giovedì 8 gennaio 2009

riscaldamento globale: bufala o realtà?

E' di queste ore la polemica sul riscaldamento globale sui giornali e sulla bufala sottostante: vedete che tempo? e visto quanta neve al polo? Se la terra si surriscalda come mai il tempo è così? E via dicendo. Qui il problema non si misura in mesi e stagioni ma in anni!! Al Gore non è stato il primo a parlarne ma è stato il più famoso e gli ha dato risalto: ecco la sua colpa. Non sono io che devo difendere Gore (anche perchè nonostante la redenzione "sulla via di Damasco" non ha fatto molto di più per abiurare il sistema di cui è parte integrante e al teoria da lui diffusa risale alla fine del 1800) ma le sue posizioni sono esatte (e corroborate anche da orgnanismi ufficiali come il noooa o il panel dell'ONU e così via) e vanno sull'arco di anni non certo di mesi. Ma se vogliamo fare la cosiddetta controprova molti economisti liberisti (e quindi per definizione contrari a qualunque turbativa dello sfruttamento mercataro delle risorse) hanno calcolato il costo e le possibilità di guadagno che possono provenire dal surriscaldamento (anzi qualcuno ha addirittura magnificato le possibilità che possono arrivare da un surriscaldamento). Quindi così bufala non sembra. In realtà per chi ragione con l'orizzonte temporale ed economico che va dal pranzo alla cena le previsioni che disegnano scenari che vanno per diversi anni nel futuro sembrano "irrisorie" e da buttare ne cestino delle pie illusioni dei pochi che ancora credono in un futuro che non sia mercato e sfruttamento, però dovrebbe far pensare la "piccola" cosa, detta da vari esperti del settore (qui ne riporto solo un'esempio e abbastanza imparziale credo), che la meccanica del clima (come anche la chimica) non è ancora nota nei suoi vari aspetti particolari e quindi previsioni sicure, come si sa, non se ne possono fare; da più parti si afferma che le manifestazioni estreme (nevicate persistenti, piogge torrenziali, ecc.) sono solo un sintomo del suindicato surriscaldamento e non la sua causa e questo è un'errore dato che c'è proprio alla sua base l'afflusso d'acqua dolce nel mare e il possibile inabissamento della corrente del golfo potrebbe fare cambiare radicalmente il clima dell'europa (una prova l'avemmo nel 1966 quando ci fu una parzialissima glaciazione per un semplice rallentamento in termini di velocità della suindicata corrente): proprio l'apertura del passaggio a nord-ovest (lo scioglimento dei ghiacci al polo nord) ne è un'altra prova. Allora dov'è il punto? Il punto, temo, è che non si vuole ammettere che questo sistema economico-politico, che presuppone la crescita a qualunque costo e infinita, ha in sè la propria distruzione e porta con sè la distruzione della civiltà in nome di un'economicismo che non ha futuro nè ragion d'essere ormai. Sui media si parla di balle: qui di balle ne dicono a iosa coloro che parlano solo per mantenere la propria parrocchia ma soprattutto perchè non sanno e non vogliono guardare oltre il proprio naso.
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