si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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sabato 8 marzo 2008
Specchio, specchio delle mie brame chi ha più operai nelle liste del proprio reame?
Sembra quasi diventato un carattere distintivo la corsa a candidare operai nelle liste al Parlamento nei diversi partiti che vanno dal centro alla cosiddetta sinistra. Hanno iniziato i pardemini (usandoli come foglia di fico per candidare il fior fiore degli industriali e delle professioni) e ora continuano quelli della sinistra(?) arcobaleno sulla scia: addirittura un segretario di partito rinuncia per fare posto ad un Operaio della Thyssen: anche qui una bella foglia di fico ed in ritardo sui centristi per giunta. C'è da chiedersi come mai solo dopo che i centristi li hanno "pizzicati" sul vivo si sono decisi? Suona un pò fasulla la cosa: per i centristi perchè possono sbandierare la fine della lotta di classe e la collaborazione fra ceti produttivi (ricorda tanto il corporativismo com'era immaginato dal fascismo........) e l'inizio di una "profittevole" e reciproca collaborazione........ per la cosiddetta sinsitra perchè ci si rifà la verginità perduta (sembra come in un film di indiana jones.........) e ci si autoconsente di indulgere su mitici voti operai che da anni in realtà hanno presi altri lidi e partiti non proprio "a tradizione operaista". Ma comunque tutto fa brodo e ci si acconcia alla bell'è meglio pur di guadagnare quel mitico zero virgola che potrebbe significare la vita o la morte delle burocrazie dei partiti di qualunque colore politico siano. Nel nostro paese una cosa che era appassionante era proprio la campagna elettorale almeno nella I° Repubblica; nella II° invece era tutta incentrata sui capi che si socntravano e che hanno alla fine quasi spaccato in due il paese; ora, invece, tutto sottotono: come mai? Si teme forse che alzando il livello la gente si svegli dal torpore e si accorga che è stata truffata con una legge elettorale vergognosa? Oppure perchè i movimenti potrebbero avere quello spazio che ora non hanno e portare in Parlamento persone che non sono "addestrate" e fuori dal coro? Tutte domande a cui si dovrà dare prim o poi una risposta.......................
venerdì 25 gennaio 2008
Un'uscita a testa alta.................
Non sono mai stato tenero con questo Governo (tantomeno con quelli precedenti) che non si è spostato di una virgola dal liberismo e dal centrismo così di moda in questi decenni, ma una cosa devo riconoscergli: se ne esce a testa alta! Ha giocato a risiko ed ha perso ma ha PARLAMENTARIZZATO la crisi facendo vedere agli italiani "chi" lo tradiva (non si sa se per futuri incarichi promessi o perchè spera così di rimandare sine die, o almeno finchè possibile, il referendum e/o la riforma elettorale e sperando che si vada subito ad elezioni anticipate in modo da perpetuare la tragedia da reality di anacronistici partitini dello 0 virgola qualcosa che ingessano i governi) e chi pur mettendosi alle sue spalle in questo momento in realtà lavorava per lasciarlo senza nemmeno lo scrannino (ossia il suo partito). Non sono molte le volte, nel corso della nostra storia repubblicana, che un Presidente del Consiglio ha avuto questo coraggio politico e di questo gli va dato atto: è uscito davvero con l'onore delle armi! Non era facile la situazione in cui è nato e non è stato facile gestire la nazione (bene o male lo dirà la storia) con la polpetta avvelenata che gli era stata rifilata al momento del voto grazie alla "porcata" della legge Calderoli la situazione era al limite dell'ingestibile ed è già tanto che sia durato quant'è durato e chi festeggia ora per strada dovrebbe invece pensare che dovrebbe, invece di festeggiare per la fine "l'oppressore", chiedersi cosa accadrà ora e quali rischi corre il paese anche in vista della più grave crisi economica che l'Occidente abbia conosciuto negli ultimi 50 anni. Già siamo un paese che vivacchia alle spalle delle altrui fortune senza nulla fare per apportare il proprio contributo, ora ci si mette anche la guerra per bande della politica e davvero si può dire che la frittata è fatta e siamo noi nei guai perchè questa frittata ce la dovremo mangiare tutta se non si risolverà in fretta la crisi e si darà un governo al paese (nelle mie speranze naturalmente non un governo come gli ultimi, Prodi compreso, ma, vista la situazione e visto il parco politici a disposizione, mi accontenterei di uno simile) in grado di traghettarlo all'interno della bufera che si sta scatenando a livello internazionale. Ha ragione Stiglitz quando dice che siamo anche fortunati dato che con il supereuro siamo in parte protetti dallo tsunami ma non bastano, naturalmente le rassicurazioni per far ripartire un paese depresso, stanco, deluso e disilluso come il nostro dove l'unico prodotto che si è creato negli ultimi anni che sia accettabile a livello politico è la figura dell'imbonitore che ipnotizza i cittadini. Ritengo che abbia ragione chi, come la Bindi, afferma che non c'è tempo per ragionare e fare almeno la riforma elettorale e il referendum è la sola strada: come dicevo in un post precedente sono dell'opinione che in momenti come questo sia necessario che il corpo elettorale si esprima chiaramente sulla materia mandando un segnale ai vari parvenù della politica che i datori di lavoro, noi, sono stufi dei dipendenti e che quindi sono in partenza le lettere di licenziamento in tronco per incapacità manifesta e sfruttamento delal propria posizione per fini personali. Sarà la volta buona questa? No se si continua a giocare a rimpiattino con l'opposizione e se si continua a dare spazio a quelli dello zero virgola qualcosa che sono capaci di condizionare la scelta di milioni di elettori italiani e non hanno nemmeno un partito ma sono solo "liberi" pensatori o poco più. Discorso a parte si deve fare per il ParDem che ancora una volta si connota solo come un'associazione di persone che mirano al mantenimento del potere anche facendo accordi con la parte avversa e minando per propri disegni e interessi di partito più che quelli del paese: non ha ideali nè cose nuove da proporre ma solo la solita minestra riscaldata in salsa liberista.
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