mercoledì 24 luglio 2013

Il quadro generale: ecco cosa ci manca per capire...

Esatto: per capire come funziona bisogna sempre aver presente il quadro generale; senza è fatica persa e ci si confonde e, magari, .... si vota PD.
I° domanda:
Come e perchè è nato questo governo?
La risposta è facile, l'ha detta il Capo dello Stato: "Il Parlamento è libero, in ogni momento, di votare la sfiducia al governo Letta. Ma il presidente (della Repubblica, ndr) ha il dovere di mettere in guardia il Paese e le forze politiche rispetto ai rischi e ai contraccolpi assai gravi, in primo luogo sotto il profilo economico e sociale, che una una ulteriore destabilizzazione del quadro politico-istituzionale comporterebbe per l'Italia"; tradotto significa che se questo governo è nato per garantire la stabilità del sistema creato dalla caduta del muro di berlino in poi ne è anche l'ultima spiaggia quindi se lo sfiduciate avete tutto da perdere e con voi ci perdono anche i vostri sodali, i finanziatori, le vostre fondazioni, ecc. ecc. insomma crolla tutto e il dopo, almeno per quanto vi riguarda, è incerto.... come incerte saranno le vostre sorti quando il "popolo" si sveglierà dal torpore e scopre cosa gli state preparando; il tutto per tacere dei mitici, quanto fasulli, impegni internazionali che abbiamo preso (di cui i nostri partner manco se ne sono accorti tanto siamo importanti) cadranno in terra insieme alla importanza di chi li ha presi.
II° domanda:
Perchè dura?
Era nato per essere un governo a termine: doveva fare quattro cose e levarsi di torno; e invece...... dura oddio l'idea che da è più un tira e molla a quattro: da un lato i partiti duri a morire e dall'altro le caste e il Capo dello Stato; in mezzo noi che sempre di più non sappiamo che pesci pigliare e a quale "santo" votarci per uscire dal pantano nel quale ci siamo ficcati (coadiuvati proprio dai giocatori di cui prima).
III° domanda:
Il perchè delle riforme
Credo che il vero intento che nasconde l'attività governativa non sia tanto l'aiutare il paese a uscire dalla crisi quanto il"fare le riforme": il problema è quali riforme? Una è sotto gli occhi di tutti ossia la nascita di una repubblica semi-presidenziale che molto ricorda, magari non volontariamente, da vicino quanto proponeva .... la P2; non certo quindi in stile democratico come molti pensano e i cui prodromi si vedono già oggi nel decisionismo a senso unico ma che non prevede alternative: una situazione come quella della famossa conventio ad excludendum degli anni della guerra fredda e che portò l'intero sistema politico a una cancrena di cui oggi vediamo gli esiti finali....
Qui vi propongo cosa ne pensano alcuni critici di questa riforme che hanno lanciato un appello affinchè venga fermata la procedura o almeno sia sentito il popolo in merito attraverso un referendum confermativo, peraltro previsto dalla stessa procedura solo come "eventuale", purtroppo.
Da quest'ottica e prospettiva si comprendono tante cose: a partire dal completo esautoramento della funzione legislativa del Parlamento (oddio visto il livello dei politici ivi presenti potrei anche capirlo) alla continua ricerca del controllo, diretto o meno, degli altri poteri dello Stato ... a partire dalla Magistratura che ora viene attaccata ora infiltrata ora demonizzata ecc. ecc. sintomo di come il potere per il potere non ammette equilibrismi nè bilanciamenti.
Il disegno di legge costituzionale 813 prevede nuove modalità di modifica costituzionale, in deroga all'art.138 della Costituzione, imponendo i modi, le forme e i tempi del dibattito parlamentare e ponendo di fatto il parlamento sotto ricatto e la Costituzione sotto scacco. All’art. 2 si parla di modifica della forma di Stato e di Governo: per affermare il mito del presidenzialismo e concentrare ulteriormente il potere, invece di diffonderlo. Si affidano compiti non chiari a Commissioni/Comitati senza che la pubblica opinione venga messa in condizioni di conoscere e discutere le proposte. Si blandisce l'opinione pubblica con la proposta di una consultazione telematica: è un’altra forzatura! La Costituzione non si cambia con la logica del sondaggio di gradimento. Ciò che emerge con chiarezza sono la fretta e l’improvvisazione, ma le modifiche costituzionali non possono essere piegate alle necessità politiche contingenti di uno spurio Governo di larghe intese. Non viene affrontato il tema cruciale di una nuova legge elettorale, l'unica riforma davvero urgente e necessaria, che sia rispettosa della dignità dei cittadini elettori, privati da troppi anni della possibilità di veder rappresentate le proprie posizioni e soprattutto di intervenire nella scelta dei propri rappresentanti.
ecco il significato dell'appello che stasera vi propongo:

Perchè firmare:
In questo mese di luglio si susseguono atti per cui la gravità di ciascun atto rischia di essere sottaciuta dalla gravità del successivo.  Nel silenzio dell'opinione pubblica il governo di Larghe Intese sta apprestandosi alla modifica della Costituzione. Il primo atto è il disegno di legge 813 che prevede nuove modalità di modifica costituzionale, in deroga all'art.138 della Costituzione, imponendo i modi, le forme e i tempi del dibattito parlamentare e ponendo di fatto il parlamento sotto ricatto e la Costituzione sotto scacco.
Il Senato lo ha già approvato e ora, forse in agosto, verrà portato alla Camera.
Chiediamo  di SOTTOSCRIVERE con noi questo appello per far sentire a governo, al  Parlamento e al Presidente della Repubblica  che non possono agire fuori dai confini della costituzione e che sapremo reagire per difendere la democrazia
primi firmatari: Gaetano Azzariti, Francesco Baicchi (Rete per la Costituzione), Giuliana Beltrame e Emmanuele Curti (ALBA), don Marcello Cozzi (Libera), Emmanuele Curti, Paolo Flores D'Arcais (Micromega) , Alessandro Gilioli, Roberto Lamacchia (Giuristi Democratici), Maurizio Landini, Massimo Malerba, Tomaso Montanari, Maso Notarianni, Edda Pando (Arci Todo Cambia) , Livio Pepino, Marco Revelli, Salvatore Settis, Cecilia Strada ( Emergency).

 
per firmare:
 
 
FIRMIAMOLO.

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