domenica 1 marzo 2015

Net neutrality USA, le nuove regole

Fonte: Punto Informatico del 27/02/2015
Roma - Alla fine la Federal Communications Commission (FCC) ha votato la proposta del presidente Tom Wheeler di riclassificare i provider Internet come carrier telefonici tradizionali, i membri della commissione si sono comportati come era previsto e la riclassificazione è stata approvata a maggioranza con tre voti di democratici a favore e i due repubblicani contrari.

La dichiarazione ufficiale della FCC parla ora della fine dell'incertezza per il futuro della "Open Internet", un futuro che verrà ora salvaguardato da una serie di regole chiare pensate per difendere il diritto alla libertà di espressione, gli interessi dei consumatori e quello dell'evoluzione tecnologica del mezzo di comunicazione telematico.

Gli ISP USA verranno quindi trattati come carrier da "Titolo II", vale a dire come utility pubbliche e provider telefonici tradizionali, e dovranno dire addio ad alcune delle pratiche che più hanno fatto discutere in questi anni: la riclassificazione di FCC mette al bando il blocco clandestino dell'accesso a contenuti legali, il throttling della banda delle connessioni per l'accesso ai suddetti contenuti e le forniture a pagamento ai servizi di rete consumer di corsie di accesso preferenziali a risorse di connettività più ampie.Prevedibilmente la mossa di FCC avrà effetti significativi su Internet, i servizi telematici e tutte le aziende che operano in questo mercato, garantendo ad esempio agli utenti la possibilità di denunciare gli ISP nel caso in cui venisse loro fornito un accesso alla rete "ingiusto" e al di sotto degli standard minimi stabiliti dalla stessa commissione di Capitol Hill, oppure permettendo alle aziende più interessate all'innovazione tecnologica come Google di estendere la fornitura di nuovi servizi di connettività come la banda ultra-larga in fibra ottica.

La riclassificazione degli ISP viene oggi salutata in Rete come una vittoria su tutta la linea, una vittoria che tra l'altro non elimina tutti i pericoli che ancora minacciano la Open Internet e che non chiude, anzi, alimenta la discussione sui nuovi modelli di business telematici e il ruolo che le autorità federali americane dovrebbero avere a tale riguardo.

La vittoria conclamata della net neutrality ha potuto contare su un attivismo basato su Internet senza precedenti e in questo caso, diversamente dall'Obamacare, l'intervento diretto del presidente USA Barack Obama ha giovato all'esposizione pubblica della causa. Non a caso Obama festeggia la riclassificazione ringraziando i 4 milioni di persone che hanno scritto alla FCC facendo conoscere il loro parere in merito.

Diametralmente opposte, come prevedibile, le reazioni dei due grandi partiti politici americani: i democratici parlano di "enorme vittoria" e del risultato di un lavoro di anni, mentre i repubblicani con John McCain dicono che Internet dovrebbe essere gratuita e libera ma "non regolata dai burocrati federali". E preparano la rivincita al Congresso, dove hanno la maggioranza in entrambe le camere.

Le organizzazioni che si battono a favore dei diritti digitali come EFF, Public Knowledge e ACLU hanno accolto con favore, o persino entusiasmo la decisione di FCC, le aziende e le rispettive organizzazioni nate grazie alla Open Internet come Mozilla e The Internet Association sono altrettanto soddisfatte e Netflix parla esplicitamente di una vittoria per i consumatori e una sconfitta per gli Internet provider. Le major hollywoodiane (MPAA), per il momento, non si pronunciano e attendono di vedere gli effetti concreti della riclassificazione sui contenuti.

La decisione di FCC è andata ovviamente di traverso ai suddetti provider: CTIA (The Wireless Association) parla di una decisione "deludente e non necessaria" nel mettere sullo stesso piano connessioni mobile e fisse; Consumer Electronics Association (CEA) descrive l'intervento federale come una direzione sbagliata; l'organizzazione delle aziende del cavo (NCTA) definisce l'operazione "uno degli interventi più regolatori della storia" della FCC.

Di delusione per l'enforcement di regole che risalgono al 1934 parla Comcast, di interventi governativi che fanno male alla democrazia ciancia AT&T e nell'arte del trolling si esercita Verizon: il carrier ha rilasciato il proprio comunicato in codice Morse per sottolineare quanto antiquate siano, a detta della corporation, le regole che FCC ha voluto imporre su un mercato ultra-moderno come quello della connettività telematica.

Alfonso Maruccia
p.s.
.... mentre piangono le società del settore che già pensavano, ci si chiede: e in Italia e nella UE? Bè come sempre ci sono delle differenze fra la parte civile (Finlandia e Islanda in testa) e quella no: ad esempio nel nostro paese il governo sta facendo passi da gigante nell'abbandono proprio della net neutrality di comune accordo con altri paesi...... d'altronde gli usa ci sono arrivati ora ma ci sono arrivati.

giovedì 26 febbraio 2015

Fonte del post: Zeusnews
Da tempo circola in Rete un'immagine, quella mostrata qui accanto, che viene presentata (per esempio da Mattino.it) come la dimostrazione dell'"invenzione del primo telefono cellulare nel 1922".
Secondo il testo che solitamente accompagna l'immagine, si tratta di un fotogramma tratto da un cortometraggio muto della casa di produzione cinematografica britannica British Pathé datato 1922 e intitolato "Eve's Wireless".
In effetti nel filmato si vedono le due signore che passeggiano per strada, collegano a un idrante, tramite un filo, una scatola piuttosto ingombrante e portano all'orecchio un auricolare.
Si vede poi che all'altro capo del collegamento c'è una donna che parla, seguita da una canzone riprodotta su un giradischi. Come se non bastasse, la didascalia dice molto chiaramente che si tratta di un wireless 'phone: un telefono senza fili, insomma.
Ecco il filmato:


Ma allora come mai i libri di storia della tecnologia dicono che i primi telefoni cellulari risalgono a parecchi decenni più tardi? C'è una parte della nostra storia recente che è stata insabbiata?
No: si tratta di una bufala partorita dal Daily Mail, che a settembre del 2012 ha frainteso il significato che aveva all'epoca l'espressione wireless telephone: negli anni Venti la si usava per indicare le radio portatili, come spiega la British Pathé stessa.
Anche Smithsonian.com mostra molti esempi d'epoca dell'uso di wireless telephone per indicare la radio negli anni Venti.
I cellulari, insomma, non c'entrano nulla, come del resto si può intuire notando che le donne per strada non parlano nell'apparecchio ma si limitano ad ascoltare.
L'equivoco nasce dal fatto che spesso non si considera che le parole cambiano di significato nel corso dei decenni.
Paolo Attivissimo


  
 
Paolo Attivissimo
(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

p.s.
visto com'è facile ingannare? Ora cambiate completamente argomento, termini della questione, nazione, data e vi troverete nel paese dove un bullo può diventare di tutto.. anche presidente di qualcosa con il plauso di tutti promettendo la luna

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