si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
sabato 1 dicembre 2007
"Spe salvi"? O speriamo che me la cavo?
La nuova enciclica papale, uscita il 30 novembre, è la conferma della visione preilluministica e premoderna che sta caratterizzando la visione del mondo di questo papato che ormai, forte delle debolezza della società occidentale e del suo modello, ne sta smontando pezzo per pezzo tutte le certezze. Se la prende con il marxismo (e c'era da scommetterci) per i guasti che, a suo dire, ha creato e se la prende con l'illuminismo per la eccessiva fede nella ragione e nella scienza negando cittadinanza a due idee, che anche se contrapposte fra loro, hanno in qualche modo determinato la crescita della società e dato speranza, vera, a milioni di uomini non in un'aldilà del tutto ipotetico in cui sperare (mentre ci si doveva rassegnare se il destino infame qui nel mondo reale li aveva relegati non nella migliore condizione, in una visione, quindi, non lontana dalla medievale concezione della "terra come valle di lacrime attraverso la quale la Chiesa ha controllato e represso le società e i suoi appartenenti) ma costruendo con le proprie mani un futuro sperabilmente diverso dalla semplice rassegnazione e ignoranza del sè e delle proprie aspirazioni cui si ha diritto come essere umano e come appartenente al consesso civile. Il punto è che mentre fa l'autocritica non riconosce i danni che proprio l'ideologia che sta dietro queste affermazioni (peraltro non nuove) ha fatto nel corso dei secoli: dalla Crociate alla forzata conversione di un'intero subcontinente; dalle guerre di religione di allora a quella di oggi peraltro giustificata in nome di una presunta superiorità occidentale (in realtà si sta cercando di tenere in vita un sistema già morto, il capitalismo, con le sofferenze imposte ad altri) di cui la religione ne è uno dei presupposti. Immaginiamo se davvero l'ideologia alla base di queste idee avesse il sopravvento: in quale mondo saremmo? A me vengono i brividi...................
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Lotta al HIV: l'unica guerra da fare

La realtà del HIV è pur se misconosciuta, almeno nel nostro paese dove si continua a predicare la castità invece di fare informazione martellante nelle scuole e nei media sulla prevenzione e sull'uso del preservativo e di un'attenta vita sessuale, è una realta con cui si deve fare i conti senza ipocrisie perchè va a danno non solo della società ma anche dei costi economici che dobbiamo sostenere per affrontarla. L'infezione ha ormai lasciato le "nicchie" storiche (peraltro faceva comodo ai benpensanti crederlo e affermarlo per nascondere la testa sotto terra visto che non fregava a nessuno se gay e tossici lo contraevano) e si sta estendendo ad altre realtà come i giovani, gli etero e ora gli anziani; ed anche se la speranza di vita aumenta grazie alla sperimentazione e all'uso di nuovi farmaci (che mantengono effatti comunque devastanti sul fisico) in realtà non si vede (in particolare nel nostro paese) una regressione della malattia ma anzi al contrario aumentano contagi sia in percentuale che in termini assoluti: frutto del silenzio e della mancata informazione sulla malattia certo ma anche (dire ma anche è di moda ora grazie a Crozza e quindi mi attengo al trend ) della vacuità dei modelli che si hanno di fronte oggi. Un cosa di cui non si parla è di coem i contagio si sta diffondendo fra i 60 enni e di come questo sia fonte di "ulteriore" emarginazione: in una società come quella attuale che si definisce post moderna, ma in realtà è basata sulla vanità individuale, dove se non sei utile e sfruttabile sia come consumatore che come numero da utlizzare come merce per produrre, già l'essere anziano è sinonimo di essere un peso, già se ci si ammala o si hanno acciacchi sorgono dei problemi (visti i livelli di assistenza assicurati nel nostro paese che sono minimi) ora immaginate, invece, se ci infetta con l'hiv cosa accade. Spesso la famiglia li abbandona a se stessi, le abitudini e le routine quotidiane non esistono più ed in pratica l'anziano si ritrova da solo. Spesso capita anche che essi tacciano, per evitare la vergogna sociale, la malattia con tutto quello che ne consegue e l'unica alternativa è la Comunità o le Case alloggio, ma certo sono curati ma mancano completamente gli affetti e la famiglia che è un'aiuto forte in questi casi. Un pò la nostra ipocrisia, frutto di quello che siamo, e un pò la carenze dello Stato e della società spesso sono alleate della malattia e ne favoriscono l'incremento: l'unica alternativa è PARLARNE naturalmente però questo è possibile farlo solo, e dico solo, se si dirada l'ipocrisia e l'orizzonte medievale che ci hanno costruito intorno.
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