domenica 10 ottobre 2010

10, 100, 1000 ..... pomigliano

Fa tristezza, vero? una volta quel "10, 100, 1000" che dicevano i terroristi e che strillavano nelle piazze i loro collaterali (spessissimo senza nemmeno capirne il significato e il riferimento); ora a dirlo sono sindacalisti, non comunisti, ma bianchissimi.... e vi aggiungono anche "Pomigliano (nel link c'è il testo dell'accordo, giudicate voi ....)": triste e preoccupante come un sindacato confederale, che ha fatto la storia del movimento operaio italiano, faccia un simile passo e si presti alla provocazione per difendere il contratto capestro che hanno imposto a Pomigliano seguendo la Fiat sulla propria strada e facendosi attirare dalla cantilena delle sirene Fiat dimostrando che la storia non ha insegnato nulla sulle promesse da marinaio fatte da costoro: memoria volutamente corta, sia chiaro. E' facile dire, se si guarda alla storia sindacale del paese, che i sindacati centristi hanno sempre avuto un piede in due staffe, troppo facile: questa volta non si parla di un accordo di vertice ma di un contratto che rompe la tradizionale concertazione per fare un balzo in un territorio sconosciuto che ben altre riflessioni avrebbe meritato prima, non dopo, la firma; una per tutte: ma gli operai di pomigliano hanno o no diritto a, per esempio, fare la pausa o questo moloch (con tre gambe, ossia Fiat/Sata, Uil e Cisl) pretende anche quello che devono pensare, dire, vivere? Ma non capiscono che quando una persona che lavora é stanca e stressata lavora male e produce peggio? Ci sarebbe tanto da dire ma qui il punto non é questo: il punto é che Pomigliano si pone come un avamposto delle mitiche "free zone" di stampo asiatiche tanto sfruttate dagli occidentali per produrre al di fuori delle strettoie sindacali, e non solo; visto che nel nostro paese si é rinunciato a investire in ricerca e sviluppo, cosa rimaneva da fare? Semplice: spremere come limoni i lavoratori e provare con la quantità quello che si é incapaci di fare in qualità: con il retropensiero che, se andasse male, ci sono sempre gli USA dove "ritirarsi" (visto che lì i sindacati sono poco più che associazioni "gerenti", in maniera non sempre chiarissima, le pensioni e le polizze assicurative, e da anni hanno abdicato al loro ruolo storico). La difesa degli interessi dei propri iscritti, in primis, e dei lavoratori in generale é, ormai, un optional e scomoda per giunta, quindi meglio pensare alle fughe in avanti e agli accordi di vertice che piuttosto fare le scelte realmente difficili come quelle di costringere ad un serrato confronto con la controparte mettendola di fronte alle proprie pecche e giochini finanziari che i lavoratori pagano come ultima ruota del carro. E' il sogno dei politici (populisti e liberisti, ossia per chi non lo dovesse capire .... pd e pdmenoelle che in un abbraccio insolito hanno incensato l'accordo come tutti quelli precedenti quando li firmava anche la cgil) nostrani avere un sindacato che fa testimonianza e che si mette sull'attenti lanciando battaglie di comodo e irrisolvibili, leggi lotta all'evasione fiscale o alla riduzione delle tasse, anziché chiedere e pretendere la difesa del potere d'acquisto dei lavoratori (anche la cgil si è distinta in materia ma almeno ne ha chiesto la difesa) e contratti di lavoro dignitosi; per tacere del preacariato imperante che proprio i confederali, tutti, avallarono con la prima riforma del lavoro marcata "Treu" che aprì la porta all'attuale situazione dove siamo alla seconda generazione che non conoscerà il posto fisso e alla prima che si potrà definire non preparata (per non dire ignorante) alla bisogna grazie all'esito finale della riforma Gelmini (in parte incolpevole perché lei stessa é l'esito delle precedenti scelte a partire dalla Berlinguer.... tutto torna). Intanto i narcisi pdmenoelle pare abbiano definitivamente deciso di allearsi con l'udc: questo si chiama fare i tafazzi..... perderanno altri voti, auguri italia!!
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