenti malevoli della minaccia sono inoltre dotati di meccanismi di autodistruzione, e hanno in tal modo agito indisturbati per tutti questi anni senza allarmare nessuno.
Chi ha scritto il complesso e sofisticato "toolkit" malevolo di Equation Group? Kaspersky non chiama mai direttamente in causa la NSA, ma fornisce tutte le prove necessarie a collegare la minaccia informatica alla famigerata intelligence del Datagate e dello spionaggio mondiale: Equation Group ha fatto uso di vulnerabilità ed exploit ignoti, anni e anni prima di rivedere quelle stesse vulnerabilità sfruttate da altri malware famosi come Stuxnet, e si è servito di tecniche di infezione da spy-story (come quella della riscrittura del firmware degli HDD) già note per essere state citate come parte integrante dell'arsenale della NSA nelle rivelazioni di Edward Snowden. Tutto torna, e NSA si è guardata bene dal commentare le rivelazioni di Kaspersky.
Alfonso Maruccia
p.s.
cosa sia la NSA spero tutti lo sappiate....... ma che faccia cose del genere mettendosi al servizio di interessi privati e nascondendosi dietro esigenze generali è una pessima cosa perchè nessuno è al sicuro e nessuno può dirsi realmente libero. Non è bastato wikileaks, nè i vari Snowden a metterci sull'avviso che qui i veri nemici non sono i cattivi ma chi dovrebbe assicurare la nostra libertà e la democrazia con cui tanto i politici, di là e di qua dell'atlantico, si sciacquano la bocca!!!
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lunedì 17 novembre 2014
USA, lo spionaggio viene dal cielo
Fonte: Punto informatico a firma di Alfonso Maruccia
Roma - Se la NSA e le altre agenzie segrete (americane e non) a tre lettere hanno trasformato Internet in una tecnologia per il tecnocontrollo, come evidenziato dallo scandalo Datagate, i federali dello US Marshals preferiscono ancora il caro, vecchio sistema di intercettazione delle reti cellulari. Il monitoraggio, ora, avviene per via aerea.
L'agenzia investigativa federale, responsabile principalmente per la cattura dei fuggitivi, ha sotto il suo controllo una flotta di aerei Cessna dotati di dispositivi "Stingray", vale a dire capaci di catturare l'identificativo univoco per ogni singolo utente di cellulare noto come International mobile subscriber identity o IMSI.
Gli Stingray a bordo degli aerei dei Marshal sono in grado di camuffarsi come una stazione radio base, e sfruttano una delle principali vulnerabilità delle reti cellulari - la connessione di un terminale alla stazione più vicina, indipendentemente dalla natura malevola o meno di quest'ultima - per scandagliare tutti i cellulari in circolazione nella zona sotto indagine.Il piano di intercettazioni con Stingray dei federali è attivo già dal 2007, dicono le fonti, anche se per ogni ricerca di un IMSI i Marshal agirebbero dietro regolare mandato di un giudice. Una volta in circolazione, i dispositivi cattura-IMSI sono in grado di rovistare nei contenuti personali presenti sui terminali controllati, inclusi video e foto. In sostanza lo US Marshals avrebbe violato la privacy di milioni e milioni di cittadini USA alla caccia di un singolo sospettato.
Alfonso Maruccia
p.s.
..... venitemi a dire che trattasi di ennesimo complotto! Non è la prima volta che le agenzie americane vengono prese con le mani nella marmellata .. degli altri. Si deve dire che non hanno preclusioni, dalle aziende ai privati tutti sono spiati e si vedono i loro dati venduti e/o distribuitinel grande cerchio del mercato delle informazioni statunitensi: tutto in nome della lotta al terrorismo naturalmente ma l'impressione è che ci sia altro dietro questo feticcio buono per gli allocchi per tutte le stagioni.
Roma - Se la NSA e le altre agenzie segrete (americane e non) a tre lettere hanno trasformato Internet in una tecnologia per il tecnocontrollo, come evidenziato dallo scandalo Datagate, i federali dello US Marshals preferiscono ancora il caro, vecchio sistema di intercettazione delle reti cellulari. Il monitoraggio, ora, avviene per via aerea.
L'agenzia investigativa federale, responsabile principalmente per la cattura dei fuggitivi, ha sotto il suo controllo una flotta di aerei Cessna dotati di dispositivi "Stingray", vale a dire capaci di catturare l'identificativo univoco per ogni singolo utente di cellulare noto come International mobile subscriber identity o IMSI.
Gli Stingray a bordo degli aerei dei Marshal sono in grado di camuffarsi come una stazione radio base, e sfruttano una delle principali vulnerabilità delle reti cellulari - la connessione di un terminale alla stazione più vicina, indipendentemente dalla natura malevola o meno di quest'ultima - per scandagliare tutti i cellulari in circolazione nella zona sotto indagine.Il piano di intercettazioni con Stingray dei federali è attivo già dal 2007, dicono le fonti, anche se per ogni ricerca di un IMSI i Marshal agirebbero dietro regolare mandato di un giudice. Una volta in circolazione, i dispositivi cattura-IMSI sono in grado di rovistare nei contenuti personali presenti sui terminali controllati, inclusi video e foto. In sostanza lo US Marshals avrebbe violato la privacy di milioni e milioni di cittadini USA alla caccia di un singolo sospettato.
Alfonso Maruccia
p.s.
..... venitemi a dire che trattasi di ennesimo complotto! Non è la prima volta che le agenzie americane vengono prese con le mani nella marmellata .. degli altri. Si deve dire che non hanno preclusioni, dalle aziende ai privati tutti sono spiati e si vedono i loro dati venduti e/o distribuitinel grande cerchio del mercato delle informazioni statunitensi: tutto in nome della lotta al terrorismo naturalmente ma l'impressione è che ci sia altro dietro questo feticcio buono per gli allocchi per tutte le stagioni.
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domenica 30 giugno 2013
wikileaks, datagate.. dobbiamo aspettare la prossima per capire che siamo controllati?
mentre qui si continua a ballare lo shake con madreterra.... scossina
da 4.5 richter la guerra contro i cittadini prosegue.......
naturalmente smentiscono tutti di esserne a conoscenza; naturalmente tutti chiedono spiegazioni.. ma in realtà che gli americani, e tutti gli altri che ne hanno interesse, spiino i cittadini è cosa nota non da ora (chi ricorda lo slogan la cia ci spia? era vero..), e anche risaputa da tutti .... ma non si dice: no ma le cose non vanno mai nel senso giusto, e meno male che è così.
Ci son vari modi di spiare: le telecamere a circuito chiuso nelle strade; le mail; i tag, gli rfid e gli antitaccheggio; viacard ecc. son tutte cose che si servono a facilitarci la vita (se vivessimo in paesi democratici... realmente democratici) ma hanno anche un lato oscuro, lo spiare: il conoscere i nostri movimenti; le nostre preferenze (anche sessuali); i nostri gusti, anche culinari; se abbiamo pagato l'assicurazione ecc. ecc. si c'è un lato oscuro di cui non si vuol parlare e chi lo fa o viene tacciato da allarmismo ingiustificato o ... messo alla berlina, ridicolizzato.
Il problema rimane: è giusto che gli Stati spiino? E, soprattutto, è giusto che gli Stati, e le società commerciali, spiino tutti, anche gli stranieri? Capisco le ragioni: sicurezza, terrorismo, ecc. ma c'è un limite: lo stesso limite cui i politici si richiamano quando son pescati con le mani nella marmellata vale anche per noi.. ma non è così e l'abbiamo visto nel nostro paese in questi anni: c'è chi è salvaguardato e si fa fare leggi che lo rendono invisibile e chi no; e se questa non è disparità di trattamento antidemocratica, ditemi cosa lo sia...
Dobbiamo capirne i termini: se viviamo in delle autocrazie allora tutto fa perchè c'è chi è più in alto degli altri e diritti e facoltà vengono rispettati per chi fa parte delle caste o corporazioni che siano o vi aspirano ad entrarvi; se siamo società democratiche allora i cittadini hanno diritti, doveri e facoltà e quindi ci sono dei limiti invalicabili che solo un giudice terzo e autonomo dagli altri poteri può violare se ne ricorrono i termini..... ossia quello che esattamente la nostra Costituzione prevede e che guarda caso ... vogliono "riformare" a tambur battente, chissà perché, vero?
In ogni caso fossimo cittadini attivi non glielo permetteremmo... invece rimaniamo passivi e ciò non ci aiuta certo
naturalmente smentiscono tutti di esserne a conoscenza; naturalmente tutti chiedono spiegazioni.. ma in realtà che gli americani, e tutti gli altri che ne hanno interesse, spiino i cittadini è cosa nota non da ora (chi ricorda lo slogan la cia ci spia? era vero..), e anche risaputa da tutti .... ma non si dice: no ma le cose non vanno mai nel senso giusto, e meno male che è così.
Ci son vari modi di spiare: le telecamere a circuito chiuso nelle strade; le mail; i tag, gli rfid e gli antitaccheggio; viacard ecc. son tutte cose che si servono a facilitarci la vita (se vivessimo in paesi democratici... realmente democratici) ma hanno anche un lato oscuro, lo spiare: il conoscere i nostri movimenti; le nostre preferenze (anche sessuali); i nostri gusti, anche culinari; se abbiamo pagato l'assicurazione ecc. ecc. si c'è un lato oscuro di cui non si vuol parlare e chi lo fa o viene tacciato da allarmismo ingiustificato o ... messo alla berlina, ridicolizzato.
Il problema rimane: è giusto che gli Stati spiino? E, soprattutto, è giusto che gli Stati, e le società commerciali, spiino tutti, anche gli stranieri? Capisco le ragioni: sicurezza, terrorismo, ecc. ma c'è un limite: lo stesso limite cui i politici si richiamano quando son pescati con le mani nella marmellata vale anche per noi.. ma non è così e l'abbiamo visto nel nostro paese in questi anni: c'è chi è salvaguardato e si fa fare leggi che lo rendono invisibile e chi no; e se questa non è disparità di trattamento antidemocratica, ditemi cosa lo sia...
Dobbiamo capirne i termini: se viviamo in delle autocrazie allora tutto fa perchè c'è chi è più in alto degli altri e diritti e facoltà vengono rispettati per chi fa parte delle caste o corporazioni che siano o vi aspirano ad entrarvi; se siamo società democratiche allora i cittadini hanno diritti, doveri e facoltà e quindi ci sono dei limiti invalicabili che solo un giudice terzo e autonomo dagli altri poteri può violare se ne ricorrono i termini..... ossia quello che esattamente la nostra Costituzione prevede e che guarda caso ... vogliono "riformare" a tambur battente, chissà perché, vero?
In ogni caso fossimo cittadini attivi non glielo permetteremmo... invece rimaniamo passivi e ciò non ci aiuta certo
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