venerdì 24 febbraio 2012

Draghi: modello sociale europeo praticamente superato

qualche anno fa uscì questo saggio (indico questo perché ce l'ho, l'ho letto - anzi studiato - e parlo non per sentito dire) che poneva una domanda: può l'europa insegnare qualcosa alla sponda opposta dell'atlantico? Allora la risposta era, sì. C'erano alti e bassi, c'erano stati in difficoltà ma non c'era "l'attacco" della finanza al vecchio mondo per "conformarlo" ai desiderata del migliore, il loro, dei mondi possibili.... insomma un pò alla volta ci stanno abituando a " ricette greche (mica solo noi, ci fanno compagnia degna Irlanda, Portogallo, Spagna e Grecia naturalmente...)" che non servono per crescere, come vogliono farci credere, ma per GARANTIRE L'INVESTIMENTO FINANZIARIO di chi presta soldi agli Stati, tutto qui. Abbiamo voglia a berci le balle che i politici, e i "tecnici", ci propinano: lo scopo non é certo quello di migliorare le nostre condizioni, anzi qui l'unica cosa che conta é la finanza: non é un caso che in quasi tutti i paesi sotto attacco siano al governo banchieri e sodali........ nel saggio suindicato, pubblicato nel nostro paese nel 2004 e, rileggendolo, ho comreso quanto fosse stato profetico nelle sue tesi. Se a questo florido quadro ci mettiamo anche quanto sostiene l'OCSE ossia che:
si devono ridurre le tutele sul lavoro (..);
liberalizzare tutto il liberalizzabile (addirittura si definisce una iattura il referendum che ha bloccato quella sull'acqua);
ridurre ancora la presenza dello Stato nell'economia.
... questo per dire le principali ma ce ne sono anche altre; si comprende come non si possa non pensare che in realtà la crisi non é altro che un paravento dietro il quale c'é la volontà di chiudere i conti con il welfare state e si avvicinare le due sponde atlantiche ma non nel senso "europeo" quanto piuttosto in quella americano: straricchi da un lato e miserandi o poco più dall'altro e tutti alla mercé della volatilità dei mercati finanziari e delle loro speculazioni finanziarie..... c'era un altro saggio che ne prevedeva l'esito finale che abbiamo sotto gli occhi, Bancarotta di Stiglitz (che fra parentesi possego)
anche in questo saggio del 2010 c'era la previsione dell'oggi: e anche quest'autore c'ha visto giusto. Direte, e allora? Allora il tempo stringe: O ACCETTIAMO LE RICETTE "GRECHE" O CI (RI)SVEGLIAMO E COMINCIAMO DANDO IN TUTTE LE PROSSIME TORNATE ELETTORALI LA SFIDUCIA ALLE FORZE CHE ATTUALMENTE APPOGGIANO QUESTO GOVERNO, é l'unica strada da percorrere: abbiamo visto quanto servano le proteste, Grecia docet, vediamo se togliendogli la mucca da mungere e i conseguenti privilegi gli arrivi un messaggio, ossia quello di fermarsi e ripensare all'italianissimo "tengo famiglia"........ non sanno far altro che scaldare pagatisime sedie pubbliche: gliele togliamo e dovranno ripensare al loro "futuro", il nostro ce l'hanno già rovinato. Se li lasciamo fare, tempo qualche mese, ci aspettano:
treni privatizzati al 100% senza nessuna garanzia di controllo;
acqua privata;
trasporti locali privati;
vendita dei beni pubblici senza alcuna discriinazione;
... non troverete "liberalizzate" invece banche, assicurazioni, corporazioni, ecc. devo continuare o vi basta?

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