giovedì 27 marzo 2008

Un pò di surriscaldamento non guasta mai

Con questa campagna elettorale insulsa e al grido del non facciamoci troppo male sennò la gente pensa chissà cosa di noi privilegiati oggi voglio dire la mia su una notiziola che pochi hanno preso in considerazione: un iceberg grande 6/7 volte Manhattan si è appena staccato dall'Antartide. Immagino già molti a dire che p***e oppure e che mi frega oppure a dire "io cosa ci posso fare" ecc. insomma in un modo o nell'altro non essendoci pericolo immediato per i propri piccoli egoismi e nella strafottenza generale la cosa passerebbe in second'ordine se, il diavolo è nei dettagli, non fosse che un "coso" del genere non potesse alla lunga provocare danni e guasti al clima globale perchè sintomo del primo del surriscaldamento globale e in particolare del polo sud che è fondamentale per il mantenimento delle correnti oceaniche del pianeta. Se viviamo in una zona temperata è perchè l'oceano atlantico trasporta una corrente, chiamata corrente del golfo, calda fino a noi e ci consente di vivere in maniera relativamente tranquilla la nostra esistenza; ma se si inabissasse cosa accadrebbe? Metà dell'Europa occidentale sarebbe sconvolta e finirebbe sotto la neve: film già visto? Sì, è vero. Ma la domanda è cosa facciamo per evitarlo? Nulla. Infatti mentre viviamo facendo le cicale e allegramente ci siamo imbarcati in un sistema che dello sfruttamento, non solo dell'uomo sull'uomo, delle risorse e della crescita ha fatto una religione (citando Fini, Massimo, è come essere su un treno che è lanciato a 100 km all'ora contro un muro), in realtà siamo, in termini geologici sull'orlo del punto di non ritorno dalla catastrofe ambientale che mette, o metterebbe, a rischio la nostra stessa specie: e fin qui dato che si parla di decenni, se non secoli, sento già le voci delle cicale che ri-cantano la canzoncina detta prima. Non sono nè un missionario, nè un convinto, ma sono uno che crede che anche i nostri figli hanno diritto ad un futuro e di conseguenza vorrei lasciargli un mondo meno schifoso di quello che ho vissuto io: guerre di predazione mascherate da guerra al terrorismo, sfruttamento estremo delle risorse, stress ambientale ecc. Insomma quanto di meglio i cultori del liberismo hanno saputo inventare per renderci: meno liberi (compito dello stato è quello di mantenere i mezzi coercitivi, in tal sistema è l'unica funzione che gli rimane, per impedire che il libero mercato venga limitato, ovviamente tranne quando il sistema è in crisi nera, come ora, allora la funzione dell stato è quella del bancomat), meno sicuri e più depressi (una società "sazia" è difficile da controllare mentre una società depressa, astiosa verso tutti e malata nonchè sempre sull'orlo della crisi è facilissima da gestire basta sventolargli davanti il drappo rosso del mostro di turno ed il gioco del controllo è cosa fatta per gli oligarchi siano essi liberaldemocratici che dittatori. Ma la situazione è tale che il pianeta ed il suo sistema ambientale non aspettano e non conoscono nè confini nè stati: è un meccanismo che deve trovare sempre un punto di equilibrio e quando c'è un fattore, in questo caso l'uomo, che lo sbilancia allora la reazione meccanica è pari allo squilibrio e di conseguenza la tendenza al requilibrio è la stessa. Catastrofista? Non credo. Lo sono molto meno di quei folli che vanno affermando in giro "che un pò di surriscaldamento" non guasta dato che ciò permette di sfruttare meglio risorse una volta inaccessibili e consente a popolazioni finora povere di iniziare la crescita economica: pura follia. Che siamo nei problemi lo si capisce da una cosa sola: quasi tutti i paesi stanno imponendo limiti alle emissioni di gas serra e simili 8senza contare un fenomeno poco studiato finora il cosiddetto "oscuramento globale dovuto proprio a questi gas) il che significa che chi ha i dati completi sottomano e li sa leggere ha capito che la situazione è grave ed in pericolo è proprio il potere ed il suo sistema di controllo; non si possono già calcolare i danni da "crisi" ambientale ma una stima parla di mld di $ da investire per fare fronte ai danni da disastri climatici nei prossimi decenni. Addirittura c'è una "economia dei disastri" che vive proprio di questo: in Louisiana, dopo Katrina, è stata vista all'opera ed ha prodotto più danni dell'uragano stesso e noi ne conosciamo solo quello che filtra dai media che è poco molto poco, ma chi è dentro ed è abbastanza realista ed onesto non può che allarmarsi per il cinsmo di questi sciacalli ambientali, ma questa al momento è la realtà. Cosa accadrà nel clima antartico, e di riflesso nel resto del pianeta, quando questa massa di ghiaccio imponente si sarà completamente sciolta io non lo so e credo che pochi lo sanno predire con certezza ma una cosa è certa: di questo passo Marte, dove forse c'è stata vita, mi comincia ad essere molto più attraente di questa pattimiera umana che è chiamata terra...........................
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