lunedì 2 agosto 2010

Fiat: come volevasi dimostrare..

Se si voleva una prova provata (gli americani parlano di pistola fumante) che la Fiat senza l'aiuto pubblico non ha spazio l'abbiamo avuta oggi: il cosiddetto "mercato" dell'auto crolla letteralmente, ossia - 25.97%. Perché? E' semplice: senza gli aiuti di Stato la Fiat fa la fine della Chrysler e quindi, nonostante faccia la sostenuta come atteggiamento aziendale e si dia le arie da impresa "globalizzata" senza mamma-Stato ritorna a essere quella che in realtà é, una piccola impresa di diritto privato sovvenzionata larvatamente dal pubblico. In teoria, quindi, il Governo avrebbe una bella leva in mano per far pressione: vuoi sovvenzioni, accetta il confronto e ripensaci ad andare a investire altrove. Nella realtà attuale non è così: il Governo ha tutto l'interesse a che la Fiat faccia il lavoro di depotenziare il sindacato (due li ha addomesticati il terzo i lavori sono in corso) e quindi chiude un occhio sugli sboroni che il CEO dell'azienda fa quando, come dire, sputa nel piatto dove mangia con le sovvenzioni agli acquisti. Entrambi hanno interessi in gioco ed entrambi sono pronti a fare manovre a tenaglia per eliminare quell'ultimo pezzetto di libertà sindacali e civili che esistono; e non solo: dato che i politici, comunque, non cacciano di tasca propria i soldi quindi le varie sovvenzionimesse in campo alla fine le hanno pagate, e le pagano, le stesse persone che ne hanno usufruito; il giochetto è fatto: tutti sono contenti e lo Stato c'incassa l'iva e i politici parlano di "aver" salvato mercato e posti di lavoro. La Costituzione parla di utilità "sociale" della proprietà e da nessuna parte prevede che si debbano buttare nel cestino soldi di tutti per far mangiare una ristretta élite, la quale per giunta poi con quei soldi ci fa altro: Fiat in questo gico non è da sola ma in ottima compagnia ma mentre gi altri lo fanno più o meno alla chetichella, leggi Omsa, lei no.... non può o meglio non è nel suo DNA nel più puro stile padronale che l'ha sempre contraddistinta (dall'appoggio, ben ripagato, al regime anteguerra alle schedature dei sindacalisti dopo la guerra e ciò giusto per citare due esempi) e che non riesce a togliersi per diventare un'azienda realmente competitiva che ce la fa con le proprie gambe e non un azzoppata cui servono soldi pubblici per emanare anche solo un sospiro: mica l'ha fatto solo qui, anzi in Serbia e negli USA i soldi li ha pappati e corre ad abbeverarsi; qui che gli incentivi son finiti chiude mascherando con ragioni "alte" quello che è un semplice calcolo contabile, nemmeno economico. E pensare che c'è chi, anche qui sul mio blogghino da due cent, che la difende in nome del nuovo stile padronale!!

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