mercoledì 24 giugno 2009

Perchè l'intervista al rotocalco "Chi"?

Di solito, quando gli uomini politici erano tali e non mediatici, quando c'erano scandali e altro rilasciavano interviste ai giornali .... un tempo. Oggi non è così. Tutto il caso "B", che da mesi tiene con il fiato sospeso chi non ha nulla da fare nella vita (chi lavora ne sa qualcosa ma ha altro per la testa e si aspetterebbe polemiche sui problemi economici e sociali e non sui bollori, presunti o meno, di un'ultrassettantenne) o ha tempo a disposizione per queste cose, ha visto in primo fila l'intera batteria di giornali di famiglia e collaterali (e non è poca cosa dato che una bella fetta editoriale gli appartiene) ma soprattutto i rotocalchi: e qualcuno si è chiesto perchè? Non è un problema naturalmente ma come mai un uomo politico fa un'intervista non gossippara? Semplice perchè attraverso essa si rivolge proprio al suo elettorato: un'elettorato che non legge ma si appassiona, come fonte di evasione dalla realtà dura quotidiana (un pò come nella blogosfera dove blog impegnati ce ne sono pochi e blog "disimpegnati" la maggioranza assoluta anche se non tutti sono realmente evasivi), alle notizie pruriginose e ai gossip per poi discuterne con amici/he e fare commenti e sognare per se o per i propri figli la scorciatoia per il paradiso: ossia per i soldi facili e con poco sforzo. Lì si annida il suo elettorato maggiormente consistente; lì c'è la gran fetta che, poi sulle sue tv e su quelle controllate via maggioranza, segue i vari reality ecc., lo vota. Se a qualcuno deve rivolgersi è a loro e se vuole parlargli deve farlo attraverso i mezzi di cui fanno uso: i rotocalchi. Proprio ora che i cattolici, e la loro stampa, cominciano a rialzare la voce sul tasso di moralità (nel silenzio immagino imbarazzato delle gerarchie vaticane che hanno tutto da perdere se cambiasse maggioranza, perchè mai come ora hanno ottenuto tutto o quasi) pubblica e privata dei politici; dicevo mai come ora ha bisogno di rassicurare le proprie truppe che cominciano ad avere momenti di sbandamento perchè, come dice Vaime su La7, anche se molte possono essere solo prurigini alla base c'è sempre un, sia pur piccolissimo, fondo di verità. Conosce bene la comunicazione e conosce bene, perchè in parte ha contribuito lui stesso a costruire il mondo ovattato digitale, i suoi polli equindi sa che solo ottenendo l'assenso di quella fetta di elettorato può continuare a rimanere sull'onda e cavalcarla. Altra considerazione è quella che guarda all'altra parte della bilancia: quelli che quei rotcalchi leggono: basta pensare che sono aumentati per avere il polso della situazione, ossia, c'è tantissima gente che li legge, anche insospettabili, e che è parte dell'idea (tipica del pensiero debole) del disimpegno dalla politica che è meglio lasciare a chi sa e può e badare al proprio orticello. Se la sinistra non comprende ciò sarà sempre minoritaria e l'errore storico della sottovalutazione di questa ampissima fetta di nostri concittadini ha creato lo zoccolo duro sui il Nostro ha costruito la propria fortuna.
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