lunedì 19 marzo 2012

a me interessano le persone non i mercati, Mario Soares

E' uno dei padri del Portogallo moderno; l'ha frase l'ho sentita in presa diretta e fotografa esattamente quello che anch'io penso, e non da ora: contrariamente a quanto pensa la minoranza (numerica NON certo specificamente di potere, anzi... oggi governano in molti, se non tutti, paesi) finaziaria a contare devono essere le persone non i mercati; le persone che "fanno" nazione; le persone che lavorano e si sacrificano per donare ai figli un mondo migliore, non aridi calcoli econometrici che determinano la morte civile di interi ceti sociali. Per i liberisti siamo "muppet (pupazzi)", null'altro (se avete letto dell'executive di Goldamn Sachs, che ha scoperchiato il vaso di pandora mettendo a nudo come ci vedono in queste multinazionali del terrore economico, sapete di cosa parlo e che si é licenziato con una email ... poi pubblicata dal New York Times nella quale esplicitava il modo con cui vedono i comuni mortali questi tizi ... stessa agenzia per cui lavorava Monti), quello che qui chiamano "parco buoi", buoi da tosare e basta. Con gente così non si ragiona ma si mettono in disparte con legislazioni che ne puniscono i comportamenti antisociali e speculativi, si ridimensionano e poi li si rende inoffensivi, com'erano 30 anni fa ... prima del reaganismo. Inutile dire altro: che ci piaccia o meno siamo in esubero tutti secondo loro e prima che ci mandino nell'oscurità egli invisibili, mandiamoci loro..... ha ragione Soares: qui spira aria di guerra, prima civile e poi fra Stati distruggendo i decenni di pace dopo la seconda guerra mondiale; a causa delle assurde posizioni assunte dalla Germania il sentimento antitedesco sta crescendo, insieme a quello contro le banche e contro l'europa (questa europa).. voglia realmente buttare tutto a mare per eliminare solo l'acqua sporca? Vogliamo davvero fare il loro gioco creando le condizioni di una maggiore repressione sociale prima e guerre sia economiche che vere, poi?

domenica 18 marzo 2012

a qualcosa devono rinunciare?

E mentre tutti guardiamo presa diretta, ripenso sia a quello che ha detto la Fornero a chetempochefa sia Monti nei giorni scorsi..... in particolare quest'ultimo, con la classica tattica del bastone e della carota, se n'é uscito con un "a qualcosa devono rinunciare"; ma come é dalla disdetta della scala mobile che rinunciamo e il Nostro se ne esce con una frase del genere? Non sto a fare la scaletta perché, spero, la conosciamo tutti e allora con quale protervia se ne esce con una frase del genere? Non sono ingenuo e non sto a fare il buonista, anzi mi rendo conto che corruzione, evasione, malaffare, caste varie, mafie varie, collusioni della politica ecc. sono un bel peso per tutti e ci rallentano, ma mi chiedo: perché a pagare dobbiamo essere noi? Perché dobbiamo noi, sempre, pagare il conto che altri hanno lasciato al banchetto? Non c'é altro modo? Si, che c'é. Richiede, però, coraggio: coraggio nel votare non per i soliti noti; coraggio nel cambiare strada; coraggio nel non spaventarsi se nell'immediato tutti perdiamo qualcosa..... perdiamo tutti qualcosa ora ma lo facciamo guadagnare ai nostri figli nel prossimo futuro. Il percorso é, naturalmente, pieno di trappole e passi falsi: il potere non mollerà la presa facilmente ma alla fine non potrà che crollare, il problema é se lo facciamo crollare noi o lo farà da sola lascindoci con una mano davanti e una di dietro, dipende da noi, solo da noi.
Qualche misura giusto per esempio?
redistribuire il peso fiscale verso l'alto;
reinserire il reato di falso in bilancio e NON cancellare quello di concussione come ha fatto questo governo;
patrimoniale;
reato di evasione fiscale con onere a carico del contribuente;
tassazione delle rendite finanziarie;
tobin tax;
public utilities ad azionariato popolare con un solo amministratore e nessun CdA;
riforma delle pensioni con tetto a quelle massime e tassazione maggiorata per quelle oltre i 10 mila euro e riduzione delle imposte per quelle sotto i 2 mila;
tetto alle retribuzioni dei dirigenti pubblici e a quello dei parlamentari (da subito contributivo allo stessa tassazione delle altre);
soppressione delle fondazioni bancarie;
cosa comporterà?
Entrate maggiori e possibilità di ridurre il peso fiscale perché la base imponibile si allargherà.
riduzione dell'iva
riduzione effettiva del costo del lavoro perché sarà la domanda ad essere incentivata e non l'offerta;
come se non bastasse: vogliono il mercato? Benissimo:
niente frequenze gratuite;
cancellazione della gasparri;
riforma della rai in stile bbc;
poteri effettivi alle cosiddette authority, fino alla chiusura temporanea della società o commutazione della pena in pecuniaria;
rappresentanza statale, banca d'italia o tesoreria, nei CdA delle banche (vogliono garantiti i loro soldi dallo Stato? Ne paghino lo scotto e ci guadagniamo in utili);
mondo dei sogni? No, basta crederci.......

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