lunedì 20 luglio 2015

Bail.. in & out

No, non è una recensione del fortunatissimo, e divertentissimo, film con tom selleck e kevin kline, magari.. no questi termini hanno anche un accezione, tristemente, economica.
Stiamo parlando del sistema di risoluzione dei fallimenti delle banche in europa: il modo con cui gli stati, a livello europeo, hanno deciso debbano essere risolte..... finora. Andiamo con ordine:

bailout. E' un sistema di finanziamento che viene usato per evitare che le istituzioni private, soprattutto banche e simili, superano le proprie difficoltà sia di liquidità che di insolvenza cui non sono in grado di far fronte in proprio.... questo nel privato mentre nel pubblico, accade già da decenni, a fronte di grandi difficoltà nel rifinanziare il proprio debito chiedono prestiti ad altri stati o a cosiddette istituzioni internazionali che ne diventano creditori a un certo interesse: interesse che varia a seconda se le stesse istituzioni e gli "arbitri (leggi ad esempio le agenzie di rating)" giudicano "sostenibile per il debitore" il suindicato debito.
Una definizione completa la trovate al link della Treccani. In teoria si presuppone che tutti giochino a carte scoperte: a) che gli stati o le banche abbiano davvero momentanee difficoltà; b) che gli arbitri facciano il loro dovere senza giocare vari ruoli, anche in cotrasto fra loro.. noi diremmo in "conflitto" fra loro ossia o certificano la sostenibilità o la insolvenza e non tutt'è due contemporaneamente, magari guadagnandoci sopra con Credits Default Swap ossia la assicurazione che viene sottoscritta a tutela del debito contratto; cosa invece mai accaduta: Grecia, oggi, docet (la storia è lunghissima di paesi fatti fallire o depredati dall'africa all'asia); c) che le informazioni siano tutte facilmente accessibili a tutti, compresi i clienti per il settore privato e i cittadini per quello pubblico: mai accaduto!
bailin. Termine meno noto ma ha all'oggi la sua notorietà. Vediamo cosa è: la possibilità che le autorità che si occupano della ristrutturazione di una banca (risoluzione) possano operare sua lcuni strumenti come azioni o altro, riducendone il valore o convertendo il tutto in azioniin modo da rastrellare capitali da versare poi nelle casse della banca sottoposta appunto alla risoluzione. In realtà non è una procedura obbligatoria nel senso che le autorità che gestiscono il processo potranno ricorrere anche allo scorporo dei crediti in sofferenza indirizzandole a una bad bank, "commissariare" la banca trasferendo le attività in una struttura momentanea per garantire le funzioni più importanti.Niente altro che la ristrutturazione del debito e dei passivi che gravano sull’istituto di credito in difficoltà il cui andamento è gestito da un’autorità esterna che può operare, come detto sugli strumenti in mano agli azionisti o agli obbligazionisti grazie all’autorità concessagli dalla direttiva europea Brrd ossia gli Stati lasciano il problema in mano a chi in quella banca ci ha investito sotto forma di azioni, bond o altri strumenti, inclusi i conti correnti superiori ai 100 mila euro, anche se questa sarà solo l’ultima opzione qualora i capitali raccolti da tutti i precedenti passaggi non saranno stati sufficienti a salvare la bancaLa logica di partenza è semplice: se si investe nel rischio si deve pagare in maniera proporzionata. Ecco allora che in caso di dissesto saranno chiamati in causa prima gli azionisti della banca, con un taglio sul valore delle azioni, poi, se non sufficiente, i creditori, le cui attività saranno trasformate in azioni oppure anche in questo caso, ridimensionate nel valore. Unica eccezione si potrebbe verificare solo per chi detiene bond nel caso in cui, a insindacabile giudizio dell’autorità che gestisce il procedimento di risoluzione, si possa verificare un pericolo di contagio all'intero sistema. Terzo step coinvolgerà i titoli subordinati e solo in ultima istanza i depositi e nello specifico la parte eccedente i 100 mila euro, soglia al di sotto della quale scatta la garanzia. (migliore spiegazione la trovate al link di Yahoo)
Tutto chiaro? Ora Chiediamoci:

se è possibile far pagare a chi ha "causato" danni perchè finora non è stato usato il "bail in"?
E perchè far pagare anche i correntisti e i depositanti visto che l'unica colpa che hanno è che hanno lasciato gestire i loro soldi a "malfattori"?
Come mai invece finora si è sempre, o quasi, ricorso al bailout?
E come mai, sempre a proposito di "bailout", gli Stati cui è stato applicato hanno dovuto sottostare ai diktat delle cosiddette istituzioni internazionali senza nemmeno poter proferire parola fino al punto di dover non solo fare le "riforme" ma pure rinunciare ai propri gioielli di famiglia (risorse naturali, patrimonio, sanità, assistenza, ecc.) e al benessere dei propri cittadini creando enormi sacche di povertà dove, per esempio in africa, attecchisce facilmente il terrorismo?
Non è che qualcuno ha corrotto (o fatto corrompere), per fini, anche politici di predominio, incofessabili ai cittadini che afferiscono più a logiche di potere geopolitico che alla solidarietà fra popoli che era alla base della nascita delle cosiddette istituzioni internazionali?
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