domenica 8 dicembre 2013

Tir e forconi
Code ai benzinai, picchettaggi ai supermercati: allarme del Viminale, da stasera rischio paralisi.
ROMA— La protesta del “popolo dei forconi”, che partirà dalle 22 di questa sera fino alla mezzanotte di venerdì 13, rischia di paralizzare il Paese. All’invito diffuso sui siti a «fermare l’Italia» hanno risposto anche movimenti stranieri, come ad esempio quello dei “berretti rossi” bretoni che hanno protestato con violenza, in Francia, contro l’ecotassa.
In Sicilia, la situazione è tesa. Il consorzio di autotrasportatori Fita- Cna a Campobello di Licata, nell’Agrigentino è stato oggetto di pesanti minacce. «Non fate uscire i vostri mezzi, se sarà il caso vi ammazzeremo » è scritto in un volantino firmato «viva la mafia via i forconi ». A Catania, il leader della protesta, Mariano Ferro, rilascia dichiarazioni tutt’altro che rassicuranti. «Siamo pronti a tutto — ha detto — potremmo anche decidere di darci fuoco, mettendo la benzina davanti alle prefetture e stiamo riflettendo sul da farsi. Siamo in tanti, più di mille». Ecco le modalità della manifestazione, secondo Ferro: «Inizieremo con presidi di solidarietà. Poi con volantinaggi. E alla fine deciderà la rabbia della gente».
In tutta Italia è panico. Le scene di psicosi non mancano. A Siracusa è stata sospesa la chiusura delle pompe di benzina per consentire alla gente di fare rifornimento. In provincia di Napoli, due comuni, Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano, hanno deciso di chiudere le scuole. Una preoccupazione non infondata, quella dei due sindaci, visto che un “gruppo vesuviano” di protesta ha minacciosamente invitato la popolazione e «fare
scorte di cibo e generi di prima necessità». Ma è soprattutto confusione. Il Viminale è allertato dalle informative delle Digos e dell’intelligence sul rischio che movimenti di estrema destra (come Forza Nuova e Casa Pound), possano infiltrarsi nella protesta del settore trasporto e «incanalare le reazioni dei manifestanti verso forme di esasperata conflittualità ». Il capo della Polizia, Alessandro Pansa, è per la “tolleranza zero” contro i blocchi stradali (fatti anche usando i Tir), o delle ferrovie o degli aeroporti. Il suo ordine è usare la linea dura contro manifestazioni non autorizzate che provochino lo stop dei trasporti e quindi difficoltà negli «approvvigionamenti ». Ma il rischio che la situazione degeneri nel caos, e che sfugga di mano alle forze dell’ordine, è altissimo. Le prove generali, del resto, sono già cominciate: ieri mattina, a Torino, sono stati organizzati picchetti per impedire nei più grandi supermercati l’ingresso ai
cittadini.
Da La Repubblica del 08/12/2013.
p.s.
su questa giornata se ne son dette tante: son di destra, sinistra, protestatari, ecc. forse è vero tutto e forse no ma almeno qualcuno s'è mosso...... che poi falliscono o avranno miglior fortuna lo sapremo dopo.
Per ora mi limiti a osservare il fenomeno: se attecchisce, se riescono a bloccare il paese, se falliscono... poi il resto verrà da se
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