giovedì 29 novembre 2012

Crosta? Altro che crosta... cancro

Ne parla Santoro nella sua trasmissione, che sto ascoltando mentre riprendo il mio attrezzo del mestiere, la tastiera del pc, per scrivere il post: la crosta. Ma il termine non é suo ma del pluritecnico, direttore megagalattico, secondo dopo il boss, Presidente del Consiglio Mario Monti: ''le prossime elezioni siano l'occasione per un dibattito a fondo non solo sulla leadership, questione interessante perche' racchiude un che di sportivo e competitivo, ma che di fatto e' la crosta. Perche' quello che conta - ha evidenziato Monti - e' cosa si fara' avendo a disposizione un potere enorme come quello che ha un Parlamento''. cos'ha voluto dire realmente? Quello che, con parole nemmeno troppo forti, ha ben spiegato Aldo Busi durante la trasmissione: chiunque vinca deve restare nell'alveo della sua agenda; guarda caso é la stessa che é stata segnata quando i paesi occidentali, e non solo, siglarono la nascitan del GATT, prima, e della WTO, poi, nei cui trattati era previsto che essi si sarebbero spogliati di tutte le attività non strettamente connesse con la loro mission mettendole sul mercato: tutto tranne difesa, giustizia, interni, e poc'altro. Insomma tutto quello che era stato il volano dell'economia mondiale dopo la grande depressione, e che aveva reso sopportabile per le masse il capitalismo, portandola a vette prima inimmaginabili veniva messo su un ipotetico mercato a disposizione di chi voleva investire. L'esito in questi anni di quel processo é sotto gli occhi di tutti, eppure .... eppure "chiunque vinca, lo fa capire nei suoi messaggi anche il Capo dello Stato, deve restare nell'alveo predefinito da ... " già da chi? Dai mercati? Dalla grande finanza internazionale (di cui il Nostro era parte attiva)? Dai cosiddetti poteri forti? Chi?
Rispondere é facile naturalmente ma poi andare contro questo potere sordo e grigio che pervade di sé anche le stesse strutture degli Stati é altro discorso: il rischio é che se pur ci si dovesse riuscire alla lunga una serie di fattori portano al punto di partenza da cui s'era partiti per giunta scornati economicamente e inseguiti dai forconi della gente perché si sente delusa e tradita. Non c'é speranza? Certo che c'é, anzi ci sono tutte le ragioni e motivazioni per farlo, mancano gli uomini e la convinzione collettiva che solo creando una frattura storica si cambia strada.. e far passare un messaggio del genere no é per nulla facile, anzi meglio sarebbe lasciar arrivare il fango fino agli occhi per poi passare a raccogliere i profughi del disastro: ma serve cinismo, lo stesso cinismo che chi ci governa da almeno 20 anni usa a piene mani per ridurci al lumicino e di cui monti é solo l'ultima tappa, quella finale, che deve creare le condizioni perché ovunque sul pianeta se hai mezzi accedi ai "servizi" altrimenti non esisti, né hai peso, in pratica quello che abbiamo sotto gli sull'altra sponda dell'atlantico: non é un caso che ad essere sotto attacco, a livello europeo, é il welfare (pensioni, sanità, ecc.) e non é un caso che per poterlo fare devono prima eliminare la rete di protezione sociale e solo quando l'hanno fatto si potrà chiudere il processo di "liberalizzazione" della società dove "ognuno é parone del proprio destino" ... anche quello di morir di fame, l'importante é che sia libero.....
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