mercoledì 18 ottobre 2017

WiFi, crackato il protocollo WPA2

Punto Informatico di Alfonso Maruccia


Il ricercatore Mathy Vanhoef ha svelato al mondo i primi dettagli di KRACKs (o Key Reinstallation Attacks), un modo per sfruttare le gravi vulnerabilità individuate nel protocollo di sicurezza WiFi Protected Access II (WPA2). Si tratta di un problema che coinvolge l'intera industria tecnologica, visto che gli attacchi dovrebbero funzionare su tutte le moderne reti WiFi protette tramite WPA2 e non solo. Ma è ancora presto per farsi prendere dal panico.

Come aveva già anticipato lo US-CERT poche ore prima della pubblicazione del sito Web di KRACKs, le vulnerabilità di sicurezza individuate da Vanhoef riguardano la gestione a "quattro stadi" delle chiavi crittografiche durante la fase di handshake della connessione: durante il terzo stadio, la chiave può essere inviata più di una volta e, con i dovuti accorgimenti, può essere compromessa in maniera completa.
Un malintenzionato a conoscenza dei dettagli delle 10 vulnerabilità usate da KRACKs potrebbe in teoria violare la sicurezza di qualsiasi dispositivo che supporti i segnali WiFi, dice il ricercatore, con tutti i sistemi client soggetti all'abuso (dai gadget mobile Android a Windows passando per OpenBSD) e possibili azioni malevole che includono il furto di dati sensibili e finanziari, installazione di malware, controllo della connessione e molto altro ancora.
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martedì 17 ottobre 2017

Domanda di petrolio raggiungerà il picco entro il 2030

WSI 17 ottobre 2017, di Alberto Battaglia 
La domanda di petrolio potrebbe raggiungere i livelli massimi entro 13 anni, per via della continua crescita nella diffusione delle auto elettriche e di motori sempre più efficienti sotto il profilo energetico. E’ quanto prevede la Wood Mackenzie in un report nel quale viene previsto il picco della domanda di oro nero entro il 2030. Attualmente, dei 96 milioni di barili consumati ogni giorno, 60 sono destinati al trasporto. “Stiamo diventando sempre più efficienti nell’uso dell’energia”, ha dichiarato l’analista di Wood Mackenzie, Alan Gelder, “le economie crescono in modo meno dipendente dal petrolio e la sua importanza dovrebbe declinare nel tempo”.

L’impatto sulle compagnie petrolifere potrebbe essere grave, se si considera che già adesso gli utili sono ben più modesti rispetto a una decina di anni fa: alcune fra le maggiori compagnie petrolifere (Exxon, Shell, BP, Total, Chevron, Petrobas e Statoil) avevano registrato complessivamente profitti a 99,2 miliardi di dollari nel 2004, mentre nel 2016 la cifra è scesa a 10,5 miliardi.

In prospettiva, il grosso dei cambiamenti avverrà quando le auto elettriche diventeranno mainstream: “Dopo il 2025 le vendite di auto elettriche decolleranno. Più in là si va nel futuro, più saranno le auto elettriche”, ha aggiunto Gelder aggiungendo che entro il 2030 le vetture ibride plug-in avranno una quota globale di mercato del 10%. Alcuni Paesi come Francia e Regno Unito hanno già previsto per il 2040 l’addio alla vendita di nuove auto a benzina e diesel; questo genere di provvedimenti dovrebbe accelerare il passaggio alle auto elettriche.

Un aspetto messo in evidenza dal report riguarda anche le entrate fiscali legate alle tasse sui carburanti: la riduzione nelle vendite di auto dotate dei motori tradizionali rappresenta una sfida per le casse pubbliche, visto che ogni anno il Regno Unito incassa dalla vendita di benzina e gasolio 28 miliardi di sterline. In Italia, l’Iva e le accise sulla benzina hanno portato nelle casse dello stato 38,7 miliardi di euro nel 2016.

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