domenica 2 dicembre 2012

Tempi moderni.... e futuri?

Come in molti dovrei parlare delle magnifiche sorti che ci saranno per il nostro paese con la vittoria di Bersani (sinistra liberista) su Renzi (sinistra neoberlusconianpopulista)... non mi accalora la cosa, nemmeno un pò perché so, come spero lo sappiamo in molti, chiunque vinca (non le primarie) dovrà seguire l'agenda Monti, senza se e senza ma, per due motivi:
  1. se il sistema vuole replicarsi e porre le basi di "un nuovo ordine mondiale (anche il Capo dello Stato citò questo termine)" la strada da seguire é quella segnata dai mercati, alias banche e finanza e ceti sodali;
  2. se si vuole perpetuare l'attuale stato di cose nel nostro paese (dove a pagare sono dipendenti, giovani, precari, pensionati, donne, extracomunitari, ecc.) non si può deviare .... si può indorarla solo la supposta con abbondanti dosi di vaselina (scusate il francesismo).
... invece voglio parlare d'altro. Prendo spunto da un pamphlet "Senza figli" di Demetrio D. e Rigotti F.

che, riprendendo un saggio della francese Corinne Maier nel suo “No Kids. Quaranta ragioni per non avere figli“, edito in Italia da Bompiani nel 2008, fanno una disamina "filosofica" sui motivi del perché si fanno.
Si parte dai dati Istat che dicono che non solo si fanno figli tardi ma se ne fanno sempre di meno (al netto delle donne non italiane, naturalmente). Comprateli entrambi e capirete la disamina. Io, invece, voglio esaminare non tanto quanto detto nel libro quanto quali sono, a mio parere, le ragioni per cui si dovrebbero farne. Abbiamo creato una società che non investe sui giovani, anzi li precarizza in gran parte rendendoli frustrati e schiavi della propria condizione: niente progetti di vita né tantomeno di un lavoro stabile (cosa praticamente impossibile cone le riforme Treu e successive modificazioni e integrazioni per non parlare delle pensioni da fame che migliaia di lavori precari gli faranno riscuotere a ..... 70 e rotti anni) che permetta loro di metter su famiglia e figli. Non possono nemmeno contare più sui parenti perché fra tasse, imposte, contributi, sanità sempre più a pagamento e pensioni da fame il margine di accumulo di soldi é sempre più esiguo e sempre in più casi a stento si riesce a sopravvivere, immaginarsi anche il dover finanziare i figli (a meno che non se ne vadano a all'estero) per la loro vita futura e lasciargli qualcosa da parte (con il redditometro poi .... se li mollate vi salta al collo l'agenzia delle entrate che anziché occuparsi dei veri evasori si é ridotta a cacciare i primi che gli capitano a tiro.... le categorie che dichiarano tutto); per non parlare della cosiddetta aspettativa di vita: é vero che si allunga mediamente ma nessuno ragione sullla sua qualità perché non é un caso che sempre più italiani vanno alle mense della charitas o si rivolgono ai servizi sociali o, ancora, rovistano negli scarti del mercato la mattina vista la pensione che hanno.
E se a ciò aggiungiamo che il sistema economico planetario (il nuovo ordine mondiale) vuole percorrere la strada di una continua crescita per aumentare i profitti dei pochi, a scapito dei miliardi di individui che ne pagano le conseguenze, sfruttando a fondo le risorse a disposizione senza badare al loro esaurimento per tacere del clima: qual'é l'incentivo a fare dei figli?
Figli ne saranno fatti: é uno degli istinti primordiali, la sopravvivenza della specie, che ci spinge a farlo; nei paesi poveri spesso se ne fanno a iosa per tanti motivi che credo conosciamo non ultimo il non secondario aspetto che all'economia mondiale persone che lavorino per poche decine di euro al mese per 12 ore al giorno, spesso minorenni incatenati, facciano comodo eccome soprattuto se sono senza diritti; da noi, dove si dice che stiamo meglio (ma non é così e lo sappiamo perché mi chiedo se é giusto se ragazzi con i controco******ni qui fanno stage gratis e poi in Inghilterra diventano manager e vengono premiati come superinformatici che producono software che fanno girare enormi macchinari, navi, satelliti, ecc.), se ne fanno di meno forse perché ci ragioniamo, o perché incosciamente comprendiamo che li mettiamo in pericolo e che gli rubiamo il futuro; chissà.... ma il problema rimane: non credo sia tanto capire il come mai ma il perché mai dovremmo metterne al mondo quando non abbiamo la possibilità di dargli un futuro visto che già oggi la disoccupazione giovanile ufficiale viaggia a due cifre, quella ufficiale ma quella vera?
Trovo che sia un falso problema quello che nel libro discettano, così come nell'altro saggio della scrittrice francese, mentre sarebbe meglio ragionare sul perché se ne debbano, come dicevo, fare....
E voi?
In un quadro del genere fareste dei figli?
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