martedì 13 marzo 2012

e le chiamano "riforme"...

Magro bottino quello che esce dal confronto fra governo e parti sociali: proposte tante ma poi .... soldi zero. O meglio soldi sempre quelli: sparisce la cassa integrazione straordinaria e quella speciale, rimane quella base niente contratto unico per i giovani, ora lo vogliono chiamare "dominante", e soprattutto storno di fondi da contributi di aziende e lavoratori verso un fondo unico che dovrebbe finanziare tutto. Esiste però un piccolo particolare: le due "casse" cheora verrebbero eliminate erano in buona parte gestite da enti locali e parti sociali per venire incontro alle problematiche poste dalla crisi: ora, con la loro eliminazione, questa possibilità veràà a mancare e quindi i lavoratori saranno, in pratica nudi, perché quella base dura al massimo 52 settimane passate le quali bye bye.... ci si ritrova in mutande. Immagino che i "riformisti" del pdmenoelle, stranamente silenziosi, stiano in cuor loro esultando per l'esito che si sta profilando e ne hanno ben donde: quello che non riescono a far passare nel loro partito il governo l'ha fatto proprio e lo sta facendo passare come "riforma" insieme alla riformulazione del feticcio dell'art. 18, il tutto entro fine mese per mettere in un angolo i sindacati, in particolare la CGIL. Cosa ci si aspetterebbe da una simile gogna da parte dei sindacati? Che rovescino il tavolo e diano il via a una serie di agitazioni, ma vi sbagliate e di grosso: dall'esito delle votazioni delle rsu sta venendo fuori per loro un quadro sconfortante dato che la cisl "tiene (in pratica perde voti), la uil è appena sopra il livello di sopravvivenza (avanza da un aprte e perde dall'altro) ma soprattutto la CGIL ...... non sfonda, anzi in qualche settore arretra (nononstante tutto però si conferma il primo sindacato) vistosamente: come si fa a dare fuoco alle polveri quando le burocrazie sindacali temono la piazza? Quando sanno che rovesciando il tavolo darebbero la stura agli autonomi e alla protesta sociale che le stesse burocrazie minacciano sul tavolo ma nella realtà temono per prime? Tutto ciò il governo lo sa: ecco perché é praticamente sicuro di farcela... ed ecco perché alla fine (cisl e uil già si distinguono nell'usare toni più "sobri") la CGIL chinerà il capo e accetterà, magari con qualche virgola di meno e qualche termine in più per poter vendere la propria firma ai propri iscritti e ai lavoratori che ancora, sperano, credono di poter salvare qualcosa di quello che fu il welfare...... naturalmente il punto non é il sindacato, ma la mancanza assoluta di una sponda politica ad esso: una volta c'era la sinistra, oggi il nulla anzi spesso chi rema contro sono proprio coloro che da quella sinistra provengono e oggi ne sono i veri esecutori testamentari.... vita facile per questo governo che fa la faccia feroce con la parte sana del paese privandola anche degli ultimi appoggi legislativi ec economici mentre a sua volta china il capo di fronte a chi davvero lo tiene lì dettandogli l'agenda e gli ordini del giorno da seguire... ma soprattutto quelli da NON eseguire: giustizia (men che meno né legge sulla corruzione, né reintroduzione del falso in bilancio, né eliminazione delle leggi a personam...), Rai (non si tocca, proprio non si tocca sennò i profitti altrui crollano...), riforma della Gasparri (già proprio quella..), frequenze gratuite (unico caso al mondo di regalo di frequenze, unico...). Queste, sbandierate dal governo, dovrebbero essere le riforme vere (insieme a una maggor schiena dritta con la UE) e non il colpire i soliti noti.....
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