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venerdì 26 aprile 2019

Putin e Kim Jong-un: storico primo incontro in Russia

Fonte: W.S.I. 25 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

Storico incontro oggi in Russia tra il presidente Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong-un. L’incontro è avvenuto a Vladivostok e sul tavolo del summit la denuclearizzazione della penisola coreana e le opportunità di cooperazione economica bilaterale.
Si tratta del primo incontro tra i due leader e il primo tra Russia e Corea del Nord dal 2011, quando il leader nordcoreano, Kim Jong-il, padre dell’attuale dittatore, incontrò il presidente russo, Dmitry Medvedev. L’attesissimo summit in Russia fa parte di un “programma molto più ampio di estensione diplomatica” per Kim, ha dichiarato Scott Seaman, analista di Eurasia Group.
“Kim vuole dimostrare – forse non solo al presidente Trump e al mondo esterno, ma anche alle persone all’interno della Corea del Nord – che è al comando, e che questo è un regime che ha opzioni se il rapporto con gli Stati Uniti dovesse deteriorarsi ancora”.
La Russia sostiene e apprezza gli sforzi del leader nordcoreano Kim Jong-un per cercare di migliorare i rapporti con gli Stati Uniti: lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi a Kim all’inizio del vertice. Riporta il Guardian che il leader nordcoreano starebbe cercando l’appoggio di Putin per aggirare le sanzioni imposte dai paesi occidentali, con l’intenzione di concludere accordi commerciali per sviluppare l’economia della Corea del Nord; da parte sua, Putin sarebbe interessato ad assumere un ruolo chiave nei negoziati internazionali con il regime nordcoreano.
“Sono convinto che la sua visita oggi in Russia contribuirà allo sviluppo dei rapporti bilaterali, aiuterà a ottenere una migliore comprensione dei possibili modi per risolvere la situazione nella penisola coreana, per vedere cosa si può fare assieme, cosa può fare la Russia per sostenere i processi attualmente in corso”.
Così ha affermato il presidente russo. L’incontro è visto come un gesto importante per entrambe le parti, ma  gli analisti non si aspettano che la Russia investirà pesantemente nella Corea del Nord.

martedì 18 aprile 2017

5 cose da sapere per capire la crisi nord-coreana

dall'Huffington Post
Venti di guerra agitano le acque del Nordest asiatico, presto presidiate da una portaerei Usa (con relativa flotta di supporto) inviata dal presidente Donald Trump ad ammonire, o minacciare, la Corea del Nord. Cosa ha provocato la crisi, e cosa possiamo aspettarci?
Qual è l'oggetto del contendere?
Il problema è l'arsenale nucleare della Corea del Nord, uno stato recluso retto da un regime totalitario, spregiudicato e profondamente ostile a Corea del Sud e Giappone nonché al loro principale alleato, gli Stati Uniti.
Le ambizioni nucleari nord-coreane sono un problema che si trascina dagli anni 1990. Un accordo quadro tra Usa e Corea del Nord, basato su uno scambio tra forniture energetiche Usa e arresto del programma nucleare nord-coreano, è naufragato nei primi anni 2000, quando la Corea ha abbandonato il Trattato di non-proliferazione nucleare. Un'iniziativa diplomatica a sei, che includeva le due Coree più Cina, Giappone, Russia e Usa, si è arrestata nel 2008. Dal 2006 la Corea del Nord ha condotto cinque test nucleari, di cui due nel 2016, e numerosi test missilistici.
Che pensano i vicini (e gli Usa)?
Formalmente sono tutti impegnati a raggiungere l'obiettivo della denuclearizzazione della penisola coreana. Le convergenze tuttavia si fermano qui.
Usa e Giappone favoriscono, almeno in linea di principio, il cambio di regime. La Corea del Sud è ostile al regime ma ne teme il collasso perché porterebbe a forti tensioni Usa-Cina e causerebbe un fiume di profughi dal Nord. Russia e Cina diffidano del regime ma non vogliono che crolli perché temono possa portare ad un aumento dell'influenza americana nell'area.
Perché questa improvvisa accelerazione?
Obama, anche perché impegnato su altri fronti, aveva optato per il principio della 'pazienza strategica', evitando di reagire alle provocazioni nord-coreane e lavorando con la Cina per aumentare la pressione economica sul regime. Trump ritiene, con qualche ragione, che la Cina non faccia abbastanza e si dice pronto ad agire unilateralmente.
L'urgenza di Trump si spiega con i progressi fatti dai nord-coreani. Secondo i servizi sud-coreani, il Nord avrebbe acquisito il know-how per miniaturizzare una testata nucleare in modo da montarla su un missile balistico. L'intelligence Usa ritiene inoltre plausibile che entro la fine del mandato di Trump il Nord possa aggiungere al suo già robusto arsenale balistico il gioiello della corona: un missile intercontinentale capace di raggiungere la costa ovest degli Usa. Per gli Usa, uno scenario inaccettabile.
il resto sull'Huffington Post
 
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