domenica 7 novembre 2010

crolla? crolla! crolla!?

Crolla? Sembrerebbe di sì. Non parlo di quanto accade a Pompei: lì purtroppo si scontano decenni di strafottenza e incuria, anche se simbolicamente si potrebbe prendere ad esempio del paese se pensiamo che da soli gli scavi di Pompei fanno una bella fetta degli introiti del Ministero. No, parlo del sistema che comunemente, e in maniera errata, chiamiamo Seconda Repubblica. Questo sistema non é stato altro che la congiunzione fra le macerie del pentapartito le corporazioni nostrane e chi si doveva salvare le chiappe. Esattamente quando accadrà non lo so, però le crepe si stanno allargando e bis o non bis dell'attuale governo ormai siamo già all'ieri del sistema. E la frana non é solo nella destra populista ma anche nella (sinistra) destra liberista e berlusconiana senza sapere di esserlo: da un lato c'é Fini dall'altro i rottamatori (strano che appaiono giusto ora, mis a tanto di anti-Vendola qui sento puzza di Veltrusconi) ma l'esito sarà lo stesso, ossia la sparizione di PdL e il suo clone PD, o la loro implosione; ci potranno essere degli agganci, ad esempio la leva fiscale e la semplificazione in materia che qualche voto potrebbe portarlo ma é solo un ritardare l'evento finale, il 2012 di questa non politica che per anni ha imposto un modello corruttivo, amorale e opportunista, che ha creato giovani disoccupati e dai trent'anni in sù solo precari presenti e futuri; e non solo perché con la distruzione di sanità, scuola, università private verrà anche meno (se questi processi non saranno fermati) il tenue (ultimo) filo che tiene insieme una comunità. Ora tocca ai cittadini, come già accadde nel '94, dire la propria: é una ulteriore occasione, forse davvero l'ultima, che hanno per cambiare strada: é di questo periodo storico la nuova rivolta etico-morale sulla quale basare la costruzione di una società di mercato dove non ci siano monopoli e corporazioni a dominarli; dove lo Stato detiene per sé servizi essenziali gestendoli sì con criteri di economicità ma senza lasciarli a se stessi e in mano privati che mirano al profitto e al ricavo a tutti i costi (penso all'acqua e alla legge sull'isoricavo che prevede utili a tutti i costi per i privati); dove il merito sia il faro, partendo da stessi blocchi di partenza reali e non solo formali, sociale e politico (e per merito non s'intendono quelli di letto e di "sotto i tavoli") con un occhio di riguardo non solo ai tecnici ma soprattutto ai talenti che siamo in grado di mettere di campo ora e domani (soprattutto se la scuola pubblica sarà salvata e si smetterà di finanziare le scuole private surrettiziamente con i fondi che erano previsti per la prima); per merito s'intende anche il non assumere prof per obbligo di Concordato ma per concorso pervedendo un turn over più veloce dell'attuale: i fondi? S'incrociano le banche dati fra loro; si elimina il segreto bancario; si combatte l'evasione e l'elusione con prevenzione, soprattutto, e repressione (se necessario) e si vedranno quanti soldi sbucano fuori; si eliminano le corporazioni (ordini degli avvocati, dei giornalisti ecc.); si liberalizzano le frequenze radio e tv e con la loro concessione a privati (lo Stato potrebbe riservarsi per se un canone con il quale finanziare loro manutenzioni e ristrutturazioni della stessa); eliminazione dello scandalo dei supermanager pubblici con stipendi da favola e con i risparmi ottenuti rifinanziare le ristrutturazioni di società decotte come le FS, ad esempio.... mi rendo conto che sembra la lista della spesa di un ingenuo, quale forse sono, ma é bene che si sappia che in questi mesi si costruirà o il "nuovo" paese dei cittadini o il "vecchio" Stato corporativo quale abbiamo conosciuto finora........... ora mi vado a sentire Fini che dalle prima battute sembra un mix fra Di Pietro, Grillo, Vendola....
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