lunedì 2 marzo 2009

Aiuti a Gaza? l'Italia farà la sua parte. Ma con quali soldi?

Alla Conferenza internazionale sulla ricostruzione dei Territori palestinesi, che si sta tenendo a Sharm el Sheik, gli 87 paesi partecipanti hanno deciso di stanziare 4.5 miliardi di dollaroni: una bella cifra, nevvero? Cose di questo genere sono già accadute in passato: ne sanno qualcosa i cittadini irakeni (che nonostante vivano su un'oceano di petrolio fanno la fila per la benzina e la metà di loro vive di stenti, malattie, ecc è forse questo il prezzo della libertà?) e quelli afghani (anche lì grandi promesse ma poi vera corruzione tant'è che cresce il favore popolare verso i talebani che già controllano direttamente una bella fettona del paese checchè ne dicano i sodali occidentali) delle promesse fatte, e rifatte, ma non mantenute. Ora tocca ai palestinesi. Molto probabilmente solo una parte, esigua, arriverà e servirà soprattutto a legittimare (a livello internazionale) l'occidentalizzata èlite palestinese legandola a triplo filo ai nostri destini ma poco o nulla ai palestinesi aumentandone la rabbia e l'astio verso l'Occidente. In tutto ciò, il nostro paese che fa? Partecipa naturalmente. Donerà 100 milioni tanto per non fare gli avari visto che è già pesantemente impegnato nello scacchiere dal punto di vista militare (e l'art. 11 della nosrta Costituzione italiana?). Ma, come diceva un satirico di qualche decennio fa, la domanda sorge spontanea: da dove li prendono i soldi? Da qualche ulteriore taglio, cancellazione di programma dello stato sociale, contributo, o cosa che la "generosa" fantasia dei nostri governanti sa immaginare? Se, con la crisi imperante, si negano soldi ai lavoratori che perdono il lavoro e si ammette che c'è pochissima trippa per gatti dove li trovano? E' anche vero che per gli industriali e i banchieri i soldi si sono trovati; è vero che ne hanno trovati per salvare la privatizzazione di Alitalia facendola pagare a noi (mentre il governo precedente li faceva cacciare ai francesi); è vero checi si è inventati i cosiddetti Tremonti bond per finanziare i responsabili dell'attuale crisi (chiudendo i cordoni della borsa della spesa le banche hanno determinato la morte di moltissime attività industriali e manifatturiere (per non parlare di quelle artigiane) e ora li si premia pure; è soprattutto vero che nella sua incrollabile fede nel mercato (e nelle sue virtù taumaturigiche) il nostro paese si avvia al baratro della Grande Depressione allegramente, stando a guardare la tv, tanto gli vien detto la verità un pò alla volta e sempre mixata ad altro e quindi è praticamente ignaro di quello che ha davanti. E' vero soprattutto che mentre altrove già da tempo si corre ai ripari da noi a stento si ammette che siamo in crisi e quando proprio non se ne può fare a meno ci si inventa una qualche "emergenza" con i mostri da dare in pasto alle folle (una tecnica di comunicazione vecchia come il cucco ma che da noi funziona sempre) per sviarne l'attenzione. Come finirà il "dono" ai palestinesi? Ai posteri l'ardua sentenza............

domenica 1 marzo 2009

La crisi? La paga chi lavora.....

Una volta tanto che il PD l'aveva detta giusta (e ce ne vuole........) il Capo del Governo gli sbatte la porta in faccia. Ma qual'è l'argomento del contendere? Ma l'assegno di disoccupazione per chi perde il lavoro naturalmente: un piccolo fatto di civiltà e di riconoscimento a chi si fa il mazzo (scusate il termine) portando avanti la baracca (non solo la propria ma anche il paese) per mille e poco più euri al mese. Il PD, demagogicamente o meno non sta a me stabilirlo, c'ha provato a fare la sua mossa, ma "naturallement" era troppo ovvia e scontata così com'era ovvia e scontata la risposta. Il tutto sulla pelle dei lavoratori che rimangono sullo sfondo a fare la fame con la cassa integrazione sempre più fantasmi di formiche in una società folle di cicale. I soldi per le banche si trovano e in enorme quantità (anche perchè le banche hanno chiuso i cordoni della spesa e la terranno stretta finchè tutti noi non pagheremo di tasca nostra le loro tossicità perchè la mia impressione, e non solo la mia, è quella che fanno così perchè vogliono soacializzare le perdite mantenendo privatissimi i profitti) e, anche rispetto ad altri governi che pretendono misure "cautelari" per chi accede al credito pubblico (cosa che da noi si guardano bene dal farlo e anche solo dal pensarlo), nulla fa pensare che si cambi rotta! Ora è giusto che la parte sana del paese paghi la speculazione ch ci ha protato a questa crisi? E' giusto pensare misure che salvaguardino l'economia reale e, soprattutto, la parte più debole di essa? Se perfino fior di liberisti che fino all'altro ieri ci rompevano i timpani con le loro urla sul mercato e sulla sua virtù taumaturgica chiedono "interventi" ci sarà un motivo o no? Non sono rimasti folgorati sulla via di Damasco ma semplicemente capiscono, cosa che i nostri governanti non danno segno di aver compreso, che il sistema è morto, che c'è l'onda di riflusso "statalista" e che urlando per primi cercano di salvarsi la faccia (oltrechè quel poco che rimane della loro idelogia abnorme e criminale che aveva risposte su tutto a patto che tutto andasse bene e non sono io a dirlo ma un premio nobel per l'economia) per apparire "redenti" ai nuovi padroni del vapore e continuare a essere faro anche per essi. Non dando segno di questo ravvedimento la nostra classe dirigente, che si trincera dietro Maastricht, fa mostra che il suo primo obiettivo non è quello di far uscire il paese, e la sua parte sana ossia i lavoratori, dalla crisi ma di tutelare chi ha il potere economico e finanziario in primis e chi ha soldi da qualche parte in secundis lasciando agli altri solo la terra bruciata e poco più......

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