giovedì 22 luglio 2010

Perde il pelo ma non il vizietto..

Non contenta di aver vinto a Pomigliano mamma Fiat ne tira fuori un altra: la nuova macchina non sarà prodotta a Mirafiori ma in Serbia: se qualcuno pensa che in questo blog mi metta a fare un inveterato sproloquio sulla italianità ecc. si sbaglia perchè per quanto mi riguarda può andarsela a produrre sulla Luna o su Antares dato che a me la produzione di macchine a combustione fa già parte della preistoria e credo che i governi dovrebbero prenderne atto e spingere a investire su altre tecnologie e su trasporti più ecologico come il treno ad esempio. Ma, purtroppo, Fiat significa decine di migliaia di persone che lavorano e che fanno grande la fabbrica, di cui una volta andavano orgogliosi, e buone le macchine: è di queste persone che m'interessa. Sono persone che meriterebero altro che un'azienda tesa a trarre il massimo profitto con il minimo costo, ma si sa che siamo liberisti e quindi le regole, se ce ne sono, del gioco parlano chiaro: la cazzate le fanno certi ma chi paga sono i soliti e l'importante è che gli azionisti stacchino cedole di utili a due zeri e basta. Negli anni 50 c'era l'era Valletta con le schedature e tutto quello che rappresentavano ra siamo nell'era Marchionne l'illuminato che però quando si tratta di "concertare" lo fa con la premessa che alla fine si fa come dice lui: e chi non è d'accordo viene isolato e attaccato (e in qualche caso licenziato). E i politici? Lodano il modello "Fiat" che salva il paese e via così: non c'è un partito "operaio" e non c'è un sindacato degno di questo nome che seriamente li rappresenti a livello nazionale facendone gli interessi reali. Si certo fanno gli scioperi e riescono anche a impedire che il modello "Fiat" vinca a Pomigliano (un modello incostituionale che cancella lo Statuto dei lavoratori in nome della ragion di stato aziendale) e lottando anche contro i simulacri di sindacato che si sono allineati al più forte in nome della concertazione a senso unico con la speranza di avere le briciole del pasto alla tavola imbandita. Insomma in piena era padronale, stile fine 800, ci ritroviamo con il solito dilemma: ci sarà mai qualcuno che riuscirà a mettere in riga e ad evitare che decine di migliaia di persone dipendano dai capricci e dalle ripicche altrui?
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