Testo:
I am a one in ten a number on a list,I am a one in ten even though i don't exist.Nobody knows me, but im always there,A statistic a reminder of a world that doesn't careMy arms enfold the dole queen,Malnutrition dulls my hair,My eyes are black and lifelessWith an underprivileged stareI'm the beggar on the cornerWill no-one spare a dimeI'm the child that never learns to readBecause no on spared the time.(Chorus)I'm the murderer and the victimThe licence with the gunI'm a sad and bruised old ladyIn an ally in a slumI'm a middle aged businessmanWith chronic heart diseaseI'm another teenaged suicideIn a street that has no trees(Chorus)I'm a starving third world motherA refugee without a homeI'm a house wife hooked on ValiumI'm a Pensioner aloneI'm a cancer ridden spectreCovering the earthI'm another hungry babyI'm an accident of birth.(Chorus
traduzione (letterale)
Io sono un uno su dieci un numero su una listaIo sono un uno su dieci, anche se io non esisto.Nessuno mi conosce, ma im sempre lì,Una statistica un ricordo di un mondo che non si cura Le mie braccia avvolgono il sussidio di disoccupazione (della) regina,La malnutrizione offusca i miei capelli,I miei occhi sono neri e senza vitaCon uno sguardo meno privilegiati Sono il mendicante all'angolo Non sarà uno di riserva un centesimo Sono il bambino che non impara mai a leggere Poiché non ha risparmiato il tempo. (Chorus)Io sono l'assassino e la vittima La licenza con la pistola Sono una signora triste e lividi vecchi In un alleato in una baraccopoli Sono un uomo d'affari di mezza età Con malattia cardiaca cronica Sono un altro suicidio adolescenti In una strada che non ha alberi (Chorus) Sono una madre muore di fame del terzo mondo Un rifugiato senza una casa Sono una moglie casa agganciati su Valium Sono un Pensionato da solo Sono un fantasma cavalcato il cancro Percorrendo la terra Sono un altro bambino affamato Sono un incidente di nascita. (Chorus
Ciò accadeva nell'era thatcheriana in Inghilterra e negli USA e accade ora in Italia con le leggi dalla Treu in poi. Ho sempre scritto, pensato e detto che del passato dovremmo tener memoria dato che é proprio su questa amnesia che il potere conta per proporre la visione che ha da costruire: senza memoria siamo come pecore conrto i lupi; prima lo capiremo meglio sarà per noi e per chi verrà dopo......
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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domenica 12 dicembre 2010
giovedì 9 aprile 2009
Una candela per le vittime del sisma
Visto che domani sarà il giorno del dolore questo blog aderisce all'invito che sta girando nella blogosfera, non solo su libero, di rispettare il dolore dei familiari delle vittime del sisma con il silenzio dei post e l'esposizione al loro posto di candele alla loro memoria; chi lo volesse poi, come farà anche il sottoscritto, potrà esporre una candela sulla propria finestra o sul balcone di casa questa notte.
domenica 16 marzo 2008
Quelli che ... ancora non si arrendono
Ieri a Bari c'era quella che qualcuno ha definito la "meglio gioventù" in piazza per il giorno della memoria delle vittime delle mafie di tutte le mafie, la parte migliore di noi, quella che, appunto, non si arrende all'evidenza della incapacità (quando si tratta di incapacità ma spesso è collusione o patto scellerato con esse) della casta di sconfiggere quel "fenomeno umano" (lo diceva il Giudice Falcone) che sono le mafie e che rappresentano uno dei mali, cancri (sarebbe la parola giusta), che ci affliggono in questi anni di caduta di valori e ascesa di individualismo ed egoismo che viviamo. E non era solo quella l'Italia che mi paice: c'era anche l'Italia delle donne scese in piazza mobilitandosi contro l'attacco integralista alle loro conquiste e diritti; la cosa triste è che non si sono miìobilitate per ampliare tali diritti ma per difenderli dato che quelli che avrebbero dovuto farlo e che appartengono all'Italia ufficiale non lo fanno per pavidità e calcolo opportunistico. Come sempre il male è la casta o come si diceva una volta la partitocrazia e i partiti che, come affermava Popper, sono un male necessario alla democrazia perchè la fanno funzionare. Si tratta, e non è cosa da poco, di eliminare gli effetti indesiderabili di evitare che da democrazia nella quale si giudica, attraverso il voto, l'operato di chi è al potere si rischi di trasformarsi in democrazia di partiti autoreferenziale e autoriproducentesi che soffoca la società e la lòibertà. Essi però sono il nostro specchio e se non cambiamo noi essi di certo non lo faranno dato che oggi è una delle poche e ben remunerate occupazioni stabili che possiamo avere: e si sa tutti teniamo famiglia. C'è anche l'aspetto che costoro determinano i nostri destini e se non si sta attentio si rischia di finire come negli USA dove ci sono persone anche di 70 anni che continuano a lavorare, a nero per giunta, perchè la pensione che hanno non basta per vivere nè per pagarsi le cure e la sanità. E' questo il migliore deimondi possibili che vogliamo regalare ai nostri figli?
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