di Alfonso Maruccia di Punto Informatico
Roma
- Lentamente ma inesorabilmente, WikiLeaks dà seguito alla promessa di
pubblicare i file "soffiati" alla CIA da un informatore (ancora)
sconosciuto con Dark Matter, la nuova puntata del Datagate 2.0 tutta focalizzata su progetti specificatamente pensati per infettare e compromettere i MacBook e gli iPhone di Apple.
I
nuovi documenti rilasciati dall'organizzazione di Julian Assange
descrivono una serie di strumenti pensati per garantire un accesso
"persistente" ai sistemi Mac e agli smartphone di Cupertino, a partire
da un tool chiamato "Cacciavite Sonico" ("Sonic Screwdriver"): nome
scelto come evidente omaggio alla serie televisiva britannica Doctor
Who. Sonic Screwdriver era progettato
per sfruttare una vulnerabilità nell'interfaccia Thunderbolt dei
computer Apple, così da permettere a un attaccante con accesso fisico al
sistema bersaglio di bypassare la protezione da password impostata nel
firmware EFI e poter così installare gli "impianti" CIA sotto forma di
backdoor e altre tipologie di codice malevolo.
Una volta
forzato l'avvio senza password, gli spioni americani avevano a
disposizione ulteriori strumenti di attacco raccolti nel gruppo
"DarkSeaSkies": "DarkMatter" era un driver capace di infettare il
suddetto firmware (U)EFI per garantirsi l'avvio a ogni accensione e
installare due moduli aggiuntivi, vale a dire "NightSkies" (una
backdoor per MacOS) e "SeaPea" (un impianto da kernel per lanciare
NightSkies a ogni reboot). Per quanto riguarda gli iPhone, infine,
sembra che la CIA avesse la capacità di intercettare gli smartphone prima della messa in vendita
e installare un "beacon" da utilizzare per tenere traccia costante dei
movimenti del gadget.Sia per quanto riguarda i Mac che gli iPhone, in
ogni caso, i documenti pubblicati da WikiLeaks non raccontano nulla di
particolarmente interessante dal punto di vista della sicurezza: le
vulnerabilità prese di mira dai tool sono note e disponibili da anni
così come le patch correttive, e il rischio sussiste solo per
dispositivi obsoleti non aggiornati. Apple stessa ha confermato di aver analizzato la nuova documentazione e non avervi ravvisato nulla che non fosse già noto.
Molto
più interessante è invece il rapporto a dir poco problematico tra
WikiLeaks e le aziende statunitensi, con la prima disposta a collaborare
con le seconde per la correzione delle vulnerabilità (eventualmente)
ignote sfruttate dalla CIA ma solo nel rispetto di standard di
"disclosure" responsabili. Le corporation sarebbero bloccate da un
conflitto di interessi e dalla collaborazione (forzata?) con le autorità
statunitensi, accusano da WikiLeaks,
mentre Mozilla e le aziende europee sarebbero state molto più veloci a
rispondere alle richieste dell'organizzazione e avrebbero quindi
ricevuto le informazioni in merito alle falle.
Chi invece non intende collaborare con WikiLeaks è Cisco, che ha utilizzato i documenti fin qui pubblicati per identificare una vulnerabilità nel Cluster Management Protocol (CMP) dei sistemi IOS e IOS XE: il bug riguarda potenzialmente
decine (o centinaia) di migliaia di dispositivi di rete in giro per il
mondo, e in attesa di una patch il consiglio è disabilitare Telnet in
favore di SSH.
Alfonso Maruccia
::::::::::::::::::::::::::::
Alla faccia della democrazia sbandierata dall'occidente e richiesta per i paesi che non sono suoi alleati!!!!!!
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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martedì 28 marzo 2017
Vault 7, il cacciavite sonico della CIA per Mac e iPhone
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giovedì 12 marzo 2015
Datagate, CIA al cracking di Apple
Fonte: Punto informatico del mercoledì 11 marzo 2015 a firma di Alfonso Maruccia
Roma - Stando agli ultimi documenti riservati forniti da Edward Snowden e consultati da The Intercept, le agenzie di intelligence statunitensi (e la CIA in particolare) hanno una vera e propria passione per i gadget Apple. Al punto da dedicare anni e anni di studio al tentativo, non è dato sapere quanto riuscito, di comprometterne la sicurezza per spiare, intercettare e controllare tutto e tutti.
Lo sforzo dei ricercatori della CIA rivelato da The Intercept si è in questi anni focalizzato su diverse iniziative Apple-centriche, come ad esempio il tentativo di compromettere le chiavi crittografiche usate sui gadget mobile di Cupertino oppure l'ideazione di un metodo per compromettere Xcode, l'ambiente di sviluppo integrato usato da Apple per creare le app iOS e OS X.
Il lavoro della CIA e delle altre agenzie di intelligence USA è proseguito per anni, come emerge dai documenti di Snowden, e ha anche visto la partecipazione di ricercatori ed esperti di sicurezza privati chiamati a raccolta tramite la conferenza (ovviamente segreta) "Jamboree".
Tra i metodi presentati durante i meeting tra spioni spiccano Strawhorse, un lavoro di ricerca a opera di Sandia Labs e focalizzato su una versione compromessa di Xcode con cui installare backdoor remote su OS X, rubare tutti i dati presenti su iPhone e iPad, oppure una presentazione su un updater per OS X modificato con cui installare impunemente software keylogger su sistemi Mac.Non ci sono conferme, nelle nuove rivelazioni del Datagate, che CIA e altre agenzie a tre lettere abbiano avuto successo nei vari tentativi compiuti di compromettere i gadget della Mela. Traspare invece l'ipocrisia delle autorità USA, che si lamentano delle backdoor solo quando a volerle installare nei gadget sono i produttori cinesi.
I continui scoop del Datagate evidenziano ancora e ancora come gli Stati Uniti siano poco meritevoli di fiducia su questioni come cyber-sicurezza e integrità degli apparati elettronici, ambito in cui non a caso in Germania - uno dei paesi europei più controllati e spiati dalla NSA - le autorità che usano il servizio di posta elettronica De-Mail possono ora contare su comunicazioni crittografiche protette da PGP.
Alfonso Maruccia
p.s.
e se non fosse per quelli che ritengo cittadini coraggiosi come Snowden e Assange noi non ne sapremmo assolutamente nulla..... parafrasando un famosissimo motto: più conosco gli USA ....più amo la libertà e la democrazia, quelle vere!
Roma - Stando agli ultimi documenti riservati forniti da Edward Snowden e consultati da The Intercept, le agenzie di intelligence statunitensi (e la CIA in particolare) hanno una vera e propria passione per i gadget Apple. Al punto da dedicare anni e anni di studio al tentativo, non è dato sapere quanto riuscito, di comprometterne la sicurezza per spiare, intercettare e controllare tutto e tutti.
Lo sforzo dei ricercatori della CIA rivelato da The Intercept si è in questi anni focalizzato su diverse iniziative Apple-centriche, come ad esempio il tentativo di compromettere le chiavi crittografiche usate sui gadget mobile di Cupertino oppure l'ideazione di un metodo per compromettere Xcode, l'ambiente di sviluppo integrato usato da Apple per creare le app iOS e OS X.
Il lavoro della CIA e delle altre agenzie di intelligence USA è proseguito per anni, come emerge dai documenti di Snowden, e ha anche visto la partecipazione di ricercatori ed esperti di sicurezza privati chiamati a raccolta tramite la conferenza (ovviamente segreta) "Jamboree".
Tra i metodi presentati durante i meeting tra spioni spiccano Strawhorse, un lavoro di ricerca a opera di Sandia Labs e focalizzato su una versione compromessa di Xcode con cui installare backdoor remote su OS X, rubare tutti i dati presenti su iPhone e iPad, oppure una presentazione su un updater per OS X modificato con cui installare impunemente software keylogger su sistemi Mac.Non ci sono conferme, nelle nuove rivelazioni del Datagate, che CIA e altre agenzie a tre lettere abbiano avuto successo nei vari tentativi compiuti di compromettere i gadget della Mela. Traspare invece l'ipocrisia delle autorità USA, che si lamentano delle backdoor solo quando a volerle installare nei gadget sono i produttori cinesi.
I continui scoop del Datagate evidenziano ancora e ancora come gli Stati Uniti siano poco meritevoli di fiducia su questioni come cyber-sicurezza e integrità degli apparati elettronici, ambito in cui non a caso in Germania - uno dei paesi europei più controllati e spiati dalla NSA - le autorità che usano il servizio di posta elettronica De-Mail possono ora contare su comunicazioni crittografiche protette da PGP.
Alfonso Maruccia
p.s.
e se non fosse per quelli che ritengo cittadini coraggiosi come Snowden e Assange noi non ne sapremmo assolutamente nulla..... parafrasando un famosissimo motto: più conosco gli USA ....più amo la libertà e la democrazia, quelle vere!
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