martedì 24 settembre 2013

Germania, anno .....zero

Con stasera chiudo le mie, assolutamente personali, dissertazioni sulle elezioni tedesche, promesso (anche perchè visto l'incessante afflusso di messaggi e passaggi l'argomento è sentitissimo.....).
Alcune cose son chiare; altre lo sono meno; altre ancora vanno comprese perchè ancora work in progress...... ce ne accorgeremo quando sarà troppo tardi.
Premetto che in questi giorni elettorali la mia chiave di interpretazione della situaizone che abbiamo di fronte è stata proprio il saggio di un tedesco .... quello che vedete in alto a destra nel blog: Tempo guadagnato di Wolfgang Streeck edizioni Feltrinelli per la collana campi del sapere (compratevelo, è ... illuminante).

Ci sono, ancora, alcune cosette che vanno dette; le porrò in termini interrogativi e vi darò una, non è detto che sia quella migliore nè quella vera ma solo "una", risposta: ok cominciamo?
  1. Domanda: Si potrebbe anche capire che i paesi forti tifano per l'europa e la sua moneta, ne riparleremo di ciò, ma perchè nei paesi deboli ci sono "tifosi" altrettanto accesi e ci si spende tanto per rimanervi anche al costo di affamarci tutti?
    Risposta: in realtà nei paesi forti è in corso lo stesso processo che avviene qui solo che il modo cambia, come? La germania, alcuni anni fa era "il malato del vecchio mondo" e un socialdemocratico (uno di sinistra diremmo noi allocchi) capì che non era più il tempo di mettersi a fare il difensore degli oppressi ma di ..... cambiare gli orizzonti.Schmidt, prima, Schreoder, poi, posero in essere quelle "riforme strutturali" che anche qui i mercati invocano, la vera differenza è che la Germania NON è l'Italia quindi la SPD non vinse, nè vincerà, più le elezioni e la CDU si pose come semplice continuatore della linea della sinistra cogliendone i frutti (come fece in Gran Bretagna Blair nel dopo Thatcher); questo per cominciare.. poi è venuto il resto: aiutato dal carattere federale della germania; il debito è stato frazionato nei vari stati e nelle rispettive banche, quasi tutte pubbliche e, quelle regionali, ampiamente indebitate (sia con titoli di Stato esteri che, soprattutto, con le aziende tedesche... il modello Volkswagen, insomma) di cui sono i veri pilastri... ecco perchè hanno bisogno sia di sostenere la domanda interna (dei ceti coinvolti naturalmente.... perchè gli altri, quelli poveri ne vengono esclusi e diventano dei paria.. i comuni e i laender tedeschi pagano loro affitti e altro pur di tenerli buoni e non farne esplodere la protesta e la rivalsa sociale; ieri, in basso nel post, c'era un link, "povertà", che altro non era che un dossier preparato da euronews sulla situazione degli indigenti in germania) che, soprattutto le esportazioni .. e per esportare bisogna, come diceva il post di ieri, "fregare il proprio vicino": detto fatto.. aggiungiamo che i "vicini" avevano, a dir poco, la coscienza sporca: hanno scommesso tutto sui paesi del nord europa e sull'idea di cui si son fatti portatori; inoltre sentono di far parte di un ceto transnazionale che non si riconosce più nella tradizionale idea-Stato ma ad altro ossia a una entità "oltre" che mal sopporta il popolo e la sua massima espressione, la democrazia, ed anzi la vede come un pericolo dato che permette ai cittadini di esprimersi liberamente e di disdire quei "contratti" che i loro rappresentanti hanno sottoscritto, a cuor leggero, in loro nome non potendo più approvvigionarsi alla mangiatoia classica delle tasse (anche perchè i ceti di cui sono espressione questa classe transnazionale sono poco propensi a pagarle...) che oltre un certo limite sono "insopportabili". Quest'aspetto mi pare chiarito.. o no? Fate voi...
  2. Domanda: Perchè, dal 2008 a oggi, i mercati premiano la Germania, e si suoi alleati, e non gli altri?
    Risposta: Perchè questi paesi sono già avanti nel processo "turbocapitalistico"..... hanno già fatto il salto di qualità: infatti nei paesi preferiti dai mercati il divario fra ricchi e poveri è già ampio e non corre rischi di richiudersi, anzi cresce violentemente... solo che ancora non se ne sono accorti per i pochi residui di welfare che ancora resistono e resistono, e veniamo al punto della seconda domanda, perchè nei paesi "in crisi" il welfare esiste ancora e la gente è poco propensa ad accettare "sacrifici" in nome della scleta liberista e di mercato che riduce l'intervento dello stato e dona ai mercati stessi il welfare..... in Grecia questo si è tentato e non va perchè la gente in piazza è scesa, e continua a scendere, e in maniera più o meno violenta, e a protestare; non è un caso che Syriza è forte e .. Alba dorata, pure....... è la risposta naturale alla violenza dei mercati turbocapitalistici: mercati peraltro che sono miseramente falliti perchè è tale l'avidità di coloro che ne sono gli operatori che risultano essere "autodistruttivi" centrando in pieno una delle più irrise "profezie" di K. Marx ossia quella del capitalismo disegnato come un mostro che ..... divora se stesso quando non c'è più nulla da divorare: peccato che ce ne accorgiamo solo quando gli siamo finiti in bocca, vero?
  3. Domanda: ma se è così perchè la gente non si ribella alla rapina e, anzi, più scendi in basso nella scala sociale più c'è il rifiuto di prenderne atto trovando addirittura degli strenui difensori del sistema?
    Risposta: perchè ci troviamo di fronte a una vera e propria truffa ai danni dei cittadini. Gli USA per diventare il modello e il paese guida del turbocapitalismo c'hanno messo ben 200 anni, con alti e bassi, e contemporaneamente hanno douvto prima creare il mito sociale .. partendo dalla demonizzazione del socialismo, marxista e non, che alleviava le speranze delle masse; non è un caso, per esempio, che la Costituzione di questo paese ha due "scritture" nella prima si usa la parola "benessere (welfare)" ma quando si accorsero che questo sarebbe toccato allo Stato i nostri massoni la cambiarono in "felicità" spostando il peso della sua ricerca sulla gente e non più sull'entità Stato, il quale da quel momento in poi non aveva il compito di assicurarla ma di impedirne le limitazioni: da quel momento gli usa sono diventati terra di conquista per una serie di predoni, una umanità varia che va dai banchieri ai veri e propri mafiosi (in alcuni casi le due figure hanno coinciso) con lo Stato che si limitava solo a evitarne gli eccessi, il liberismo appunto..... se non eri organizzato in lobby eri fuori dal sistema; se scioperi viene riconosciuto ai padroni il diritto alla serrata; ecc. ecc. il meglio del meglio del liberalismo economico insomma.......  cosa diversa da quello politico ma questo conta poco dato che del secondo, impersonato da grandi pensatori come Isaiah Berlin, sono praticamente dimenticati.  Essendo consorterie, corporation, sono mosse da interessi e convenienze e hanno come fine ultimo il profitto: fanno guerre, corrompono, investono in cultura e nei media, pagano politici affinchè siano "benevoli" con loro e impediscano ai cittadini di intromettersi negli affari ma paghino e basta.... infine, e questa è la loro maggior vittoria, trasformare i cittadini in consumatori, a esser buoni, se non parco buoi, ad essere realisti, che ha un solo compito....... consumare, e consumare ancora, tutto qui. Dalla nascita e finchè si è interessanti agli occhi degli azionisti non c'è altro: consumare. Non importante, diceva Negroponte, capire come funziona un personal computer ma che lo si sappia usare per "navigare" diventando contemporaneamente "tag", o target commerciali, delle aziende commerciali e di quelle pubblicitarie, loro agenti di vendita...... ecco il lato oscuro di Facebook ad esempio. Sono enormi interessi: si pensa che queste enormi aziende abbiamo una massa finanziaria di trilioni di $, in pratica potrebbero comprarsi l'intero occidente, ma perchè assumersi una fatica del genere, visti i costi, se ci sono utili idioti (i partiti politici, le fondazioni, movimenti - anche consumeristici- ecc.) a farlo per conto loro senza smascherarli e coinvolgerli direttamente? Ecco il passaggio da, come diceva Barber, cittadini a consumatori con tanti saluti alla democrazia come forma diretta di gestione e benvenuti nel mondo dei migiori, ben disegnato da Lippman, che credono nell'idea che "i popoli non sono capaci di autogovernarsi (...) e devono, quindi, essere guidati nella ricerca della felicità", meglio detto il migliore dei mondi possibili..... dove tutti trovano un proprio psoto ma dove in realtà ognuno è un oggetto di domanda e di offerta sulla base d quello che può offrire ad un certo costo; se poi se ha soldi di suo va avanti sennò deve accontentarsi di quanto gli danno: ecco nata l'idea dell'ownership society di bushiana memoria. Nessun complotto, ma solo .... affari. E proprio perchè sono affari tutti si sentono in gradi di provarci.. e chi perde resta indietro ma ne diventa, per propria avidità, difensore proprio perchè, prima o poi, il "treno per yuma" passerà anche per lui: più in basso si va nella scala sociale maggiore è la partecipazione al mercato sia dal punto di vista passivo che attivo naturalmente (il mercato delle slot ne è un classico esempio)..... chiaro?
  4. Domanda: Come avviene il processo e.... se ne può uscire senza rivoltarsi? Qui mi soccorre il saggista Streeck che in quattro punti racchiude il proprio parere (saggio succitato pagg 177-190).... Primo: Ai mercati, chiunque essi siano, dev'essere risparmiato l'onere di contribuire al "salvataggio" degli Stati insolventi. Non è il primo a parlarne, e non sarà l'ultimo....... ma è così: se lo vogliamo dire diversamente possiamo parlare di socializzazione delle perdite dei mercati, paghiamo noi, e privatizzazione dei profitti, guadagnano loro.... Secondo: Le banche in difficoltà non vanno nazionalizzate, devono essere salvate con fondi pubblici e nella maniera più discreta possibile per non allarmare il popolo dello stato (noi). Sarà un caso che l'atttuale governatore della BCE è ... l'ex direttore di Goldman Sachs? O che non c'è ministro del tesoro americano che non venga dal mondo finanziario? Detto questo...... andiamo avanti. Terzo: Si deve cercare, per quanto possibile, di impedire agli Stati insolventi di percorrere la strada del fallimento o della rinegoziazione unilaterale. In situazioni gravi è necessario permettere loro, tramite agevolazioni fiscali a fondo perduto, di adempiere ai propri impegni nei confronti dei creditori, in modo che questi siano pronti anche in futuro ad alimentare con prestiti a costi accessibili il debito degli stati..... in pratica: non soffocateli ma.... dategli solo un filo d'aria perchè semmai dovessero ragionare con un filo d'ossigeno in più potrebbero rompere il giocattolino. Quarto: Dato che una soluzione alla crisi finanziaria e fiscale è possibile solo tramite la svalutazione generale del debito pubblico - soprattutto, ma non solo, in caso di mancata crescita - ciò deve avvenire con discrezione e in maniera dilazionata nel tempo, in modo da permettere ai grandi investitori, che potrebbero adottare azioni punitive, di difendere i loro portafogli dalle perdite che subirebbero, ristrutturandoli per tempo; significa che non importa quando dovranno sacrificarsi i cittadini per ripagare i debiti contratti in loro nome... quello che importa è che i creditori possano rientrarci: al massimo dilazionando i pagamenti.
Ora dopo tutto ciò: ha ancora un senso la demoocrazia quando, per interessi contrapposti fra loro, sia i cittadini che i loro affamatori, interni o esterni non conta, lo ritengono un problema da superare passando brevemente dalla democrazia alla post-democrazia alla ...... cina? A voi....la riflessione; io vado a letto, buonanotte
 
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