lunedì 21 maggio 2018

Monarchie del Golfo, una settimana di ordinaria repressione

Fonte: Il Fatto Quotidiano Mondo | 21 maggio 2018 


Come ogni settimana, non sono mancate neanche in quella appena terminata preoccupanti notizie sullo stato dei diritti umani nella regione del Golfo. Il 16 maggio la quarta corte d’appello del Bahrein ha emesso il verdetto al termine di un “maxi-processo”, iniziato il 23 agosto 2016, che vedeva imputate di terrorismo 138 persone, 52 delle quali in contumacia.
Il processo, in cui sono state ammesse come prove diverse confessioni estorte con la tortura, si è concluso con 23 assoluzioni, 53 ergastoli, tre condanne a 15 anni, una a 10 anni, 15 a sette anni, 37 a cinque anni e sei a tre anni. C’è poi l’odiosa pena “accessoria” della privazione della cittadinanza, provvedimento adottato nei confronti di 115 imputati. Dall’inizio dell’anno, 231 bahreiniti sono stati resi apolidi. Dal 2012, il totale è di 718.
L’articolo 10 della legge sulla cittadinanza, più volte emendato, stabilisce che questa possa essere revocata a chi svolge servizio militare per un Paese straniero, si mette al servizio di un Paese straniero o procura “danno alla sicurezza nazionale“, definizione quest’ultima che può voler dire tutto e niente.
Le persone che vengono private della cittadinanza sono obbligate a consegnare il passaporto e i documenti d’identità. Quelle che non sono in carcere devono chiedere un permesso di soggiorno in quanto “stranieri” o lasciare il Paese. Chi è in carcere lo farà al termine della pena. Chi non ottiene il nuovo documento viene accusato di “soggiorno illegale” ed espulso.
Anche nell’Arabia Saudita del “moderato” e “riformista” principe della Corona Mohammad Bin Salman non si sono risparmiati. Il 18 maggio fonti ufficiali saudite hanno reso noto l’arresto di sei difensori dei diritti umani e di una settima persona al momento ignota, con l’accusa di tradimento. L’annuncio è stato immediatamente seguito da una campagna diffamatoria mossa dai media di regime, che hanno accusato le persone arrestate di far parte di una cellula in contatto con entità straniere. In parole semplici, di essere dei traditori.
Tra le sette persone arrestate figura Loujain al-Hathloul, la nota promotrice della campagna contro il divieto di guida alle donne saudite, che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere rimosso dal 24 giugno. L’hanno portata via da casa la sera del 15 maggio ed è detenuta nella prigione di al-Hai’r nella capitale Riad.
Ci sono poi Iman al-Nafjan e Aziza al-Yousef, che nel 2013 sfidarono il divieto guidando per le vie della capitale, così come Aisha al-Manea, a sua volta protagonista della campagna sin dai primi anni Novanta. E infine Ibrahim al-Modeimigh, avvocato e promotore dei diritti delle donne, e Mohammad al-Rabea, che aveva aperto a Riad un circolo letterario per uomini e donne.

domenica 20 maggio 2018

Governo, mini-BOT spaventano Ue e analisti: o salta la Germania o l’Italia

Fonte: W.S.I. 18 maggio 2018, di Alessandra Caparello
(questa è solo una parte dell'articolo il resto lo trovate al link suindicato con W.S.I.)
ROMA (WSI) – Promette di far discutere la proposta di Lega e Movimento Cinque Stelle riguardante l’emissione di titoli di stato a breve termine per pagare le aziende che vantano crediti con lo Stato.
A parlarne è stato il capo dell’economia della Lega Claudio Borghi, che alla domanda se i cosiddetti “mini-BOT” – nominati dopo i buoni del Tesoro a breve termine dell’Italia – fossero all’ordine del giorno, ha risposto “sì”.
A renderlo noto Reuters, che sottolinea anche in un articolo a firma di Jan Strupczewski in cui vengono citati una serie di analisti, come – a giudicare dall’ultima bozza di contratto – la coalizione che guiderà il governo italiano rischia di bloccare il processo di integrazione nell’area dell’euro e potrebbe preparare il terreno per la prossima crisi dell’euro, qualora riuscisse a realizzare le sue politiche di riduzione delle imposte e di spese allegre. Vanno trovate coperture per oltre 100 miliardi (vedi stime riportate nella tabella sotto).
“Con il governo M5S/Lega, i problemi di fondo dell’economia italiana, tra cui la bassa crescita, la scarsa flessibilità dei mercato del lavoro, l’inefficienza del sistema bancario e della pubblica amministrazione, non saranno affrontati, anzi, in molti casi saranno peggiorati”.
Lo ha affermato in una nota ai clienti Jan von Gerich, Chief Strategist di Nordea.
“In breve, la fiducia nei confronti dell’Italia è destinata ad essere messa a dura prova da un governo M5S/Lega, anche se le due parti non saranno in grado di attuare pienamente il loro programma”. L'osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano guidato da Carlo Cottarelli ha calcolato quanto costeranno e quanto permetteranno di risparmiare le misure contenute nel contratto firmato da M5s e Lega: c'è un buco da oltre cento miliardi da coprire.Mini-Bot: moneta parallela, bomba a orologeria per l'euroPer Borghi i mini-Bot sono "la bomba del programma, ma non se ne è accorto nessuno". Con questo sistema "mettiamo soldi nelle tasche degli Italiani pagando i debiti dello Stato. È l’uovo di Colombo". Secondo alcuni commentatori stranieri si tratta però di un altro tipo di bomba. I mini-Bot, emessi in euro, vivono nel paradosso che se un giorno l'Italia dovesse uscire dall'area euro, una volta liberi di scambiare sul mercato "staccati" dall'euro, quei titoli varranno probabilmente molto meno. Il Financial Times stima che i mini-Bot - si chiamano così perché di piccolo taglio, dai 5 ai 100 euro - siano una bomba a orologeria pronta a esplodere sotto la sedia dell'Eurozona. Con l'arrivo di una proposta del genere o se ne va la Germania o l'Italia. Nel senso che l'uno o l'altro paese sono destinati a dire addio all'Eurozona. Il concetto dei titoli denominati in euro è che non paghino interessi, che siano stampati dallo Stato e che siano garantiti dalle entrate fiscali del paese emittente. I privati non saranno costretti ad accettare i mini-Bot come pagamento. Il titolo mini-Bot potrebbe essere usato per ripianare debiti con il fisco o per pagare entità del settore pubblico. Il primo obiettivo sembra che sia quello di appianare i debiti commerciali della Pubblica Amministrazione, che si stima ammontino a 64 miliardi di euro. Alla luce di queste considerazioni, i mini-Bot possono essere considerati una forma di moneta parallela, nonostante Lega e M5S neghino che si tratti di questo. Ma di fatto è un sistema per incrementare il debito nazionale senza che venga iscritto a bilancio. I due partiti euro scettici hanno promesso di attenersi agli accordi stretti con il trattato Ue fondatore di Lisbona, ma i mini-Bot sono in violazione dell'articolo 106, che dice che solo la Bce può emettere la moneta unica.  Nell'idea di Lega e M5S, i mini-Bot sono un modo semplice per creare un registro trasferibile di future entrate fiscali, garantito quindi dallo Stato. Dal momento che non si tratta di moneta ufficiale, i pagamenti di questo tipo non saranno nemmeno soggetti al limite delle transazioni in contanti di 3mila euro. I mini-BoT rischiano pertanto di favorire le attività illecite e il mercato in nero. Casi di esperimenti simili, volti ad aggirare i vincoli di bilancio, si sono già visti in California nel 2001 e a Buenos Aires durante la crisi dell'Argentina nel 2001-2002 che poi ha portato al default del debito del paese. Anche in Grecia l'allora ministro dell'Economia Yanis Varoufakis propose una sorta di "pagamento pubblico digitale", che sarebbe stato garantito dalle future entrate fiscali. Nessuno di questi strumenti, tuttavia, veniva "stampato" come nel caso dei mini-Bot. Secondo John Dizard del Financial Times a trarre vantaggio dell'iniziativa non saranno i giovani senza lavoro, bensì coloro i quali compreranno i mini-Bot a un tasso di sconto del 20-30%, come pensionati e creditori statali. Potrebbero rivendere il titolo (la "quasi moneta parallela" come la definisce l'editorialista) agli acquirenti di beni, titoli finanziari e servizi italiani.
"Se i mini-Bot vengono introdotti su grande scala, i problemi politici che creeranno in Europa costringeranno una tra Italia e Germania a uscire dall'euro". E "dopo aver recato danni, alla fine lo schema dei mini-bot verrà abbandonato".

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