si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
Grazie al sostegno della Bce il rendimento del Btp
ha raggiunto il livello minimo dallo scorso maggio (2,42%), mentre lo
spread è passato da 241 a 234 punti – il livello più basso da settembre.
Il problema della sostenibilità del debito italiano, però, continua impensierire i gestori della City, riuniti nella convention annuale degli investitori.
Il
problema sono soprattutto le prospettive di crescita basse unite a un
debito pregresso (stock) assai elevato, che riduce le disponibilità di
spesa primaria del governo. “Nel caso di una recessione accompagnata da
un rallentamento della crescita più ampio anche in Europa, se il costo
del debito continua a salire, possono esserci timori sulla solvibilità dell’Italia”, ha detto Paul Brain investment leader della Newton IM, intervistato dal Sole 24 Ore.
E
se il problema è la crescita, Brain vede poche chance che il governo
del cambiamento, possa ribaltare le performance economiche italiane,
deludenti da anni: “Al momento non mi sembra ci siano le premesse per
un cambiamento di rotta anche con questo governo populista”.
“Le
banche centrali hanno fatto tutto quello che era possibile fare per
uscire dalla crisi”, ha aggiunto l’analista fixed income di Insight
management, April LaRusse, “ora devono essere i governi a prendersi le loro responsabilità utilizzando la leva fiscale per stimolare la crescita”.
Insomma,
quello che l’esecutivo giallo verde aveva annunciato sin
dall’insediamento, non fosse che questa è “una strada difficile per
l’Italia fino a quando non avrà risolto i problemi dell’alto livello del
debito attraverso riforme strutturali”.
Un video pubblicato dal governo francese per responsabilizzare il
popolo francese in vista delle elezioni europee e invitarlo ad andare a
votare contro i partiti di Viktor Orban e di Matteo Salvini
ha sollevato un polverone. A sette mesi dalle elezioni del 26 maggio
2019 Macron ha lanciato una campagna filo europeista che potrebbe
rivelarsi però un boomerang.
In sottofondo si sente una musica allarmista, senza commento. Il video (vedi sotto)
in cui si evocano le questioni calde e le tante sfide in gioco, tra cui
immigrazione, lavoro e clima, suscita più di un dubbio sugli effetti
che controproducenti che potrebbe avere.
Il
clip, in cui si vedono le immagini del ministro dell’Interno italiano e
del primo ministro ungherese, due personaggi considerati come tra i
principali protagonisti dell’onda nazionalista e di chiusura delle
frontiere e del commercio, è nettamente schierato contro le formazioni
populiste.
Francia, banche troppo esposte all’ItaliaCome con la
Grecia durante l’ultima crisi del debito sovrano, le banche della
Francia sono ampiamente esposte anche al sistema Italia. Si parla di €277 miliardi di debito governativo italiano in mano alle banche, l’equivalente del 14% del Pil.
Tenuto conto che il governo italiano ha lanciato il guanto di sfida alla Commissione Europea e alla Bce sui conti pubblici, il 2019 potrebbero voler dire guai seri per la Francia.
Il
ministro francese delle Finanze Bruno Le Maire ha esortato l’organo
esecutivo dell’Ue – che ha bocciato la manovra finanziaria italiana per
il 2019, di convincere l’Italia a fare un passo indietro. Anche se non
si rischia un effetto contagio, secondo Le Maire, l’area euro “non ha
le armi necessarie per difendersi da una nuova crisi economica o
finanziaria”.
Il governo francese è consapevole del fatto che una crisi in Italia metterebbe in ginocchio anche l’economia della Francia,
con le banche che rappresenterebbero il veicolo di trasmissione
principale del contagio. Parigi non è la sola nazione con livelli di
esposizione preoccupanti al debito italiano, ma è il paese più esposto di tutti.
Secondo
i dati della Banca dei Regolamenti Internazionali, la banca delle
banche centrali, gli istituti di credito tedeschi hanno in mano 79
miliardi di euro di debito italiano, mentre le controparti spagnole 69
miliardi. Sono cifre significative ma decisamente inferiori a quelle
delle banche francesi. Nei bilanci dei settori finanziari della prima,
seconda e quarta potenza economica d’Eurozona sono iscritti 415 miliardi di debito italiano.
Mentre
l’esposizione del sistema bancario tedesco è calata negli ultimi anni,
quella della Francia è cresciuta. La Bce ha fallito nel suo tentativo
di ridurre l’intreccio stretto tra banche e debito sovrano. Le misure a
sostegno del mercato obbligazionario dell’area euro hanno anzi spinto
le banche a comprare bond governativi a rischio zero.
Da un altro punto di vista, gli investitori non sembrano più di tanto preoccupati da questi pericoli di contagio. L’indice del rischio di contagio è sceso dal 36% al 33%.
In altre parole i trader non temono per la stabilità dell’area. Ma
come osserva Bloomberg, l’esposizione delle grandi banche europee ai Btp italiani
vuole anche dire che i leader di Francia, Germania e Spagna sono
incentivati a cercare un compromesso nella sfida tra Italia e
Commissione Ue sul budget italiano.
Il governo giallo verde lo sa bene.
“A
Bruxelles piacerebbe vederci uscire sconfitti”, ha detto il consulente
economico della Lega Claudio Borghi, facendo capire che questo non
succederà. “Abbiamo ancora 15 miliardi di euro nel fondo salva banche
ereditati dall’era Renzi. Non è una situazione ideale ma abbiamo ancora
margine di manovra. Alla fine saranno loro a dover fare un passo
indietro”.
Non è un caso che Lorenzo Bini-Smaghi, ex membro del
board della Bce e presidente di Societe Generale, la seconda banca di
Francia, abbia paura che gli eventi di oggi stiano seguendo lo script
della crisi del 2011. “L’Italia si sta per schiantare contro un muro”, ha avvisato il banchiere.
“L’economia
rischia di scivolare in una fase di recessione nel quarto trimestre.
Le banche hanno già ridotto le attività creditizie quest’estate, non
appena gli spread hanno iniziato a salire. Il governo non capisce che l’impatto potrebbe essere violento“.
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