martedì 8 aprile 2008

Liberismo, manager e ....... bufale

E' del 1941 il saggio, la rivoluzione dei manager di J. Burnham, che ha come idea centrale la nascita, al posto del capitalismo com'era fino ad allora conosciuto, di una classe, i manager, che avrebbe soppiantato le altre alla guida della società e si sarebbe affermata come nuovo potere con il quale fare i conti e che avrebbe gestito il capitalismo su scala globale applicando i principi dell'economia globalizzata che avrebbe permeato di sè l'intero pianeta: per manager non si intende solo quello "classico" ma anche tecnici iperspecializzati, burocrati, alti vertici dei militari ecc. Una casta insomma che è nell'ombra, a differenza delle altre, non risponde democraticamente delle scelte che compie verso i cittadini nè è guidata dal conceto di bene pubblico ma ha davanti un solo scopo: il proprio profitto e quello di chi li assume con un'occhio attento all'aspetto finanziario più che a quello economico. Di fronte ad essa la politica è senza armi e spesso, anche perchè i politici di solito non brillano per cultura e preparazione specifica, ne segue pedissequamente le indicazioni. Anche da noi fu fatta questa scelta: quando partì da noi il cosiddetto processo di modernizzazione chi ne beneficiò furono proprio, nel pubblico e nel privato, proprio costoro che si trovarono a guadagnare moltissimo rispetto a quelli che avrebbero dovuto dirigere che rimanevano fermi al palo. In realtà da allora la cosa è cambiata ma in peggio: i manager non sono mai stati rimossi perchè gestivano male e le aziende, come gli uffici, non sono migliorate ma anzi sono diventati merce di scambio e di avventure che erano rispondenti più all'esigenza di staccarsi un'assegno pro domo sua e di chi ce lo aveva messo che al bene dell'azienda: tant'è che in alcuni campi si parlava, sommessamente per non disturbare i manovratori, di cartolarizzazionee finanziarizzazione delle aziende che perdevano la presa sulla produzione e diventavano solo merce di scambio sia che andassero bene che andassero male. Anche quest'apettto del liberismo è fallito: come tutti gli altri del resto. Nei tanti guasti che questo modello di sviluppo ha provocato c'è qanche questo perchè ha creato una lobby potente e diffusa che sfugge ai controlli nazionali e che risponde solo ai propri bisogni comprimendo il resto. A mezza voce, e purchè non ci siano microfoni in giro, gli stessi sostenitori del liberismo lo ammettono che hanno fallito: che il loro approccio all'economia è ideologico e di conseguenza non hanno saputo gestire l'enorme favore che avevano attorno a se da parte di tutti: anche perchè questi furbacchioni hanno fatto passare il messaggio che mercato=libertà= democrazia mentre sapevano che cosa più falsa non ci poteva essere darto che il liberismo puro è stato applicato alla lettera solo (e dico solo) nei paesi dittatoriali quali il Cile, l'Argentina, ecc ma anche la Cina (noti sono i viaggi di Friedman in quel paese a spiegare a quelli come funzionavano le cose con la sua proposta e devo dire che hanno fatto un buon lavoro perchè oggi la Cina è una potenza economica ma è solo vetrina, poi dietro c'è fame miseria ecc.) e quindi dando la dimostrazione che il teorema era assolutamente falso: una bufala appunto. Anche in Italia siamo liberisti o meglio lo sono chi si può permettere di esserlo mentre gli altri giocano solo in difesa. Lo siamo a modo nostro ma lo siamo e ora che si cominciano a vedere i danni ed i guasti del sistema molti cominciano a guardare l'uscita d'emergenza prima che la barca affondi ma da noi abbiamo una particolarità: i politici sono tutti formalmente tali quando gestscono i soldi altrui, ad esempio, ma diventano improvvisamente protezionisti con i propri e quindi quando si tratta di salvare i propri averi (fosse anche solo l'immagine e la speranza di restqare sullo scranno) e la propria posizione. Per molte cose da noi è andata così e continuerà ad essere anche con il veltrusconismo prossimo venturo che mentre parla di riforme (leggasi acqua ai privati, cambiamento della costituzione ecc.) pensa a come perpetuare il proprio scranno nei secoli dei secoli prossimi venturi. Fossimo seriamente liberali li avremmo già mandati a casa ma si sà: italiani brava gente.....................
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