Visualizzazione post con etichetta Statuto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Statuto. Mostra tutti i post

venerdì 1 luglio 2011

unvereggepiù

eravamo un paese con una legislazione avanzatissima in materia di lavoro, maternità, ecc. eppure son bastati appena 18 anni di pdmenoelle e pdl che siamo diventati l'africa dell'europa. Morti sul lavoro, giovani disoccupati e inoccupati, contratti capestro, lavoro nero, stipendi bassi, ecc. e se non bastasse anche lo stesso Statuto è stato svuotato per opera dei riformisti e in nome di una malintesa liberalizzazione che guarda caso porta sempre meno spazio ai lavoratori ..... tanto ci sono i sindacati. L'ultimo episodio della serie è avvenuto in una fabbrichetta: siete donne, vi licenzio perchè così potete badare ai figli e perché il vostro è un secondo stipendio (mica vero perché alcune di loro hanno i mariti disoccupati o in cassa integrazione) e quindi è un di più rispetto ai vostri colleghi maschi (i quali non tutti hanno scioperato per solidarietà) che hanno famiglie da mantenere. Ora se ci fossero sindacati veri, partiti di sinistra veri, ecc. la mobilitazione sarebbe tale che l'azienda avrebbe dovuto rimangiarsi sia le parole che i provvedimenti ma si sarebbe dovuta sedere davanti a un tavolo e spiegare quale fosse il problema e magari assumere un atteggiamento più equilibrato e la magistratura, magari, avrebbe aperto anche un fascicolo in merito; e invece ....... nulla. La protesta è stata si immediata ma al presidio c'erano solo le donne interessate dal provvedimento e qualche "solidale" lavoratore e basta. Eccola: è questa la nuova italia. Un paese dove se non sei un politico o uno ricco e potente il garantismo è un mito; dove una singola azienda, che per anni ha munto lo Stato, si può permettere di fare contratti fuori dalle regole generali, con il plauso dei suddetti riformisti e del governo (per tacere dei sindacati .... ne parlo nel post di ieri), ricattando i lavoratori sul lavoro e quindi sulla loro dignità. Si può dire: questo è il liberismo; giustissimo, peccato che anche questa perversione economica ha un etica che si chiama "responsabilità": nel nostro paese però anche questa parola ha perso il suo significato orginario per assumerne uno che è esattamente il suo contrario. Come si può pretendere gli imprenditori, di fronte a tali esempi, si comportino diversamente? Sono solidale con le operaie di quest'azienda ma se vogliamo davvero aiutarle dobbiamo mandare a casa questa gentaglia altrimenti a casa, metaforicamente parlando, ci mandano tutti noi ......

giovedì 22 luglio 2010

Perde il pelo ma non il vizietto..

Non contenta di aver vinto a Pomigliano mamma Fiat ne tira fuori un altra: la nuova macchina non sarà prodotta a Mirafiori ma in Serbia: se qualcuno pensa che in questo blog mi metta a fare un inveterato sproloquio sulla italianità ecc. si sbaglia perchè per quanto mi riguarda può andarsela a produrre sulla Luna o su Antares dato che a me la produzione di macchine a combustione fa già parte della preistoria e credo che i governi dovrebbero prenderne atto e spingere a investire su altre tecnologie e su trasporti più ecologico come il treno ad esempio. Ma, purtroppo, Fiat significa decine di migliaia di persone che lavorano e che fanno grande la fabbrica, di cui una volta andavano orgogliosi, e buone le macchine: è di queste persone che m'interessa. Sono persone che meriterebero altro che un'azienda tesa a trarre il massimo profitto con il minimo costo, ma si sa che siamo liberisti e quindi le regole, se ce ne sono, del gioco parlano chiaro: la cazzate le fanno certi ma chi paga sono i soliti e l'importante è che gli azionisti stacchino cedole di utili a due zeri e basta. Negli anni 50 c'era l'era Valletta con le schedature e tutto quello che rappresentavano ra siamo nell'era Marchionne l'illuminato che però quando si tratta di "concertare" lo fa con la premessa che alla fine si fa come dice lui: e chi non è d'accordo viene isolato e attaccato (e in qualche caso licenziato). E i politici? Lodano il modello "Fiat" che salva il paese e via così: non c'è un partito "operaio" e non c'è un sindacato degno di questo nome che seriamente li rappresenti a livello nazionale facendone gli interessi reali. Si certo fanno gli scioperi e riescono anche a impedire che il modello "Fiat" vinca a Pomigliano (un modello incostituionale che cancella lo Statuto dei lavoratori in nome della ragion di stato aziendale) e lottando anche contro i simulacri di sindacato che si sono allineati al più forte in nome della concertazione a senso unico con la speranza di avere le briciole del pasto alla tavola imbandita. Insomma in piena era padronale, stile fine 800, ci ritroviamo con il solito dilemma: ci sarà mai qualcuno che riuscirà a mettere in riga e ad evitare che decine di migliaia di persone dipendano dai capricci e dalle ripicche altrui?

sabato 6 marzo 2010

Decreto salva liste e art.18:

Sia chiaro che è sempre meglio superare le pastoie burocratiche e far esprimere i cittadini. Detto ciò: è necessario cambiare in corso regole e procedure? E' questo che è accaduto con il decreto controfirmato dal Capo dello Stato: e non mi convincono le spiegazioni addotte. E' vero che la legalità nel nostro paese è una pallida sfumatura, quasi una noia; ed è anche vero che quando conviene la si calpesta senza remore e peroccupazioni dando l'esempio ai cittadini che tutto è permesso quando sono i forti a farlo e quindi li si spinge a legarsi ad un carro e a sperare che quel carro sia vincente. Nessuna meraviglia quindi? No, almeno da parte mia. Quello che già alcuni, compreso il sottoscritto, dicevano alcuni anni fa si sta avverando: avevamo molti modelli di società di fronte da imitare (da quello europeo a quello statunitense; da quello russo a quello sudamericano) e naturalmente ne abbiamo scelto uno dandogli la nostra personalissima interpretazione con la conseguenza che abbiamo perso il peggio da uno e vi abbiamo innestato il peggio di tutti gli altri messi insieme e vi abbiamo impresso il nostro marchio brevettato dando all'estero una immagine, semmai fosse possibile peggiorarla ulteriormente, pessima dello stato delle nostra società e delle sue future evoluzioni: un'ibridazione nata male ed evolutasi anche peggio. Tutto ciò solo perchè hanno "salvato" due liste? Si perchè il voto è importantissimo per una società democratica e altrettanto importantissime sono le regole del prima e del dopo e se vengono violate non ha senso credere ancora che almeno un santuario ritualizzato, qual'è il voto, fosse intonso o almeno se lo si vuole cambiare lo si facesse in maniera condivisa con tutti i giocatori e invece si sceglie la via più breve e in "solitaria" con l'avallo di un'altra istituzione costituzionale, il Capo dello Stato, che firma e aspetta gli eventi (e il primo che dice che lì c'è un comunista - ex - è in malafede) menrte, giustamente gli altri protestano e i cittadini erano e continuano ad essere frastornati e delusi e vedono sempre più da lontano un mondo che non è più loro: un mondo alieno e patinato che nasconde sotto la patina una palude che emana un'odore irrespirabile e venefico che solo chi vi fa parte riesce a sopportare, spesso suo malgrado, per esservi e contare. E mentre accade tutto ciò è appena stata approvata una legge che aggira l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori con la complicità di due sigle e l'inerzia (qualche protesta di maniera e poco più) del sindacato di "sinistra" e del PD (che sinistra non è) e quindi netutto bene? Il riformismo è salvo e i confindustriali possono applaudire ad esso con la riserva mentale che gli arbitrati spesso entraranno in massa nei contratti individuali, prima, e collettivi, poi, senza colpo ferire facendoci fare un'altro passo verso il migliore dei mondi possibili: l'ownership society, ossia il grande sogno dei liberisti, i quali non contenti di aver distrutto tutto nel mondo occidentale con il loro modello economico ora fanno danni anche nei diritti individuali sociali e il tutto con il beneplacito dei politici e dei sindacati. Lo stesso strano odore di cui sopra nel post si sente anche qui e subito e chi resiste lo fa solo perchè non ha alternative o gli sta bene: quando finirà? Quando faremo la fine della Grecia?

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore